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giovedì 10 ottobre 2013 5 vostri commenti

Una storia da sudditi

Leggere oggi la notizia del sequestro preventivo della Villa di Arezzo di Licio Gelli fa sorridere amaramente, perché ci fornisce il reale stato di un paese che in tutta la sua storia non ha saputo mettere in galera personaggi del genere. Anzi il più delle volte sono stati premiati con incarichi in grandi aziende, banche o ministeri, con la libertà di dare "lezioni" dai loro pulpiti contro una democrazia che li ha graziati per il piacere di molti che avrebbero dovuto seguirli in prigione.
Quelle stesse prigioni che oggi fanno discutere. Dico oggi perché da domani non se ne parlerà più, visto che questo problema viene affrontato ciclicamente con interventi che solitamente servono solo a lasciare fuori dalle celle i colletti bianchi o gli amici degli amici, dimenticandosi la reale condizione di molti detenuti che in parecchi casi non si possono permettere un Ghedini della situazione. 
Ciò che ci da speranza è che in questo paese ci sono anche persone che si occupano di "carcere" tutto l'anno, in silenzio e molte volte senza essere riconosciuti, senza voler ergersi a paladini della verità ma comportandosi da persone che cercano una via, parlando di uomini e donne.
Il resto lo sappiamo è uno Stato che si fa deridere da quelli come Gelli e il suo delfino Silvio, che si accorge del vergognoso reato di clandestinità solamente in occasioni come la tragedia di Lampedusa, che si dimentica delle persone che tratta sempre più da sudditi piuttosto che cittadini.
lunedì 7 marzo 2011 15 vostri commenti

Non avere una pagina di Wikipedia vuol dire essere intoccabili?

«Che lavoro fa davvero Gigi? Diciamo che è un maestro nel mettere insieme persone e interessi convergenti»

«Un uomo curioso e geniale con un portafoglio relazionale pazzesco. Decine di potenti gli devono la carriera.
La rete su cui si fonda il sistema romano di Berlusconi l’ha creata lui, ed è lui a saper muovere più di tutti le leve».

C'è sempre un vecchio nella storia di questo paese.
Un grande vecchio che cammina nell'ombra, che di spalle se ne va indisturbato in un vicolo cieco dove solo lui sa trovare l'uscita. Una figura che muove fili, che sposta burattini, che fa circolare parole, informazioni e denaro.
Il nostro paese è cresciuto con accanto sempre una figura del genere.
Licio Gelli, Giulio Andreotti o magari Enrico Cuccia tutti nomi di persone che per un verso o per l'altro hanno cambiato e modificato le sorti di questo paese.
E ora?
Certi vizi non si perdono. Magari non è più tutto chiaro come una volta, quando se ne poteva trovare solo uno, ora potrebbero essercene molti, a volte si alternano, magari cadono in disgrazia per qualche anno ma poi si risollevano cambiano maschera e tornano in auge.
Probabilmente se dico Gigi Bisignani qualcuno penserà ad un errore di battitura e invece no.
Pare proprio che in questo momento uno dei "grandi vecchi" sia quest'uomo. Iscritto in passato alla P2, dagli elenchi in quel periodo risultava come il più giovane della Loggia (che non si dica che in questo paese non si fanno lavorare i giovani please!), fidatissimo collaboratore di Gelli che lo prelevò dalla redazione dell'Ansa.
Un uomo che gira su un unico taxi prenotato solo per lui, che da appuntamenti per strada all'aperto, che non risponde quasi mai al telefonino, e che delega tutto alla sua storica segretaria.
Ma chi è? Verrebbe da dire. Se non ha una pagina di Wikipedia tutta per lui allora vuol dire che è proprio intoccabile? Cosa possiede? Amministra una stamperia, la Ilte. Già!
Il suo ufficio, chiamato nell'ambiente "La ditta", è diventato la meta preferita da tutti i maggiori esponenti politici vicini al governo, i funzionari pubblici e dirigenti. Perchè lui conosce. Così funziona il paese, sulle conoscenze, sulle intersezioni di interessi, sulle sovrapposizioni di cariche. Per anni, giustamente, abbiamo parlato del più grosso caso di conflitto di interessi, quello del cavaliere, ma abbiamo tralasciato un piccolo particolare... tutto il paese è un enorme conflitto di interessi. Scambi di favori, raccomandazioni, informazioni che portano magari a piccoli ricatti, che tengono in scacco figure importanti delle istituzioni. Funziona così.
E allora come insegna la storia quando ci sono grandi intrecci c'è un grande vecchio.
Pare che lo stesso Berlusconi abbia detto di Bisignani... "Oggi è l’uomo più potente in circolazione. Più potente di me". E che addirittura Letta, quello sponda Pdl, si un suo uomo non viceversa.
Detto da un compagno di tessera potremmo anche crederlo.
Insomma non ci facciamo mancare nulla qui, quando scegliamo le persone che ci amministrano e scelgono il nostro destino le vogliamo con un curriculum decisamente in regola, e allora come per Bisignani lo vogliamo ex piduista, tessera numero 1689, fascicolo 203, data dell’iscrizione 1 gennaio 1977, uomo di fiducia di Gardini, con una bella condanna negli anni novanta a due anni e otto mesi per i miliardi della maxitangente Enimont (quella dove c'era anche il Bossi eh eh) portati nelle casse della vaticana Ior e nelle grazie di Geronzi. Dopo l'inchiesta "Why not" la sua stella sembra cadere ma come in ogni situazione ci pensa il buon Silvio a riesumare il tutto prendendolo nel 2001 come fidato consigliere. Poi siccome i curriculum vanno aggiornati ecco spuntare anche la chiamate della procura di Napoli per l'inchiesta P4.
Tutti in stamperia allora!! Dalla Carfagna alla Santanchè passando per Minzolingua per arrivare fino a Frattini Dry. Una coda più lunga di quella dei provini del grande fratello.
Ultima chicca segnalata dal Fatto ultimamente... l'autista di Bisignani fermato con 19 titoli al portatore di una holding belga la Codepamo.
Che dire. Qualcuno potrebbe obiettare che sono tutte illazioni, parole contro parole. Ci sono dei fatti però inquietanti, ex pidiusti che continuano a ritornare ai vertici del potere, politici non eletti dai cittadini (è giusto rimarcarlo perchè la legge non lo consente) che cercano consigli da figure misteriose con passato a dir poco imbarazzante. Ecco si la domanda che farebbe anche un bambino... perché un politico dovrebbe avere anche un minimo rapporti con una persona con un passato del genere?
Ma forse esageriamo, forse sono solo incontri tra vecchi amici per ricordare i tempi passati che a guardar meglio non sono mai finiti.
martedì 21 aprile 2009 0 vostri commenti

I 90 anni di Licio Gelli


Li immagino proprio...attorno ad una torta con 90 candeline. Non più incappucciati, non più nell'oscurità. Tutti riuniti a festeggiare il Gran Maestro, colui che ha dato la retta via, colui che ha indicato la strada giusta per un paese vero.
Li immagino a festeggiare...contenti perché finalmente dopo molti anni il programma della società è nella piena fase di sviluppo...l'informazione...le forze dell'ordine...i militari...i giornalisti...politici trasversali...
Li immagino ad un tavolo che avidamente si spartiscono le parti della torta...fatta a stivale.
Li immagino a ridere dei poveri pazzi che pensano ancora di poter "votare" liberamente.
Li immagino a scorrere i titoli dei giornali che il giorno prima hanno dettato ai direttori delle stesse testate.
Li immagino a nascondere ancora nei cassetti degli armadi gli scheletri del passato.
Li immagino a ripercorrere i vecchi tempi...le stragi di stato...i complotti...i colpi di stato..
Li immagino a scartare assieme il regalo...ad aprire la scatola...quella nera... di Ustica.
Li immagino a festeggiare la tessera n. 1816...quella che ce l'ha fatta...quella degna di sostituire il Gran Maestro...quella che censura...che decide ciò che è giusto e sbagliato.
Li immagino...e a volte spero sia un sogno ma purtroppo è la storia del nostro paese.

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