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martedì 15 giugno 2010 29 vostri commenti

Addio bocca di rosa con te se ne parte la primavera



"E' un fatto vero un episodio che è accaduto a me personalmente nel 1962 a Genova. Il paesino di Sant'Ilario citato nella canzone è in realtà la stazione di Nervi. Fu lì che sbarcò la mia Bocca di rosa"... "Proprio come nella canzone, lei lo faceva per piacere, per passione, non per denaro"

Queste le parole di Faber in un'intervista di qualche tempo fa a Repubblica.
Mito, realtà, racconto o storia.
Aveva 88 anni, si chiamava Liliana ed è morta ieri nell'ospedale di Sampierdarena a Genova.
Nell'intervista Faber l'aveva indicata come la sua "bocca di rosa" nonostante le smentite di oggi della moglie Dori Ghezzi e dell'amico Villaggio.
Chissà, forse non lo sapremo mai e forse è giusto così.
La poetica di Fabrizio ha accompagnato l'immagine di bocca di rosa fino ad oggi e lo farà ancora e per sempre, parole che rimangono scolpite e indelebili.
Parole che risuonano ancora di più in un mondo che ha dimenticato di "mettere l'amore sopra ogni cosa", un paese che nonostante gli anni continua a rimanere chiuso e ancora troppe volte ipocrita, un paese dove i perbenisti invesicono ma "alla stazione c'erano tutti dal commissario al sagrestano alla stazione c'erano tutti con gli occhi rossi e il cappello in man0".

C'era un cartello giallo
con una scritta nera
diceva "Addio bocca di rosa
con te se ne parte la primavera"





A noi piace pensare che sia sempre li a far parlare le comari del villaggio...

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