Sia chiaro che qui non si vuole difendere Fazio e i suoi milioni guadagnati né tanto meno Maradona. Ma viene davvero da sorridere assistendo all'ultima campagna da inquisitore dell'ultima ora di Renato Brunetta contro l'"ombrello" del pibe de oro contro Equitalia.
Dimentica l'ex ministro di avere appoggiato e per anni e di appoggiare l'omino ritratto qui sopra che fino a prova contraria a differenza di Maradona è stato condannato per evasione e che non sembra aver dato sfoggio di etichette particolari.
Vogliamo ricordare la sua faccia mentre va incontro a Michelle Obama, il suo dito medio mostrato più volte, mentre fa il mitra in compagnia dell'amico Putin ricordando i vecchi tempi, la telefonata alla fidanzatina di turno con tanto di attesa della Merkel, le corna mostrate come alla foto di classe, la lezione di storia fatta in Europa dando del Capò a destra e a sinistra, le "magnate" con l'amico Gheddafi. Per non parlare dei primi anni di Silvio in stile banda della Magliana con tanto di pistola sulla scrivania.
Solo in un paese come il nostro uno come Brunetta può e potrà avere degli ascoltatori, della gente che crede solo all'ultima cosa detta, magari in televisione che fa più effetto.
Quindi che fare per coprire le malefatte del "capo"? Mostrare quelle degli altri, da qui la campagna di Brunetta che da ex consigliere economico di Craxi non risponde mai alle domande tecniche e specifiche.
Ad esempio come mai nel dicembre del 2010 l'allora ministro diceva che il peggio della crisi era passato?