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domenica 31 gennaio 2021 30 vostri commenti

Crisi... di identità.

Davvero difficile trovare le parole per commentare questa crisi di governo, in un momento in cui contiamo ancora ogni giorno 500 morti. 

Le uniche che mi vengono in mente sono da indirizzare al tipo che inneggiava ad un nuovo Rinascimento, non sapendo probabilmente nemmeno il significato di quello vecchio. 

Ecco, chi dialogo con uno del genere o si siede accanto in un governo non è nemmeno degno di nominare la parola sinistra. 

Ora sarebbe il caso davvero di ritrovare la nostra giusta identità, a volte basta guardare al passato. 

lunedì 26 febbraio 2018 14 vostri commenti

A volte tornano, qui spesso.

Alla fine siamo arrivati al rosario nella mano destra e dall'altra il Vangelo con tanto di sfondo della Costituzione, manca il canarino fuori dalla finestra e l'Italiano vero è fatto. 
Stiamo parlando di un personaggio, Salvini,  che qualche anno fa voleva bruciare la bandiera italiana e ora invece la innalza come simbolo del suo partito. Quello che del prima i piemontesi, i siciliani, i sardi, i marchigiani. Uno che nei suoi post riesce anche ad infilare De André, che cita Sandro Pertini dicendo che anche lui sarebbe stato per il "prima gli italiani". La follia della comunicazione. 
Se vogliamo dirla tutta quello che in questo momento a mio avviso rappresenta meglio gli italiani. 
Spero di sbagliarmi ma credo che la sera del 4 marzo ci troveremo catapultati nuovamente a 24 anni fa, con una maggioranza di Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia. Con un contorno di movimenti di estrema destra a sostenerli. 
Dico questo perché sento i discorsi nei corridoi, sui social (che sarebbe meglio abbandonare) ma non solo ultimamente. 
Se dopo 24 anni esiste ancora una percentuale di italiani tra il 15-18%, direi, decisa a dare il voto ad uno come Berlusconi è chiaro che questo paese ha un problema non da poco. Basterebbe citare tutte le leggi vergognose che i suoi governi hanno fatto. Ma qui si dimentica facilmente. 
Dall'altra parte vedo che a sinistra siamo quasi più impegnati a denigrarci uno con l'altro, come a volersi rubare qualche manciata di voti, una sorta di ammissione che non siamo più capaci a parlare al cuore della gente e quindi i consensi li cerchiamo tra di noi. 
Spero di sbagliarmi ma il futuro mi sembra alquanto nero. 
lunedì 15 gennaio 2018 14 vostri commenti

Sdoganamento totale

Mente a sinistra si assiste all'ennesima sfida di chi ce l'ha più a sinistra dell'altro a Genova rispuntano i coltelli. 
Ma sembra non interessare molti, anzi per qualcuno ci sta, se lo sono meritato, perché le zecche rosse lo fanno da sempre. 
Succede anche questo. 
Una decina di ragazzi e anche qualche meno giovane vanno ad appendere manifesti per Genova Antifascista in giro per la città. Decidono di metterli anche in una zona dove da poco è stata aperta la sede di Casapound, che già a Genova suona male. 
Succede che da quella sede escano in 25-30 con spranghe, cinture e bastoni. 
Succede che i ragazzi scappino e che uno cada a terra. 
Succede che qualcuno torni indietro ad aiutarlo. 
Poi una lama.
Come qualcuno ha detto sui social "ma ce l'hanno anche i boy scout ormai". 
Già perché ormai si sdogana tutto e poi si arriva a questo. 
Il fascismo 2.0 però è sveglio, è in grado di comunicare, quindi subito un bel comunicato in cui si dice che figuriamoci se loro hanno accoltellato, che sono solamente usciti per mandare via i rossi che infastidivano qualcuno. Perché aiutano gli italiani mica li accoltellano loro.
Alla prossima. 
Magari nel silenzio della notte sentiremo un passo dell'oca. 
Ma so' ragazzi. 


lunedì 12 giugno 2017 18 vostri commenti

Non ci siamo

Un genovese su due non è andato a votare. Storia di un'elezione del sindaco che sembra essere su un binario totalmente differente dalla realtà quotidiana. 
Qui (e non solo) dove il Pd continua a pensare di vincere a prescindere dalle politiche che mette in atto e dalle scelte dei nomi. Non è bastato avere consegnato la Regione alla destra, probabilmente tra qualche giorno, perché si andrà al ballottaggio, vedremo anche il comune in mano a fascisti, leghisti e tutto il resto. 
Questo avviene perché ormai i partiti si vantano di vittorie con numeri imbarazzanti. La partecipazione delle persone alla vita della cosa comune è ai minimi storici. Crivello il candidato del Pd ha preso 76.034 voti contro i 127.477 di Marco Doria di quattro anni fa. 
Aver costretto le persona a votare il meno peggio per anni, a partire dall'era del berlusconismo, ci ha ridotto all'ombra di noi stessi, allontanando sempre di più le persone. 
I grillini ormai sono una barzelletta, usciti totalmente allo scoperto perdendo definitamente di credibilità. In una città dove probabilmente Beppe Grillo se avesse fatto una campagna elettorale decente avrebbe vinto a mani basse (non sia mai!), andando invece a screditare un candidato votato sul web a scapito di uno scelto dalla direzione. Il sospetto, nemmeno poco, è che non vogliano comandare ma giocare all'opposizione.
Se volete riportare le persone a partecipare andate nei posti di lavoro durante l'anno, non una volta ogni cinque per portare il santino elettorale. Se sbagliate, se non prendete voti dimettetevi non ricandidatevi e non cercate di trovare poltrone a chi non non viene eletto. Quando vi sedete ad un tavolo per cercare un candidato per la vostra città non pensate solo al "dover esserci" ma al "fare" e per cortesia ricominciamo a chiamare i partiti con i loro nomi veri, che ieri non sembrava una scheda ma una locandina pubblicitaria.
lunedì 21 settembre 2015 17 vostri commenti

Politica del carro

Le urne si sono chiuse, verrebbe da direi nuovamente, in Grecia. Ancora una volta il popolo greco si è espresso a favore di Tsipras.
Lo ripeto, credo che si debba imparare dall'orgoglio dei greci uniti nel dire no alle politiche europee di marca tedesca e all'egemonia delle Merkel.
Altro appunto da segnare è il fatto che dire cose di sinistra non è poi così impossibile, i problemi che ci sono nel mondo possono essere affrontati con soluzioni di sinistra, i danni di questo tipo di capitalismo sono sotto gli occhi di tutti. Dalle nostre parti però si continua ad andare da verso altre direzioni, anzi si va un po' ovunque seguendo il vecchio metodo democristiano.
Ora mi auguro che certa gente abbia il buon gusto di non esultare per la vittoria di Tsipras, qui da noi coloro che dicono di essere di centro-sinistra sono arrivati anche a criticare chi fa sciopero, perché fondamentalmente vorrebbero negare anche quello.
Il carro greco è partito, non so dove porterà e se riuscirà a risolvere la situazione, ma ho già ben presente chi tenterà di salirci sopra.
martedì 31 marzo 2015 19 vostri commenti

100


Ha ragione lui... "Indignarsi non basta" sarebbe l'ora di fare qualcosa... di sinistra.
Altri tempi, altri uomini... ora abbiamo quelli che tweettano.

lunedì 26 gennaio 2015 25 vostri commenti

W Zapatero... ah no scusate... W Tsipras!

Ha vinto Tsipras! W Tsipras!
Molti urlano in queste ore, io compreso.
Sotto voce però tanti, la maggioranza credo, dice "però l'importante è che stia in Grecia"... "e ma da noi non si può!".
Una triste verità la nostra, dove per mancanza di teste pensanti, e di popoli,  dobbiamo sempre guardare all'estero.
Chi non ricorda, W Zapatero! In quel momento si era tutti spagnoli!
Ora greci.
Qui nel frattempo quelli che dicono di essere di sinistra se ne stanno al caldo del loro posto in parlamento ottenuto grazie al Pd continuando a dire "attenzione che mi dimetto! Ora lo faccio giuro che lo faccio!"... oppure sono a litigare per una sede in comune... oppure per un nome e una bandiera.
Quanti movimenti-gruppi-reti-oquellochevoletevoi abbiamo visto passare sotto i nostri occhi? Io ho perso il conto. Rifondazione, Sel, Rivoluzione Civile, Lista Tsipras e tutte le altre che ora non sto a scrivere.
Non basta cambiare nome.
Servono progetti, idee chiare, persone oneste (ci sono state e ci sono) e coerenza.
Poi c'è un altro lato della faccenda. L'Italia è l'Italia (bravo direte voi). In Grecia molti hanno conosciuto cosa vuol dire la parola fame, cosa vuol dire essere povero, rimanere senza lavoro da un giorno all'altro. Qui molto probabilmente siamo ancora messi bene perché a parte i soliti noti (ormai ai cortei siamo parenti) quando si scende in piazza si è in quattro gatti si fa il solito corteo e poi si ritorna a casa. Per prendere voti da noi basta parlare come  quello che per 20 anni ci ha governato... basta che il politico di turno magari ci risolva il problema o ci sistemi l'amico dell'amico dell'amico. Altre storie, altra gente negli altri paesi ci stanno giorni in piazza, settimane.
Ma noi nel week end abbiamo il campionato.
E torniamo alla finestra aspettando il prossimo Tsipra o Zapatero che sia.
lunedì 12 gennaio 2015 35 vostri commenti

Cercasi vera sinistra disperatamente, no perditempo.

Premetto che a me del Pd non frega decisamente niente. Non l'ho mai votato, non è più da anni un partito di sinistra quindi facciano quello che vogliono.
Non posso però non commentare quello che è successo ieri nella mia regione con le cosiddette primarie.
L'assessore regionale Paita alle infrastrutture, protezione civile e quant'altro ha vinto. (come avversario aveva Cofferati, evito di parlare anche di lui) . 
Chi ha seguito negli ultimi mesi le tristi vicende delle alluvioni in liguria sa che la Regione ha avuto le sue responsabilità su quanto accaduto. In particolare in quei giorni l'assessore latitava perché il Pd sapendo di doverla presentare alle primarie con un colpo di magia ha cercato di metterla in ombra mandando avanti gli altri.
Le prime dichiarazioni della vincitrice delle primarie sono state...

«Ho vinto in 3 province su 4 con uno scarto enorme, adesso lavorerò per l’unità del Pd e per affrontare al meglio la sfida delle Regionali, saranno anni rock»

... anni rock! A parte l'arroganza che ormai contraddistingue il pd che pensa di aver già vinto le regionali....cosa vuol dire anni rock? Ma come parla questa gente? Come lo scout Renzi vanno avanti a colpi si slogan del nulla.
Si vantano di numeri quando hanno un partito senza iscritti o con iscritti fantasma.
Si vantano delle primarie quando in una regione di un milione e mezzo di persone sono andati a votare in 55mila.
Si vantano di stare sul territorio quando da anni Burlando e company comandano nella mia regione in maniera imbarazzante, non facendo NULLA per il territorio se non dare consensi a costruzioni assurde, lasciando buchi nei bilanci da paura e tagliando sulle spese sanitarie.
Forse la Paita intende questo per anni Rock!
Ciò che fa tristezza però è che probabilmente l'assessore e neo candidata fa bene ad esultare perché probabilmente sarà il prossimo presidente della regione dato che a prescindere da tutto c'è ancora gente che vota questo PD che spaccia come momento di democrazia delle primarie dove pare ci siano stati brogli e persone che pilotavano ai seggi gli elettori, dove personaggi di destra vanno a votare il candidato della centro sinistra.
Nonostante tutto ci sono ancora persone che credono che questa sia la sinistra, oppure come ho sempre sostenuto ogni popolazione ha il governo che merita.
Mettiamo un annuncio magari qualcuno si farà avanti.
Cercasi vera sinistra disperatamente.
martedì 21 gennaio 2014 21 vostri commenti

Che la sinistra via era smarrita

Mi domando seriamente se chi in questo momento si stupisce e urla contro le azioni e le proposte di Renzi si sia mai accorto che il sindaco di Firenze è così, lo è sempre stato e lo sarà.
Ci vogliamo stupire del fatto che vada a parlare con un condannato per evasione che ha drasticamente rovinato questo paese?
Vogliamo stupirci che faccia proposte che non sono di sinistra?
Urlare perché la maggioranza del partito democratico è d'accordo con la sua linea?
Bisogna mettersi l'anima in pace. Il partito democratico non è un partito di sinistra, trattasi del prolungamento della storia delle democrazia cristiana orfana del suo lato destro che sta ritrovando in questi giorni.
Quindi chi pensa di essere di sinistra ed è ancora all'interno di quel partito ne esca oppure rivaluti le proprie idee che probabilmente, anzi direi certamente, non sono di sinistra.
Stesso discorso vale per chi continua a votarlo per poi lamentarsi.
Credo che  a molti, e non parlo solo dei politici, piaccia dire si essere di sinistra senza esserlo. Qualcuno potrebbe direi perché fa figo, io dico perché in questa maniera si prendono ancora i voti di chi gioca a fare il comunista mentre parcheggia il SUV nel box.

lunedì 9 dicembre 2013 10 vostri commenti

Addio


Il titolo è sbagliato, perché l'addio alla sinistra lo abbiamo dato ormai da anni. Questo però credo sia un saluto definitivo e magari per qualcuno potrebbe anche essere un sollievo. Perché oggi viene in mente il menù degli orrori che che il Pds-Ds-Pd ci ha proposto, arrivando alla fine con un digestivo patinato in stile berlusconiano con tanto di foto di famiglia sulla scrivania. Stiamo assistendo all'ufficializzazione di quello che sapevamo già... il Pd non è mai stato di sinistra.
Viviamo in un paese che prima di votare, elezioni o primarie che siano, gioca a fare il rivoluzionario, dove prima di mettere la croce sulla scheda si dichiara di avere voglia di sinistra ma una volta dentro alla cabina elettorale si cade sempre in braccio all'uomo forte o al democristiano di turno.
Ora Civati esca da quel partito, dove non doveva nemmeno stare, cerchi di mettere insieme un movimento di Sinistra con i soggetti che in questi mesi hanno risvegliato una coscienza politica, come Landini e Rodotà. Altrimenti diventerà come tutti quelli che ci hanno provato, sapendo di perdere, per rimanere poi al caldo del partito.
Adesso il paese orfano di un pupazzo impomatato appena decaduto ha trovato finalmente un nuovo sostituto. Uno che nel 2011 ha detto di stare con Marchionne, quello che ha distrutto la contrattazione nazionale dei lavoratori, che sorrideva in una foto con De Mita e che ieri durante il primo intervento ha tenuto a precisare che in fondo le manifestazioni poi non sono così importanti.
In momenti come questo viene da pensare a quanto consenso la sinistra ha buttato via in questi anni, lasciando ad altri le lotte da fare, viene da pensare a chi l'ha costruita, a gente come mio nonno che si faceva fotografare fiero con altri suo compagni, veri, del partito socialista, a mio padre in tuta blu all'uscita delle fabbriche, alle piazze piene e a Berlinguer.
Saremo nostalgici, vecchi, utopisti e sorpassati, ma almeno siamo veri e fermi nelle nostre posizioni, mentre altri si spostano a seconda del vento che tira.
venerdì 29 novembre 2013 15 vostri commenti

Se questo fosse...

Se questo fosse un paese normale oggi si parlerebbe di decadenza civile e non di un pregiudicato.
Se questo fosse un paese normale oggi si parlerebbe del livello di disoccupazione che non viene neanche più aggiornato da quanto sale.
Se questo fosse un paese normale oggi si parlerebbe di lavoro e di diritti che ogni giorno vengono calpestati dai piccoli berlusconi che crescono nelle nostre aziende.
Se questo fosse un paese normale oggi si parlerebbe di bene comune e non di leggi ad personam.
Se questo fosse un paese normale oggi si andrebbe in giro con la costituzione invece di attaccarla ogni volta.
Se questo fosse un paese normale oggi si griderebbe al colpo di stato non per salvaguardare gli interessi di una sola persona ma perché nelle nostre regioni e nei nostri comuni ogni donna e ogni uomo viene trattato come un numero da cancellare, da tagliare in onore del bilancio.
Se questo fosse un paese normale a decadere non sarebbe una sola persona ma tutti i milioni di cittadini che ancora hanno avuto il coraggio di dare il loro voto ad un personaggio del genere.
Se questo fosse un paese normale personaggi come D'Alema e company sarebbero solo un ricordo.
Se questo fosse un paese normale oggi non si parlerebbe di decadenza perché per cadere bisogna salire e uno del genere non avrebbe mai dovuto farlo.
Se questo fosse un paese normale oggi si discuterebbe di orario di lavoro, di salario, di diritto al lavoro, di contratti nazionali e non di clientelismo e fedelissimi in doppio petto capaci solo di esistere grazie al volere di un uomo.
Se questo fosse un paese normale nelle vie e nelle piazze ora ci sarebbero cortei. 
Invece...
lunedì 14 ottobre 2013 10 vostri commenti

Nomi, non numeri.

Ci sono verità che non emergono mai dai giornali.
Viene il sospetto che a qualcuno vada bene così, meglio evitare certi discorsi.
Prendiamo ad esempio in considerazione il problema della Sanità. In queste ore su qualche giornale possiamo leggere le lamentele dei governatori delle regioni contro i tagli.
Mi domando se realmente la gente sa di cosa stiamo parlando.
Forse lo sanno solamente coloro che sono i diretti interessati. Basta andare nello specifico e troviamo anziani che non possono più pagarsi alcuni medicinali, famiglie che non si possono permettere una casa di riposo perchè la ASL non copre completamente la retta oppure perché gli ingressi tramite Asl sono stati bloccati, parliamo di pluridisabili che si vedono tagliati i servizi riabilitativi, i trasporti, i tagli agli educatori.
Qualcuno dei nostri amministratori si è mai domandato come possano farcela queste persone. Credo di no, anche perché in molte regioni negli assessorati sociali hanno messo dei "commercialisti" che fanno i conti al posto di persone che magari hanno lavorato in quel settore.
Numeri che nascondono delle persone, nomi e cognomi che vengono cancellati dai piani delle ASL. Nel frattempo a volte leggiamo di nuove assunzioni di dirigenti nel silenzio totale della società, continuando a vedere accantonato il principio  alla base di ogni stato sociale che chi ha tanto e guadagna tanto dovrebbe pagare per chi non ha.
Forse non si vuol disturbare la carriera politica di qualche personaggio che si spaccia, purtroppo, anche di sinistra. Direzione dimenticata completamente da anni.
lunedì 29 aprile 2013 12 vostri commenti

Ultimora, si festeggia in piazza per il governo


...attendiamo che le proteste dei "ribelli" del Pd si trasformino in voto negativo al governo, sperando che non chinino la testa. La balena bianca è tornata, anzi non ci ha mai lasciato. E' tempo di scissione da un partito che non esiste da troppo tempo, è tempo che le persone che ancora credono nei valori di sinistra lascino quel partito, è tempo di formare un nuovo soggetto di sinistra vera. Manca solo questo, i problemi da risolvere con soluzioni di sinistra ci sono, attendiamo solamente di poterci ritrovare tutti assieme, a testa alta.
lunedì 22 aprile 2013 14 vostri commenti

Fuori i nomi

Mi dispiace, ma devo partire da Noi. Troppe volte abbiamo detto di tapparci il naso e votare il meno peggio e troppe volte abbiamo concesso cose che i valori di sinistra non possono ammettere. Abbiamo sopportato Mastella ministro, la Fornero, Buttiglione, Capezzone una volta si e una volta no, Dini, Rutelli e la sua Margherita una volta si e una volta no, abbiamo sopportato la guerra giusta, le bombe intelligenti, i soldi alle banche, gli occhiolini a Marchionne e l'isolamento della Fiom, abbiamo sopportato i democristiani che non se ne sono mai andati, abbiamo rinunciato a chiedere diritti per i più deboli e la Bicamerale.

Poi loro. La segreteria di un partito e coloro che non sono ufficialmente dentro ma comandano, che parlano alla gente con l'aria di quelli che sanno tutto loro e non devono spiegare un cazzo. Ottusi e completamente staccati dalla realtà quotidiana. La Bindi che con le unghie non ha voluto lasciare la poltrona, Veltroni che doveva andare in Africa anni fa e non sa ancora il nome di chi l'ha battuto alle elezioni, Franceschini che pensa che basti una barba per sembrare nuovo, Enrico Letta il cognome dice già tutto, Fassino che sta ancora esultando per la banca, la Finocchiaro che voleva eliminare l'estrema sinistra, Bersani che ancora nelle ultime ore parlava di sorprese agli italiani e che ha avuto il coraggio di abbracciare uno che ha dato il nome ad un Lodo per salvare il suo capo. 

Poi lui. Il Matteo di Firenze, che se la tira da quello che può salvare il partito. Il bravo ragazzo vestito da prete che in questi giorni era d'accordo su tutti i nomi e non ne voleva uno. Insomma avrebbe vinto comunque, a prescindere. Quello che va bene il modello Marchionne, anche no. Quello che va ad Arcore, che vuole l'accordo con Berlusconi però se lo fanno gli altri non va bene, quello che vuole Prodi ma poi no, quello che non gira nemmeno più a sinistra agli svincoli.

Poi lui. Baffino D'Alema. Che compare storicamente in tutte le elezioni del presidente della repubblica con in suoi 40-50 voti, come a tastare il terreno. Quello che appena messo alla presidenza del consiglio invece di andare in una fabbrica ancdò da Mediaset a dire state tranquilli, quello della city a Londra, quello della bicamerale, insomma quello che sopravvive a tutti. Come ora.

Poi la sinistra, che si divide sempre, che cerca di trovare minuscole differenze per proteggere le loro lotte, che sono diventate sempre più loro e meno nostre. Quella che gioca a fare la rivoluzione con il culo degli altri. Quella che ora deve uscire dai vari partiti per formare una NUOVA SINISTRA vera.

Poi Grillo. Che da ieri ha detto basta parolacce, che da ieri forse, e ribadisco forse, si è accorto di ciò che ha fatto. Martellando costantemente solo a sinistra, a volte con ragione sia chiaro, ma solo a sinistra rafforzando così B. e distruggendo il resto. Che ora non riuscirà a raggiungere neanche un punto del non programma, che continua a giocare con l'ambiguità delle parole, le marce su Roma e i fascisti in piazza con lui. Che chiede di essere ringraziato perchè ha calmato la piazza. Che è riuscito a far scoppiare un casino proponendo come nome uno di Sinistra e non proprio anti-casta. Che vuole eliminare i sindacati (anche se qualcuno lo meriterebbe), che vuole un'Italia isolata dal resto del mondo e soprattutto lo chiede  a 40 mila persone che potrebbero esser 5 studenti chiusi in un box padroni di 30mila account. Che viene votato ora anche da quegli elettori di sinistra snob che storicamente sono stati GIROTONDINI, MOVIMENTISTI, POPOLO VIOLA e  ARANCIONI.

Poi il presidente. Napolitano. Che giusto per ricordarlo in molte occasioni non ha pensato nemmeno tre secondi prima di firmare le leggi porcate di b. Quello che ha messo il professore Mario Monti al governo come tecnico per poi ritrovarselo il giorno dopo come politico, liberista, colpevole insieme a B. di un tasso di disoccupazione vergognoso nel nostro paese.

Ce se non sicuramente altri, che ho dimenticato e che potete aggiungere. Molti sono vicino a noi in questo momento, lavorano con noi, magari ci comandano, sono quelli che giocano a fare i comunisti e poi si comportano come il peggiore personaggio di destra, sono quelli che vogliono farti lavorare di più e non pagarti, sono i nostri colleghi che non scioperano mai però pretendono, siamo noi che troppe volte non li mandiamo a fanculo perchè siamo corretti. 

Noi che senza tutto quello che è successo, forse, avremmo continuato ad andare avanti così. Con un centro sinistra imbarazzante, improponibile, con personaggi che diciamolo se fossero stati nell'altro schieramento avremmo insultato pesantemente. Che ha iniziato a perdere da quando ha abbracciato velatamente, neanche tanto, le politiche liberiste, da quando ha abbandonato i lavoratori in balia di contratti vergognosi.

Noi che ora siamo affranti, distrutti e che veniamo derisi da tutti con i "te l'avevo detto", che abbiamo dovuto accettare uno schieramento che ha SEMPRE  avuto vergogna di un passato di lotte fondamentali per il paese, che ha sempre avuto paura della parola SINISTRA, che ha sempre cercato il CENTRO per far piacere alla chiesa e ai ben pensanti. 

Forse ora saremo più liberi di essere di sinistra, fieri dei nostri valori da portare alti anche nelle sconfitte.
mercoledì 13 marzo 2013 20 vostri commenti

Scusi... per la sinistra?

Lasciando perdere per un attimo tutto quello che sta succedendo... dichiarazioni di giovinezza da parte del Pd, smentite, interviste imbarazzanti dei grillini, post fascismi palesi, specialisti in marketing di rete che vogliono comandare il paese aspettando la terza guerra mondiale che hanno previsto per il 2020, centristi dispersi a mendicare un posticino, gita di classe con foto di gruppo davanti al tribunale di Milano, gruppi di uomini in porpora che stanno scegliendo il prossimo banchiere di Dio, convalescenze da sogno in ospedali   tutti tempestati di pietre preziose... viene da porsi una domanda per il futuro, con delle premesse.
Premesso che  io come molti di color che ho il piacere di incontrare su "i diari" il Pd non l'hanno mai votato...
Premesso che fin che ci saranno persone come Veltroni, D'Alema, Finocchiaro, Franceschini, Bindi, Fioroni e molti, troppi, altri con quel partito non ci si può fare niente...
Premesso che bisognerebbe smettere di fare la corsa verso il centro che ha portato solo rovina..
Premesso che Sel con l'ultimo risultato elettorale dovrebbe iniziare a porsi delle domande...
Premesso che il progetto di Ingroia sembra già concluso....
Premesso che ci siamo fatti scippare tutti i movimenti...
Premesso che bisognerebbe evitare di strizzare l'occhio alle politiche liberiste e chiamarle con il nome giusto...
Premesso che anche nella Cgil ci sono due anime che si tirano i capelli e appena possono estromettono gli indesiderati...
Premesso che anche volendo provare a cambiarli quei partiti di solito ti mettono alla porta, non ti fanno entrare o al massimo ti fanno attaccare l'adesivo alla festa de l'Unità...
Premesso che ogni giorno facciamo le nostre lotte e continueremo a farle...
Noi dove andiamo e come facciamo a fare una politica di sinistra?
lunedì 4 marzo 2013 17 vostri commenti

Qui dove girano tutti a destra

Mai come in questo periodo viene da porsi una domanda. Possibile che in questo paese non ci sia più spazio per un voto a sinistra? 
Francamente non ho la risposta da dare in maniera chiara e netta. Posso solo ragionare sui numeri e sulle votazioni degli ultimi anni e analizzando quelli verrebbe da dire di no. 
Cercando di approfondire il pensiero però risulta ancora più difficile arrivare ad una conclusione. Ultimamente abbiamo assistito all'elezione di sindaci di sinistra osteggiati anche dal Pd come Pisapia o il sindaco di Cagliari, e lo stesso Doria di Genova. Questo ci ha fatto pensare ad un risveglio a sinistra e soprattutto al fatto che i candidati del Pd non erano poi sostenuti dalla gente (primo avviso sottovalutato). Poi cosa è successo? Beh tante cose direi. La caduta di Berlusconi e l'avvento di Monti con le sue politiche liberiste, le primarie fratricide e poi quello che sappiamo.
Mi domando però, siamo certi che questo paese alla fine dei conti voglia una sterzata a sinistra. Viene il sospetto che prima di andare a votare esista questa voglia mista ad indignazione che però sparisce appena vicini alle elezioni dove solitamente il centro sinistra perde oppure, vince perdendo (lascio perdere i miei commenti che già sapete sulla qualità di questo centro sinistra).
Forse al giorno d'oggi essere di sinistra vuol dire essere fuori dal tempo? Allora io mi devo trovare uno spazio temporale nuovo. (aiuto!?!?)
Forse alla fine, come si scriveva qualche giorno fa sul manifesto, questo è una paese pieno di tematiche che necessiterebbero soluzioni di sinistra ma non è, e non lo è mai stato, un paese di sinistra.
mercoledì 6 febbraio 2013 21 vostri commenti

Campagna letale

"Anche lui è d'accordo su quell'altro..."
"Con lui mai..."
"Potremmo stare insieme per le riforme..."
"Siamo incompatibili..."
"Siamo compatibili..."
"Volendo però dopo..."
"Solo per battere quello si intende.."
"Lui ha il mio numero ma non mi chiama..."
"Che poi non siam così diversi..."
"Con l'altro ha lo you and me!"
"Siamo due poli opposti..."
"Altro che attrazione..."
"Pugno!"
"Si ma non chiuso sia chiaro"
"Scelga con chi..."
"Noi soli, mai con loro..."
"Anzi no!"
"Siete poco a sinistra!"
"Astenetevi!"
"Siete troppo a sinistra!"
"Comunisti!"
"Specchio riflesso!"
"Siete troppo"
"Magari..."
"Siete troppo poco"
"Dove siete?"
"Su Twitter!"
"Mi trattate come trattarono lui..."
"Nessun endorsment... please"
"Volevate comprarci..."
"Quanti siete? Cosa portate?..."
"Non siamo in vendita.."
"Forse... su ebay"
"Però le primarie..."
"Che?"
"Siete vecchi..."
"Noi siam quelli veri... voi quelli del '21"
"Noi siamo del '21, voi la balena bianca"
"Io Achab allora!"

...azz ma quella non è la nostra barca che affonda?!?





giovedì 24 gennaio 2013 15 vostri commenti

Qualcuno lo era...

A volte parliamo di momento, di periodo, di strani giorni, mesi ma poi a pensarci bene sono anni. Per tante volte probabilmente ci siamo guardati in faccia con amici seduti ad un tavolo di un ristorante con davanti una grappa a sancire la fine di una cena, o magari a casa dove il pasto si può ancora accompagnare con qualche sigaretta. E quella domanda che tante volte ci siamo fatti.
Ma è davvero così assurdo pensare che servano idee di sinistra?
Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri diceva Gaber e io lo credo davvero. Se davvero essere di sinistra vuol dire anche questo, è davvero così brutto esporsi, dire cose di sinistra, proporle, lottare per loro, incazzarsi, gridare, spiegare, scriverlo ovunque e anche perdere è chiaro piuttosto che strizzare l'occhio sempre a quello che naviga in acque centriste sicuramente più calme.
In questi ultimi anni sembra che confessare le proprie idee di sinistra sia diventato un problema, sia una macchia da cancellare, ideali assurdi, indifendibili. Abbiamo visto persone che probabilmente hanno fato ricorso a Photoshop per rimuovere vecchi pugni chiusi alzati al cielo.
Ora assistiamo ogni giorno a dichiarazioni che per cinque minuti sembrano assomigliare a qualcosa di sinistra ma che dopo poco rimbalzano e passano dalla parte opposto. Dobbiamo sentire dire da Bersani che no non ci sarà una patrimoniale i ricchi possono stare tranquilli, anzi forse ci sarà, no credo di no. Dobbiamo sentire Vendola dire che tutto sommato con Monti, quello che ha messo una come la Fornero al Lavoro, quello che ha definito i giovani poco attivi e tutto quello che sappiamo, proprio con lui si può parlare aggiungendo il giorno dopo però solo sulle riforme. Dobbiamo vedere Rivoluzione Civile che è riuscite a mettere al suo interno la "ballerina" della politica IdV che è lontano parecchio da essere vicino a qualcosa di sinistra.
Di quello che sta dall'altra parte, M5S compreso, è inutile che dica qualcosa, già sapete.
Forse va di moda così, una moda che dura da anni. E' un po' come dire "la soluzione ci sarebbe, si starebbe tutti meglio ma non possiamo dirla e metterla in atto", non si può è troppo di sinistra. 
Quindi metto da parte questi, non tutti sia chiaro, professionisti della politica per ricordare un uomo, un operaio, un sindacalista che 34 anni fa morì nella mia città assassinato dalle Br perché doveva tacere. 
Guido Rossa.
Un uomo che difese le proprie convinzioni pagando di persona, lasciato solo. Perchè le proprie idee non dovrebbero mai essere nascoste, ma difese.

venerdì 21 dicembre 2012 27 vostri commenti

L'eterna panchina

Quindi siete pronti per i prossimi 150 anni?
Pronti ad essere testimoni del prossimo miglior statista scampato ai Maya?
Già perché alla fine dalle nostre parti finisce sempre così. Uno arriva col mantello rosso, superpoteri da supereroe e tanta folla festante. Poi qualche critica velata con un pizzico di sostegno e poi le solite frasi tipo "preferivate quelli di prima!". 
In pochi istanti però le promesse di lasciare il palazzo occupato spariscono lasciando il posto alla voglia di potere, alla voglia di incarico, alla voglia di democrazia cristiana che questo paese ha da quando è nato. 
Ora sarebbe troppo facile dire... LO AVEVAMO DETTO... ma chissenefrega lo diciamo lo stesso.... LO AVEVAMO DETTO. Quindi ora che dire  a tutti quelli, anche di sinistra, che mesi fa avevano esultato all'entrata del professore, che dire a quelli che ancora in questi giorni lo hanno difeso nonostante la presenza di un governo che non ha preso un provvedimento che sia uno in favore del lavoro e in questi giorni ha tagliato 400milioni di euro dall'Università mentre finanzia l'acquisto di aerei da combattimento. 
Che dire? 
Ora ci troviamo alle porte di una campagna elettorale che vedrà B. come al solito occupare le televisioni, raccontando nuovamente la favola di brutti sporchi e cattivi comunisti, con Monti che finalmente darà l'opportunità agli italiani di rivedere la loro Balena Bianca rispuntare dalle acque andando a braccetto con l'uomo che vuole abolire lo Statuto dei lavoratori, tenendo però il maglioncino sulle spalle, e un centro sinistra che sta rimanendo col cerino in mano... molto corto... e ha paura di dire che c'è bisogno di una vera sinistra e che il centro se lo possono anche tenere.
Pessimismo cosmico? Mah... lo definirei quasi più realismo, si perché agli italiani alla fine piace essere comandati da uno "forte" che ogni tanto, spesso, li fotte anche, ma forte, agli italiani piace la tranquillità del centro che garantisce ai molti che ancora adesso godono delle loro ricchezze la stabilità... la loro ribadisco. 
E noi? Sembriamo destinati ad un'eterna panchina di una partita interminabile che non ha nemmeno l'intervallo, sempre pronti alla chiamata di un mister che a volte si gira, ti fa riscaldare per 20 minuti e poi ti dice di risederti rigorosamente a sinistra.
giovedì 22 marzo 2012 15 vostri commenti

Flic dans la tete

Strano paese il nostro, lo abbiamo detto tante volte e mai come oggi vale questa considerazione. 
Si proprio strano, perchè quello che in questi mesi i nostri tutori che sono al governo hanno messo in atto, mesi fa avrebbe portato all'indignazione della gente.
Già, la gente. Perchè è di questo poi che parliamo, gente, persone, popolo, cittadini che da anni ormai sembrano essere travestiti da pattumiera dell'immondizia, stracolma di spazzatura e riempita ogni giorno. 
Accettiamo tutto. Ieri sera facendo zapping mi sono ritrovato ad ascoltare un pezzo di Paolo Rossi in cui descriveva il popolo non più come cittadini ma come pubblico. E il pubblico si sa guarda da casa, televota, s'indigna un po' e poi va a dormire.
Ecco noi dormiamo da 40 anni direi. Lo abbiamo fatto con la democrazia cristiana, poi con i socialisti e infine col Berlusca. Abbiamo accettato le considerazioni di quelli che dicono che gli ideali di una sinistra vera sono sorpassati e anche indirettamente abbiamo sposato il capitalismo, siamo entrati nelle sue trame, non sappiamo come ma lo abbiamo fatto e ora non troviamo la via d'uscita.
Ho letto la proposta di riforma del lavoro, ma potevo anche non farlo. Perchè di sbagliato c'era già  la partenza, il fatto che questi "baroncini" dell'economia de noatri disprezzano chi lavora veramente, disprezzano la concertazione sindacale, disprezzano chi si oppone mettendoli davanti alla questione "guardate che stiamo parlano di uomini e donne"
Ma in fondo forse non è nemmeno colpa loro. Si perchè loro non la conoscono questa realtà, non l'hanno mai vissuta, e noi  abbiamo permesso tutto ciò, abbiamo firmato contratti in bianco ad una società che arricchiva i pochi per togliere ai tanti, abbiamo sorriso alle battute dell'imperatore di turno continuando a dire che non era nudo. 
Siamo complici.
Accostate l'orecchio alla vostra finestra. Sentite qualcosa? No direi proprio di no, non sentite niente. Invece dovreste sentire milioni di persone marciare per le vie ogni giorno, per protestare uniti senza differenza di categoria. Ma questo non avviene e non avverrà, perchè ci tengono in vita, sospesi in un limbo economico che riesce a mantenere il sistema.
Se loro non arrivano a fare pressioni, a censurare, a reprimere e a ordinare... ci pensiamo da soli state tranquilli. Tutto merito del  nostro FLIC DANS LA TETE, il poliziotto che ormai abbiamo dentro la testa, quello ci immobilizza davanti ad un dirigente, quello che fa chinare sempre la testa, quello che ci fa pensare che in fondo magari hanno ragione, che chiediamo troppo, che forse dovevamo stare più attenti alle lezioni di economia quando dicevano che un paese senza con una disoccupazione imbarazzante il lavoro aumenta solo se puoi licenziare di più.

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