Visualizzazione post con etichetta popolo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta popolo. Mostra tutti i post
venerdì 12 ottobre 2012 19 vostri commenti

Io ho iniziato a mandarceli...

PREMESSA
Nel settore dove lavoro, socio sanitario, stanno facendo tagli a destra e a sinistra un po' da tutto le parti. Così anche da noi. Inoltre da anni la nostra situazione contrattuale è imbarazzante e per il futuro sembra che vogliano proporci contratti peggiorativi sia dal punto di vista dello stipendio che da quello dei diritti sindacali. Inoltre, manco a dirlo, premio di produzione (cifra imbarazzante) che non si vede da anni.

PROLOGO
Direte voi sarete in stato di agitazione!?! Ci sarà una partecipazione di massa agli scioperi e assemblee sindacali sempre piene!?! Certo che  no. In corteo ormai ci si trova tra parenti e alle assemblee sindacali si spera sempre che i dirigenti non aprano all'improvviso la porta vedendo quei 4 gatti che stanno seduti e incazzati ad ascoltare ciò che il futuro prospetta

SVOLGIMENTO
Questa mattina come al solito entro al lavoro, timbro, mi dirigo nella stanza degli operatori e come per magia appare uno di quei colleghi che negli ultimi 10 anni non ha MAI dico MAI fatto uno sciopero e non  si è MAI dico MAI visto in assemblea sindacale.

Collega: "Ho saputo che forse (attenzione badate bene forse) ci sono dei problemi per il contratto?"

Ecco avete presente Fantozzi che mette in bocca otto chili di peperoncino oppure capitan caverna che scrolla e poi esplode.

Ernest: "Non vi dico più niente! O parteciapate agli scioperi e venite alle assemblee sindacali oppure vi arrangiate poi quando avrete 400 euro al mese oppure senza lavoro allora forse (attenzione badate bene forse) vi sveglierete."

CONCLUSIONE
La pazienza con il materiale umano italico è davvero finita.
giovedì 28 aprile 2011 29 vostri commenti

Era bello e aveva la bocca

Tornavano sempre tardi.
Non c'erano mai.
Di lui si curavano poco, non lo ascoltavano, lo lasciavano anche in disparte per parecchio tempo.
Dicevano per il suo bene.
Quando aveva bisogno di qualcosa lo sapevano loro.
Non chiedevano a lui figuriamoci.
Facevano tutto loro.
Dicevano per il suo bene.
Fuori praticamente mai. A parte qualche rara volta ma erano sempre loro a guidarlo. Mai una sua decisione, una strada scelta, una decisione pronta al bivio. Mai.
Ci pensavano loro.
Dicevano per il suo bene.
Un dubbio su un paio di scarpe? Non esiste, non se ne parla, non poteva pensarci, non poteva pensare, lo prendevano e via.
Che a volte ci si fa prendere dal momento, dalle paure e magari uno sceglie le scarpe con la suola più ressitente solo perchè ultimamente ha piovuto poco. No no meglio che scelga chi non si fa impressionare. Cioè loro.
Dicevano per il suo bene.
Ma col tempo si diradavano anche le scelte, nemmeno più poste le domande, sparite le opportnità, i dubbi. Zero, niente, sceglievano direttamente loro senza neanche fare vedere.
Un giorno forse gli avrebbero preso anche la cosa più personale, più sua, il nome.
Quel nome così pesante da portare, pieno di responsabilità, pieno di senso comune.
Si chiamava Popolo.
Un giorno si svegliò e si accorse di non avere nemmeno più la bocca.
Una volta parlava, sceglieva, sbagliava anche, ma decideva.
Ora non più.
Per il suo bene.


"La massa per me non è altro che un gregge di pecore, finché non è organizzata. Non sono affatto contro di essa. Soltanto nego che essa possa governarsi da sé. Ma se la si conduce, bisogna reggerla con due redini: entusiasmo e interesse. Chi si serve solo di uno dei due, corre pericolo"
(Benito Mussolini)

Latest Tweets

 
;