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lunedì 18 novembre 2024 6 vostri commenti

Non è un paese per chi si cura

Il problema Sanità a Genova ormai ha superato la soglia di emergenza. 

L'Ospedale Galliera, nella figura del suo direttore, ha dichiarato che senza soldi sono a rischio servizi e stipendi. 

San Martino è nella totale disorganizzazione, carenza di personale e Pronto Soccorso che ormai i genovesi cercano di evitare a prescindere data la situazione. Solo ieri sera 115 pazienti in cura con una ventina in attesa. 

Notizia di oggi che al Pronto Soccorso di Villa Scassi 100 pazienti sono seguiti da un medico. 

Eppure hanno rivotato coloro che negli ultimi anni hanno dato il colpo di grazia definitivo, eppure non vedo e non sento le masse per strada, ma ci saranno per il Black Friday. 

Si fa davvero fatica.

Davvero. 

lunedì 12 aprile 2021 8 vostri commenti

Senza speranza

Sembra di assistere a quelle gare tra maschietti a chi fa pipì più lontano. 

Io apro prima, anzi apro dopo, no prima di tutti. 

Date buttate a caso per vaccinazioni ai quarantenni, se avete voglia andate a vedere il sito di Regione Liguria, mentre gli ultrafragili stanno ancora aspettando e quelli a domicilio si vaccineranno nel 2028, forse. 

Anche davanti ad una tragedia come questa stiamo assistendo al teatrino della politica peggiore. Salvini che fa finta di stare con i ristoratori mentre siede al governo, Draghi che se la prende con "i giovani psicologi" dimenticando che proprio il governo ha messo per loro l'obbligo di vaccinazione come sanitari. Il ministro della Sanità che va in Tv e parla di importanza delle cure domiciliari quando appunto ora li stiamo proprio dimenticando quelli che non si possono muovere. 

Il circo mediatico al posto della programmazione seria che dovrebbe fare un paese. Ma non siamo soli in questo caso, all'estero direi che abbiamo ottima compagnia. 

Mancano solo le maschere e poi la commedia/tragedia è servita. 

giovedì 30 novembre 2017 11 vostri commenti

Carneficina sociale ligure

La Liguria non è solo terra di sole sulle coste, mare e red carpet. Ultimamente è terra di conquista per le politiche liberiste soprattutto per quanto riguarda la Sanità. Una di quelle regioni in cui il centro sinistra ha sempre dato per scontata la vittoria, spesso tralasciando tematiche importanti e dando il via anni fa ai primi "risparmi" sui più deboli facendo tagli del 5% sui fondi destinati ai disabili. 
Oggi la situazione è drammatica, il presidente Toti, centro destra, nel silenzio totale anche grazie alla sua indubbia bravura di comunicatore da una parte millanta successi e tappeti rossi che attirano turisti dall'altra sta dando vita ad uno stravolgimento del sistema sanitario ligure. 
Tagli indiscriminati sui servizi agli anziani, disabili e persone seguite dalla salute mentale. Una carneficina sociale che porterà all'abbassamento della qualità dei servizi, a costi aggiuntivi per le famiglie e licenziamenti.
Solo alcuni esempi. La Regione ha deciso che in caso di un numero di assenze elevato da parte di una persona pluridisabile (quindi in alcuni casi più soggetto a malattie) non pagherà più la retta per frequentare il centro, facendo ricadere il costo per la frequenza sulla famiglia. Parliamo di 100 euro al giorno.
Altro caso. Dopo il 65 anni una persona psichiatrica ricoverata in una residenza non verrà più considerata psichiatrica, con un colpo di teatro diventerà solamente un paziente geriatrico. Quindi con una retta minore e differente assistenza.
Sono notizie che non conquistano i titoli dei giornali, che passano inosservati ma dovrebbero interessare tutti anche se in questo momento non sono cose che direttamente ci riguardano. 
Ci sono elementi che connotano il livello di civiltà di una società, questo lo è.
Oggi saremo in piazza davanti al Consiglio regionale per manifestare il nostro dissenso.
E' una lotta continua.
mercoledì 2 marzo 2016 12 vostri commenti

Una rivoluzione che parte dal tempo


Nonostante i tagli da noi al Teatro dell'Ortica si va avanti, come ogni mercoledì ci incontriamo per il nostro laboratorio teatrale, dal video potete farvi un'idea anche se risale al 2012. 
Oggi abbiamo parlato del Tempo, no state tranquilli non si tratta delle previsioni argomento caro a chi di solito prende l'ascensore, ma di quello che passa inesorabile durante le giornate.
Quello che sfugge e che troppe volte rientra nei nostri discorsi in maniera negativa... Non ho tempo.. mi manca il tempo... non sono a tempo... fuori tempo... dammi il tempo... ci vuole tempo.
Spesso parliamo di cambiare le cose, parliamo di massini sistemi da rivoltare non accorgendoci che potremmo iniziare da una rivoluzione individuale che è quella di vivere il nostro tempo, decidere di fare le cose in libertà, non costringerci in una maschera quotidiana che portiamo o che ci fanno portare. Insomma riprendendo il tempo che ci stanno portando via.
Noi ogni mercoledì lo facciamo, anche se per qualcuno  il nostro non era tempo da finanziare. 

Se volete sostenerci con una piccola donazione lo potete fare qui 


volendo il tempo si trova.
venerdì 26 febbraio 2016 7 vostri commenti

Uscire dall'ombra


Antonio Ornano, uno dei comici di Zelig, ha deciso di darci una mano alla sua maniera partecipando assieme ad altri comici ad una serata per raccogliere fondi per il Teatro dell'Ortica di Genova che ha visto azzerare il proprio finanziamento di 20mila euro dalla Regione Liguria. 
Giusto per ricordarlo questi soldi servivano a malapena a portare avanti tre laboratori teatrali organizzati durante l'anno con pazienti psichiatrici, carcerati e donne vittime di violenza. Evidentemente le istituzioni non ritengono sia giusto occuparsi di queste cose.
Potete aiutarci a raccogliere i fondi cliccando su questo link 


il progetto si chiama Storie di Ordinaria Stranità, perché nei nostri laboratori e nei nostri spettacoli raccontiamo realtà che spesso vengono dimenticate o messe in un angolo. Noi vogliamo uscire dall'ombra.
Grazie a tutti.
domenica 21 febbraio 2016 2 vostri commenti

Costruire strade anche quando non ci sono

Lo so, starete pensando... basta con questi post sul teatro sociale, ma vi avevo avvertito che sarebbe andata così. Casomai prendetevela con Regione Liguria che ci ha tagliato completamente i fondi. Quindi portate pazienza ma ne varrà la pena arrivare fino alla fine del post.
Spesso mi capita di dover spiegare che cosa facciamo nei nostri laboratori, che cosa vuol dire teatro sociale. In questi anni ho letto parecchi libri ma non ho mai trovato parole migliori come quelle di Anna Solaro, educatrice-attrice-regista e una delle anime del Teatro dell'Ortica.

"Sabato mattina c'è stata su in carcere a Pontex la prima prova comune con i cittadini liberi in vista dello spettacolo del 6 aprile all'Archivolto.
È andata molto bene. 
Quello su cui vado sempre più riflettendo è la scelta metodologica del lavoro di teatro sociale volta al mettere insieme, all'integrare.
Il gruppo delle donne su a PonteX nel lavoro fino ad oggi ha portato insieme alla voglia di fare e alle risorse, tutte le criticitá e le sofferenze che coincidono con una detenzione.
Io per la formazione del gruppo non faccio casting. Per scelta.
Accolgo chi ha giá lavorato con me, chi fa domandina, chi mi viene inviato perché si trova in una particolare situazione di bisogno.
E questo perchè se il teatro è inclusione, nel percorso bisogna imparare a creare le condizioni delle possibilità non della selezione.Poi può accadere che per strada qualcuno si perda e questo sta nell'ordine delle cose.
Ma chi traccia quella strada deve per primo saperci camminare.
E non è semplice. A volte ti pare di sostare nel vuoto, nella dispersione, nell'assenza. Ed é proprio su quello che bisogna camminare. Perchè chi è lì con te conosce solo quello dell'esistenza. E quello non si può bypassare con l'addestramento al copione o al bel movimento. Se si pratica la capacità di aspettare le cose poi vengono e la bellezza è che sono patrimomio dell'altro, non del narcisismo di un regista.
Il regista deve essere contento fino a stupirsi del fatto che l'altro c'é. Ma c'è davvero con una presenza scenica che coincide con quella dell'esistere.
"Anna mi viene da piangere perché siamo in tanti" mi ha detto Jessica prima di lavorare. Uscendo da su anch'io ero commossa perchè davvero eravamo lì in tanti.
Perchè anche quei cittadini liberi fanno esperienza di solidarietà formandosi ad una pratica che non è teoria e tanto meno è il bel gesto o il bello spettacolo.
Ma è la capacità di costruire delle strade anche quando non ci sono.
Ecco il mio teatro sociale.
Fare in modo che ci si sia tutti.
E non per finta"


Ecco se siete arrivati fino in fondo sappiate che questo è anche il mio teatro sociale. 
Quindi se volete darci anche una piccola mano a "costruire strade anche quando non ci sono" andate a questo indirizzo e lasciate anche una piccola donazione

https://www.produzionidalbasso.com/project/storie-di-ordinaria-stranita/
lunedì 15 febbraio 2016 0 vostri commenti

Il desiderio di stare con gli altri


Oggi ce lo spiega Marco cosa vuol dire Teatro Sociale. Le istituzioni dovrebbero ascoltare queste parole, perché quando tagliano una voce dal bilancio regionale, come nel nostro caso, tagliano tutto questo togliendo alle persone la possibilità di "attingere ad un bagaglio formativo" per creare "strategie di relazione" togliendo alle persona la possibilità di "ricucire strappi che connotano chi si rivolge" al teatro sociale che può permettere di rinfocolare "il desiderio di stare con gli altri".
Potete aiutare la realtà del Teatro dell'Ortica di Genova che rischia di sparire anche con una piccola donazione andando su
grazie a tutti.



mercoledì 10 febbraio 2016 4 vostri commenti

Puoi cadere e poi andare oltre


Ho sentito dal vivo queste parole, dette sul palco del Teatro dell'Ortica. Ancora adesso, riascoltandole, mi vengono i brividi e suscitano in me profonde emozioni. Vi invito davvero ad ascoltarle perché fanno bene al cuore, ti rimettono in carreggiata.
Rami parla del Teatro Sociale, del significato che ha per lui. Lo definisce spazio fondamentale di libertà, una cosa che diamo troppo per scontata ultimamente. Fa l'esempio di una vite storta che è in tensione verso la luce, una sospensione nell'ignoto che viene fatto passare in un contesto protetto come quello del Teatro Sociale e dei laboratori che si fanno al Teatro dell'Ortica di Genova.
Le parole di Rami andrebbero lette, rilette e poi condivise in una società dove non ti è permesso di cadere, dove quando sei a terra la gente in molti casi passa dritta e ti guarda storto, dove regna lo stigma. In questo spazio libero puoi cadere, è giusto cadere, ma poi assieme ci si rialza andando oltre.
Credo sia davvero giusto sostenere il laboratori di teatro sociale del teatro dell'Ortica che si occupano di psichiatria, carcere e donne vittime di violenza e rischiano di sparire per i tagli della Regione Liguria, basta andare su


Andiamo oltre.

lunedì 8 febbraio 2016 2 vostri commenti

Parole che non rientrano nei bilanci


Danilo è un attore di Stranità. Le sue parole tengono incollata l'attenzione verso il palco quando recita perché si tratta di storie vissute, raccontate senza filtri e con una forma narrativa da fare invidia, messe in scena poi splendidamente dalla compagnia Stranità del Teatro dell'Ortica di Genova composta da pazienti, operatori, attori e cittadini.
Fare questo significa fare Teatro Sociale, dare spazio a quelli che spesso non lo hanno, che spesso vengono dimenticati.
La Regione Liguria ha deciso che tutto questo non merita di entrare nel bilancio di un'istituzione. 20mila euro che in questi ultimi anni sono serviti ad organizzare i laboratori teatrali con i pazienti psichiatrici, con le detenute del carcere e con le donne vittime di violenza. Pochi soldi che in alcuni casi non sono bastati, ora sono stati addirittura azzerati.
Per questo motivo ci siamo rivolti alla cittadinanza per salvare il Teatro Sociale a Genova.
Per farlo basta andare su https://www.produzionidalbasso.com/project/storie-di-ordinaria-stranita/  e lasciare anche una piccola donazione. Il nostro progetto si chiama Storie di ordinaria stranità.
Non molliamo.
venerdì 29 gennaio 2016 12 vostri commenti

Storie di ordinaria e straordinari re-esistenza


Ci eravamo lasciati con la brutta notizia dei tagli che Regione Liguria ha deliberato creando enormi difficoltà al  Teatro dell'Ortica, e non solo, col quale collaboro e che si occupa di teatro sociale. Laboratori e spettacoli con detenuti e bambini delle scuole elementari e medie, pazienti psichiatrici con operatori, attori e cittadinanza, ragazzi down e donne che subiscono violenze.
Purtroppo dal punto di vista dei finanziamenti non ci sono buone notizie, la Regione non ha aperto le casse e i 20mila euro che sarebbero serviti per i laboratori non ci sono. La città sta rispondendo, abbiamo avuto tantissimi attestati di stima e condivisione del nostro problema. Alcuni operatori della salute mentale hanno raccolto per noi 770 euro un gesto meraviglioso, che ci ha commosso. La settimana scorsa in una SOMS abbiamo fatto una cena solidale per raccolta fondi raggiungendo 1500 euro.
Non ci arrendiamo. Vogliamo andare avanti e garantire i LABORATORI TEATRALI. Per questo motivo DOMENICA 31 GENNAIO faremo un corteo artistico che partirà da Piazza Raibetta (in fondo a San Lorenzo) alle ore 17.30 per raggiungere Palazzo Ducale dove si terrà un incontro sul TEATRO SOCIALE, per parlare della sua importanza, del suo valore che rappresenta, "Storie di ordinaria e straordinaria re-esistenza". Oggi di noi parla anche Repubblica.
Domenica ci saranno interventi degli addetti ai lavori, di chi partecipa ai laboratori, alternati   a pezzi teatrali tratti dall'ultimo spettacolo "L'ALTRA BELLEZZA" che abbiamo messo in scena al teatro della Corte.
Lanceremo anche la campagna di raccolta fondi tramite piattaforma crowdfunding Produzioni dal Basso di cui poi vi parlerò.
Se passate dalle nostre parti domenica non tiratevi indietro, vi aspettiamo, nel caso vestitevi di nero, il perché lo capirete.
giovedì 3 dicembre 2015 24 vostri commenti

Come ti cancello il sociale

Da parecchi anni collaboro col Teatro dell'Ortica di Genova. Un teatro sociale, uno di quelli che operano nei quartieri più difficili, che fa laboratorio con pazienti psichiatrici segnalati dalla salute mentale spesso dimenticati dalle istituzioni, laboratori teatrali con i carcerati in collaborazione con scuole elementari e medie per creare spettacoli in cui i detenuti e i bambini recitano assieme. Poi ancora laboratori con i ragazzi down, iniziative per la tutela delle donne che subiscono violenze, oltre alla stagione teatrale ed ai vari corsi di teatroterapia. Un luogo che per molti è una casa.
Ecco tutto questo rischia di sparire. 
Perché?
La domanda andrebbe posta alla Regione Liguria, che ha cancellato in un solo colpo tutti i finanziamenti, stiamo parlando di cifre irrisorie 20mila euro all'anno, che servivano per portare avanti il laboratorio Stranità (psichiatria), quello del carcere e quello sulla violenza sulle donne. Oltre a noi hanno pensato bene di non finanziarie anche un laboratorio interculturale e Music for Peace che si occupa di aiuti umanitari.
Abbiamo domandato perché. Risposte? Zero. O meglio una lettera con 5 righe in numero in cui si dice che "pur riconoscendo la validità dei progetti non si finanziano". Poi porte sbattute in faccia, telefoni che squillano a vuoto, e un assessore Ilaria Cavo, già quella dei plastici di Porta Porta, che si dovrebbe occupare del sociale che tramite i giornali fa sapere che la colpa è di quelli che c'erano prima, che lei ha solamente gestito quello che c'era e dato i soldi ai trasporti per disabili.
Fare una classifica sui bisogni è pericolosissimo, dire  a questi si e a questi no, ci pone ricordi nella mente che fanno rabbrividire. Tutti hanno diritto a questi finanziamenti soprattuto in situazioni in cui i soldi vengono spesi per altro. La sede della Regione Liguria costa parecchi euro all'anno, il signor Toti governatore, quello che pensava che Novi Ligure fosse in Liguria,  pare si stia facendo una nuova sala per il costo di 35mila euro per non parlare della sua auto blu... potrei andare avanti ma evito altrimenti rischio di sembrare grillino.
Noi lotteremo, andremo avanti, stiamo cercando come sempre forme di protesta che si basano sulla creatività sull'uso delle parole che queste persone non ci porteranno mai via. Inoltre stiamo cercando anche metodi di autofinanziamento, persone che magari dall'alto dei loro conti correnti potrebbero dare una mano a dei progetti che alla fine fanno risparmiare soldi alla comunità.
Potete seguire la vicenda tramite il nostro profilo Facebook, se avete da segnalare qualcosa, ogni consiglio è ben accetto.

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