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martedì 16 aprile 2019 7 vostri commenti

Post ragione

Cosa siamo diventati? E' davvero colpa dei social o siamo sempre stati così aridi e colmi di odio, vendetta, superficialità, banalità del male. 
Le immagini di Notre Dame che brucia sono ancora nella mente, ognuno credo abbiamo un suo ricordo legato a Parigi. Ricordo che il primo approccio con quella magica città nel 1994 fu proprio davanti alla cattedrale. Colazione con croissant e una mazzata di 9 franchi. Poi la sua presenza imponente per tutto il resto del viaggio. 
Un simbolo religioso ma anche laico, è di proprietà dello Stato,  testimone della storia francese e non solo. Distrutta ora in parte per l'incuria dell'uomo che troppo spesso sottovaluta l'importanza della sicurezza e della manutenzione. 
Le immagini del ponte Morandi rimarranno per anni nella mente di noi genovesi, episodi che ci fanno capire quanto possa essere fragile la nostra esistenza e la nostra eredità storica, soprattutto se lasciata in balia del passare degli anni e dell'incuria dell'uomo stesso. 
Non si sono fatti attendere come al solito i fenomeni da social capitanati dall'uomo del momento, il nostro ministro dell'Interno che in pochi minuti passa dal dichiarare la piena solidarietà del nostro paese ad un post sul grande Fratello. Nulla di nuovo, sia chiaro, un comportamento perfettamente in linea col personaggio. Così come non sono una novità nemmeno i commenti dei suoi sostenitori. 
Ho appena finito di discutere con una persona che mi ha ricordato di non aver visto "Macron chiudere la televisione dopo il crollo del Ponte Morandi". 
Ecco. Siamo arrivati al punto che non si prende come esempio un comportamento corretto ma piuttosto si tende ad iscriversi ad una gara al peggio. In questo momento molti fanno riferimento alla famosa vignetta di Charlie Hebdo contro l'Italia, una sorta di specchio riflesso, per molti un gioco al ribasso.
Un baratro.
lunedì 8 maggio 2017 27 vostri commenti

Esistono

Oltre 10 milioni di francesi hanno votato Le Pen.
Questo è un dato che dovrebbe far riflettere. Da sommare ai continui episodi di fascismo che si ripetono nel nostro paese, ieri un partigiano di 93 anni mentre stava facendo una lezione sulla resistenza ad un gruppo di ragazzi è stato "aggredito" a Varese da fascisti. Perché è di questo che stiamo parlando.
E' inutile dire che certe parole sono vecchie e sorpassate, esistono ancora. Il fascismo c'è e spesso è vicino a noi, nei posti di lavoro, sui nostri pianerottoli. La cosa più disgustosa è la rincorsa verso le posizione populiste che stanno prendendo molti partiti per accaparrarsi i voti. Il caso della "legittima difesa" è emblematico. 
La risposta per arginare i fascismi deve arrivare anche dall'Europa che deve cambiare. Smettere di essere un'unione sono di bilanci e di ragionieri ma riprendere il cammino di un'Europa politica, sociale e che dia una prospettiva di lavoro globale. 
Ho sentito dire dai sostenitori della Le Pen, anche italiani, che la gente ha scelto la vecchia strada. Ma quale sarebbe la strada nuova che propongono? I Muri da alzare? Gli stati nazionali? Tornare ad un'Europa che in 40 anni ha fatto due guerre?
Molti, troppi, dimenticano queste cose. E chi dovrebbe proporre alternative progressiste si sta appiattendo su posizioni di convenienza. 
venerdì 15 luglio 2016 6 vostri commenti

Dolore senza confini

La morte è sempre un fatto privato, il pensiero adesso va a chi ha perso un proprio caro e al dolore che in questo momento sta provando.
Il mondo sembra finito in un esistenza a spot, i problemi diventano tali solamente quando ci toccano da vicino, quando il dolore è a pochi chilometri da noi. 
Le immagini di Nizza sono terribili, provocano rabbia, dolore e paura del futuro, perché ognuno di noi si rivede in quel posto e sa che poteva esserci. Sono immagini che però ogni giorno, in altre parti del mondo sono abituali, ma lontane da noi quindi poco interessanti, più rassicuranti come se quello che succede in un altro continente appartenesse ad un altro mondo.
Sto invecchiando, sono diventato padre e le immagini di quella bambola fanno venire ancora di più le lacrime agli occhi ogni volta che passano su uno schermo, non sono  differenti dalle immagini dei tanti bambini che in altre parti del mondo perdono la vita per colpa della stupidità, dell'avidità, della brama di potere e del fanatismo di ogni colore dell'uomo.
Ora leggeremo tante frasi di indignazione, il copia incolla delle parole della Fallaci, insulti sui social network verso il diverso, poi ci sarà il silenzio ancora una volta, ognuno  tornerà alla sua quotidianità chiuso nel proprio recinto mentre chi ha perso qualcuno rimarrà solo col suo dolore.  Come sempre non si sarà alcuna riflessione su come è nato l'Isis, sul perché ogni volta nasce un pericoloso nemico da sconfiggere che serve ai mercanti della guerra, su chi ha finanziato in partenza il terrorismo, sul fatto che guerra chiama guerra.

Forse quando ci accorgeremo che queste cose succedono ogni giorno ad ogni latitudine inizieremo a sconfiggere la bestialità dell'uomo.
martedì 6 ottobre 2015 17 vostri commenti

Abbiamo perso la camicia


Lo sapete sono un non violento. Però credo che ci siano dei limiti nella vita oltre i quali davvero si debba reagire e fare qualcosa. Di solito, bisogna dirlo, questi esempi non arrivano mai dal nostro paese dove per riempire le piazze bisogna aspettare il mondiale vinto dalla nazionale o un concerto gratuito.
Questo signore nella foto è il responsabile delle risorse umane, titolo che mi fa già rabbrividire, della Air France. Assieme al direttore generale aveva appena comunicato il taglio di 2900 LAVORATORI dell'azienda. La reazione dei dipendenti ormai la sapete, manager in fuga, vestiti strappati e poi questa triste foto in cui si vede la reale dimensione di un uomo che riesce ad essere solamente forte al riparo nel suo ufficio dove con il click di un tasto può cancellare la vita di 3mila persone.
Perché se di violenza dobbiamo parlare, dobbiamo farlo anche di quella che tutti i giorni i lavoratori devono subire sui posti di lavoro, con orari assurdi e paghe imbarazzanti (non parlo solo dell'Italia), della violenza che milioni di disoccupati e precari devono subire dopo l'ennesimo rifiuto di un curriculum o di una proposta di lavoro indecente che devi prendere per forza "perchè non puoi lamentarti" ti dicono.
Guardando in casa nostra, sono passati in sordina troppi licenziamenti, abbiamo lasciato le piazze vuote, dando sfogo alle chiacchiere che una volta erano da bar e adesso sono quelle fatte in rete. 
Esistono posizioni sui luoghi di lavoro che a prescindere dalla crisi sono sempre al sole, stipendi e premi che troppi manager, anche pubblici, si portano a casa mentre all'ultimo dei lavoratori viene chiesto di fare sacrifici.
Quell'uomo in fuga senza camicia rappresenta un po' la nostra situazione, solamente che al posto del manager senza camicia potremmo esserci noi inseguiti da chi ci ha preceduto e conquistato i diritti per i quali noi abbiamo smesso di lottare.
lunedì 3 settembre 2012 27 vostri commenti

Niente da fare, troppo comunisti

Si dice che il tempo piano piano metta a posto tutto, accomodi le cose, risolva i problemi andando a smussare ciò che è spigoloso e a volte pericoloso. Così sembra anche la soluzione adottata dalla politica italiana, il tempo e i suoi tagli, la mannaia della spending review che si abbatte a destra e a sinistra calpestando in molti casi la dignità delle persone e il diritto almeno alla sopravvivenza.
Così abbiamo letto in questi giorni di disoccupazione giovanile aumentata, di sanità ridotta ai minimi termini e tutto quello che già sappiamo.
Qualcuno potrebbe dire che è l'unica soluzione, qualcun altro potrebbe dire che le altre vie sono solo utopistiche. 
Altri, invece, in altri paesi le mettono in atto. Così leggendo una mail che mi ha passato un'amica si scopre che l'utopia a volte può essere realtà.
Accade che in Francia un certo signor Hollande non si allinei completamente alle soluzioni delle banche. Abolendo il 100% delle auto blu mettendo all'asta il parco macchine indirizzando il ricavato sul  welfare. Inviando lettere di "invito" all'uso della propria macchina agli ali funzionari con tale allegato “un dirigente che guadagna 650.000 euro all’anno, se non può permettersi il lusso di acquistare una bella vettura con il proprio guadagno meritato, vuol dire che è troppo avaro, o è stupido, o è disonesto. La nazione non ha bisogno di nessuna di queste tre figure”. Fate voi, 345 milioni di euro risparmiati utilizzati per finanziare istituti di ricerca dando lavoro a 2560 giovani scienziati disoccuapti. E ancora, abolendo il concetto di scudo fiscale, stabilendo un'aliquota pari al 75% per tutte le famiglie che al netto guadagnano più di 5 milioni di euro all'anno. Già ci sono anche quelle. Assumento così 59.870 disoccupati.
Inoltre, udite udite, ha sottratto sovvenzioni statale alla chiesa pari a 2.3 miliardi di euro, soldi che andavano a licei privati esclusivi. Con quei soldi si costruiranno 4500 asili nido  e 3700 scuole elementari.
E non è finita. 
Bonus cultura presidenziale che  consente di pagare tasse zero per cooperative che aprono librerie indipendenti assumendo almeno due laureati disoccupati o cassintegrati. Aboliti i sussidi governativi a rivistucole e fondazioni, e istituzione di comitati per u maggior contollo dei finanziamenti.
Stipendi dei funzionari governativi decurtati del 25%...
Del 32% quello dei parlamentari...
Del 40% quelli di tutti i dirigenti statali che guadagnano più di 800mila euro.
Utilizzando il risparmio dei tagli per un fondo garanzia welfare  per "donne mamme singole"  in situazione disagiate, assicurando loro uno stipendio garantito mensile per la durata di 5 o 3 anni (a seconda dell'età del bambino).
Come per magia tutto ciò in pareggio di bilancio, con spread sceso  e inflazione stazionaria.
Tolto che ogni paese ha i suoi problemi, ma dico  perché da noi si punta sempre sui tagli alla sanità, alla scuola  e alle buste paga mentre il resto è visto come  utopia?

lunedì 16 gennaio 2012 21 vostri commenti

Sommergibili o supposte con la stessa rotta

Questo non è solo un discorso di pacifismo, questo è pura materia di buon senso, di giustizia, di equità e di democrazia.
Ormai sono mesi che i telegiornali e la carta stampata aprono le loro testate con titoli a 24 colonne sullo spread che si alza e si abbassa, sulle banche in pericolo e sul rischio di default dei vari stati. Abbiamo assistito alle proteste sparse per il mondo, ascoltato gli indignados, sfilato e marciato per le strade delle nostre città, trepidato per  Grecia e company.
Poi come per magia vengono fuori queste notizie.
Una bella lista della spesa per sessanta caccia Eurofighter per 3,9 miliardi di euro, fregate francesi per oltre quattro miliardi, motovedette per 400 milioni, e poi carri armati, elicotteri Apache e sommergibili tedeschi per altri 2 miliardi di euro.
Fatta da chi?
Signore e signori tenetevi forte nientemeno che dalla Grecia. Lo stesso paese dove gli ospedali prendono solo in considerazione i casi gravi per mancanza di soldi, lo stesso paese che vuole licenziare e ha licenziato migliaia di dipendenti pubblici, lo stesso delle manganellate alla gente che chiedeva giustizia, lo stesso che sta per abbandonare probabilmente l'euro.
Comprate da chi?
Ritenetevi forte allora signori! Dalla Francia e dalla Germania. Già gli stessi gendarmi finanziari che si aggirano per l'Europa con la bacchetta da primi della classe, chiedendo tagli a destra, licenziamenti a sinistra e tasse di ogni genere. 
Vogliamo finire in bellezza?
Eccoci allora. Siccome a noi italiani piace fare sempre la nostra parte e seguire le mode, abbiamo pensato di aumentare le spese nel 2011 e soprattutto non tagliarle nel 2012. Alla faccia di chi un lavoro non ce l'ha, alla faccia delle fabbriche a rischio chiusura e delle famiglie che si vedranno aumentare le spese annuali.
Insomma ritorna il vecchio slogan "armiamoci e partiamo"... che il default è solo un problema per i poveracci e i sommergibili alla fine vanno a finire sempre dentro al solito posto.

venerdì 25 settembre 2009 0 vostri commenti

Sarkozy... un leader che vuole essere sempre all'altezza...




...quando la politica ha bisogno di un sostegno... c'è chi usa il tacco rialzato chi invece si affida alla pedana...

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