Magari hanno ragione quelli che in questo momento nei loro post e nei loro commenti esortano ad occuparci della nostra politica, dei nostri problemi.
Invece io credo che ciò che sta succedendo negli Usa interessi tutti e sia profondamente inquietante soprattutto per il largo consenso dei provvedimenti attuati da Trump.
Democrazia? Certo democrazia, non ci sono dubbi. Sono i difetti, se vogliamo chiamarli così, di questo sistema che da la possibilità di salire al potere anche a chi poi la rinnega. Basta leggere la storia per capire che spesso le dittature si sono vestite come democrazie per poi spogliarsi di quei vestiti una volta al potere.
Dagli Stati Uniti arrivano notizie, non tutte, inquietanti. Vi invito a seguire il blog dell'amica Silvia Pareschi che sta facendo un lavoro importantissimo dandoci la possibilità di seguire direttamente dagli States ciò che sta succedendo.
Oggi leggo di una ragazza italiana libera professionista bloccata alla dogana per ore solo per un timbro della Libia sul passaporto, costretta poi a pagare quasi 3 mila dollari per il tempo che la polizia ha dedicato ai controlli. Una nube grigia chiamata paura sta avvelenando la vita delle persone, al punto di non voler dire il cognome per paura di ritorsioni.
Decidete voi se tutto ciò non interessa anche noi.
Il vento che soffia da parecchio tempo ormai anche in Europa è quello della paura del diverso, del disprezzo, del voler alzare muri e del non accogliere chiudendosi in casa.
Siamo in periodo di saldi e quindi anche la politica sembra adeguarsi. C'è chi tenta di vendersi al miglior offerente e chi invece non viene preso in considerazione e risbattuto alla porta.
La vicenda dei 5stelle in Europa dovrebbe davvero farci riflettere sullo stato della politica, dove ormai si parla di penale da pagare per chi esce dalla linea del partito. Concordo con chi dice che se non si è d'accordo si debba uscire da un partito ma sono anche dell'idea che all'interno dei movimenti di qualunque colore ci debba essere quella che una volta chiamavamo democrazia, il dibattito, la sana discussione, quel non essere sulla stessa linea che a volte ha portato alcuni partiti a rivedere le proprie scelte.
Senza discussione e libera partecipazione, reale, non quella virtuale credo che il senso della democrazia sia definitivamente perduto.
Provate a pensare ad una persona che sta all'interno di un movimento con la spada di Damocle dei 250mila euro in caso di dissenso. E' l'apoteosi degli Yes Man, quelli che ormai occupano i vertici nelle aziende, nei partiti e in altre organizzazioni. Si tratta della morte della democrazia, quella che qualcuno voleva salvare.
Tutte queste storie mi fanno tornare alla mente episodi della rivoluzione francese dove alla fine chi era sceso nelle strade al grido di libertà si è trasformato poi nel peggiore dei tiranni.
Questa Brexit sembra una di quelle cose che molti vorrebbero fare e poi quando si concretizza si vorrebbero tagliare le mani per averlo fatto.
La prima cosa che ho pensato leggendo l'esito del referendum è che gli inglesi sostanzialmente sono sempre stati fuori dall'Europa cercando di ottenere vantaggi con la loro partecipazione ad hoc.
Sui social, ma anche sui giornali, si parla di popolo che decide, di ignoranza di chi ha votato. Ecco vorrei solamente ricordare che spesso il popolo, quando vota (perché poi dipende dalle percentuali) ha dato vita a degli orrori politici. Vogliamo parlare della famiglia Bush pluri votata, del ventennio di Berlusconi, oppure se andiamo indietro nel tempo vogliamo parlare di Mussolini, Hitler. Oppure veniamo ai nostri giorni con la candidatura di Trump, probabile prossimo presidente americano.
Molti diranno, questa è la democrazia. Vero. Però la democrazia si nutre di informazioni, chiare e limpide. Aggiungo che sarebbe compito di chi si presenta come "servitore dello stato", parola ormai dimenticata, dire le cose come stanno, spiegarle anche a chi probabilmente non ha mezzi o strumenti per andare a fondo nelle analisi economiche e politiche.
Perché vedete è talmente semplice gridare fuori dall'Europa per evitare gli sbarchi degli extracomunitari e poi però trovarsi in una situazione dove probabilmente la stessa persona che ha detto di lasciare la UE si troverà nei problemi più neri rispetto al solito ricco che alla fine si salva sempre.
Per quanto riguarda l'Europa, il pensiero va a chi veramente l'aveva pensata come strumento di pace, persone come Altiero Spinelli, che hanno garantito più di 50 anni di cooperazione a degli Stati che è giusto ricordare fino al 1945 si sono fatti la guerra, quella vera. L'Europa deve ritornare ad essere unione di diritti, unione dei lavoratori, deve mettere da parte la calcolatrice dei bilanci e smetterla di farsi comandare dalla Germania, altrimenti il futuro è solo in uscita.
Riflettere è troppo complicato, è molto più semplice mettersi una felpa con scritto Exit e prendere uno stipendio da Bruxelles come fa Salvini.
Il mondo, il web e i nostri pensieri in questo momento si stanno dividendo sulla necessità di pubblicare la foto del bambino annegato.
Lo dico francamente, non so dove stia la ragione, io non l'avrei pubblicata. Ho visto quella foto e non riesco a togliermela dalla testa, come non possono sfuggire alla mente altre immagini del passato.
Il punto è proprio questo. Dimentichiamo tutto troppo facilmente, le stragi in mare ormai sono all'ordine del giorno e le immagini dei treni e dei camion pieni di braccia che chiedono aiuto stanno facendo il giro del mondo.
Purtroppo passeranno anche queste foto e di Aylan e Galib, così si chiamavano i due fratellini, non si parlerà più. Gli indignati del momento, quelli che magari il giorno prima si lamentavano dei troppi immigrati per strada, ricominceranno la loro vita, tra una predica del prete e l'altra voltandosi dall'altra parte all'uscita della chiesa e annuendo ai discorsi di Salvini.
"Mi sono scivolati dalle braccia" questo ha dichiarato il padre dei bambini, a noi sta scivolando l'umanità lasciando l'occidente, che spesso bombarda quei paesi, solo nella proprio individualismo.
Perché i muri più difficili da abbattere spesso stanno nei cervelli degli uomini.
Dalla vicenda greca direi che portiamo a casa, per ora, parecchie lezioni.
Lezione numero 1
Qualcuno ha ridato un senso alla parola democrazia contrapponendosi all'arroganza dei burocrati di Bruxelles che trattano le persone come numeri e non come esseri umani dall'alto dei loro conti in banca.
Lezione numero 2
L'Europa è uscita allo scoperto mostrando a tutti il suo indirizzo capitalistico liberista senza freni mettendo dei veti alle ipotetiche politiche finanziarie di Tsipras che sarebbero state indirizzate verso chi i soldi li ha ancora e non verso i pensionati al minimo.
Lezione numero 3
Al posto della bandiera dell'Unione ormai bisognerebbe mettere quella tedesca visto che non si parla più di istituzioni europee ma solo delle voglie di Angela Merkel.
Lezione numero 4
L'Economia non è una scienza esatta. Già perché negli ultimi giorni abbiamo letto di tutto. Dal cataclisma che si sarebbe abbattuto dopo il NO, all'economia greca rilanciata in caso di SI, alla sopravvivenza solo fuori dall'Europa. Nemmeno i nobel hanno trovato un punto comune.
Lezioni numero 5
In Grecia ci si dimette anche vincendo. Infatti oggi leggiamo delle dimissioni di Varoufakis "per aiutare Tsipras nella trattativa".
Lezione numero 6
Tsipras è uno statista con le palle. Tiene duro con la Merkel, vince il referendum e poi per far vedere all'Europa che vuole ancora rimanere nell'unione con una trattativa seria chiede a Varoufakis di dimettersi, visto che non è apprezzato da Bruxelles.
Lezione numero 7
Il carro del vincitore ha le porte aperte... un po' di tempo fa in Italia al nome di Tsipras si sorrideva, qualcuno non lo conosceva nemmeno, ora per andare a festeggiare in Grecia ci sono anche viaggi organizzati dei nostri politici a 9 euro con pentole in regalo.
Lezione numero 8
Non siamo sudditi delle Germania, a loro si può dire anche no e la cancelliera di ferro potrebbe anche accorgersi che senza di loro si sopravvive
Lezione numero 9
E' più facile scrivere un hashtag su facebook per dire che si sta con la Grecia piuttosto che scendere in piazza quando serve e soprattutto non votare personaggi imbarazzanti
Lezione numero 10
Le immagini del popolo greco in festa portano a diverse reazioni. La prima è quella che ti fa dire "cosa hanno da festeggiare!" poi dopo pochi secondi capisci che quello è il vero senso della democrazia, cioè un popolo che si esprime e si prende le sue responsabilità a differenza dei politici greci precedenti che hanno causato tutto questo. Da quelle immagini l'Europa unita dovrebbe ripartire non dai bilanci ne tanto meno da Angel Merkel.
Un pensionato greco in lacrime davanti ad una banca in attesa di ritirare la propria pensione... nel Manifesto di Ventotene del 1944 in cui si chiedeva un'europa unita c'erano scritte cose del genere... "La civiltà moderna ha posto come proprio fondamento il principio della libertà, secondo il quale l'uomo non deve essere un mero strumento altrui, ma un autonomo centro di vita"... ora al centro della vita europea ci sono parametri, percentuali, bilanci e conti là dove una volta si parlava di diritti.
Tempi lontani quelli in cui l'unione faceva breccia nei cuori della gente, quando anche in una trasmissione Rai bastava rispondere al telefono e urlare "Europa Europa!" per vincere dei soldi.
Quell'uomo potrebbe essere mio padre, potremmo essere noi.
"In questi tempi difficili, tutti noi dobbiamo ricordare che l’Europa è la casa comune di tutti i suoi popoli. Che in Europa non ci sono padroni e ospiti. La Grecia è, e rimarrà, parte integrante dell’Europa, e l’Europa parte integrante della Grecia. Ma un’Europa senza democrazia sarà un’Europa senza identità e senza una bussola. Chiedo a tutti voi di agire con unità nazionale e compostezza, e di prendere una decisione degna. Per noi, per le generazioni future, per la storia greca. Per la sovranità e la dignità del nostro paese."
A prescindere da come la si pensi e dall'esito del referendum, in questi giorni la Grecia sta dando a tutto il mondo una lezione di democrazia.
Perché ultimamente, soprattutto dalle nostre parti, si gioca con il voto e si comanda senza avere nemmeno il mandato del popolo, ogni riferimento non è puramente casuale.
Qui invece abbiamo un premier, eletto, che ha cercato di negoziare con l'Europa anche andando contro una parte del proprio schieramento, sentendosi rispondere picche dai banchieri abbottonati di Bruxelles, non eletti da nessuno.
Un premier che ora chiede al proprio popolo cosa deve fare, con la possibilità anche di ricevere una risposta diversa dalla propria idea.
Qui da noi questo discorso è difficile da comprendere.
Ci sono strategie che non si capiscono alla prima. Hanno bisogno di analisi e magari di qualche approfondimento, o forse sono troppo complicate per essere capite da noi poveri cittadini europei.
Quindi ci sarà sicuramente qualcosa di complicato che non riusciamo a comprendere nelle manovre dei partiti che non vogliono l'Europa unita, il suo parlamento e tutto il resto che però partecipano alle elezioni europee per entrare a Bruxelles. In quel caso l'Euro è ben accetto.
Il vento che spira in Europa fa venire i brividi ma questa volta non si tratta di previsioni meteo.
Le piazze in Spagna in questo momento gridano contro il governo Rajoy e il ministro Gallardon che vuole cancellare anni di lotta con un progetto di legge di riforma dell'aborto che lo renderebbe meno praticabile e che spalancherebbe le porte alla clandestinità.
La Svizzera si sta preparando ad un referendum sulla libertà di circolazione, facendo provare ai leghisti cosa vuol dire avere di fronte un paese che non ti vuole.
In Francia la destra conservatrice ha bloccato la riforma del diritto di famiglia.
E in Italia sappiamo bene come vanno le cose nelle nostre città.
Credo che ci si debba preoccupare, il mondo in cui vivremo in futuro fa sempre più paura, per noi, i nostri figli e i nostri nipoti.
Le parole accoglienza e libertà di scelta sembrano aver lasciato lo spazio alla prevaricazione e al respingimento... e siamo sempre più soli.
Esattamente 78 anni fa l'Italia invadeva l'Abissinia alla ricerca del grandezza creando un anno dopo l'Impero Italiano d'Europa. Qualcuno potrebbe dire roba vecchia, anni che furono, altri tempi.
In quel periodo, come prima, tutti gli stati europei volevano un posto al banchetto chiamato Africa, seduti a tavolino per dividersi un continente da colonizzare cercando di succhiare tutto il possibile per ingrassare le casse della nazione padrona.
Oggi abbiamo assistito all'ennesima strage nelle acque di Lampedusa, 93 morti e 250 dispersi per un barcone bruciato. Nel frattempo tutti stanno a guardare, l'Europa occupata a fare i conti con una calcolatrice e gli altri stati che aprono il portafoglio solo per finanziare operazioni militari.
Pagine di giornali che oggi e domani si riempiranno di foto, testimonianze e atti di solidarietà che finiranno nel giro di un attimo per lasciare spazio a tutt'altro, riponendo lontano da noi questi fantasmi tra le onde.
Il vento di guerra soffia sempre più forte. In questi giorni potrebbe capitare a molti turisti in navigazione sul mediterraneo di rimirare il cielo e scorgere al posto delle stelle qualche missile lanciato da Israele e Stati Uniti così tanto per fare qualche esercitazione che in fondo non si sa mai.
Tra i silenzi dei governi spuntano i propositi del Papa e del ministro in ombra dei digiuni Emma Bonino.
Nell'attesa di vedere calpestato ancora una volta l'articolo 11 della nostra costituzione che ripudia la guerra scopriamo che mamma Europa dal 2001 ha venduto alla Siria ben 27 milioni e 700 mila euro di armi. Solitamente nelle classifiche europee noi siamo negli ultimi posti, in questo caso no! Spicchiamo in vetta al primo posto con ben 17 milioni di euro di armi vendute a colui che Kerry, fotografato a tavola con Assad, accosta a Hitler.
Un copione già visto, vedere alla voce armamenti passati a Saddam e Gheddafi del quale abbiamo ancora la tenda montata davanti a palazzo Chigi.
Si diceva fate l'amore non fate la guerra... si diceva.
Dopo decenni di dominio Usa su di noi e su gran parte d'Europa, dopo politiche statunitensi di "invasione politica" dei nostri territori, dopo finanziamenti occulti e non per far vincere le elezioni a chi piaceva di più a Washington, dopo ministri ricusati perché non graditi dallo zio Sam, dopo coperture per stragi, dopo presidenti del consiglio italiani che hanno preso il numero davanti alla Casa Bianca per poter essere ricevuti dal presidentissimo di turno, dopo ricatti politico-finanziari che per anni abbiamo fatto finta di vedere o chiamato con altro nome... ora parliamo di "compromessa credibilità dell'alleanza"?
Ci evitino questo teatrino imbarazzante lor signori e facciano presto a passare all'atto finale quello dove il padrone a stelle e strisce ci getta l'osso e ci comanda di non abbaiare.
Questo non è solo un discorso di pacifismo, questo è pura materia di buon senso, di giustizia, di equità e di democrazia.
Ormai sono mesi che i telegiornali e la carta stampata aprono le loro testate con titoli a 24 colonne sullo spread che si alza e si abbassa, sulle banche in pericolo e sul rischio di default dei vari stati. Abbiamo assistito alle proteste sparse per il mondo, ascoltato gli indignados, sfilato e marciato per le strade delle nostre città, trepidato per Grecia e company.
Una bella lista della spesa per sessanta caccia Eurofighter per 3,9 miliardi di euro, fregate francesi per oltre quattro miliardi, motovedette per 400 milioni, e poi carri armati, elicotteri Apache e sommergibili tedeschi per altri 2 miliardi di euro.
Fatta da chi?
Signore e signori tenetevi forte nientemeno che dalla Grecia. Lo stesso paese dove gli ospedali prendono solo in considerazione i casi gravi per mancanza di soldi, lo stesso paese che vuole licenziare e ha licenziato migliaia di dipendenti pubblici, lo stesso delle manganellate alla gente che chiedeva giustizia, lo stesso che sta per abbandonare probabilmente l'euro.
Comprate da chi?
Ritenetevi forte allora signori! Dalla Francia e dalla Germania. Già gli stessi gendarmi finanziari che si aggirano per l'Europa con la bacchetta da primi della classe, chiedendo tagli a destra, licenziamenti a sinistra e tasse di ogni genere.
Vogliamo finire in bellezza?
Eccoci allora. Siccome a noi italiani piace fare sempre la nostra parte e seguire le mode, abbiamo pensato di aumentare le spese nel 2011 e soprattutto non tagliarle nel 2012. Alla faccia di chi un lavoro non ce l'ha, alla faccia delle fabbriche a rischio chiusura e delle famiglie che si vedranno aumentare le spese annuali.
Insomma ritorna il vecchio slogan "armiamoci e partiamo"... che il default è solo un problema per i poveracci e i sommergibili alla fine vanno a finire sempre dentro al solito posto.
Segretario: Signora di la c'è il solito del venerdì, che le vuole parlare.
Cancelliera: Ma chi, quello della canotta? Quello dell'ampollina? Quello dei corni e gli elmetti?
S.: Già, cosa gli devo dire?
C.: Ma che ne sò... ecco, vai a dire che sto parlando con quello del Lichtenstein!
S.: Già detto settimana scorsa...
C.: Allora sono al telefono con il mio analista, la crisi, l'euro, troppi problemi capirà!
S.: Ci provo...
S.: Niente da fare. Ha detto che aspetta.
C: Uhmmm. Allora nella sala d'aspetto metti il Cd di Apicella che ci aveva regalato quello la, come si chiamava, va beh... hai capito, così magari ci rinuncia.
S.: Non lo abbiamo più... rispedito al mittente, ricorda.
C.: Vero, allora che faccio?!?
S.: Deve farlo signora. Per il paese, per quegli italiani che non lo hanno fatto, per l'Europa e perchè sia di insegnamento per tutti, per il futuro.
C.: Hai ragione Ambrogien!
...qualche metro più in la, subito fuori la stanza...
Lavoro. "Dal 2012, un'azienda in crisi, potrà licenziare in modo unilaterale con un indennizzo e senza reintegro. Viene cancellato così l'articolo 18 dello statuto dei lavoratori e irrigidito l'articolo 8 della manovra di agosto. Per rendere "più efficiente, trasparente, flessibile e meno costosa" la Pubblica amministrazione scatteranno meccanismi per la mobilità degli statali, la cassa integrazione con riduzione del salario e "il superamenteo delle dotazioni organiche". Rilanciato, infine, il contratto di apprendistato per favorire le assunzioni di giovani e donne"
"Come ha detto Sacconi, l'obiettivo nostro è incentivare le assunzioni, non i licenziamenti. Ci siamo impegnati a rendere più efficienti gli strumenti di sostegno al reddito, e i dipendenti troveranno nello Stato la garanzia di essere remunerati con la cassa integrazione e di avere il tempo di trovare un altro lavoro"
Come intendono dare lavoro alle persone però non è dato sapere.
Ok.. lo ammetto all'università ho dato Economia Politica come ultimo esame, ok non mi piaceva, ok il professore entrava in aula scriveva alla lavagna cose assurde, ok erano più le volte che facevo finta di andare in bagno per uscire, ok ogni tanto non si riusciva a seguire le lezioni perchè i potenti mezzi dell'università arrivavano solo a 40 metri quadrati, ok non ho ancora capito come ho fatto a superare l'esame...
...e allora qualcuno mi spieghi che cosa c'è in tutto questo di RILANCIO ECONOMICO, PROVVEDIMENTO ANTI CRISI E RASSICURAZIONE ALL'EUROPA.
Genova. 9 dicembre, un giovedì come tanti e come succede ogni giorno anche qui la protesta sale e sfila per le strade del centro... studenti, disoccupati, precari e gente comune. Si canta, si urla la rabbia contro una classe politica che se ne frega, che non ascolta, che ci fa capire, se ce ne fosse stato bisogno, che le classi esistono ancora. Succede qualcosa di diverso però, qualcosa che succedeva negli anni 70, avete presente il pranzo proletario.. ti siedi in un bel ristorante, ordini, mangi e poi via la fuga. Cambia lo scenario al posto del ristorante mettete la libreria Mondadori di Genova, al posto dell'eskimo indossato in passato mettete dei costumi di babbo natale e il gioco è fatto...
...esproprio natalizio, d'altra parte Silvio ha sempre detto di essere generoso e quello che dice Silvio è legge quindi nulla di illegale, e poi vogliamo parlare di come ha ottenuto la Mondadori...
"Se mi avessero invitato ci sarei andato. In una situazione che nessuno può dire esaltante, con una realtà politica e sociale disastrosa, con i cassaintegrati, i precari e il taglio ai servizi sociali, bisogna dare dei segni, senza violenza verbale o fisica, e portare la gente a prendere coscienza. Mi sarei vestito da Babbo Natale e sarei andato anche io incurante dei benpensanti. L’importante è che si chiedano che cosa è successo" Don Gallo
...la Grecia aveva lanciato un segnale...
...Londra ieri ne ha mandato un altro. La politica continua a procedere su un binario morto fatto di trattative di bassa lega, scambi di voti, amicizie per appalti, promesse elettorali dimenticate, leggine che salvano amici degli amici mentre nel frattempo nel mondo reale il 5% delle famiglie non riesce a pagare i mutui, l'università è sempre meno accessibile per gli stipendi da fame che ci concedono, i precari sono dimenticati e il lavoro stabile è un sogno per pochi. Qui non si tratta più, e non si è mai trattato secondo me, di una questione solo italiana ma si tratta dei pochi che strozzano i tanti dove i primi sono quelli che ogni giorno vivono la quotidianità e gli altri sono coloro che stanno nella cupola dorata. Ecco direi che è arrivato il momento come dice Don Gallo di portare la gente a prendere coscienza...RISE UP.
"La cultura [...] è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità, e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri." A.Gramsci
Conquistare una coscienza superiore. Comprendere la propria funzione nella vita. I propri diritti. I propri doveri. Quattro principi basilari per una democrazia, per una società civile, per un paese che dovrebber progredire pensando al proprio tesoro. I giovani. Invece cosa succede ormai da anni in Italia? Il problema scuola viene affrontato con fastidio, senza grosse riflessioni, lasciando che sia l'enorme calderone mediatico a riempre la testa delle persone e soprattutto le menti dei ragazzi. La cosa assurda è che tutti questi anni passati a "non far niente per la scuola" hanno inculcato un pensiero e una mentalità devastante nell'italiano. Provate a chiedere a qualcuno cosa pensa degli insegnanti? Le maggiori risposte saranno... non fanno niente... per quello che guadagnano... escono presto beati loro.... lavorano pochi mesi e poi sempre in vacanza... Chiaro che in generale l'insegnante non lavora dalle 8 alle 7 di sera, ma il punto è che anche per la maggior parte degli italiani ormai l'importanza dell'istruzione PUBBLICA (e lo scrivo maiuscolo per ovvi motivi) viene meno. Domandiamoci come mai non ci sono vocazioni in questo paese all'insegnamento, ma nella maggiorpare dei casi solo una scelta di ripiego, un parcheggio molte volte forzato per colpa del precariato in attesa di altro. Il resto d'Europa sottolinea l'importanza dell'insegnante. Vede nel professore il primo punto di partenza per la costruzione di un paese migliore, di un paese che deve guardare avanti. In Svezia per un neolaureato è un onore fare il professore, insegnare. Come cittadino sarei favorevole a pagare bene una professione che rappresenta le fondamenta del paese. Noi no, noi continuiamo a sbattere la testa contro il muro...
“In questo momento così difficile è fondamentale far capire a tutti gli italiani cosa sta accadendo nelle scuole. In tre anni scompariranno 135mila posti di lavoro: tagli indiscriminati che, oltre a rendere disoccupate decine di migliaia di insegnanti, stanno rendendo impossibili le attività didattiche, a causa del sovraffollamento delle classi e della mancanza di supplenti”...“È arrivato il momento di ribellarsi e di combattere con tutte le armi a nostra disposizione perché è chiaro che l’obiettivo del Governo è smantellare la scuola pubblica statale a favore di quella privata. Per impedire che ciò avvenga, la Gilda degli Insegnanti preparerà un programma di mobilitazione che durerà per tutto il prossimo anno scolastico”queste le parole del coordinatore nazionale della Gilda, Rino Di Meglio, dal palco allestito in piazza Santi Apostoli
Una scuola...
"che conduca il giovinetto fino alla soglia della scelta professionale, formandolo nel frattempo come persona capace di pensare, di studiare, di dirigere o di controllare chi dirige" (A. Gramsci)
...se cercate il giovinetto da noi lo trovate sul divano davanti alla Tv.
"E' una grande responsabilità che mi è stata affidata dal Parlamento europeo, è una Commissione formata da 30 parlamentari, si occupa delle modalità con cui vengono spesi i soldi che il Parlamento europeo dà alle varie istituzioni dell'Unione Europea"
Qualcuno che ragiona in giro per il mondo esiste ancora...
"In 24 ore l’Italia è stata richiamata all’ordine tre volte da Bruxelles: a causa delle discariche illegali, dell’ineguaglianza uomo-donna sull’età di pensionamento e per aiuti statali illegali. Alcune di queste procedure potrebbero mandarla davanti alla giustizia europea." L'Expansion, Francia.
Ma... come?... richiamati? Vergogna! Come si permette l'Europa... in questo paese va tutto bene... i nostri telegiornali ci dicono che tutto il mondo invidia la nostra politica per come ha risolto il problema dei rifiuti... non è possibile... Silvio non mente mai... Più vado avanti e più mi coglie una tristezza tremenda per il messaggio che diamo all'estero... ci rendiamo conto? Qui parlano di ineguaglianza tra uomo e donna... e poi abbiamo il coraggio di vantarci... mi domando ma le donne che votano il premier cosa pensano? Quando lo vedono entrare in un cantiere e dire "dove sono le donne?"... un oggetto per lui niente altro... lui impegnato a organizzarsi i festini invece di pensare al lavoro delle donne e alle discriminazioni che ancora oggi devono subire nei vari posti di lavoro... Poi il terzo richiamo dell'unione europea riguarda un argomento dove il nostro paese batte tutti... aiuti statali illegali... l'elenco sarebbe lungo... dagli aiuti alla luce del sole per arrivare a quelli che non sapremo mai soprattuto ora col blocco delle intercettazioni... i vari furbetti... amici degli amici degli amici... ...sveglia Italia.
Cosa succede in Europa? Chi comanda? Il nostro paese come recepisce, se lo fa, le direttive? Chi abbiamo mandato a rappresentarci? Le domande di Grillo...
Arrivato a 33 (quando ho aperto questo blog) mi sono un po' perso (e direi che mi sono decisamente ritrovato) ma confido di ritrovarmi al più presto. E' arrivato il momento in cui non basta solo pensare, è arrivato il momento di scrivere su tutto di quello che ruota attorno e di quello che a volte sta fermo. Saranno pensieri in libertà, saranno parole fluttuanti, saranno lettere che via via andranno ad unirsi.
Dopo tanti anni e altrettanti chilometri si merita un posto d'onore
"Bisogna essere duri senza mai perdere la tenerezza"
"Indietro? Neanche per prendere la rincorsa!" E.Guevara
Soffermarci su questa citazione. Pensare e ripensare se mai ci siamo tirati indietro. Se abbiamo voltato le spalle a qualcuno che in quel momento era in difficoltà. Se almeno una volta girando per le strade della nostra città abbiamo fatto gli struzzi. Se abbiamo abbassato la testa rinunciando ai nostri diritti. Se non abbiamo lottato di fronte ad un'ingiustizia. Questo è un paese strano, gli italiani sono un popolo strano. Credo proprio che si debba lasciare il proprio orticello, smettere di proteggere solo quel poco che abbiamo di nostro e che ci hanno fatto credere che è già tanto che ce l'abbiamo, come ad esempio il posto di lavoro. Ricordiamocelo...se vogliamo indietreggiare facciamo solo per raccogliere un nostro compagno.
"...a volte la follia sembra l'unica via per la felicità..."
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