Oggi piove a Genova, come quel dannato giorno di 2 anni fa.
Noi, miracolati, che siamo qua a raccontare questa storia e ad indignarci dovremmo gridare anche più forte perché ancora una volta in questo paese la giustizia sembra fermarsi davanti ad un muro. Una sorta di parete che non permette di vedere dall'altra parte, fatta di mattoni che si chiamano affari, guadagni, sostegni politici, amici degli amici degli amici.
In mezzo come sempre gli innocenti, come nelle stragi di stato.
Già perché quella di 2 anni fa è stata una strage annunciata. Molti sapevano che il Morandi aveva qualcosa che non andava, i sensori dal 2015 davano già segni di instabilità.
Nessuno ha fatto qualcosa, nessuno.
Stasera su quel ponte ci saranno molte autorità ad usare ancora una volta una tragedia come propaganda. Istituzioni nazionali e locali che dovrebbero solo chiedere scusa per ciò che è successo, non tappeti rossi e aerei in cielo.
44 vittime e le loro famiglie gridano ancora giustizia e ad oggi nessuno ha pagato. Come sempre.
Genova oggi piange come due anni fa, perché è stufa di passerelle, stanca di vivere in mezzo alla propaganda del politico di turno, stanca di raccogliere vittime e noi come allora alzeremo gli occhi al cielo.
Pensando a loro.