Davanti a me quanto tornavo da scuola, quando tornavo da calcio e quando le salivo per andare a compiere il mio "dovere" da bravo chierichetto.
Piazza Alimonda. A pochi metri da casa mia.
Piazza Alimonda. A pochi metri da casa mia.
"Sei stato tu col tuo sasso!"
Ho visto spose rischiare di cadere, parenti col sorriso a 300 denti per la comunione del nipote. Riso tirato, porte chiuse e il prete subito con la scopa in mano a pulire.
"Bastardo!"
Le prime occhiate con le ragazzine da adolescente puro, il periodo dei gruppi, del ci vediamo dal muretto.
"Non andare in piazza questa volta, siamo preparati..."
Dovevo fare il marinaio io, ottobre uguale marina. Ma con me le divise non hanno mai funzionato, quindi servizio civile.
10 anni fa, il 20 luglio ero in servizio qui dove lavoro ora, vicino a piazza Manin.
10 anni fa, il 20 luglio ero in servizio qui dove lavoro ora, vicino a piazza Manin.
"Sei dentro vero, fuori sta succedendo in macello? Ti prego non uscire..."
Una madre spaventata, le madri spaventate, la voglia di manifestare liberamente senza etichette solo per fa sapere che nessuno può arrivare in una città è appropriarsene cancellando lo spazio vitale di un cittadino
"Ragazzi li stanno massacrando a Manin" "Chi?" "Stanno massacrando quelli di Manitese"
Il fumo, gli anziani spaventati, e i neri in giro per la città liberi senza nessun controllo mentre la polizia, la finanza, i carabinieri attaccavano chi voleva manifestare pacificamente.
"Io lascerei la porta aperta... sembra cha li vogliamo tenere fuori!" "Io la chiuderei guarda!"
Passano davanti al cancello distruggendo tutto, le divise blu dietro a guardare a distanza, dopo aver massacrato qualche minuti prima persone inermi pacifiche.
Pochi minuti e il fumo più denso, la strada sembra il Libano visto in Tv, cassonetti rovesciati, macchine ribaltate, bruciate, un anziano da portare via dal giardino di corsa spettatore inconsapevole di tutto...
Pochi minuti e il fumo più denso, la strada sembra il Libano visto in Tv, cassonetti rovesciati, macchine ribaltate, bruciate, un anziano da portare via dal giardino di corsa spettatore inconsapevole di tutto...
"Cosa sta succedendo?"
Gettoni nei telefoni, carte telefoniche esaurite...
"Li stanno massacrando!"
"E' una trappola!"
E poi...

...e poi silenzio, fumo come dopo un duello, caldo, paura, incredulità, la jeep, l'esintore, la pistola...
"Ma è successo davvero?"
...gli amici con le telecamere a riprendere le strade martoriate, i feriti, le gente con gli occhi sbarrati.
La sera...
La sera...
"Hanno ucciso un ragazzo!"
"Noooooooooooooo!"
Carlo.
I primi tentativi di depistaggio, è stato un sasso, è stato un manifestante... è stato... è stato... è stato...
Quel giorno ci ha segnato a tutti, rimarrà impresso per sempre dentro di noi e fa sempre male.