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sabato 8 ottobre 2022 16 vostri commenti

Tremare

La terra trema spesso, non ce ne accorgiamo a quanto pare, ma nell'arco della giornata si susseguono nella nostra penisola scosse di terremoto da 1.2 o 1.5. Basta scaricare un'applicazione gratuita e il gioco è fatto. Si riesce a monitorare la situazione in pochi secondi. 

Tutto vero. Altra cosa però è sentirla, la scossa. Una decina di giorni fa la prima, arrivata mentre ero al lavoro, stavo uscendo prendendo le scale. Niente, neanche un piccolo movimento ho sentito. Ricordo ancora la telefonata di mia moglie impaurita e il pensiero a Greta a scuola. 

Qualche giorno fa, di sera precisamente, mentre stavo guardando una serie tv, in un raro momento di appropriazione del mezzo, un rumore sinistro interrompe il mio momento relax. La mia reazione immediata è stata quella di prendermela col vicino. Poi il pensiero ad un treno, ma la stazione non è vicina a me, infine lui. Di nuovo il terremoto. Questa volta però ho sentito tutto, il rumore del suo arrivo, terrificante, poi lo scricchiolio della libreria. Qualche secondo, poca roba, ma tanto basta per iniziare a far viaggiare il cervello. E ora?!? Niente si sta in casa, passando le ore restanti prima della sveglia a guardare un muro pensando di vedere una piccola crepa, che non c'è. Spostando un quadro apparentemente pericolosissimo, senza motivo. Cercando in tutta la casa i muri portanti, senza peraltro trovarne uno. 

A parte tutto, la sensazione è davvero brutta. Il cuore in gola per qualche secondo e poi il pensiero di mettere in salvo tutti. A mia madre disabile che dice a mio padre "salvati". A chi ha vissuto un terremoto di oltre 6 gradi. Questo è stato di circa 4, quelli dei giorni scorsi meno, probabilmente scie sismiche. Oppure non lo sappiamo, mi pare che su questo si viaggi molto in base alle notizie tramandate negli anni. 

Per qualche giorno si vive sul chi va là, pensando "adesso ne arriva uno". Poi passa, come tutto, ma un po quello scricchiolio nella testa rimane. 

Viene da domandarsi una cosa. Quanto siamo pronti? Quanto abbiamo investito nella sicurezza degli edifici? Scuole, Ospedali, Residenze Protette? Quante esercitazioni magari in condizioni di difficoltà? Nulla di tutto ciò.

Continuiamo a sbagliare, a costruire, a mettere da parte la sicurezza. Come il progetto assurdo di costruire una funivia in mezzo ad un quartiere periferico di Genova, dimenticato dalle amministrazioni, per raggiungere i Forti di Genova.

Senza rispetto per il nostro territorio, senza un pensiero alla sicurezza. Quella vera. 

giovedì 25 agosto 2016 5 vostri commenti

Silenzio per favore

Da poco ho finito di leggere un libro di Fumio Sasaki, giapponese che cerca di spiegare l'arte dell'essenziale e del riordino. Una frase mi è rimasta impressa, proprio quella in cui spiega che molti giapponesi dopo l'ultimo terremoto-maremoto hanno deciso di disfarsi degli oggetti di casa, per evitare di rimanere schiacciati durante una scossa sismica.
Ora lasciando perdere questo eccesso, la cosa vera però è che di regola il terremoto di per sé non fa vittime, se ci sono di solito è perché l'uomo ha sbagliato qualcosa.
La tragedia di Amatrice, Accumuli e altri paesini spezza il cuore ogni volta che si guardano le immagini, ogni volta che incrociamo lo sguardo di persone hanno perso tutto, ogni volta che si legge di una vita spezzata con la sua storia portata via in pochi secondi. 
La rabbia è tanta perché vorrei sentire parlare di prevenzione e sicurezza e non più di emergenza e del paese dal cuore d'oro che risponde ogni volta che c'è una tragedia... acqua, terra, fuoco che sia.
Il pensiero ora è davvero solamente rivolto a chi ha perso qualcuno e ancora sta sperando di ritrovarlo, non parlerò di chi in questo momento riempie la rete di spazzatura razzista, di chi scrive cose senza nemmeno saperle, di una scuola ricostruita con i soldi per L'Aquila e crollata in pochi secondi, di Bertolaso che dovrebbe espatriare su Marte e invece parla, di politici che fanno proposte irrealizzabili, di amministratori che parlano ma in questi anni non hanno mai messo a norma niente, di giornalisti che non vedono l'ora di inquadrare un pianto, di giapponesi che comprano le case antisismiche da noi in Trentino, di gente che ora commenta e tra un mese non saprà nemmeno più come si chiamavano i paesi colpiti,  di cittadini che si fanno inquadrare dalle telecamere.
Non ce la faccio sono stanco, allora penso solo a loro che stanno ancora sperando e a tutti quelli che veramente e in silenzio stanno facendo qualcosa.
venerdì 6 settembre 2013 10 vostri commenti

L'uomo o la natura?


Sia chiaro non ho competenze in merito e di solito non sono un complottista, facendo zapping se trovo Voyager giro subito anche perché in sostanza è sempre colpa dei Templari. 
Ma in questo periodo mi sono posto una domanda sempre più spesso. Qualcuno si ricorda periodi uguali a questo in cui  a distanza di pochi mesi si sentono terremoti?
Francamente io non ricordo. Va bene guardando la cartina sismica dell'Italia ci sono molte zone rosse, arancioni e gialle, ma questo continuo tremare della terra può anche portare a pensare male.
Allora navigando per il web o parlando con qualcuno ci si può imbattere in termini come “fracking” o hydrofracking eshale gas, che tradotto vuol dire trivellazioni per le estrazioni di petrolio e gas. 
L'ultima scossa alle 3 e 45 di oggi a Finale Emilia. 
Il pensiero come sempre in questi casi va a tutte le persone che in questo momento sono ancora in tende o container, nonostante i G8 berlusconiani e a quelli che nelle ultime ore sono uscite in strada.
Per il resto ho come l'impressione che non lo sapremo mai.


Potrebbe interessarti:http://www.bolognatoday.it/cronaca/terremoto-emilia-gas-petrolio-cause.html
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mercoledì 30 maggio 2012 30 vostri commenti

Qui dove tutto scorre... al contrario.

Questo continua ad essere inesorabilmente uno strano paese. 
Tutto scorre fino quando non si toccano i nervi scoperti. 
Così infatti per l'ennesima volta siamo qui a commentare una tragedia come il terremoto in Emilia, popolazioni colpite da un colpo che non posso neanche immaginare, vite perdute, lacrime e macerie. Ora ci tocca sentire gli speciali, i professori che vanno davanti alla televisione a fare previsioni, a dissertare su teorie che nessuno può avere. 
Ci tocca vedere gli strapagati del video con la bacchetta indicare questa o quella zona che ora è gialla ma dovrebbe essere rossa, se non viola. I politici di turno che dicono noi avevano chiesto le revisioni e avevamo chiesto quello e quell'altro.
Poi il solito numero per l'invio dei soldi, da dare sia chiaro, e la solidarietà che scatta.
Poi ci sarà il silenzio, come al solito e il nulla di fatto unica cosa sicura in questo paese.
Già perché dopo ogni terremoto si parla di messa in sicurezza e poi niente, si dice che il terremoto fa le vittime per colpa delle costruzioni dell'uomo e poi si lascia tutto come prima.
Piano piano la testa si gira, il problema si allontana e col passare del tempo svanisce. Si entra in quella categoria chiamata "terremotati che non fanno più notizia".
Uno strano paese.
Dove il presidente del consiglio può dire quello che vuole e non succede niente, chiedere sacrifici assurdi a chi ne ha già fatti tanti, bloccare gli aiuti ai terremotati,  far pagare l'Ici su una casa da 140mila euro con sopra un mutuo, alzare la benzina indiscriminatamente ma NON PUO' DIRE UN CAZZO SUL CALCIO SIGNORI!
Il calcio non si tocca altrimenti sei VERGOGNOSO, IN MALAFEDE, E AFFONDATORE DEL PAESE, quando poi da anni quello non è più uno sport ma un insieme di interessi di banche imprenditori e miliardari. Il calcio è nelle piazzette dove non serve la diretta Tv, ma bastano felpe per i pali e tanta passione, il tutto  completamente gratis.
Quindi per il resto  chissenefrega. Intanto che importa se continuano ad assolvere capi della polizia che poi vanno al governo, che importa se cadono le fabbriche sugli operai che stanno lavorando, che importa se la soglia della povertà incombe, che importa se i suicidi sono all'ordine del giorno.
La cosa importante è che ad agosto inizi il campionato.
Il resto è solo noiosa pubblicità.
venerdì 6 aprile 2012 20 vostri commenti

Provate a contarli 3 anni

Provate a pensare solamente un attimo ai secondi, poi alla loro somma, ai minuti che passano inesorabili e diventano ore, che scorrono dal mattino alla notte in modo continuo per diventare giorni, e poi mesi, col passaggio della stagioni che scandiscono il corso degli anni.
3 per la precisione.
Tre anni passati sono tantissimi, possono essere una vita, una somma di situazioni e avvenimenti.
Questo è il tempo passato da quelle 3.32 del 6 aprile 2009. Molti a quell'ora dormivano, magari qualcuno lavorava o ci stava andando, qualcuno tornava a casa. Di certo qualcuno rideva, e lo sappiamo...

…..Alla Ferratella occupati di sta roba del terremoto perché qui bisogna partire in quarta subito, non è che c’è un terremoto al giorno”.
“Lo so”, e ride.
“Per carità, poveracci”.
“Va buò”.
“Io stamattina ridevo alle tre e mezzo dentro al letto”

...già. Non dimentichiamo.
Non dimentichiamo poi il resto. Dal mancato allarme, le manie di protagonismo di SuperBertolaso, le performance del OneManShow di Arcore con tanto di cappello da pompiere, la farsa del G8, le foto davanti alle macerie, i miracoli promessi con le New Town costate coste 2800euro a metro quadro che ora necessitano manutenzione di cui nessuno sembra occuparsi, le tende, il fascismo messo in piazza contro chi voleva far sapere al resto d'Italia che il miracolo non esisteva, le carriole resistenti e tanta tante gente aquilana che continua a resistere.
E poi i numeri...

309 morti e circa 2.000 feriti

21.731 persone (dei 72 mila residenti) ancora oggi assistite

7 mila persone di quelle assistite abitano nei Map (Moduli abitativi provvisori, casette di legno)

573 nelle case in affitto concordato con la Protezione Civile, 630 attraverso il fondo immobiliare

314 persone in albergo o nella Scuola sottufficiali delle Fiamme gialle di Coppito

13 mila cittadini circa risiedono nelle 19 new town

circa 500 micro imprese artigianali che non sono riuscite a ricollocarsi e altre 1.500 che rischiano di chiudere

8.881 richieste di indennizzo e solo in 2.712 casi sono stati concessi contributi definitivi

un centro storico circondati da 4 milioni circa di  tonnellate di macerie, 211 mila sono state portate via 

Una ricostruzione ferma.

Quella che invece non si fermerà mai è la resistenza degli aquilani e dei cittadini degli altri paesi colpiti, la loro voglia di ripartire. Con loro deve esserci sempre il nostro ricordo e il nostro sostegno.
Non dimentichiamo.
martedì 11 gennaio 2011 45 vostri commenti

Specchio specchio dimmi chi è il vero peso per il paese?



Ora non servono più.
Ora i riflettori sono distanti e l'attenzione dell'italiano medio è da un'altra parte.
Che poi sostanzialmente lo stesso italiano medio magari lo ha anche pensato...

"Ma di cosa si lamentano ancora le case le hanno avute no, lo ha detto Vespa!"

...già in una democrazia in cui certe cose non vengono nemmeno lasciate al caso ma ai plastici e a giornalisti manichini tutto ciò rientra nei piani.
Si perchè ora dalle parti della lega, quindi della maggioranza, quindi del governo si parla in questa maniera...


...notare che è riuscito a mettere vicino tre parole incredibili, "sano" "realismo" e "padano", dette da uno che crede ancora ai matrimoni celtici, che agli inizi di settembre di solito partecipa ad una manifestazione con l'ampollina, che spruzzava disinfettante sui treni nelle carrozze occupate da nigeriani e che parla di padania quando da anni vive grazie ai soldi che noi gentilmente versiamo sul suo conto corrente.
Insomma che altro aggiungere se non che i tempi sono sempre più duri dove questa gente vorrebbe costituzionalizzare la cittadinanza di serie B e serie A, dove chiedi aiuti al governo e ti vengono dati a secondo della posizione sulla cartina, chissà magari anche la Liguria per Borghezio è un peso visto che ha chiesto al governo 300milioni per i danni dell'alluvione rifiutati già una volta dal governo e richiesto ancora in questi giorni.
Forse per non pesare sulle spalle del perfetto padano dobbiamo tutti incrociare le dita quando piove, lasciare le regioni a rischio terremoti (quindi quasi tutto il paese), pregare per il ritorno di SuperBertolaso (che sta per diventare vice di Alemanno) o farsi benedire con l'acqua del Po ma non credo sia il caso visto gli effetti sulle condizioni mentali di Borghezio che probabilmente non ha mai pensato al fatto che per vedere il peso che il paese porta basta andare davanti allo specchio.
lunedì 11 ottobre 2010 23 vostri commenti

Il trucco c'è e volendo si vede

Ci sono storie che si dimenticano. Che passano, che rimangono sotto i riflettori solamente per l'attimo della propaganda. Poi spariscono, vengono nascoste, non passano più sui nostri megaschermi e quindi non esistono.
Problemi che il governo dice di aver risolto, medaglie che il premier si attacca al doppiopetto, che allega all'opuscoletto da mandare a nostre spese nelle nostre case. Storielle che utilizza nei sui week passati con un colbacco in testa per festeggiare il compleanno dell'amichetto Putin. Catastrofi nascoste con il trucchetto dell tre carte...
Spazzatura.
Lavoro.
Precariato e... loro. Quelli che sono stati usati, che sono stati reclusi nelle "zone rosse", che hanno visto in quei giorni la sospensione dei diritti basilari di una democrazia.
Gli aquilani.
Loro che sono passati da finta priorità dell'imperatore a non essere nemmeno citati nel tanto millantato discorso in parlamento per ottenere la fiducia. E ora devono anche subire l'ennesima umiliazione per la richiesta di alcune, non tutte ma parecchie, banche che chiedono gli interessi sospesi sui mutui.
Richieste che arrivano anche a 11mila euro per famiglia... quasi uno stipendio di un consigliere regionale.
Su queste cose regna il silenzio, sommersi da uno zapping che infila la testa degli italiani nei buchi a cristalli liquidi lasciandoci in bilico su un precipizio sempre più profondo.
giovedì 22 luglio 2010 18 vostri commenti

L'Aquila, solo andata

Mentre Libero parla di un fantomatico golpe ai danni di B., descrivendo tra l'altro un normale iter di una democrazia (si all'uso delle intercettazioni di Cosentino e Verdini, dimissioni dei due, legittimo impedimento bocciato dalla Consulta, dimissioni di B., governo tecnico per cambiare la legge elettorale), e facendo capire se ce ne fosse stato bisogno che il loro concetto di democrazia è e davvero e sempre più distante dal nostro...


...le notizie dall'Abruzzo sono sempre più preoccupanti.
La beffa sta raggiungendo il limite massimo. Gli albergatori non ricevono soldi dalla Regione, e il presidente Chiodi dichiara "Non ci sono fondi per coprire i debiti contratti durante il periodo dell'emergenza terremoto".
Finito il periodo delle foto, degli elmentti da mostrare in qualche calendario, di posizioni particolari davanti alle macerie, frasi dette e prese ad esempio come slogan per il paese. Vogliamo ricordare il grande orgolgio berlusconiano gridare a tutto il mondo "non abbiamo bisgono di aiuto, ce la facciamo da soli...", forse voleva dire "no ce la facciamo da soli" o meglio "tutto deve apparire, brillare per un po' e poi chissenefrega".


Intano l'opinione pubblica si riesce a deviare tranquillamente, qualche battuta sulla Bindi, qualche uscita calcistica con l'elicottero per andare a salutare i rossoneri, l'estate da sempre una mano... e gli italiani mettono da parte tutto!
Nel frattempo dalla parti dellla costa abruzzese gli albergatori sono finanziariamente stremati perchè ospitano da mesi i terremotati nelle loro strutture senza essere pagati, risultato persone che si ritrovano senza casa e senza pasto, imprenditori turistici sull'orlo della crisi e disoccupazione che aumenta. Nell'ultimo anno e mezzo l'Abruzzo ha perso il 4% di occupati!!!!!!
Ma per la gente B. ha fatto il miracolo..
Credetemi, quando scrivo degli amici aquilani, provo una sorta di vergogna, ho come la sensazione di non aver fatto abbastanza. Mi tornano alla mente alcune immagini di Draquila, persone anziane che devono dividersi, la moglie sulla costa e il marito in città per badare agli animali, oppure quell'uomo che solo a nominare la sua città inizia a piangere.
A tutto questo va aggiunta la notizia degli arresti di 6 imprenditori legati ai Casalesi che tentavano di infiltrarsi nella ricostruzione, scoperti grazie alle intercettazioni (ogni riferimento non è affatto casuale).
Una situazione davvero insostenibile, con un presidente della Regione Chiodi, pdl, che rilascia dichiarazioni imbarazzanti, con un sindaco che sembra essere arrivato al traguardo, e delle ipotetiche elezioni comunali alle porte che darebbero il via alla sagra di chi la spara più grossa.
La mia paura è che il problema dei terremotati finisca in soffitta come altri, sommersi dalle continue nefandezze che ogni giorno questo paese produce... scandalo P3, corruzione, bavaglio, intimidazioni sindacali (vedere le dichiarazioni di Marchionne di oggi "andiamo in Serbia perchè in Italia i sindacati sono poco seri"), criminalità organizzata che ha preso possesso della politica... tutto questo purtroppo sembra l'unico made in italy che non tramonta mai.
giovedì 8 luglio 2010 34 vostri commenti

Quello è il nostro sangue


Quella manganellata è tutta nostra.
Quel sangue, quei colpi, quegli spintoni dovevano essere per noi.
Quelle cariche le doveva prendere il paese stesso.
Dovevamo prenderle perchè ha abbandonato gli aquilani, ha abbandonato tutti gli aquilani d'Italia, quelli che lottano ogni giorno con le ingiustizie, quelli che ieri gridavano ad alta voce il nome della loro amata città, come ha abbandonato gli operai di Pomigliano, le tute blu, i disabili che scendono in piazza da soli per chiedere solo al governo di non renderli invisili, abbandonati dal paese come i precari.
I mandanti li sappiamo. Sono quelli in giacca e cravatta, nascosti dietro a relazioni, dietro a scrivanie con tanto di bandiera italiana dietro la schiena. Gli stessi che nei giorni del terremoto si facevano fotografare, gli stessi che hanno lasciato bottiglie di champagne nel frigorifero, quelli che scherzavano con gli operai, che toccavano il culo agli assessori. Sappiamo tutto.
Poliziotti, carabinieri e guardia di finanza che aggrediscono colleghi aquilani che manifestavano con i loro concittadini. Vengono in mente le parole di Pasolini dopo Valle Giulia quando gli studenti arrivarono agli scontri con la polizia. Quella volta parlò di veri proletari dalla parte delle forze dell'ordine, ora quei versi risuonano ancora e verrebbe da chiedere come possano indossare ancora quelle divise, come possano mettersi davanti a padri di famiglia che hanno perso i figli tra le macerie, come possano colpire anziani che hanno lasciato tutto in una città fantasma.
Ferite che oggi continuano a sanguinare leggendo titoli come quello de il Giornale...


oppure quello di Libero...


...o sentire le dichiarazioni di Frattini

"Francamente si sentivano solo un po' di fischietti, niente di più"

...o quelle di Giorgio Stracquadanio del Pdl

"gli aquilani sono incontentabili"

...li stanno chiamando antagonisti, no globlal, anarchici, comunisti. Si dimenticano che sono uomini e donne semplici, anziani, ragazzi e bambini che chiedono solo di poter ricominciare a vivere.
E se essere antagonisti, comunisti, no global, anarchici significa chiedere giustizia, contrapporsi all'arroganza del potere che si mostra davanti alle telecamere come eroe del terremoto, se significa marciare, urlare, prendere manganellate da uomini in divisa che difendono palazzi che hanno abbandonato la legalità da anni... siamo tutti antagonisti, siamo tutti facinorosi, siamo coloro che istigano.
Perchè il giorno in cui smetteremo di contrapporci al potere saremo morti.
E ieri qualcosa di noi è morto.



mercoledì 9 giugno 2010 20 vostri commenti

308 volte silenzio



"Ho detto alla Protezione Civile di non andare per ora in Abruzzo. E questo perché potrebbe avvenire che se uno ha qualche familiare che è morto sotto le macerie ed ha una mente fragile magari gli può venire in mente di sparare"

Nessun commento particolare questa volta.
Nessuna parola.
Niente, solo il silenzio accompagnato dal pensiero che viaggia a quelle persone che hanno sofferto, e soffrono perchè hanno perso qualcuno sotto le macerie e ancora una volta con queste parole si sentono insultare da chi in quei giorni girava col cappello da pompiere facendo battute sulle donne nei cantieri, da chi ha usato una città per vantarsi di lavori mai fatti, da chi ha messo in mano soldi freschi a chi rideva.



Insultati da chi pensa che la felicità sia chiusa in una bottiglia di champagne lasciata in un frigo... con gli auguri del presidente.
lunedì 10 maggio 2010 37 vostri commenti

Questo è un paese troppo tranquillo


Non ci sono parole a volte per riuscire a descrivere nella migliore maniera uno stato d'animo di inquietudine, la paura, l'ansia di non poter fare nulla, non potersi muovere...

"Esco di casa, vado a farmi un giro, voglio incontrare gente, voglio riprovare a fare quello che facevo prima. Esco" "Scusi dove va lei?" "Ma fatti i cazzi tuoi!"

...descrivere situazioni in cui un estraneo ti dice che per vivere devi fare quello che ti dice lui altrimenti, non c'è un altrimenti. E magari te lo dice dopo anni di vita insieme...

"Abbiamo più di 70 anni noi, siamo stati insieme una vita e ora ci vogliono mandare via dalla nostra terra" "Gli ho detto abbiamo le galline, i conigli, la terra" "Sa cosa mi hanno risposto, lei vada sulla costa e suo marito rimane qui!"

...oppure quando tra voi e il resto del mondo viene tirato su un muro di silenzio, viene messo un cartello con scritto a caratteri cubitali ALT FARSI RICONOSCERE, dove non entrano parole e non devono mai uscire...

"Chi siete?!" "Vogliamo solo parlare ai nostri concittadini nel campo" "Non si può... è vietato!" "Ma da chi?" "Da noi..."

...provare a descrivere il sopruso vestito in giacca e cravatta che si avvicina minaccioso per ricondurti all'interno delle regole scelte da loro...

"Togliete subito quello striscione" (con scritto Vergogna) "Come si permette" "Via subito ho detto" "Ma perchè?" "Perchè lo dico io!"

...cosa si prova quando qualcuno vuole comandare in casa tua, costringerti a farti capire che li non ci puoi stare, senza darti un'alternativa di vita, senza interpellarti, senza darti la possibilità si scegliere...

"Chi è?" "Polizia signora" "Cosa volete?" "Niente signora non si preoccupi vogliamo solo aiutarla" "Parlate da li però..." "Signora questo non è il modo! Lei non può stare in questa casa" "Lo so e neanche voi... Io non ci vado a 70km da qui, non ho nemmeno la patente e lavoro qui in città"

...passare le ore davanti alle televisioni che ti dicono ciò che è buono e ciò che non va bene, che ti fanno capire che le case da parecchi euro sono meglio tutto sommato della casa che avevi prima, e poi c'è anche il giardinetto, il frigo con dentro una bottiglia offerta dal premier...

"Abbiamo trovato tutto qui dentro, c'era tutto. Si ci hanno dato la nuova casa. Ma... non possiamo toccare niente, cambiare niente, non possiamo attaccare dei chiodi, hanno detto che sarebbe meglio di no. e comunque bisogna chiederlo. Non mi trova a mio agio, non mi sembra di essere a casa..."

...avere di fronte una ragazzotto che ti dice...

"Lei è anziana se non vuole andare sulla costa magari potrebbe andare in uno ospizio..." "Senti tu hai la mamma?" "Si" "Allora portaci mamma nell'ospizio!"

Non ci sono parole per descrivere queste e le altre immagini che ieri sera ho visto durante la proiezione di Draquila. Se non lo avete ancora fatto andatelo a vedere.
Si esce con ancora più rabbia di prima nel vedere abusi del genere, colloqui che si trasformano in interrogatori minacciosi... "vi tagliamo la luce"...in questo paese, nel nostro paese dove ci sono prove di regime e noi continuiamo a stare tranquilli.
Riascoltare quelle intercettazioni... quelle dichiarazioni di "non ci sono pericoli"... quelle riunioni inutili... una protezione civile impegnata a lavorare per un assurdo G8 alla Maddalena invece di fare reale "protezione"... vedere un tendone del PD sempre vuoto, assente... vedere quegli sciacalli allestire uno show mediatico sulle spalle degli aquilani...
Viviamo in un paese dove in pochi sanno realmente quanto non è stato fatto a L'Aquila, con un centro storico sommerso dai detriti da un anno, dove solamente dei magnifici cittadini stufi di tutto ciò e armati di sole carriole hanno iniziato a portare via i detriti dalle vie della loro città.
Rabbia. Una rabbia per non aver fatto abbastanza per la popolazione de L'Aquila, per le loro libertà e per i loro diritti...
Bisogna stare ancora più vicini agli aquilani e alle loro vite.
Bisogna aprire sempre di più gli occhi.
Bisogna cercare la verità.
Non fermarsi davanti a un cancello, togliere di mezzo tutti gli ALT che ci mettono davanti.
Bisogna uscire di casa e ritrovare la forza per indignarsi.
Prendere quella dannata televisione e buttarla in discarica.
Spegnerla... spegnerli.
Fare in modo che non si impossessino mai dei nostri cervelli e delle nostre vite.

"Proiettare in un prestigioso festival cinematografico internazionale una pellicola di propaganda politica come Draquila di Sabina Guzzanti è un'offesa a quello che è avvenuto dopo il terremoto, alla verità e al popolo italiano. Pensi se proiettassimo al Festival di Venezia un film di propaganda politica faziosa contro la persona del Presidente della Repubblica francese. Cosa c'entra questo con la cultura e con una rassegna cinematografica? Il punto è che l'Italia è l'unico Paese al mondo in cui una parte della cultura e della sinistra spinge il proprio odio verso chi ha ottenuto democraticamente il mandato di governo fino al punto di screditare in ogni modo l'immagine del nostro Paese"...parola di Bondi

"Qualcuno ha detto che a L'Aquila ci sia stato un esperimento per ciò che sarà possibile fare ad un livello più grande".
lunedì 29 marzo 2010 23 vostri commenti

Il silenzio delle carriole

State tranquilli. Ora potete togliere i ferri alle vostre porte, fare uscire di nuovo i bambini a giocare nelle piazze. Non vedrete nessuna rivoluzionaria carriola impazzita che si dirige verso di voi in maniera minacciosa come farebbe solamente un comunista.
Nulla potrà turbare la vostra scelta elettorale, se non l'avete ancora fatta, grazie all'efficacissima Digos che ieri ha sgominato una banda di pericolosissimi rivoluzionari dotati di buona volontà, voglia di verità, voglia di informazione e soprattutto voglia di riappropiarsi della propria città.
Tutte cose assolutamente pericolose e che suonano come attentato alla democrazia, si sa soprattutto in tempo di elezioni, quando le macerie di un centro storico ci sono ma non ci sono, quando il "non fatto" diventa "fatto tanto da arrivare a stilare tanto di denuncia...


"OGGETTO: Verbale di sequestro di una carriola, in pessimo stato di conservazione, con contenitore in ferro di colore blu, con legatura in ferro sotto il contenitore, e cerchio ruota di colore viola, e di due pale con manico in legno a carico di..."



...tanto da strappare di mano una carriola a un bambino di 8 anni con la sola colpa di voler tornare presto nella sua città.
Ma la volontà delle persone si sa supera l'ottusità di verbali imbarazzanti ed è per questo motivo che gli aquilani sono entrati come normali cittadini... ed è per questo che delle carriole erano nascoste nel duomo... ed è per questo che la manifestazione ha avuto luogo lo stesso, nonostante i rapporti, nonostante i nomi presi e le denunce.
Il voto di ieri era anche una scelta tra chi vuole che nel paese torni un'informazione libera e chi non vuole neanche sentire parlare di informazione, ma di spot pubblicitari, veline, editoriali alla Minzolini e servizi alla Paragone, tra chi vuole giornalisti che indagano e chi vuole scribacchini vestiti da zerbini come Feltri e Belpietro...

...che difendono solo ed esclusivamente gli interessi del padrone e dei suoi conti.

Domenica per le vie de L'Aquila una vecchia signora spingeva una carriola, il suo nome era Verità... per lei la Digos ha sempre dei moduli prestampati.
lunedì 1 marzo 2010 23 vostri commenti

Di sabati viola e liste mai presentate, di polizia che si ricorda di essere di regime e del giorno del "fate da soli"

Giornate italiane...

Un sabato che si tinge di viola per protestare contro il legittimo impedimento, per alzare la voce contro un premier che definisce "TALEBANI" coloro che lavorano per rendere questo paese più giusto almeno di fronte alla legge.


Contro una persona che offende il parlamento, la costituzione e i poteri riconosciuti dalla carta, mentre lui va in giro a comprare lettoni con dittatori del calibro di Putin e Gheddafi.
Ma d'altra parte cosa aspettarsi da gente che chiede pubblicamente al Presidente della Repubblica di NON RISPETTARE LA LEGGE accettando le liste fuori tempo massimo del Pdl nel Lazio...


...perché ormai sono talmente abituati a lavorare nell'illegalità che arrivano a chiederlo apertamente.
Per la signora Polverini la costituzione, la legge, le regole non valgono niente..."Sono convinta che si tratti solo di un fatto burocratico. Non credo che al Pdl, il maggior partito del Lazio e di Roma, possa essere impedito l'accesso alla competizione elettorale. La burocrazia non uccida la democrazia. Lancio un appello al capo dello Stato: garantisca a tutti i cittadini, anche quelli del Pdl di esprimere il proprio voto"... già la legge è solo un FATTO BUROCRATICO niente di più. Questi non riescono ad organizzare degnamente una raccolta firme e vorrebbero governare una regione...

Poi un po' di solita cronaca di una democrazia troncata.
Di Girolamo si dimette e ora bisogna vedere come reagiranno i suoi compagni di banco in aula... l'Istat comunica i dati di una disoccupazione che cresce nel silenzio dell'informazione un 8,6% da record... Ghedini che chiede l'annullamento del processo Berlusconi, perché si sa che da noi prescritto vuol dire PERSONA ONESTA CON TUTTE LE CARATTERISTICHE PER POTER GOVERNARE UN PAESE...

A L'Aquila la protesta delle Cariole si ripete i cittadini entrano nel centro Storico per liberarlo dalla vergogna delle macerie ma questa volta la polizia non offre più sorrisi come domenica scorsa ma si mostra come mamma l'ha fatta...




...in effetti quelli che volevano rientrare nella loro città per togliere le macerie erano dei pericolosissimi comunisti di estremissima sinistra ROSSI...


...davvero violenti.
Ma forse questi non sono problemi che interessano ai 7 milioni di italiani che erano impegnati a guardare la principessa SISSI sulla Rai ieri sera (magari per nostalgia di un festival monarchico finito troppo presto, o magari speravano in una comparsa di filiberto), o ai 4milioni e 600 mila italiani attaccati alla gonna della De Filippi...

Comunquu oggi è finalmente il 1° Marzo la giornata del FATE SENZA NOI, la giornata dei PALLONCINI GIALLI, una giornata fondamentale per un paese che ha bisogno di CIVILTA', DEMOCRAZIA, LEGGE, RISPETTO DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL'UOMO, per dire no al RAZZISMO...


...una solidarietà che deve poi sorvolare l'oceano per dirigersi anche verso il Cile.
Dove la terra ha tremato ancora una volta lasciando dietro di sè più di 700 morti e 2 milioni di sfollati...



morte, desolazione, macerie, povertà, vite e sogni stroncati.
Per ora non ho notizie di numeri utili per inviare aiuti...
Spero proprio che non esistano classifiche nelle catastrofi?
lunedì 22 febbraio 2010 25 vostri commenti

Marciando tra i resti di un paese fatto di intermezzi da soap opera e mezzi uomini





Un popolo si alza ad un certo punto.
Scende in strada guarda in alto, guarda l'altro che lo accompagna ormai da mesi in una lotta impari, una lotta contro il silenzio, una lotta contro un grande occhio che mostra solo ciò che vuole fare vedere.

Intermezzo di un eroe..."mi sento un alluvionato"

Un popolo marcia, scansando quelle che una volta erano case.
Parla il sindaco.
"Calmi... state calmi è vero, è una indecenza che dopo dieci mesi ci sono ancora quattro milioni e mezzo di metri cubi di macerie. Ma questo problema lo deve risolvere il Governo. La Protezione Civile ci ha salutati venti giorni fa senza trovare una soluzione al problema. Ma io dico che spetta a loro trovare una via d'uscita, liberarci dalle macerie".

Intermezzo di un eroe... "Sono Guido, buongiorno...sono atterrato in questo istante dagli Stati Uniti...se oggi pomeriggio Francesca potesse...io verrei volentieri...una ripassata"

Una ripassata come quella che non è stata data alle strade dell'Aquila, ma data in pasto alle iene degli appalti.

Intermezzo delle iene... "Alla Ferratella occupati di sta roba del terremoto perché qui bisogna partire in quarta subito, non è che c'è un terremoto al giorno".

Un popolo fatto di giovani che non vuole più ascoltare solo i proclami dei politici, vedere le passerelle dei potenti vantandosi con gli altri...

"Sindaco non ti sei fatto valere in questi mesi... Non ci hai difesi. Pensi solo alle telecamere... Non parlare alla Rai, parla con noi, con i tuoi cittadini"

Rai?!?!? Rai?!!?? Servizio pubblico?!?!?!? Pagato con i soldi dei contribuenti?!?!?! Quella?!?!? Già...




Intermezzo orwelliano...

Dialogo tra un cittadino incazzato e una giornalista zerbino.
Spinta dalla foga dello scoop si avvicina la Busi..
"C'è il Tg1... Vergogna! Minzolini è al servizio di Berlusconi! Vergogna! - urla un ragazzo - sono dieci mesi che raccontate che all'Aquila va tutto bene. Grazie a voi gli italiani sono convinti che qui hanno ricostruito le case. Sono mesi che lo dite..."
"Non io...", risponde la Busi.
"Mesi", ribadisce il ragazzo.
"Non io..." e aggiunge "e poi che ci posso fare..."




"L'Italia ha finalmente il suo Impero. ...Impero di pace perché l'Italia vuole la pace, per sé e per tutti..." B. Mussolini
giovedì 14 gennaio 2010 6 vostri commenti

La tragedia di Haiti. Tutte le informazioni per mandare un aiuto


La tragedia che ha colpito Haiti in queste ore non si può descrivere a parole. Possiamo solo provare a fare qualcosa di concreto per queste persone, dimenticate dall’occidente. Già perchè la situazione ad Haiti era già drammatica prima del terremoto, figuriamoci ora, un paese senza ospedali senza servizi sociali, un paese abbandonato.

TERREMOTO AD HAITI – COME AIUTARE

CROCE ROSSA
Numero verde: 800.166.666
Donazione online: Causale “ Pro emergenza Haiti “ www.cri.it
Bonofico bancario: causale “ Pro emergenza Haiti” IBAN IT66-C0100503 3820 0000 0218020
Programma alimentare mondiale Onu
Posta : c/c 61559688 intestato a: Comitato Italiano per il PAM
IBAN IT45TO76 0103 200 0000 6155 9688
Banca: c/c 6250156783/83 Banca Intesa ag. 4848
ABI 03069 CAB 05196
IBAN IT39 S030 6905 1966 2501 5678 383
Donazioni online: www.wfp.org/it

CARITAS ITALIANA:
C/C POSTALE N. 347013 - Causale: "Emergenza terremoto Haiti"
Oppure tramite bonifico:
UniCredit Banca di Roma Spa, via Taranto 49, Roma - Iban: IT50 H030 0205 2060 0001 1063 119
Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma - Iban: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012
Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma - Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113
CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 (orario d’ufficio)
Donazioni online: Caritas international http://www.caritas.org/activities/emergencies/HaitiAppeal.html

SAVE THE CHILDREN:
Donazioni online con carta di credito (nessuna commissione): http://www.savethechildren.it/2003/donazioni/donazioni.asp?ERH=y
Oppure: C/C POSTALE n.43019207

MEDICI SENZA FRONTIERE
Con carta di credito telefonando al numero verde 800.99.66.55 oppure allo 06.44.86.92.25
Con bonifico bancario IBAN IT58D0501803200000000115000
CC postale 87486007, intestato a Medici senza Frontiere inlus, causale: Terremoto Haiti
Online: http://www.medicisenzafrontiere.it/

UNICEF
Donazioni online:
https://www.unicef.it/web/donazioni/index.php?c=OEHA&l=0001
Oppure: C/C postale 745.000 IBAN IT55 O050 1803 2000 0000 0505 010

ACTIONAID:
Nelle prossime ore sarà attivato un servizio di SMS solidale
Donazioni con carta di credito al numero verde 800.13287
Versamento sul conto corrente postale n. 85593614, intestato ad AGIRE onlus, via Nizza 154, 00198 Roma, causale Emergenza Haiti
Bonifico bancario sul conto BPM - IBAN IT47 U 05584 03208 000000005856. Causale: Emergenza Haiti

ONG AGIRE
Sms: Una donazione di 2 euro inviando un sms al 48541 da cellulari Tim o Vadafone o chiamando da rete fissa Telecom. Numerazione attiva da oggi fino al 31 gennaio 2010.
Oppure:
Donazioni con carta di credito al numero verde 800.132870
Posta: cc postale n. 85593614, intestato ad AGIRE onlus, via Nizza 154, 00198 Roma, causale Emergenza Haiti.
Banca: cc BPM - IBAN IT47 U 05584 03208 000000005856. Causale: Emergenza Haiti.
Donazioni online: www.agire.it
giovedì 7 gennaio 2010 5 vostri commenti

Un'altra strage italiana


Marco Alviani 21 anni
Luciana Capuano 20 anni
Angela Cruciano 22 anni
Francesco Esposito 24 anni
Hussein Hamade 22 anni
Luca Lunari 20 anni
Alessio Di Simone 25 anni
David Centofanti 20 anni

La perizia ha fatto luce sulla vergogna... cemeto di sabbia e lavori fuorilegge...
"Progettazione carente nei contenuti e caratterizzata da errori e omissioni"...durante "le fasi di adeguamento funzionale tutte le lacune struturali non sono mai state oggetto di valutazione da parte dei responsabili delle varie amministrazioni dello stabile, dei vari progettisti, dei direttori del lavori ecc. Anche le modifiche alle configurazioni di peso dell'edificio (nuovi tramezzi o pannelli solari) non sono stato oggetto di alcuna minima considerazione sul loro impatto"... condotta che ha portato a "preferire costantemente dei lavori di cura estetico-funzionale dell'edificio mentre non sono mai stati rivolti ad assicurare una costruzione solida e rispondente alle norme"..."nei passaggi di proprietà dell'edificio non risulta essere mai stato chesto o eseguito alcun controllo atto ad avere cognizione delle capacità di resistenza dell'edificio ai carichi che già nasceva con una concezione poco adatta alla resistenza al terremoto e che tale è rimasto anche quando è stato utilizzato come struttura per gli studenti"...

UN PILASTRO... UN SISTEMA RESISTENTE... CALCESTRUZZO NON SCADENTE... UNA SCALE DI EMERGENZA SALDAMENTE ATTACCATA ALLA STRUTTURA...
E DEGLI AMMINISTRATORI NORMALI... AVREBBERO SALVATO 8 VITE...

...NON C'E' MAI FINE ALLA VERGOGNA.

11 indagati, vediamo se in questo paese si riesce ancora a mandare in galera qualcuno.
sabato 2 gennaio 2010 4 vostri commenti

Nuovo anno... vecchie balle!

"Ci avevano detto che era tutto a posto nonostante fossero evidenti numerose lesioni sia sul soffitto che sulle pareti", un giovane abruzzese...

Alzi la mano chi non ha assistito alla celebrazione della potenza del governo fatta in questi giorni di fine 2009 per dire a tutti gli italiani che in Abruzzo va tutto bene? Comparsate dei vari ministri al posto del finto sfregiato di Arcore che sta cercando una maschera di ferro da indossare per fare più personaggio, comparsate del fido braccio destro Bertolaso ospite in molte trasmissione della Rai per raccontare come hanno fatto!
Chissà ora come spiegherà che in una casa dichiarata agibile crolli il tetto sulla testa di una coppia? Magari semplicemente non lo spiegherà, perchè al grande pubblico, all'informazione devono solo interessare le cose belle, i traguardi veri o finti raggiunti, il resto non serve, il resto è solo pessimismo e si sa il pessimismo porta male, intristisce la gente, non fa ridere, non fa lavorare il paese... quindi silenzio e basta un tetto crollato non è niente... le ferite di chi era sotto non devono interessare... a chi interessa Pratola Peligna? A chi interessa che stanno facendo rientrare la gente in case che prima erano dichiarate inagibili e ora senza alcun intervento sono dichiarate agibili?
A nessuno. Il baraccone mediatico deve andare avanti col sorriso...
...il 2010 è iniziato, un nuovo anno è iniziato e le balle sono di vecchio stampo e ce le siamo portate dietro.

Lettera aperta
Al sindaco dell'Aquila dagli inquilini di via Verzieri (Preturo)
"Le nostre case prima erano terremotate e ora sono 'sicure': il sindaco non deve firmare la revoca dello sgombero".

"Egregio signor Sindaco, siamo gli inquilini dei civici 10 e 11 di via Verzieri a Preturo. Sappiamo che Lei in queste ore sta decidendo se apporre o no la firma sulla revoca dell'ordinanza di sgombero delle nostre abitazioni terremotate e sappiamo che ha davanti a sé le relazioni degli specialisti della Protezione Civile e dell'Ater. Così abbiamo pensato di farLe arrivare anche una nostra relazione, sperando che possa avere un peso sulla Sua decisione.
Anche noi, signor Sindaco, siamo terremotati come Lei, anche noi abbiamo sofferto e continuiamo a soffrire per la nostra città proprio come Lei. Quando ci dissero che la nostra casa era stata classificata "E" abbiamo pianto, perché amiamo la nostra casa. Ma ci siamo adoperati per avere un tetto e finalmente siamo entrati negli alloggi del progetto C. A. S. E..
Poi ci è arrivata la notizia che le nostre abitazioni erano state riclassificate "A", senza che qualcuno avesse fatto controlli più approfonditi, come richiesto dalla prima verifica.
Ci siamo ribellati e abbiamo chiamato in causa gli organi competenti perché facessero luce sulla storia e abbiamo ottenuto una perizia più idonea. Nel frattempo avremmo dovuto lasciare le nuove case, ma abbiamo aspettato i risultati, che sono arrivati proprio il giorno prima che il Comune ci spedisse la lettera di sfratto dai nuovi moduli abitativi, che non è arrivata, fortunatamente sostituita invece da una notifica di ordinanza di sgombero dalle vecchie case.
Abbiamo tirato un sospiro di sollievo, che però è durato solo mezza giornata. Poi la notizia: Il sindaco sta per firmare la revoca dello sgombero, perché la relazione della Protezione civile sulle case di via Verzieri dice che anche se al di sotto della norma le condizioni di sicurezza sono tutto sommato soddisfacenti e quindi possiamo rientrare a casa. Abbiamo chiamato allora gli specialisti dell'Ater che ci hanno confermato che i risultati della perizia sulla struttura sono molto, troppo al di sotto delle norme di sicurezza.
Non sappiamo cosa fare. Siamo pronti a tornare nelle nostre case quando verranno ristrutturate e rese sicure, ma questo non si otterrà solo cambiando una "E" in una "A". Nel frattempo chiediamo di restare nei moduli abitativi del progetto C. A. S. E. che ci sono stati assegnati e per questo le chiediamo, signor Sindaco, di non firmare quella revoca. Non vorremmo ritrovarci con lo sfratto da una parte e la paura dall'altra di essere obbligati a rientrare dentro abitazioni pericolose."
giovedì 1 ottobre 2009 0 vostri commenti

Il dramma di Sumatra, Samoa e Tonga... il dramma di 600 vite spezzate






Un'altra scossa questa mattina aha clpito sumatra dopo quella di ieri... macerie e morti nelle immagini che ci arrivano dal posto. Si parla di crica 464 vittime del terremoto. La gente scava a mani nude... le scene sono di una totale disperazione...
...tragedia che segue quella di Tonga e Samoa... altre 140 vittime di uno tsunami, un'altro tsunami che si abbatte e lascia indietro altre vittime...
Anche se distanti siamo vicini a tutte quelle persone...
martedì 15 settembre 2009 0 vostri commenti

Sta sera Berlusconi Night Celebration. Dalla "sedia elettrica" di porta a porta... alla confessione di Vespa.





"... Si vuole dare l'idea che il problema terremoto è risolto quando decine di migliaia di persone sono ancora senza casa. Non capisco perchè non si voglia fare una consegna di case seria e sobria con tutte le istituzioni coinvolte e si debba fare una cerimonia come fosse un passaggio sotto un arco di trionfo quando sono migliaia quelli sbattuti ancora nelle tende in giro per l'Abruzzo. Lo sa cosa chiedo? Solo un pò di decenza".
Stefania Pezzopane, presidente della provincia dell'Aquila

..."La Rai promuove l'informazione faziosa di soggetti come Minzolini o Vespa, che stanno al giornalismo come la sedia elettrica alla vita umana"...Di Pietro... frase da mettere al posto del cavallo rai...

..."Eviteremo di invitarlo a sedersi sulla "sedia elettrica" della nostra trasmissione. A meno che, naturalmente, non si scusi"...ma quando dice eviteremo intende lui e chi? Il governo? Berlusconi? I suoi plastici? I suoi psicologi da spettacolo? Il suo maggiordomo che apre la porta? I suoi nei?

"Leggo ora alcune dichiarazioni di Vespa secondo le quali la mia presenza sarebbe da intendere come una sorta di par condicio per coprire l'incredibile scelta della Rai di stravolgere i palinsesti dell'azienda allo scopo di garantire al premier una vetrina strumentalizzando e spettacolarizzando il dramma dei terremotati d'Abruzzo. E' un'operazione grave di cui non posso e non voglio rendermi complice in nessun modo"...Franceschini... fino ad ora forse non aveva ancora visto una puntata di "Porta a Porta"...

...cardinale Ersilio Tonini critica il rinvio di 'Ballarò'... "Chiunque ami un il giornalismo non può far festa. Non è una conquista, è un segno che i pezzi grossi contano di più. Che senza i grandi protettori, non si fa niente"... e se lo dice un prete...

"Silvio Berlusconi lo abbiamo sempre invitato noi. In 15 anni non c'è stata una volta che è venuto in trasmissione perché lo ha chiesto lui"... Bruno Vespa... non si deve preoccupare lo sappiamo che sono 40 anni che lui fa da zerbino ai potenti...
sabato 11 luglio 2009 0 vostri commenti

La protesta de L'Aquila resa invisibile dai media



Le proteste nascoste dai media... quelli che continuano a dire tutto va bene, quelli che continuano a incensare un presidente del consiglio che in patria da la colpa ai comunisti, alla sinistra, ai pessimisti per la crisi finanziaria negando la sua esistenza... poi si presenta al G8 parlando di soluzioni da prendere per la crisi...
Le proteste delle persone che si stanno dando da fare... un minuto dopo il sisma... persone che chiedono solo giustizia, non vogliono finte sfilate, non vogliono che l'Aquila diventi un punto del programma del Pdl per vantarsi... i complimenti si prendono solo dopo aver fatto qualcosa e questa gente lo sta dimostrando che tre mesi di niente vogliono dire tanto... ma questo in media non lo diranno, sono troppo indaffarati ai dire che il G8 è stato un successo. Ma di cosa? La cena per i grandi era buona forse... le foto sono venute bene... siamo tutti più tranquilli perché Carlà si prenderà a cuore il problema delle chiese... ma le case? Queste persone hanno diritto a delle risposte, a manifestare quando e come vogliono perchè sono loro quelli che hanno vissuto questo dramma e lo stanno ancora vivendo... sono loro che vivono nella loro città, perchè ci sono nati perché gli appartiene... non a quelli che fanno solo demagogia e propaganda dicendo al mondo che prenderanno casa li...

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