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venerdì 24 aprile 2015 8 vostri commenti

Quanto vale la vita di un uomo?


Per la Camera dei deputati questo...
Il vuoto (35 deputati) durante l'informativa del ministro Gentiloni sulla morte di Giovanni Lo Porto.
Quando droni e indifferenza vanno a braccetto.

mercoledì 10 luglio 2013 12 vostri commenti

Lavori sospesi

Dunque dobbiamo aggiungere un'altra iniziativa tutta italiana oggi alle nostra lista della vergona. La possibile sospensione de lavori alla Camera e al Senato. Leggendo così senza approfondire uno potrebbe dire... "stavano rifacendo i bagni e si fermano"... "stavamo ricostruendo il parrucchiere gratis per i parlamentari"... "stavano rifacendo le labbra della Santanché ed è finito il silicone".
No, trattasi del lavoro dei parlamentari. Ovvero quelli che dovrebbero impegnarsi per ogni cittadino e per tutto il paese che versa in condizioni pietose. Invece una parte del parlamento ha deciso, ormai da anni, di occuparsi solo di uno. Lui.
Quindi vediamo per cosa ci si dovrebbe fermare per protesta...

...disoccupazione ai massimi storici...
...numero di precari imbarazzante per un paese civile...
...processi lunghissimi senza arrivare quasi mai alla fine...
...femminicidio giornaliero...
...prescrizioni di criminali di ogni genere...
...condannati in definitiva che occupano posizioni strategiche per il paese...
...spese pubbliche per finanziare armi...
...morti vergognose nelle carceri italiane...
...stragi mai risolte...
...violenze del G8 senza colpevoli...
...morti sul lavoro ogni giorno...
...mafia, camorra e ndrangheta che oramai agiscono impunite, come sempre...
...scandali in vaticano per pedofilia, evasione e molto altro...
...evasione fiscale a livelli allucinanti...
...episodi di razzismo istituzionalizzato...
...sanità pubblica che ormai è un miraggio...
...scuola pubblica umiliata...
...banche che non concedono mutui a meno che non sei amico degli amici degli amici...
...tassi di interesse da usura...
...trattenute sulla busta paga che superano gli stipendi...
...depenalizzazione del falso in bilancio...
...sfruttamento sui posti di lavoro...
...operai espulsi dalle fabbriche per proteste sindacali...
...imprenditori che prendono i soldi qui e investono all'esterno...
...legittimi impedimenti da repubblica delle banane...
...attacchi alla magistratura...

...e altro che sicuramente ho dimenticato e che potete aggiungere perché nello scrivere queste righe le mie dita si sono fermate sulla tastiera per lo schifo che provo verso queste persone.
venerdì 13 gennaio 2012 35 vostri commenti

Se ne sbattono il cappio!


Qui sopra...
Luca Leoni Orsenigo da Cantù,  deputato leghista, 16 marzo  1993, durante il discorso del presidente del consiglio Giuliano Amato.

Qui sotto...
"Non siamo mai stati forcaioli"
Umberto Bossi da Cassano Magnago, 12 gennaio 2012, dopo aver salvato Cosentino.

Ecco, la Lega è tutta in queste poche righe, non c'è altro da aggiungere.


venerdì 1 aprile 2011 25 vostri commenti

Là dove una volta c'era lo stato e ora solo il sonno della ragione che genera mostri



"Il regno della ragione? Come potrà trionfare, se mai finora, in secoli ben più virtuosi, ha potuto affermarsi; se finora la ragione non è stata su questa terra che una straniera, una fuggitiva, di cui gli uomini hanno preso sempre pretesto per ingannarsi con la speculazione e coi sofismi, per rendere plausibili gli atti che le sono più opposti, e lasciar corso alle maggiori infamie!"
(Achim von Arnim)
mercoledì 2 febbraio 2011 22 vostri commenti

Nuova circolare in parlamento: "Tenere le mani sui tavoli"

Avete presente una classica giornata.
La vostra, la nostra ad esempio.
Una mattina fredda, magari ventosa, la solita ora, la solita sveglia e via veloci a lavorare.
Si timbra il cartellino chi in ufficio, chi in fabbrica chi magari proprio alla catena di montaggio con tanto di oltraggio di Marchionne.
Poi arriva il giorno della busta paga.
Un'occhiata allo stipendio, sempre lo stesso anzi a volte meno, e le trattenute... già le trattenute.
Beh ma uno dice caspita dai è giusto pagare le tasse, se vogliamo un servizio pubblico efficiente. Certo, se tutto fosse equo nel paese, ma non è così.
Già perchè se ci alziamo alla mattina per andare a fare un lavoro da milleuro al mese e poi vediamo certe foto...


...qualcuno dirà beh è uno che guarda una foto su un ipad. Vero!


...peccato che l'uomo è un deputato PDL, Simeone Di Cagno Abbrescia, 67 anni, ex-sindaco di Bari, seduto non nella sia camera, ma nella nostra Camera, durante il voto di fiducia al ministro Bondi...



...eh già quella che vedete non è il pdf dell'ultimo decreto da votare, o una circolare da leggere, trattasti di curve, donnine, escort, insomma dai un sito a luci rosse...


...e la cosa ancora più buffa che voi che magari non potrete (e magari non lo volete nemmeno) permettervi un Ipad lo avete regalato a tal signore, già perchè nel dicembre scorso i parlamentari, questa volta in maniera trasversale (pd-pdl) si sono regalati l'ultimo prodotto della Apple...


...ma poverino bisogna capirlo come dice lui...

"in certi momenti bisogna stare in aula anche se il dibattito non è avvincente. Di solito uso l'iPad per informarmi, leggere le agenzie. Ma può capitare di soffermarsi su una di quelle immagini diciamo porno che ogni tanto compaiono. Ora tutti fanno i casti, ma ce n'è di gente che le escort le frequenta, non le guarda su Internet. E le vicende del Rubygate hanno incuriosito tutti, è inutile negarlo. La mia era solo curiosità, non ho mai cercato la compagnia di professioniste. Del resto ho sempre avuto donne giovani"

Del resto cosa ci possiamo fare se chi ha in mano il nostro futuro ultimamente ha deciso di avere in mano ben altro, ora ci manca solo di trovare qualche parlamentare che si fa le pippe in bagno e il cerchio è chiuso.
lunedì 22 marzo 2010 24 vostri commenti

Tranquillo Cammarata o camerata! Non siamo mica in Messico, ma ci sono le nuvole che forse potranno prima o poi coprire la vergogna



"Mah... se ne sono dimenticati uno!"
Questo è il pensiero che il mio cervello, per adesso ancora manifestatamente libero, ha continuato a rimbalzare costantemente ieri sera ascoltando l'inchiesta di Report sui doppi, tripli incarichi, con tanto di salto mortale da Roma alla provincia o comune, dei nostri cari e sempre pronti al sacrificio parlamentari.
Si perchè nel clima di censura ieri sera mi sono proprio chiesto come la mannaia abbia dimenticato Report...
Attenzione questa volta pare che la faccenda non sia trasversale ma riguardi solo i deputati del Pdl, nel particolare 16 deputati.
Deputati che è bene precisare continuano ad esercitare contro la legge.
Lo so qualcuno di voi ora starà pensando sai che novità! In un paese dove il presidente del consiglio proclama al vento che i magistrati non vanno rispettati, le leggi non vanno rispettate e la costituzione è da buttare... che altro aspettarsi.
Vero. Comunque sia esiste una legge del 1953 che vieta espressamente ai sindaci e ai presidenti della provincia di candidarsi al parlamento. Avete sentito bene? Vieta ai sindaci e ai presidente della provincia di candidarsi al parlamento... non vi preoccupare non è che mi si sia incastrata la tastiera sul copia incolla o sono rincoglionito di colpa (ma neanche tanto di colpo)... Avete mai sentito parlare di un certo Cammarata? Di un metodo Cammarata? Tale uomo dotato di alta moralità e senso del dovere nel lontano 2002 decide di voler fare anche il sindaco di Palermo oltre scaldare la sedia in parlamento per il Pdl, quindi ricorre contro il divieto e.... colpo geniale della giunta delle elezioni "la legge dice che un sindaco non può fare il deputato, ma non dice che un deputato non può fare il sindaco".
No dico se noi mettessimo tanta genialità per risolvere i problemi economici e sociali del paese come ci impegnamo per prendere per il culo i padri del diritto potremme essere uno dei primi paese nella classifiche del benessere!
E dal 2002 anarchia completa e si salvi chi può! Doppi incarichi con tanto di scusa "ma io mi sono sacrificato per il partito"... "me lo hanno chiesto"..."sa cosa vuol dire lavorare tutta la settimana"... "eh non ci sono più domeniche"!
Più che altro non ci sono più politici, nel senso che ci ritroviamo con giunte provinciali che cercano di rincorrere i presidenti per poter fare almeno una rinione settimanale (vedere il caso di Asti, pare che abbiano visto solo la presidentessa durante la campagna elettorale sui manifestini). Oppure casi come quel genio che si dimette da sindaco, facendo commissionare il comune con tutti i problemi del caso e spese per l acomunità, per potersi candidare al parlamento con tanto di uscita "beh beh non potevo andare contro la legge"... peccato che subito dopo essere eletto in senato si sia ripresentato immediatamente (e logicamente rieletto, madonna come amo gli italiani!) come sindaco, il tutto a norma di legge!
Ma siamo un paese fantastico, un paese con la vocazione da artista, a cui piace interpretare soprattutto la legge... Cammarata... 2002... sommateli e compaiono magicamente i pianisti in parlamento. Già perché con un plurincaricato non si riesce a ottenere sempre i conti giusti sulle votazioni e allora via ai polpi in parlamento che hanno trovato vita difficile però quando Fini, diventato presidente della Camera, decide di introdurre il voto con tessera con tanto di impronte digitali. Tutti d'accordo? Eh si!
Alcuni rifiutano di farsi prendre le impronte, pare 20 deputati guarda caso, tra i quali anche il senatore della lega Ettore Pirovano, presidente delle provincia di Bergamo...

BERNARDO IOVENE
"Ho visto che lei ha rifiutato di dare le impronte digitali?"
ETTORE PIROVANO – PRESIDENTE PROVINCIA DI BERGAMO E DEPUTATO LEGA
NORD
"Si, solo in Messico, prima di noi hanno fatto questo sistema. L’abbiamo copiato dal Messico, mi
pare che noi ci meriteremmo qualcosa di più! "
BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
"Non sappiamo se in Messico si può votare per qualcuno assente, mentre sappiamo che quando
l’onorevole Pirovano era a Bergamo, il suo compagno di banco in Parlamento, votava per lui. E Fini lo ha beccato."

...eh già Fini lo ha beccato, ha beccato uno di quelli che vorrebber fare i test agli iextracomunitari e prendergli le impronte digitali per catalogarli, mentre lui non vuole darle...

Eh ma d'altra parte qui non siamo mica in Messico ragazzi, no qui siamo nel paese alla Cammarata (anche alla camerata) dove si interpreta, un paese di istrioni (avrei qualcosa in rima in mente ma lascio perdere), un paese da giuramenti, di candidati presidenti sul palco con la bava a idolatrare i loro datore di lavoro, che non riescono neanche a prendersi sul serio da soli...




...non siamo mica in Messico, ma ci sono le nuvole che forse potranno prima o poi coprire la vergogna...
venerdì 29 gennaio 2010 13 vostri commenti

Fate la vostra scelta

Berlusconi, "Meno immigrati, meno criminalità"

Forse bisognerebbe dare un'occhiata in parlamento...

No dico decidete voi dopo aver letto questo elenco se il premier ha ragione, logicamente l'elenco non è intero lo potete trovare qui... e soprattutto non è aggiornato vedi cuffaro, cosentino e via di seguito...


Popolo delle Libertà

Berlusconi Silvio (FI): 2 amnistie (falsa testimonianza P2 e falso in bilancio Macherio); 1 assoluzione dubitativa (corruzione Gdf, falso bilancio Medusa); 1 assoluzione piena (corruzione giudici Sme-Ariosto); 2 assoluzioni per depenalizzazione del reato da parte dello stesso imputato (falsi in bilancio All Iberian, Sme-Ariosto); 8 archiviazioni (6 per mafia e riciclaggio, 2 per concorso in strage); 6 prescrizioni (finanziamento illecito a Craxi con All Iberian; falso in bilancio Macherio; falso in bilancio e appropriazione indebita Fininvest; falso in bilancio Fininvest occulta; falso in bilancio Lentini; corruzione giudiziaria Mondadori); 3 processi in corso: Telecinco (falso bilancio, frode fiscale, violazione antitrust spagnola), caso Mills (corruzione giudiziaria), diritti Mediaset (appropriazione indebita, falso bilancio, frode fiscale), Saccà (corruzione); 1 indagine in corso (istigazione alla corruzione di alcuni senatori).

Berruti Massimo Maria (FI): Condannato in via definitiva a 8 mesi per favoreggiamento, per aver depistato nell’estate del 1994 le indagini sulle tangenti Fininvest alla Guardia di Finanza dopo una visita a Berlusconi a Palazzo Chigi.

Ciarrapico Giuseppe (FI): 5 condanne definitive, una in primo grado e una serie impressionante di arresti e procedimenti penali.

De Gregorio Sergio (FI-Italiani nel Mondo): Dal giugno 2007 è indagato dalla Procura antimafia di Napoli per i reati di riciclaggio e favoreggiamento della camorra. Nel febbraio 2008 è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma per il reato di corruzione.

Dell’Utri Marcello (FI): Condannato definitivamente a Torino a 2 anni e 3 mesi per false fatture e frodi fiscali nella gestione di Publitalia (reato per cui fu arrestato per 18 giorni nel maggio 1995 e poi patteggiò la pena in Cassazione); condannato in primo grado e in appello a Milano a 2 anni per tentata estorsione mafiosa insieme al boss trapanese Vicenzo Virga ai danni dell’imprenditore Vincenzo Garraffa; condannato in primo grado a Palermo a 9 anni per concorso esterno in associazionemafiosa; salvato dall’immunità parlamentare dalla richiesta di arresto avanzata nel 1999 dai giudici di Palermo in un processo per calunnia aggravata contro alcuni pentiti (processo chiuso in primo grado con l’assoluzione e ora in fase di appello).

Fitto Raffaele (FI): Indagato a Bari per corruzione, falso e illecito finanziamento ai partiti, nel 2006 s’è salvato dalle manette perché la Camera ha respinto la richiesta di autorizzazione ad arrestarlo inoltrata dai giudici di Bari. Nel dicembre 2007 la Procura barese ha comunque chiesto il suo rinvio a giudizio per corruzione e illecito finanziamento. L’accusa riguarda presunte tangenti versate a Fitto da Giampaolo Angelucci, re delle cliniche private (anche lui imputato a Bari

Formigoni Roberto (FI): Imputato per abuso d’ufficio nel processo sui maneggi intorno alla fondazione Bussolera Branca. Assolto in primo e secondo grado, s’è visto annullare la sentenza dalla Cassazione, che ha ordinato di rifare il processo d’appello.

Landolfi Mario (An): Ex ministro delle Telecomunicazioni e presidente della commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, è indagato in Campania per corruzione e truffa «con l’aggravante di aver commesso il fatto per agevolare il clan mafioso La Torre»

Martinat Ugo (An): Indagato dal 2 maggio 2005 a Torino, nella sua veste di viceministro delle Infrastrutture, per turbativa d’asta e abuso in atti d’ufficio a proposito degli appalti per l’alta velocità ferroviaria Torino-Lione e per due strade costruite in vista delle Olimpiadi invernali di Torino 2006.

Matteoli Altero (An): Imputato a Livorno per favoreggiamento verso l’ex prefetto di Livorno, che avrebbe avvertito di

indagini e intercettazioni in corso su uno scandalo di abusi edilizi all’isola d’Elba, consentendo a lui e ad altri indagati di inquinare le prove e di distruggere carte e addirittura computer, con gravi danni per le indagini. Il processo è iniziato il 20 ottobre 2006. Ma il 17 maggio 2007 la Camera l’ha bloccato (394 voti favorevoli, 2 contrari e 32 astenuti), sollevando un conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato alla Corte Costituzionale contro il Tribunale dei ministri che, spogliandosi del caso in quanto Matteoli è accusato come comune cittadino e non come ex ministro, non ha ritenuto di chiedere alla Camera l’autorizzazione a procedere prevista per i ministri accusati di reati commessi nell’esercizio delle proprie funzioni. Così il processo, in attesa della Consulta, si ferma.

Messina Alfredo (FI): Storico dirigente Fininvest e Mediaset, più volte indagato insieme al Cavaliere e ai suoi cari, ora è vicepresidente di Mediolanum ed è sotto inchiesta a Milano (la Procura ha da poco depositato gli atti a fine indagini) per favoreggiamento nella bancarotta fraudolenta dell’Hdc del sondaggista del Cavaliere, Luigi Crespi

Pecorella Gaetano (FI): Imputato a Brescia per favoreggiamento nelle stragi di piazza Fontana e piazza della Loggia: nel 2007, dopo cinque anni di indagini, la Procura ha chiesto il suo rinvio a giudizio con l’accusa di aver corrotto un pentito di Ordine nuovo, Martino Siciliano, testimone-chiave nei processi per le due stragi nere, perché ritrattasse le sue accuse controDelfo Zorzi, cliente di Pecorella, indicato come l’autore materiale del primo eccidio e coinvolto anche nel secondo.

Scapagnini Umberto (FI): Il 26 ottobre 2007 il pm catanese Francesco Puleio ha chiesto la sua condanna a 2 anni e 10 mesi di reclusione per abuso d’ufficio e violazione della legge elettorale. Tre giorni prima delle comunali del 2005, Scapagnini e la sua giunta approvarono due delibere con cui si sospendeva la riscossione dei contributi previdenziali dalle buste paga dei 4000 dipendenti del municipio.

Sciascia Salvatore (FI): Condannato definitivamente a 2 anni e 6 mesi per aver corrotto, nella sua qualità di manager

Fininvest (capo dei servizi fiscali del gruppo Berlusconi), alcuni ufficiali e sottufficiali della Guardia di finanza affinchè

ammorbidissero le verifiche fiscali.

Tomassini Antonio (FI): Medico chirurgo, amico personale di Silvio Berlusconi, è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione a 3 anni di reclusione per falso.

Valentino Giuseppe (An): Indagato nel 2004 dalla Dda di Catanzaro per i suoi presunti rapporti con l’avvocato Paolo Romeo, condannato per la sua appartenenza alla ‘ndrangheta, ha visto la sua posizione finire in archivio. Ma è tuttoggi indagato aRoma per favoreggiamento perché sospettato di aver rivelato a Stefano Ricucci le intercettazioni telefoniche in corso sulle scalate a Bnl, Antonveneta e Corriere nell’estate del 2005.

Lega Nord

Bossi Umberto: Condannato in via definitiva a 8 mesi di reclusione per 200 milioni di finanziamento illecito dalla

maxitangente Enimont; condannato in via definitiva per istigazione a delinquere e per oltraggio alla bandiera; indagato e

imputato in altri procedimenti penali. Il 16 dicembre 1999 la Cassazione l’ha condannato a 1 anno per istigazione a delinquere, per aver incitato i suoi, in due comizi a Bergamo nel 1995, a «individuare i fascisti casa per casa per cacciarli dal Nord anche con la violenza». Tremaglia, suo futuro collega ministro, l’aveva denunciato. Altra condanna definitiva nel 2007 a 1 anno e 4 mesi (poi commutati in 3.000 euro di multa, interamente coperti da indulto) per vilipendio alla bandiera italiana, per aver dichiarato nel 1997: «Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo». Niente sospensione condizionale della pena, che però è coperta da indulto (che cancella anche quelle pecunarie fino a 10 mila euro): insomma, Bossi non pagherà nemmeno un euro. Inoltre ha un altro processo in corso per lo stesso reato, per aver detto, sempre nel 1997, durante un comizio: «Il tricolore lo metta al cesso, signora... Ho ordinato un camion di carta igienica tricolore personalmente, visto che è un magistrato che dice che non posso avere la carta igienica tricolore». Nel 2002 la Camera ha negato ai giudici l’autorizzazione a procedere, ritenendo le espressioni rientranti nella libera attività parlamentare e dunque coperte da insindacabilità; ma nel 2006 la Consulta ha annullato la delibera di Montecitorio, disponendo che Bossi sia processato come un comune cittadino. Il Senatùr è invece uscito indenne dal lungo processo per resistenza a pubblico ufficiale, in seguito agli scontri con la polizia che perquisiva, il 18 settembre ’96, la sede leghista di via Bellerio a Milano: condannato a 7 mesi in primo grado e a 4 in appello, Bossi s’è visto annullare con rinvio la seconda condanna dalla Cassazione, che ha disposto un nuovo processo d’appello. E qui, nel 2007, è stato assolto. Ancora aperto, invece, il processo di Verona per le camicie verdi della cosiddetta Guardia nazionale padana costituita nel 1996: Bossi, con altri quarantaquattro dirigenti leghisti, deve

rispondere in udienza preliminare di attentato alla Costituzione e all’unità dello Stato, nonché di aver costituito una struttura paramilitare fuorilegge. Ma, almeno in questo caso, rischia poco o nulla: allo scadere dell’ultima legislatura, la maggioranza di centrodestra ha riformato i primi due reati (punibili ora solo in presenza di atti violenti), in modo da assicurarne la decadenza al processo di Verona. L’ennesima legge ad personam. Una volta tanto non per il Cavaliere, ma per il Senatùr. Il procuratore di Verona Guido Papalia, però, tiene duro sull’accusa residua di associazione paramilitare. Allora, nel 2007 la Camera regala l’insindacabilità ai deputati imputati, tra i quali Bossi, Calderoli e Maroni, quasi che la Guardia Padana fosse un’«opinione». A quel punto Papalia ricorre nuovamente alla Consulta con un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, come ha già fatto contro un analogo provvedimento impunitario adottato dal Senato per salvare Gnutti e Speroni.

Calderoli Roberto: Indagato a Milano per ricettazione nell’inchiesta sulla Bpl di Giampiero Fiorani.

Castelli Roberto: Indagato per abuso d’ufficio patrimoniale per alcune consulenze facili al ministero della Giustizia durante il secondo governo Berlusconi, s’è salvato grazie al voto del Senato, che nel dicembre 2007 gli ha regalato l’immunità totale per i suoi presunti reati ministeriali

Maroni Roberto: Condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni di reclusione per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, in relazione ai tafferugli durante la perquisizione della sede leghista di via Bellerio a Milano

Udc

Cesa Lorenzo: Arrestato nel 1993, rinviato a giudizio, condannato in primo grado a 3 anni e 3 mesi per corruzione aggravatanello scandalo Anas (mazzette per 30 miliardi di lire) e poi salvato da un cavillo insieme al coimputato Prandini (condannato in primo grado a 6 anni e 4 mesi): nel 2003, la Corte d’appello di Roma si è resa conto che il Tribunale dei ministri che aveva rinviato a giudizio i protagonisti dello scandalo Anas non poteva svolgere funzione di gup. Così il processo è ritornato al punto di partenza e tutto è finito in prescrizione, perché gli atti sono stati poi giudicati inutilizzabili. Ma dal 2006 il segretario dell’Udc è di nuovo indagato per iniziativa dei pm di Catanzaro Luigi De Magistris e Isabella De Angelis, che lo accusano di truffa per «per avere ottenuto illecita erogazione di circa 5 miliardi di lire» dalla Ue e dalla Regione Calabria. Secondo l’accusa Cesa, assieme al consigliere di amministrazione Anas Giovanbattista Papello e Fabio Schettini (ex capo della segreteria del commissario europeo Franco Frattini), avrebbe messo in piedi una società, la Spb Optical Disk Srl, solo per ricevere contributi comunitari in teoria destinati alla produzione di cd e di altro materiale informatico. Dopo che l’inchiesta viene tolta a De Magistris, la Procura chiede l’archiviazione della posizione di Cesa e di altri indagati.

Cuffaro Salvatore: Condannato a 5 anni dal Tribunale di Palermo nel gennaio 2008 per favoreggiamento aggravato di alcuni mafiosi (che avrebbe avvertito di indagini e intercettazioni a loro carico, vanificando il lavoro degli investigatori); indagato per concorso esterno in associazione mafiosa in un fascicolo pendente presso la Dda di Palermo.

Partito democratico

Carra Enzo: Ex Dc ed ex Margherita, condannato in via definitiva a 1 anno e 4 mesi per false dichiarazioni al pubblico

ministero.

Castagnetti Pierluigi: Ex Dc ed ex Margherita, ha una prescrizione per corruzione. Il 5 dicembre 2002 il pm di Ancona Paolo Gubinelli ha chiesto il suo rinvio a giudizio per corruzione, accusandolo di aver ricevuto una tangente di 15 milioni di lire nel 1991-92 dall’imprenditore anconetano Luigi Marrino in cambio del decreto di concessione dell’Istituto vendite giudiziarie.

D’Alema Massimo: Ex Ds, s’è salvato per prescrizione del reato (accertato) di finanziamento illecito nel processo a proposito di 20 milioni di lire in nero versatigli nel corso di una cena, negli anni 80, dal boss delle cliniche Francesco Cavallari, legato alla Sacra corona unita; ha poi avuto un’archiviazione a Reggio Emilia per i presunti fondi neri incamerati dal Pci-Pds; archiviata a Roma anche l’inchiesta per finanziamento illecito nata a Venezia, che lo vedeva indagato con Achille Occhetto e con Bettino Craxi; a Parma invece, dove Calisto Tanzi sosteneva di averlo finanziato con inserzioni pubblicitarie sulla rivista della sua fondazione Italianieuropei, D’Alema è rimasto un semplice testimone; infine la Procura di Milano sta ancora vagliando la sua posizione nell’ambito delle indagini sulla scalata dell’Unipol alla Bnl di Consorte nell’estate del 2005: il gip Clementina Forleo, che ipotizzava un suo concorso nell’aggiotaggio di Consorte, ha trasmesso gli atti alla Procura, sostenendo che non è necessario il permesso del Parlamento europeo per usare nei suoi confronti le famose intercettazioni telefoniche.

Latorre Nicola: Ex Ds, è stato indagato a Potenza per favoreggiamento, poi ha visto la sua posizione finire in archivio:ascoltando alcune telefonate di un gruppo di uomini d’affari in rapporti con lui e con l’ex presidente del Perugia Calcio,Luciano Gaucci, i magistrati avevano ipotizzato che fosse stato Latorre ad avvertire l’imprenditore dell’indagine a suo carico. Altre intercettazioni telefoniche l’hanno portato Latorre a un passo dal finire indagato a Milano per le scalate bancarie dei furbetti del quartierino

Rigoni Andrea: Ex Margherita, è stato condannato a 8 mesi di reclusione in primo grado per un abuso edilizio sul monte di Porto Azzurro, all’isola d’Elba, insieme alla madre, alla sorella e al direttore dei lavori. In appello, poi, si è salvato grazie alla prescrizione del reato.


(Fonti: “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez - Ministero dell’Interno www.interno.it)

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