Visualizzazione post con etichetta aquila. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta aquila. Mostra tutti i post
giovedì 8 luglio 2010 34 vostri commenti

Quello è il nostro sangue


Quella manganellata è tutta nostra.
Quel sangue, quei colpi, quegli spintoni dovevano essere per noi.
Quelle cariche le doveva prendere il paese stesso.
Dovevamo prenderle perchè ha abbandonato gli aquilani, ha abbandonato tutti gli aquilani d'Italia, quelli che lottano ogni giorno con le ingiustizie, quelli che ieri gridavano ad alta voce il nome della loro amata città, come ha abbandonato gli operai di Pomigliano, le tute blu, i disabili che scendono in piazza da soli per chiedere solo al governo di non renderli invisili, abbandonati dal paese come i precari.
I mandanti li sappiamo. Sono quelli in giacca e cravatta, nascosti dietro a relazioni, dietro a scrivanie con tanto di bandiera italiana dietro la schiena. Gli stessi che nei giorni del terremoto si facevano fotografare, gli stessi che hanno lasciato bottiglie di champagne nel frigorifero, quelli che scherzavano con gli operai, che toccavano il culo agli assessori. Sappiamo tutto.
Poliziotti, carabinieri e guardia di finanza che aggrediscono colleghi aquilani che manifestavano con i loro concittadini. Vengono in mente le parole di Pasolini dopo Valle Giulia quando gli studenti arrivarono agli scontri con la polizia. Quella volta parlò di veri proletari dalla parte delle forze dell'ordine, ora quei versi risuonano ancora e verrebbe da chiedere come possano indossare ancora quelle divise, come possano mettersi davanti a padri di famiglia che hanno perso i figli tra le macerie, come possano colpire anziani che hanno lasciato tutto in una città fantasma.
Ferite che oggi continuano a sanguinare leggendo titoli come quello de il Giornale...


oppure quello di Libero...


...o sentire le dichiarazioni di Frattini

"Francamente si sentivano solo un po' di fischietti, niente di più"

...o quelle di Giorgio Stracquadanio del Pdl

"gli aquilani sono incontentabili"

...li stanno chiamando antagonisti, no globlal, anarchici, comunisti. Si dimenticano che sono uomini e donne semplici, anziani, ragazzi e bambini che chiedono solo di poter ricominciare a vivere.
E se essere antagonisti, comunisti, no global, anarchici significa chiedere giustizia, contrapporsi all'arroganza del potere che si mostra davanti alle telecamere come eroe del terremoto, se significa marciare, urlare, prendere manganellate da uomini in divisa che difendono palazzi che hanno abbandonato la legalità da anni... siamo tutti antagonisti, siamo tutti facinorosi, siamo coloro che istigano.
Perchè il giorno in cui smetteremo di contrapporci al potere saremo morti.
E ieri qualcosa di noi è morto.



lunedì 10 maggio 2010 37 vostri commenti

Questo è un paese troppo tranquillo


Non ci sono parole a volte per riuscire a descrivere nella migliore maniera uno stato d'animo di inquietudine, la paura, l'ansia di non poter fare nulla, non potersi muovere...

"Esco di casa, vado a farmi un giro, voglio incontrare gente, voglio riprovare a fare quello che facevo prima. Esco" "Scusi dove va lei?" "Ma fatti i cazzi tuoi!"

...descrivere situazioni in cui un estraneo ti dice che per vivere devi fare quello che ti dice lui altrimenti, non c'è un altrimenti. E magari te lo dice dopo anni di vita insieme...

"Abbiamo più di 70 anni noi, siamo stati insieme una vita e ora ci vogliono mandare via dalla nostra terra" "Gli ho detto abbiamo le galline, i conigli, la terra" "Sa cosa mi hanno risposto, lei vada sulla costa e suo marito rimane qui!"

...oppure quando tra voi e il resto del mondo viene tirato su un muro di silenzio, viene messo un cartello con scritto a caratteri cubitali ALT FARSI RICONOSCERE, dove non entrano parole e non devono mai uscire...

"Chi siete?!" "Vogliamo solo parlare ai nostri concittadini nel campo" "Non si può... è vietato!" "Ma da chi?" "Da noi..."

...provare a descrivere il sopruso vestito in giacca e cravatta che si avvicina minaccioso per ricondurti all'interno delle regole scelte da loro...

"Togliete subito quello striscione" (con scritto Vergogna) "Come si permette" "Via subito ho detto" "Ma perchè?" "Perchè lo dico io!"

...cosa si prova quando qualcuno vuole comandare in casa tua, costringerti a farti capire che li non ci puoi stare, senza darti un'alternativa di vita, senza interpellarti, senza darti la possibilità si scegliere...

"Chi è?" "Polizia signora" "Cosa volete?" "Niente signora non si preoccupi vogliamo solo aiutarla" "Parlate da li però..." "Signora questo non è il modo! Lei non può stare in questa casa" "Lo so e neanche voi... Io non ci vado a 70km da qui, non ho nemmeno la patente e lavoro qui in città"

...passare le ore davanti alle televisioni che ti dicono ciò che è buono e ciò che non va bene, che ti fanno capire che le case da parecchi euro sono meglio tutto sommato della casa che avevi prima, e poi c'è anche il giardinetto, il frigo con dentro una bottiglia offerta dal premier...

"Abbiamo trovato tutto qui dentro, c'era tutto. Si ci hanno dato la nuova casa. Ma... non possiamo toccare niente, cambiare niente, non possiamo attaccare dei chiodi, hanno detto che sarebbe meglio di no. e comunque bisogna chiederlo. Non mi trova a mio agio, non mi sembra di essere a casa..."

...avere di fronte una ragazzotto che ti dice...

"Lei è anziana se non vuole andare sulla costa magari potrebbe andare in uno ospizio..." "Senti tu hai la mamma?" "Si" "Allora portaci mamma nell'ospizio!"

Non ci sono parole per descrivere queste e le altre immagini che ieri sera ho visto durante la proiezione di Draquila. Se non lo avete ancora fatto andatelo a vedere.
Si esce con ancora più rabbia di prima nel vedere abusi del genere, colloqui che si trasformano in interrogatori minacciosi... "vi tagliamo la luce"...in questo paese, nel nostro paese dove ci sono prove di regime e noi continuiamo a stare tranquilli.
Riascoltare quelle intercettazioni... quelle dichiarazioni di "non ci sono pericoli"... quelle riunioni inutili... una protezione civile impegnata a lavorare per un assurdo G8 alla Maddalena invece di fare reale "protezione"... vedere un tendone del PD sempre vuoto, assente... vedere quegli sciacalli allestire uno show mediatico sulle spalle degli aquilani...
Viviamo in un paese dove in pochi sanno realmente quanto non è stato fatto a L'Aquila, con un centro storico sommerso dai detriti da un anno, dove solamente dei magnifici cittadini stufi di tutto ciò e armati di sole carriole hanno iniziato a portare via i detriti dalle vie della loro città.
Rabbia. Una rabbia per non aver fatto abbastanza per la popolazione de L'Aquila, per le loro libertà e per i loro diritti...
Bisogna stare ancora più vicini agli aquilani e alle loro vite.
Bisogna aprire sempre di più gli occhi.
Bisogna cercare la verità.
Non fermarsi davanti a un cancello, togliere di mezzo tutti gli ALT che ci mettono davanti.
Bisogna uscire di casa e ritrovare la forza per indignarsi.
Prendere quella dannata televisione e buttarla in discarica.
Spegnerla... spegnerli.
Fare in modo che non si impossessino mai dei nostri cervelli e delle nostre vite.

"Proiettare in un prestigioso festival cinematografico internazionale una pellicola di propaganda politica come Draquila di Sabina Guzzanti è un'offesa a quello che è avvenuto dopo il terremoto, alla verità e al popolo italiano. Pensi se proiettassimo al Festival di Venezia un film di propaganda politica faziosa contro la persona del Presidente della Repubblica francese. Cosa c'entra questo con la cultura e con una rassegna cinematografica? Il punto è che l'Italia è l'unico Paese al mondo in cui una parte della cultura e della sinistra spinge il proprio odio verso chi ha ottenuto democraticamente il mandato di governo fino al punto di screditare in ogni modo l'immagine del nostro Paese"...parola di Bondi

"Qualcuno ha detto che a L'Aquila ci sia stato un esperimento per ciò che sarà possibile fare ad un livello più grande".
lunedì 22 febbraio 2010 25 vostri commenti

Marciando tra i resti di un paese fatto di intermezzi da soap opera e mezzi uomini





Un popolo si alza ad un certo punto.
Scende in strada guarda in alto, guarda l'altro che lo accompagna ormai da mesi in una lotta impari, una lotta contro il silenzio, una lotta contro un grande occhio che mostra solo ciò che vuole fare vedere.

Intermezzo di un eroe..."mi sento un alluvionato"

Un popolo marcia, scansando quelle che una volta erano case.
Parla il sindaco.
"Calmi... state calmi è vero, è una indecenza che dopo dieci mesi ci sono ancora quattro milioni e mezzo di metri cubi di macerie. Ma questo problema lo deve risolvere il Governo. La Protezione Civile ci ha salutati venti giorni fa senza trovare una soluzione al problema. Ma io dico che spetta a loro trovare una via d'uscita, liberarci dalle macerie".

Intermezzo di un eroe... "Sono Guido, buongiorno...sono atterrato in questo istante dagli Stati Uniti...se oggi pomeriggio Francesca potesse...io verrei volentieri...una ripassata"

Una ripassata come quella che non è stata data alle strade dell'Aquila, ma data in pasto alle iene degli appalti.

Intermezzo delle iene... "Alla Ferratella occupati di sta roba del terremoto perché qui bisogna partire in quarta subito, non è che c'è un terremoto al giorno".

Un popolo fatto di giovani che non vuole più ascoltare solo i proclami dei politici, vedere le passerelle dei potenti vantandosi con gli altri...

"Sindaco non ti sei fatto valere in questi mesi... Non ci hai difesi. Pensi solo alle telecamere... Non parlare alla Rai, parla con noi, con i tuoi cittadini"

Rai?!?!? Rai?!!?? Servizio pubblico?!?!?!? Pagato con i soldi dei contribuenti?!?!?! Quella?!?!? Già...




Intermezzo orwelliano...

Dialogo tra un cittadino incazzato e una giornalista zerbino.
Spinta dalla foga dello scoop si avvicina la Busi..
"C'è il Tg1... Vergogna! Minzolini è al servizio di Berlusconi! Vergogna! - urla un ragazzo - sono dieci mesi che raccontate che all'Aquila va tutto bene. Grazie a voi gli italiani sono convinti che qui hanno ricostruito le case. Sono mesi che lo dite..."
"Non io...", risponde la Busi.
"Mesi", ribadisce il ragazzo.
"Non io..." e aggiunge "e poi che ci posso fare..."




"L'Italia ha finalmente il suo Impero. ...Impero di pace perché l'Italia vuole la pace, per sé e per tutti..." B. Mussolini

Latest Tweets

 
;