Ci sono fatti difficili da commentare, avvenimenti che dovrebbero uscire dai riflettori dei media per intraprendere il loro corso giudiziario, soprattutto quando come protagonisti ci sono dei ragazzi giovani.
Il caso è quello dello studente di Padova morto in gita cadendo dal balcone della camera dell'hotel in cui pernottavano.
Lasciando perdere i particolari della storia, ciò che mi ha colpito sono le parole della preside del liceo Nievo di Padova, sul silenzio dei compagni di stanza del ragazzo...
"Non penso che siano omertosi, sono ragazzi intelligenti, figli della migliore borghesia di Padova e sono convinta che i loro genitori siano disponibili a parlare con loro perché capiscono che le cose verranno fuori comunque"
...ebbene sì, esistono ancora persone che ragionano in questi termini. Sentire una preside, ed evito di polemizzare sul potere che avranno d'ora in poi, parlare di "figli della migliore borghesia" mi fa venire in brividi. Chissà magari la professoressa cataloga anche gli studenti secondo il metodo lombrosiano, oppure si limita alla solita distinzione di classe... il figlio dell'operaio non può fare l'università, non può capire i classici e soprattutto non si può iscrivere al liceo, al massimo un professionale.
Meno male che esiste ancora la migliore borghesia in questo paese, mi fa sentire tranquillo.
Però... che roba Contessa!