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martedì 10 gennaio 2012 21 vostri commenti

I veri sciacalli dell'alluvione... seduti ad un tavolo, in doppiopetto e con mazzette da 500

Si ora puoi camminarci in via Ferreggiano. Puoi viverci. Puoi guardare le case, passare sui marciapiedi, salutare la gente, le famiglie che fanno la spesa, i bambini che giocano nella piazza affianco e al sabato andare al mercato rionale.
Si ora puoi camminarci.
Ma la mente è sempre altrove, lo sguardo non può non voltarsi a guardare quel palazzo dove 6 vite sono state spezzate, non può non voltarsi verso quella curva da dove è sbucato all'improvviso il fiume. Non può non voltarsi verso quelle vetrine ancora rotte, negozi che non hanno riaperto.
Lo sguardo si perde sugli striscioni per ringraziare gli angeli. parole e volti che ci ricordano che tutto può succedere ancora, che il torrente è ancora li, che i soldi da Roma non sono arrivati, che Sestri Ponente aspetta ancora quelli di un anno e mezzo fa.
La gente muore.
Muore anche dopo si. Muore di solitudine delle istituzioni, muore di ricordi di persone scomparse, muore perché ha perso tutto.
Genova è stata colpita di nuovo in questi giorni.
Perché dopo le risate de L'Aquila ora ci sono gli appuntamenti degli sciacalli degli appalti. Quelli che a poche ore dall'alluvione si incontrano già per dividersi gli appalti, con tanto di contanti nel portafoglio per ungere gli ingranaggi giusti. Per fare i lavori urgenti, per prenderseli subito e poi intanto quando finiranno chissenefrega, la cosa importante è arraffare poi se non si hanno i mezzi è lo stesso, poi se i cantieri non si chiudono è lo stesso, magari con un bel po di gente anche in nero.
Si, moriamo ogni volta che succedono queste cose.
Ogni volta che una tragedia finisce ed inizia il valzer dei soldi, degli incontri, delle telefonate, del "mi fai un favore a me che poi lo faccio a te".
C'è ancora il fango negli angoli delle strade, è li fermo, secco quasi a testimoniare per ciò che è accaduto, come un avviso, un monito per tutti e in primis per le istituzioni.
Ma il fango che fa male ancora di più, ora, è quello sulle coscienze inesistenti di questi individui che non si possono neanche definire uomini.

martedì 6 luglio 2010 34 vostri commenti

Quei cachi ancora appesi




Treno soppresso per guasto sulla linea.
Treno in ritardo di 20 minuti.
Trenitalia si scusa con la gentile clientela ma il treno subirà un ritardo di circa un'ora.
E' il capotreno che vi parla ci scusiamo ma l'aria condizionata non è in funzione su questo treno.
Ci scusiamo ma per questo viaggio il servizio bar non sarà disponibile.
Finestrino rotto
Porta che non si chiude
Cuscini bucato
Cuscino talmente sporco che nemmeno gli scarafaggi ci passano sopra.
Treno che lascia in pendolari a terra
Tratta Genova-Torino come se fosse una Grimaldi extra lusso.
E poi la chicca solita dell'altoparlante... il treno num novec è in part dal bin vent grazi per l'ascolto...


Beh non potevano mancare all'appello della corruzione le nostre amate ferrovie. Quelle dei dirigenti con stipendi d'oro, quelle delle liquidazioni di faraoni che prendono per un anno, a volte anche meno, di lavoro.
In questo caso come si dice... cornuti e mazziati. Si perchè la procura di Napoli ha emesso 5 ordinanze di custodia nei confronti di ex dirigenti di Trenitalia e imprenditori colpevoli secondo i pm di "pilotare in modo sistematico e seriale" gli appalti. Parliamo di 10milioni di euro, manutenzione delle carrozze già proprio quelle che dove siedete ogni mattina e di qui conosciamo lo stato, per questi oltre a ottenerlo in maniera decisamente poco chiara il lavoro viene da chiedersi come le facevano e soprattutto se lo facevano.
Si parla di "sistema criminale"..."ancora a tutt'oggi operativo" dove "più che la libera concorrenza viene in rilievo un mercato manipolato ed egemonizzato da un cartello di imprese amiche". Tutti questi grandi manager fautori del mercato, della concorrenza assieme agli imprenditori sempre pronti a sbandierare il vessillo del capitalismo poi si trasformano in fautori di un solo interesse, il loro. Quindi in questo caso niente più mercato, niente più gara d'appalto, niente più concorrenza. Solo qualche incontro privato, qualche bella spintarella dal politico di turno o magari da qualche altro prelato che di questi tempi viene sempre bene è la gara è fatta... a senso unico si capisce.
Viene da chiedersi chi sarà il prossimo... protezione civile, grandi emergenze, case regalate a destra e manca e ora i treni che solitamente sono in ritardo ma su queste cose non vogliono stare dietro.
Era il 1996 e per Elio questa era la Terra dei cachi... che sono ancora li appesi all'albero.

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