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martedì 22 ottobre 2013 9 vostri commenti

El pibe de Arcore


Sia chiaro che qui non si vuole difendere Fazio e i suoi milioni guadagnati né tanto meno Maradona. Ma viene davvero da sorridere assistendo all'ultima campagna da inquisitore dell'ultima ora di Renato Brunetta contro l'"ombrello" del pibe de oro contro Equitalia.
Dimentica l'ex ministro di avere appoggiato e  per anni e di appoggiare l'omino ritratto qui sopra che fino a prova contraria a differenza di Maradona è stato condannato per evasione e  che non sembra aver dato sfoggio di etichette particolari. 
Vogliamo ricordare la sua faccia mentre va incontro a Michelle Obama, il suo dito medio mostrato più volte, mentre fa il mitra in compagnia dell'amico Putin ricordando i vecchi tempi, la telefonata alla fidanzatina di turno con tanto di attesa della Merkel, le corna mostrate come alla foto di classe, la lezione di storia fatta in Europa dando del Capò a destra e a sinistra, le "magnate" con l'amico Gheddafi. Per non parlare dei primi anni di Silvio in stile banda della Magliana con tanto di pistola sulla scrivania.
Solo in un paese come il nostro uno come Brunetta può e potrà avere degli ascoltatori, della gente che crede solo all'ultima cosa detta, magari in televisione che fa più effetto. 
Quindi che fare per coprire le malefatte del "capo"? Mostrare quelle degli altri, da qui la campagna di Brunetta che da ex consigliere economico di Craxi non risponde mai alle domande tecniche e specifiche.
Ad esempio come mai nel dicembre del 2010 l'allora ministro diceva che il peggio della crisi era passato?
martedì 9 novembre 2010 33 vostri commenti

7 a 4

Ci sono momenti in cui vorresti essere li e abbracciarli.
Allungare le braccia e stringerli, dargli un pacca sulle spalle guardarli in faccia per dirgli grazie.
Si grazie per la loro magnifica e umana normalità. Per la loro capacità di farci sapere che non siamo soli e che la speranza non è solo una concessione dei padroni.
Non sto parlando di eroi, no, sto parlando di uomini che chiedono semplicemente un paese normale dicendocelo seriamente...




...oppure col sorriso sulle labbra strappandoci una risata...




...oppure attraverso una lista.




Uomini liberi che possono essere criticati certamente, che possono anche non essere simpatici perchè no! Ma liberi di direi ciò che vogliono, liberi di non dover rispondere ad un padrone, che non devono stare dentro a paletti, liberi di scrivere senza dover pensare alle conseguenze o al potente che potrebbe incazzarsi, liberi di non dover difendere il proprio datore di lavoro, liberi di avere una coscienza senza essere una proprietà privata.
Uomini e numeri come i 7 milioni e mezzo di italiani che hanno seguito Vieni via con me per respirare libertà contro i 4 milioni e otto che continuano a scegliere la finzione di 4 mura guardate da un occhio virtuale mentre gli altri lottano con il vero Grande Fratello.
venerdì 4 giugno 2010 29 vostri commenti

Verità...vieni via con me


Ci sono persone che vengono al mondo per lasciare il segno.
Uomini e donne che cavalcano la storia e che verranno ricordati.
Quelli che si espongono in prima persona. Che denunciano. Che scrivono. Che lottano, con la loro faccia.
Il mondo ne ha visto molti, non tantissimi, ma tanti.
Ognuno con il proprio mezzo, strumento.
In questi giorni un uomo solo, Roberto Saviano, sta subendo troppi attacchi da politici, calciatori, giornalisti.
Un uomo che dovrebbe avere il sostegno di tutta la comunità per quello che ha fatto, che fa e che rischia ogni giorno.
Vengono in mente quei giorni un cui due eroi della Repubblica, Falcone e Borsellino, venivano isolati dal mondo politico e dal resto, accusati di essere dei ficcanaso.
Questa volta sono i dirigenti Rai che non vogliono vedere questi argomenti in prima serata...

Ndrangheta.
Terremoto.
Affari.
Welby.
Eutanasia.
Inchieste.

Parole che non devono apparire sullo schermo. Una Rai che ha paura di quello che potrebbe dire lo scrittore, con Fazio su rai3, nelle 4 puntate di "Vieni via con me". Un quattro che potrebbe diventare un due e chissà magari anche zero.

"Vediamo. Dobbiamo coordinare i programmi su tutte le reti. Forse andranno due puntate quest'anno e due l'anno prossimo"

Vediamo... coordinare... potere... forse... censura... silenzio.
Queste sono le parole che vogliono i dirigenti Rai.
Titolo migliore non avrebbe potuto avere questa trasmissione.... "Vieni via con me", nel senso che qualcuno si è portato via il servizio pubblico e non l'ha più dato indietro.

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