Rispetto ad alcuni anni fa si parla meno di mafia. Vengono pubblicati libri inchiesta, dedicate alcune trasmissioni e articoli di giornale.
Continuano a lavorare le associazioni sul territorio condannate a lottare anche contro la mancanza di fondi e l'abbandono dello stato, i magistrati indagano spesso scontrandosi contro muri di gomma e alcuni preti di periferia fanno il possibile ritrovandosi spesso abbandonati anche dalle stesse alte sfere.
Però sembra un argomento che l'opinione pubblica ha un po' dimenticato. Questo anche perché la mafia ha optato per una strategia di mosse nel silenzio, evitando di finire come una volta ogni giorno sul telegiornale, occupandosi in gran parte di economia, entrando nei grandi palazzi del potere e dei grandi professionisti, nelle banche e negli appalti.
Già gli appalti.
Così scopriamo che nei lavori di ristrutturazione degli Uffizi ci sono delle infiltrazioni del clan camorristico dei casalesi nei subappalti.
Il silenzio continua.