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giovedì 19 luglio 2012 20 vostri commenti

"Quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri"

23 maggio e 19 luglio, l'anno  era il 1992.
Quello delle stragi, della paura nelle città, della mafia che sfida tutto e tutti, quello si uno stato corrotto e mafioso che non governa più ciò che ha creato, quella di uno stato che poi in extremis ora sappiamo prova a scendere a patti con la mafia.
Avevo 17 anni e ricordo i visi preoccupati di mio padre e di mia madre, ho ancora negli occhi le immagini di un paese che si rivolta contro la politica durante i funerali, che tenta di assalire i potenti. La voce di una delle mogli di un uomo della scorta, la voragine di Capaci e le immagini di una via d'Amelio in stile Beirut. 
Qualche anno dopo, nel 1994,  ebbi l'onore di conoscere  personalmente in una conferenza Antonino Caponetto colui che aveva pensato e creato il pool antimafia, un nuovo modo di condurre le indagini e di combattere cosanostra. Posso dire senza alcun dubbio che in quel momento ho visto negli occhi di una persona che ha dato tanto per la giustizia la stanchezza e la delusione nei confronti di uno stato che ancora una volta nonostante il sacrificio di Falcone, Borsellino, della scorta e di tutte le vittime di mafia, provava già ad arrestare la forza delle indagini cercando di bloccare le intercettazioni. 
Era l'anno nero, quello del cavaliere. L'inizio del tracollo finale di un paese che è stato quasi sempre in mano a dittatori, piccoli re, partiti corrotti, poteri forti e segreti, mafia e quant'altro.
Quel giorno avevo indosso il mio Eskimo, avevo 19 anni, ero nel pieno della passione politica che purtroppo ha dovuto fare i conti con la storia trovandosi davanti solamente i resti di ciò che fu il partito comunista, ma ci provavamo nel nostro piccolo abbiamo occupato la scuola, lottato contro i tagli, che si facevano già. 
Una stretta di mano quella con Caponetto che porterò sempre con me, così come la forza di volontà di Falcone e Borsellino, dimenticati e lasciati soli dallo stato allora come adesso. Ora molto più velatamente  ma allo stesso modo in maniera violenta attaccando i magistrati di palermo. Uccisi due volte da quella parte di italiani che il giorno dopo hanno dato fiducia a personaggi improponibili e imbarazzanti messi alla guida del paese...

"Mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia, la mafia non si vendica. Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri"
(da L'agenda rossa di Borsellino)

...l'elenco è lungo basta scegliere.
lunedì 14 marzo 2011 27 vostri commenti

Ma in mezzo... cosa c'è stato?

Una volta eravamo loro...


"La mafia non è affatto invincibile, è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio ed avrà anche una fine"
Falcone

"Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore solo una volta."
Borsellino

...poi siamo stati anche questo...



...e questo...




...ma la domanda è, quando e perchè siamo arrivati a questo, a sopportare tutto ciò?


...proprio tutto...

venerdì 9 ottobre 2009 0 vostri commenti

L'appello di Agnese Borsellino..."le prove in vostro possesso restituiranno dignità a questa nazione"



...parole da brividi... e che dovrebbero toccare la coscienza di qualcuno... se ancora ne è in possesso...
lunedì 20 luglio 2009 0 vostri commenti

19 luglio 1992. Non dovevamo dimenticare un eroe. Assenza delle autorità e pochi palermitani, per non parlare dell'ipocrisia del ministro Alfano











«Ne so poco perché qui non mi passano nemmeno i giornali. Ma questa storia della "trattativa", di un mio "patto" con lo Stato, di tutti gli impasti con carabinieri e servizi segreti legati al fatto di via D'Amelio non sta proprio in piedi. Io della strage non ne so parlare. Borsellino l'ammazzarono loro» Totò Rina
L'ammazzarono loro... loro... quelli che dovevano proteggerlo... quelli che hanno continuato a comandare questo paese e cha magari in questo momento sono ancora nella stanza dei bottoni...
Quanto tempo è passato... quanto? 17 anni... da quelle immagini di quella folla che gridava giustizia... dalla gente di Palermo con la rabbia negli occhi... ieri le celebrazioni... "Speravo che i palermitani si svegliassero. Al di là del comitato organizzatore in via D'Amelio, non c'è nessuno. Palermo ha dimenticato la promessa che aveva fatto a Paolo il giorno del suo funerale", queste le parole del fratello del giudice... assenza delle autorità... silenzio...
Poi si leggono dichiarazioni come quelle del ministro Alfano "Paolo Borsellino è un eroe senza tempo, che ha contribuito a emancipare le coscienze dei siciliani dai ricatti e dalle paure innescate dalle efferate logiche di mafia. A diciassette anni dalla terribile strage mafiosa che lo ha sottratto ai suoi cari e alla sua alta missione, il suo esempio e il suo messaggio di legalità rappresentano ancora oggi quei parametri etici e di giustizia a cui è necessario rifarsi"... forse in questo caso era meglio il silenzio, queste parole dette da uno che sta aiutando il premier a distruggere il nostro sistema giudiziario sono un insulto a Falcone e Borsellino... pensate solo al decreto sulle intercettazioni... con il sistema di Alfano quanti mafiosi sarebbero ancora in giro per il nostro paese.

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