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venerdì 9 maggio 2025 3 vostri commenti

Peppino

 


“Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!”
Il coropo di Peppino Impastato venne trovato il 9 maggio del 1978, trucidato dalla Mafia, la stessa che aveva combattuto a viso aperto, senza nascondersi.
Andando contro tutto e tutti.
Mi domando spesso quanti ancora lo ricorderanno in una società così liquida, così rapida a dimenticare, così menefreghista. L'opposto di quella che voleva Peppino.
Noi ci dobbiamo ribellare, non dobbiamo dimenticarlo.
martedì 1 giugno 2021 6 vostri commenti

Che uscite

Vedere Brusca uscire di prigione fa male, fa davvero male. Credo però che le parole migliori le abbia dette la sorella di Giovanni Falcone, Maria Falcone. 

"Umanamente è una notizia che mi addolora, però questa è la legge, che peraltro ha voluto mio fratello e quindi va rispettata".

Difficile aggiungere altro, si cadrebbe forse in banalità o peggio come qualche politico dedito alla propaganda sta facendo, dicendo che l'Italia non merita questa giustizia. Verrebbe da domandare a questi fenomeni delle percentuali del consenso di cosa si sono occupati in questi anni con il susseguirsi dei vari governi. Ma sarebbe chiedere troppo a personaggi del genere, non sono in grado di analizzare in maniera razionale le questioni. Seguono la logica del "quello che la gente si vuole sentire dire". 

Sembriamo finiti nel baratro. 

giovedì 23 maggio 2019 5 vostri commenti

Capaci

Avevo 17 anni quel 23 maggio, anzi 16. 
Ho ancora in mente lo stato d'animo di quel periodo in cui ogni giorno si ascoltava il telegiornale dividendosi tra arresti e stragi. 
Capaci per noi ragazzi di quel periodo credo abbia rappresentato uno spartiacque, una sorta di porta di ingresso nella maggiore età in maniera rapida. Una presa di coscienza, non per tutti sia chiaro, dello stato del paese in cui vivevamo. 
La vita politica era contesa da una parte di politici corrotti, da una parte di politici mafiosi, da quelli che li contestavano e da quelli che ce li avevano messi voltandosi da sempre dall'altra parte. 
Non dimenticherò mai i funerali si stato e la voce della vedova Schifani. Oggi ho ancora i brividi se ripenso alle sue parole. 

"Io, Rosaria Costa, vedova dell'agente Vito Schifani mio, a nome di tutti coloro che hanno dato la vita per lo Stato, lo Stato..., chiedo innanzitutto che venga fatta giustizia, adesso.
Rivolgendomi agli uomini della mafia, perché ci sono qua dentro (e non), ma certamente non cristiani, sappiate che anche per voi c'è possibilità di perdono: io vi perdono, però vi dovete mettere in ginocchio, se avete il coraggio di cambiare...
Ma loro non cambiano... [...] ...loro non vogliono cambiare...
Vi chiediamo per la città di Palermo, Signore, che avete reso città di sangue, troppo sangue, di operare anche voi per la pace, la giustizia, la speranza e l'amore per tutti. Non c'è amore, non ce n'è amore..."

Come non scorderò mai il volto di Antonino Caponetto, poi incontrato un anno dopo qui a Genova. 
Ora spaventa molto il silenzio sulla mafia, un problema che sembra lontano dalle cronache e dalle agende politiche dove stanno al primo posto altre cose che portano voti facili. 
Capaci non deve rimanere un cartello stradale distrutto.
martedì 11 luglio 2017 10 vostri commenti

Con me



Era il 1994, eravamo giovani io Matteo e Simone, con il nostro eskimo sempre addosso e ideali che sembravano granito. Ognuno poi, come spesso accade, ha preso la sua strada ma credo che quell'incontro con Antonino Caponnetto non possa essere rimosso dalla nostra memoria.
Una stretta di mano vigilata dalla sua scorta, la mia voce tremante per l'emozione chiedendo un incontro nella nostra scuola per parlare delle stragi, della mafia e di Falcone e Borsellino. Un numero di telefono di Firenze scritto su un pezzo di carta che ho smarrito. 
Fa male pensare che ancora oggi quel ricordo debba subire degli affronti.
Era il 1994, eravamo giovani, ognuno ha preso la sua strada, ma quell'eskimo è sempre con me.
lunedì 23 maggio 2016 4 vostri commenti

Loro non vogliono cambiare

Ci sono cose che non si dimenticano, che rimangono impresse nella mente, volti, parole, immagini, una folla che cerca di aggredirei l'ipocrisia dei politici presenti. 

« Io, Rosaria Costa, vedova dell'agente Vito Schifani mio, a nome di tutti coloro che hanno dato la vita per lo Stato, lo Stato..., chiedo innanzitutto che venga fatta giustizia, adesso.
Rivolgendomi agli uomini della mafia, perché ci sono qua dentro (e non), ma certamente non cristiani, sappiate che anche per voi c'è possibilità di perdono: io vi perdono, però vi dovete mettere in ginocchio, se avete il coraggio di cambiare...
Ma loro non cambiano... [...] ...loro non vogliono cambiare...
Vi chiediamo per la città di Palermo, Signore, che avete reso città di sangue, troppo sangue, di operare anche voi per la pace, la giustizia, la speranza e l'amore per tutti. Non c'è amore, non ce n'è amore... »

E ancora adesso, rileggerle e scriverle fanno venire i brividi.
Avevo 17 anni.
lunedì 9 maggio 2016 7 vostri commenti

Conta e cammina


Basterebbe la foto. La lotta che Felicia Impastato ha intrapreso fino alla sua morte rimarrà per sempre come simbolo di una parte della popolazione che non ha mai detto si alla mafia, che non ha mai abbassato la testa e che ha sempre guardato negli occhi i propri aguzzini.
I 100 passi che dividevano l'abitazione di Peppino da quella di Zu Tanu erano quelli che in pratica dividevano le stanze del potere da quelle di Cosa Nostra, anzi spesso i passi si riducevano ancora. Oggi noi abbiamo il compito di ricordare chi ha sacrificato la propria vita per permettere agli altri di viverne una normale, ma non solo. Dobbiamo tenere alta l'attenzione perché la mafia esiste sempre e quei 100 passi vanno sempre vigilati e percorsi per andare sotto la finestra del prossimo potente di turno a gridare le parole che Peppino ci ha lasciato in eredità.
giovedì 16 gennaio 2014 8 vostri commenti

Uffizi pericolosi

Rispetto ad alcuni anni fa si parla meno di mafia. Vengono pubblicati libri inchiesta, dedicate alcune trasmissioni e articoli di giornale. 
Continuano a lavorare  le associazioni sul territorio condannate a lottare anche contro la mancanza di fondi e l'abbandono dello stato, i magistrati indagano spesso scontrandosi contro muri di gomma e alcuni preti di periferia fanno il possibile ritrovandosi spesso abbandonati anche  dalle stesse alte sfere. 
Però sembra un argomento che l'opinione pubblica ha un po' dimenticato. Questo anche perché la mafia ha optato per una strategia di mosse nel silenzio, evitando di finire come una volta ogni giorno sul telegiornale, occupandosi in gran parte di economia, entrando nei grandi palazzi del potere e dei grandi professionisti, nelle banche e negli appalti.
Già gli appalti.
Così scopriamo che nei lavori di ristrutturazione degli Uffizi ci sono delle infiltrazioni del clan camorristico dei casalesi nei subappalti.
Il silenzio continua.


giovedì 19 luglio 2012 20 vostri commenti

"Quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri"

23 maggio e 19 luglio, l'anno  era il 1992.
Quello delle stragi, della paura nelle città, della mafia che sfida tutto e tutti, quello si uno stato corrotto e mafioso che non governa più ciò che ha creato, quella di uno stato che poi in extremis ora sappiamo prova a scendere a patti con la mafia.
Avevo 17 anni e ricordo i visi preoccupati di mio padre e di mia madre, ho ancora negli occhi le immagini di un paese che si rivolta contro la politica durante i funerali, che tenta di assalire i potenti. La voce di una delle mogli di un uomo della scorta, la voragine di Capaci e le immagini di una via d'Amelio in stile Beirut. 
Qualche anno dopo, nel 1994,  ebbi l'onore di conoscere  personalmente in una conferenza Antonino Caponetto colui che aveva pensato e creato il pool antimafia, un nuovo modo di condurre le indagini e di combattere cosanostra. Posso dire senza alcun dubbio che in quel momento ho visto negli occhi di una persona che ha dato tanto per la giustizia la stanchezza e la delusione nei confronti di uno stato che ancora una volta nonostante il sacrificio di Falcone, Borsellino, della scorta e di tutte le vittime di mafia, provava già ad arrestare la forza delle indagini cercando di bloccare le intercettazioni. 
Era l'anno nero, quello del cavaliere. L'inizio del tracollo finale di un paese che è stato quasi sempre in mano a dittatori, piccoli re, partiti corrotti, poteri forti e segreti, mafia e quant'altro.
Quel giorno avevo indosso il mio Eskimo, avevo 19 anni, ero nel pieno della passione politica che purtroppo ha dovuto fare i conti con la storia trovandosi davanti solamente i resti di ciò che fu il partito comunista, ma ci provavamo nel nostro piccolo abbiamo occupato la scuola, lottato contro i tagli, che si facevano già. 
Una stretta di mano quella con Caponetto che porterò sempre con me, così come la forza di volontà di Falcone e Borsellino, dimenticati e lasciati soli dallo stato allora come adesso. Ora molto più velatamente  ma allo stesso modo in maniera violenta attaccando i magistrati di palermo. Uccisi due volte da quella parte di italiani che il giorno dopo hanno dato fiducia a personaggi improponibili e imbarazzanti messi alla guida del paese...

"Mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia, la mafia non si vendica. Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri"
(da L'agenda rossa di Borsellino)

...l'elenco è lungo basta scegliere.
venerdì 13 gennaio 2012 35 vostri commenti

Se ne sbattono il cappio!


Qui sopra...
Luca Leoni Orsenigo da Cantù,  deputato leghista, 16 marzo  1993, durante il discorso del presidente del consiglio Giuliano Amato.

Qui sotto...
"Non siamo mai stati forcaioli"
Umberto Bossi da Cassano Magnago, 12 gennaio 2012, dopo aver salvato Cosentino.

Ecco, la Lega è tutta in queste poche righe, non c'è altro da aggiungere.


lunedì 9 maggio 2011 18 vostri commenti

Facciamoli anche noi quei 100 passi!



Quante volte siamo stati a 100 passi dall'illegalità?!
Quante volte soli 100 passi ci hanno diviso dalla denuncia di un illecito, dal parlare, dal dire ai chi avevamo vicino guarda stai sbagliando.
Troppe volte in questo paese abbiamo assistito immobili allo scempio fatto dalla classe politica, dalla classe dirigente, dai nostri capi al lavoro, dai capetti, da chi sta sopra di noi solo di un grado, da chi abbiamo affianco alla nostra scrivania, dal nostro vicino di casa, da quello che la vuole far franca ad ogni costo truffando il prossimo.
Ogni giorno assistiamo a piccoli gesti che rovinano il nostro paese accompagnati dalle grandi manovre di palazzo per distruggere la base della nostra democrazia.
33 anni fa Peppino Impastato fece quei 100 passi gridando tutta la sua indignazione contro la mafia che era entrata ormai a far parte del tessuto urbano, un optional da tenere presente, una base per molti.
Peppino urlò attraverso le onde radio la vergogna del paese, la vergogna capitatano da u zù Tano, amico dei potenti, amico del governo, amico degli amici.
Lo fecero saltare quella sera legato ai binari della stazione facendolo passare come il solito comunista saltato in aria per errore mentre organizzava un attentato.
Pericoloso comunista... frase che risuona ancora oggi, frase che accompagna assurde invettive fatte da uno pseudo uomo vestito da presidente del consiglio che proclama di aver liberato il paese dai comunisti.
Peppino era comunista ed stato ammazzato.
Io sono comunista e sono fiero di esserlo.
Tutti noi dovremmo fare ogni giorno 100 passi per gridare la nostra indignazione,verso chi truffa, ruba, contro un paese che ha preso un deriva terrificante, priva di contenuti, basata solo sul "vince il più forte" quello con i soldi, un paese che ha perso di vista il bene comune per proteggere quello di una persona, 100 passi per smascherare chi delinque e troppo spesso occupa i posti chiave del nostro paese.
mercoledì 17 novembre 2010 18 vostri commenti

Su al Nord... No!

C'è chi presenta relazioni, Direzione Investigatica Antimafia...

..."coinvolgimento di alcuni personaggi, rappresentati da pubblici amministratori locali e tecnici del settore che, mantenendo fede ad impegni assunti con talune significative componenti, organicamente inserite nelle cosche, hanno agevolato l'assegnazione di appalti ed assestato oblique vicende amministrative"...

...e chi ci ride sopra invece di andare a fondo...

D'altra parte un governo del Fare si deve occupare anche del lato comico di tutte le faccende.
martedì 31 agosto 2010 15 vostri commenti

A volte, finalmente, qualcuno... SI INCAZZA!



"Era tifo organizzato, sembravano ultrà da stadio: ho presentato i diari altre volte e non mi è mai successo che mi impedissero di parlare quelli che si riempiono la bocca della parola libertà"

Questa la risposta del senatore dell'Utri condannato per Mafia, questa la risposta di colui che ancora ultimamente è stato tirato in ballo da Spatuzza, questa la risposta dell'uomo che definisce eroe un mafioso, questa la risposta di colui che disse che "Mussolini ha perso la guerra perché era troppo buono. Non era affatto un dittatore spietato e sanguinario come poteva essere Stalin. Leggendo i diari, giorno per giorno, per 5 anni dal ’35 al ’39, cioè alla vigilia della decisione di entrare in un conflitto mondiale già iniziato, le posso assicurare - spiega - che trovo Mussolini un uomo straordinario e di grande cultura. Un grande scrittore, alla Montanelli, i suoi diari sembrano cronache di un inviato speciale, con frasi brevi e aggettivazioni efficaci come raramente ho letto"...

e questa finalmente la risposta di qualcuno che non ne può più di vedere personaggi del genere al potere, parlare di fascismo senza sapere nemmeno cosa è stato, usare questo paese come se fosse una loro proprietà privata, trattandoci da suddici che a volte, come le formiche, e spero sempre di più, si incazzano!
martedì 29 giugno 2010 31 vostri commenti

Repetita Mangano




"Era una persona in carcere, ammalata invitata più volte a parlare di Berlusconi e di me e si è sempre rifiutato di farlo. Se si fosse inventato qualsiasi cosa gli avrebbero creduto. Ma ha preferito stare in carcere, morire, che accusare ingiustamente. E' stato il mio eroe. Io non so se avrei resistito a quello a cui ha resistito lui".

B.: Dai Marcello vedrai c'è la cassazione e tutto si aggiusta, non ti preoccupare!
D.U: Si bravo lo dici te che sei bello tranquillo, sei sempre leggittimamente impedito. E gli altri però, degli altri te ne freghi. Non sei come Mangano lui si che si ricordava degli amici degli amici...
B.: Si va beh ma dai stai parlando di uno che non sa che gli hanno comprato casa davanti al Colosseo.
D.U.: Eh...
B.: E l'altro che non sa nemmeno a che ministero è stato assegnato.
D.U.: Uhm...
B.: Voglio dire non è che posso fare tutto io, cercate di inventarvi qualcosa, io la mia fantasia al potere l'ho messa, lodini, impedimenti vari voi invece non sapete nemmeno inventare bene. Quello la va a dire che ce l'hanno con lui per colpa dell'Italia.
Comunque state tranquilli ora blocco internet, ripeto un po' di volte agli italiani che non devono leggere i giornali, intanto sono già pochi, e il gioco è fatto. Magari un posto al ministero lo trovo anche per Tartaglia ora che è stato assolto perchè io sono Silvio il Magnanimo. Dovete solo stare tranquilli, lasciare fare a me. Il resto come sempre ce lo mettono gli italiani...
mercoledì 16 giugno 2010 21 vostri commenti

Silvio non si tocca! E ora cazzi tuoi...



Uno Stato al servizio di un uomo.
Potrebbe essere questo il titolo della nuova costituzione che il premier vuole riscrivere.
Una corte incostituzionale fatta dai suoi fidi zerbini.
Un presidente della Repubblica ancora peggio di Napolitano.
Magistrati e tribunali ridotti a "bivacchi".
Insomma una specie di Milano4.
Perchè uno stato al servizio?
Beh come altrimenti si potrebbe commentare la notizia del rigetto da parte della commissione del Viminale di non concedere la protezione al pentito Spatuzza?
Voglio dire in questo paese una commissione politica, prende una decisione politica su un fatto di giustizia dove un mafioso, autoaccusatosi delle stragi di Capaci e via d'Amelio, ha tirato in ballo il presidente del consiglio e il suo amico fedele gia condannato per concorso esterno per mafia Dell'Utri.
Io non ero un asso in matematica ma due conti li so fare.
Spatuzza accusa Berlusconi.
Ciamcimino accusa Berlusconi.
Il ministero sotto il governo Berlusconi decide che Spatuzza non è credibile anche perchè non avrebbe detto tutto in 180 giorni!!!!!!!!!!!!!!!!!!
A parte la l'assurdità di questo limite che francamente mi sembra molto basso visto anche la lentezza della stessa giustizia italiana che solo in questi casi chiede di essere veloce, bisogna aggiungere che questo governo continua a fregarsene della voce de tribunali visto che la Cassazione ha "ritenuto che anche le dichiarazioni 'tardive', se rese nel contraddittorio tra le parti, possono essere utilizzabili", ma logicamente tutto ciò non interessa al ministero visto che in questo caso si parla di Berlusconi e della sua allegra brigata di compagni d'avventura.
Firenze, Caltanissetta e Palermo tre procure TRE avevano chiesto la protezione di Spatuzza, tre procure TRE che indagano sulle stragi di via D'Amelio e del '93... e guarda caso come ha detto Grasso

"Le stragi mafiose del ’93 erano tese a causare disordine per dare la possibilità ad una entità esterna di proporsi come soluzione"

Ora il governo vuole anche decidere chi è credibile e chi no.
Qui non esite più il potere esecutivo diviso dal legislativo diviso da quello giurisdizionale... qui esiste UNO e basta

"Per quanto ricordi, è la prima volta che si nega l'ammissione al programma di protezione per i pentiti in presenza della richiesta di ben tre Procure della Repubblica. Comunque, la valutazione sull'attendibilità delle dichiarazioni resta di competenza delle autorità giudiziarie che hanno sentito e continueranno a sentire Gaspare Spatuzza"
pm della Dda di Palermo.

Per quanto ricordi una volta tanto tempo fa esisteva uno Stato.
martedì 18 maggio 2010 41 vostri commenti

Il senso della mafia




Che senso ha intercettare un boss mafioso mentre parla con la madre? E’ un abuso

Se qualcuno aveva ancora dei dubbi sul reale intento della legge contro le intercettazioni ora direi che non dovrebbero più essercene.
Ieri è passata al Senato e tra un po' spetterà alla camera mettere una pietra di migliaia di chili sopra le inchieste dei magistrati.
"Che senso ha..." dice il sottosegretario Santanchè. A parte il fatto che accostare la parola sottosegretario a una persona del genere impedisce quasi alle dita di battere sui tasti.
Già che senso può avere intercettare persone che cerchi da anni, persone che magari possono fare una telefonata dal carcere e che come sanno anche i bambini possono comandare ancora da li tramite messaggi incomprensibili... già che senso ha.
Ricordate le parole di Berlusconi. Facciamo questa legge per tutelare la privacy di ogni cittadino.
No dico alzi la mano chi è mai stato intercettato. Avete mai letto sul giornale un'intercettazione del tipo...

"Maaa butta la pasta che sto arrivando, mi raccomando col pesto"

...non so oppure...

"Ok allora ci vediamo davanti al cinema, a dimenticavo oggi eri bellissima!"

...oppure andiamo un po' più sul pesante...

"Certo che la tua collega è proprio una stronza"

Giuro. Mai letto nulla del genere.
Domanda.
Come è possibile che l'italiano medio non si renda conto che coloro che si lamentano delle intercettazioni guarda caso sono gli stessi intercettati? La risposta ormai la daranno gli storici e come ha detto Sara in un commento scorso colo che ci studieranno.
Quindi frasi di B. del tipo...

"Un attacco criminale alla privacy", dopo un suo bellissimo dialogo col presidente Saccà su come gestire la Rai...
oppure
''Approveremo una legge che ci ridara' la liberta' e il diritto di parlare con riservatezza al telefono'', beh qui il ci è molto chiaro sta parlando degli amici...
oppure
"Siamo già in uno stato di polizia perché siamo controllati. Quando siamo al telefono magari in conversazioni private, siamo controllati", siamo controllati chi? Lui e la cricca?!?!?!? Non mi sembra di avere letto sul giornale delle mie conversazioni con mia nonna!
oppure
"ogni giorno ci sono attacchi alla libertà: quando uno alza il telefono e teme di essere registrato, questo è un attacco alla libertà perché quello della privacy è un diritto fondamentale", e qui logicamente la verità viene nascosta. E' chiaro che i magistrati non si mettono a intercettare chiunque e sempre il presidente del consiglio. Domanda. Che colpa hanno i magistrati se il presidente del consiglio, i suoi fedeli, i suoi ristrutturatori, i suoi superman della protezione civile, i suoi avvocati, le sue escort, i suoi amici degli amici parlano con persone che sono sotto indagine.
Un paese normale si domanderebbe come è possibile che chi sta al governo riesce sempre ad essere beccato al telefono con personaggi imbarazzanti.
Già, amara constatazione purtroppo.
A noi ci tocca sentire le dichiarazioni della signora Santanchè (non riesco a chiamarla sottosegretario) insultare tutti coloro che hanno dato la vita per la lotta alla mafia, insultare Falcone e Borsellino.
Quanti insulti ancora dovremo ascoltare, quanti mattoni dovremmo ancore vedere portare via dalle fondamenta di un paese che lentamente sta crollando sotto i colpi dell'impunità, dell'ingiustizia e della corruzione.
"Che senso ha..." dice quella, già che senso ha!

venerdì 16 aprile 2010 21 vostri commenti

Schifo che cammina in doppiopetto

Le giornate delle persone possono variare. C'è chi ha molti impegni, chi li passa le ore leggendo, chi purtroppo guardano parecchia televisione, chi non riesce nemmeno a crearsi spazi per un hobby, chi sta con la fidanzata, la moglie, la famiglia i bambini, o magari per i fatti suoi. In libertà comunque sempre.
C'è chi invece questa vita l'ha avuta in passato, ma ora non l'ha più. Rimangono solo magari quei pensieri e quei progetti che ognuno di noi si costruisce portandoli o meno a compimento...


...un uomo-ragazzo di 31 anni, di nome Roberto e un cognome che molti non vorrebbero nemmeno pronunciare, Saviano.
Poi ci sono personaggi come questi...



...che mi fa schifo persino accostare in un post a una persona come lo scrittore napoletano. Personaggi che dicono di aver avuto la scorta, forse per uscire da un casino dove non avevano saldato il conto, personaggi che cambiano anche squadra di calcio per leccare il culo al padrone.
Padrone, il loro, che chiama eroi gli stallieri della mafia, a capo di un partito fondato da persone del genere...


...padrone, il loro, che nello stesso giorno trova la soluzione al problema della criminalità organizzata. Se ne parla troppo, già perchè come dice lui "la mafia italiana risulterebbe essere la sesta al mondo ma è quella più conosciuta" per colpa dei film e libri... "le serie della Piovra" e "la letteratura, Gomorra e tutto il resto".
Perchè non ci avevamo pensato prima.
Basta non parlarne di una cosa e non esiste.
Basta non farla comparire in Tv e non esiste.
Basta non fare titoli sui giornali e non esiste.
Basta non fare inchieste e non esiste.
Basta non mettere in guardia i ragazzi e non esiste.
Però poi leggo Saviano..."ad aver dato fastidio alle organizzazioni criminali è il mio lettore, non sono io. Il mio lettore è ciò che loro non vogliono, il fatto che in questo momento ne stiamo parlando, che ne hanno parlato tutti i giornali, che continuano ad uscire libri, che continuano a nascere documentari, è tutto questo che loro non vogliono, è l'attenzione su di loro, sui loro nomi, soprattutto sui loro affari"... allora faccio 1+1... la mafia non vuole che si parli di lei (e lo ha dimostrato anche violentemente in passato ma non c'erano forse le telecamete mediaset quindi non valeva), Berlusoni non vuole che si parli di lei.
Risultato...



"Onore è una parola che spesso hanno abusivamente monopolizzato le cosche facendola diventare sinonimo del loro codice mafioso. Ma è il tempo di sottrarla alle loro grammatiche. Onore è il sentire violata la propria dignità umana dinanzi a un'ingiustizia grave, è il seguire dei comportamenti indipendentemente dai vantaggi e dagli svantaggi, è agire per difendere ciò che merita di essere difeso."

Roberto Saviano, un ragazzo, un uomo... il resto è solo schifo che cammina in doppiopetto.
martedì 9 febbraio 2010 12 vostri commenti

Italiani continuate a stare tranquilli... va tutto bene!

"Nel 1994, l'ingegner Lo Verde, alias Bernardo Provenzano, mi fece avere tramite il suo entourage una lettera destinata a Dell'Utri e Berlusconi. Io la portai subito a mio padre, che all'epoca era in carcere: lui mi disse che con quella lettera si voleva richiamare Berlusconi e Dell'Utri, perché ritornassero nei ranghi. Mio padre mi diceva che il partito di Forza Italia era nato grazie alla trattativa e che Berlusconi era il frutto di tutti questi accordi", Massimo Ciancimino.

Ma dove è il problema! Cosa c'è di male ad essere governati per quindici anni da una persona a capo di un partito nato dalla trattativa Stato-Mafia. Scusate non riuscivamo ad eliminare cosa nostra? Ecco la soluzione... portarla direttamente all'interno dello Stato.

"Ne è rimasta solo una parte eppure, fino a pochi giorni prima della perquisizione fatta dai carabinieri nel 2005 a casa mia, nell'ambito di un'altra indagine, il documento era intero. Ne sono sicuro. Non so cosa sia successo dopo", Massimo Ciancimino

Ma cosa volete nella foga della perquisizione... la tengo io, no la tengo, no io no... STRACHHH... andata metà lettera... piccoli misteri italiani crescono!
Comunque nella lettera è rimasto questo...

"... posizione politica intendo portare il mio contributo (che non sarà di poco) perché questo triste evento non ne abbia a verificarsi. Sono convinto che questo evento onorevole Berlusconi vorrà mettere a disposizione le sue reti televisive".

...ma niente il contributo che voleva portare era solo un servizio con telecamera in spalla al matrimonio di un parente tutto li... messo in onda sulle reti televisive del Silvio. Cosa avevate capito? Soliti comunisti!

"Provenzano voleva una sorta di consulenza da parte di mio padre: questo concetto di mettere a disposizione le reti televisive l'aveva suggerito proprio lui a Provenzano, qualche tempo prima. Mio padre si ricordava di quando Berlusconi aveva rilasciato un'intervista al quotidiano Repubblica. Diceva che se un suo amico fosse sceso in politica lui non avrebbe avuto problemi a mettere a disposizione una delle sue reti", Massimo Ciancimino

...ah ecco perché tutti quei film e telefilm sulla mala! "Milano violenta"..."Milano spara"..."Milano 2"...

"A Vito Ciancimino, nel rapporto con Cosa nostra, si sarebbe sostituito Marcello Dell'Utri"... " Mio padre mi disse che fra il 2001 e il 2002 Provenzano aveva riparlato con Dell'Utri", Massimo Ciancimino

...anche se squadra che vince non si cambia a volte bisogna fare le sostituzioni e poi dai un pizzino non si nega a nessuno...

"Anche la settimana scorsa ho ricevuto delle pesanti intimidazioni sul parabrezza della mia auto è stata lasciata una lettera dal contenuto molto chiaro: neanche i magistrati di Palermo ti potranno salvare", Massimo Ciancimino

...intimidazioni ad personam?!?

"Siamo alla pura invenzione che sfiora, anzi sicuramente entra nel campo della pazzia"..."Lo Stato non eravamo noi. In ogni caso, a parte che non siamo lo Stato, non siamo mai stati in condizione di essere parte in questi discorsi", Marcello Dell'Utri... parola di uno condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, che ieri sera logicamente ha avuto tutto lo spazio necessario dal buon servo Vespa per parlare del "disegno" pericoloso di Ciancimino...
...informazione...









lunedì 1 febbraio 2010 10 vostri commenti

Mangano... le prove?


"Con Provenzano si vedeva spesso anche a Roma, fra il 1999 e il 2002. Con altri mafiosi che avevano una grande capacità imprenditoriale faceva investimenti. Con i fratelli Buscemi e con Franco Bonura vennero investiti soldi anche in una grande realizzazione alla periferia di Milano che è stata poi chiamata Milano 2"
parola di Massimo Ciancimio, figlio di Vito


Milano2?!?
Milano2?!?
Ma dai basta con questi continui attacchi al premier, ora basta.
Cosa c'entra che i boss investivano a Milano2! Ma poi scusate chi ha costruito Milano2? Chi ha investito in Milano2? Non sarà mica... Come?!? Ah... come dite?

"Nel 1968 nasce la Edilnord Sas di Lidia Borsani e C. (la Borsani è cugina di Berlusconi), generalmente chiamata Edilnord 2, che acquista 712 mila m2 di terreni nel comune di Segrate, dove sorgerà Milano Due, a seguito alla dichiarazione del 1971 con cui il consiglio dei Lavori Pubblici dichiara ufficialmente residenziale il suolo ed a seguito della concessione delle licenze edilizie da parte del comune di Segrate. La vicenda con cui ottenne a Roma il cambio di talune rotte aeree dell'aeroporto di Linate - le cui intollerabili onde sonore, superiori a 100 decibel, rendevano arrischiato l'investimento e difficoltosa la vendita degli appartamenti - fu ricostruita da Camilla Cederna come frutto di un'intensa attività di lobbying presso i Ministeri competenti[24]: lo stesso Berlusconi, ricordando anni dopo la sua frequentazione dei ministeri romani di quegli anni, dichiarerà che offrire un mazzo di rose ad una segretaria gli aprì le porte di molti uffici di direttori generali." (da Wikipedia)

...ah... uhmm, va beh va beh ma si sa gli affari sono affari non si guarda in faccia nessuno! Comunque dai un episodio isolato, ora se si fosse tenuto in casa un mafioso allora sarebbe un altro discor... come?

"Vittorio Mangano (Palermo, 18 agosto 1940 – Palermo, 23 luglio 2000) è stato un criminale italiano pluriomicida legato a Cosa Nostra conosciuto - attraverso le cronache giornalistiche che hanno seguito le vicende processuali che lo hanno visto coinvolto - con il soprannome de "lo stalliere di Arcore", data l'attività che svolgeva presso la villa brianzola di Silvio Berlusconi."..."Il 19 luglio 2000 Mangano fu condannato all'ergastolo per il duplice omicidio di Giuseppe Pecoraro e Giovambattista Romano, quest'ultimo vittima della "lupara bianca" nel gennaio del 1995. Di questo secondo omicidio Mangano sarebbe stato l'esecutore materiale." (Da Wikipedia)

...ah... uhmm... va beh dai si incontra tanta gente per caso, non lo sapeva sicuramente. Scommetto che dopo aver scoperto tutto ha preso le distanze. No è?...

"Su Vittorio Mangano ha detto bene Dell'Utri: quando era in carcere ed era malato, i pm gli dicevano che se avesse detto qualcosa su Berlusconi sarebbe andato a casa e lui eroicamente non inventò mai nulla su di me, i pm lo lasciarono andare a casa solo il giorno prima della sua morte. Mangano era una persona che con noi si è comportata benissimo, stava con noi e accompagnava anche i miei figli a scuola. Poi ha avuto delle disavventure che lo hanno portato nelle mani di una organizzazione criminale, ma non mi risulta che ci siano sentenze definitive nei suoi confronti. Poi quando era in carcere fu aggredito da un male che lo fece gonfiare in maniera spropositata. Quindi bene dice Dell'Utri nel considerare eroico un comportamento di questo genere". (Berlusconi)

...comunque questioni di affari, conoscenze casuali. No dai non basta?!? Servirebbe non so una dichiarazione di un pentito, un che dicesse...

«Nel '94 incontrai Giuseppe Graviano in un bar in Via Veneto, aveva un atteggiamento gioioso, ci siamo seduti e disse che avevamo chiuso tutto e ottenuto quello che cercavamo grazie alla serietà delle persone che avevano portato avanti quella storia. Mi vennero fatti due nomi tra cui quello di Berlusconi. Io chiesi se era quello di Canale 5 e mi disse: sì. C'era pure un altro nostro paesano. Grazie alla serietà di queste persone ci avevano messo il paese nelle mani», Gaspare Spatuzza.

...ah c'è?!?
Beh allora servirebbe solamente essere in un paese normale direi.
giovedì 10 dicembre 2009 13 vostri commenti

Che schifo!!!!!!!!!!!!!


Lo so, certe espressioni non vanno bene.
Ce lo dicevano anche da piccoli... così non si dice, guai a te, no!!
Sta volta non riesco proprio.
So anche che non dovrei meravigliarmi, ma credetemi... non ce la faccio ancora.
E allora quando leggo certe cose... "L'Aula della Camera ha negato l'autorizzazionesottosegretario all'Economia Nicola Cosentino (Pdl), accusato dalla procura di Napoli di concorso esterno in associazione mafiosa" all'arresto del ... non ce la faccio.
Avete presente quei cartoni animati che diventano rossi, poi viola e poi si trasformano in cenere per l'esplosione? Esatto questa la reazione.
Ma non finisce qui. Si dirà va be sono i soliti che negano l'autorizzazione a procedere, cosa vuoi farci, almeno in questo sono coerenti. Andiamo avanti allora...

"Anche la maggioranza, infatti, a guardare le presenze al momento del voto, sembra essere rimasta compatta: 253 i partecipanti al voto del Pdl, 56 della Lega che sommati fanno 309 voti sui 360 contrari all'arresto di Cosentino. Cinquantuno voti di scarto che potrebbero essere arrivati da parte dell'Udc, dalla pattuglia radicale, dai 25 presenti gruppo misto (di cui fa parte l'area dell'alleanza per l'italia di Rutelli e Tabacci contrari all'arresto), dal movimento per l'autonomia presente con 7 deputati che ha dichiarato di sostenere il sottosegretario."

Rutelliiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!
Ruetelliiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii! Bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!
Allora dico quando riusciremo a toglierci dai coglioni gente come questo essere che non ha mai fatto un cazzo in vita sua, che non ha mai avuto un idea salda in mente, che ha girato milla carri, tirato su altrettanto bandiere, baciato anelli da prete mentre diceva di essere un progressista.... quando dico quando ci libereremo di una delle banderuole d'italia, uno che il pd non è nemmeno riuscito a cacciare ha aspettato che se ne andasse, uno che vuole fare l'alleanza con Fini e che ora vota per negare l'autorizzazione all'arresto.
Che schifo.
martedì 1 dicembre 2009 0 vostri commenti

Passaparola. Travaglio..."La mafia non esiste, Berlusconi e Dell'Utri invece si



"Sembra di essere ritornati a dieci o quindici anni fa, quando partirono le prime indagini sui rapporti mafia /politica a proposito degli ambienti berlusconiani. La caratteristica che accomuna quei tempi ai tempi di oggi, ai giorni di oggi, è che nessuno risponde mai sul merito delle questioni e si alzano sempre dei grandi polveroni, delle grandi parole d’ordine"

"Perché tutti gli Stati seri hanno tutto l’interesse a fare in modo che sempre più gente collabori con i giudici e con le forze dell’ordine, aiutando a scoprire anche gli altri personaggi o a scoprire gli altri reati che hai commesso, ma che i magistrati non sanno ancora che tu hai commesso. Per cui il pentito di mafia, come di terrorismo, non è una figura particolare: esiste in tutti i tipi di reati e in tutti i Paesi, c’è semplicemente, quando ti prendono, la possibilità o di mentire, di tacere e tenerti tutto dentro coprendo i tuoi complici, oppure collaborare. Se collabori è ovvio che lo Stato ti tratta meglio, dopo aver verificato che la tua collaborazione, ovviamente, è genuina: genuina non perché sei diventato buono, ma genuina perché hai detto la verità, poi se sei sempre stronzo come prima, oppure se sei diventato buono, quello allo Stato non deve interessare, allo Stato deve interessare se quello che hai detto è vero e per questo si vanno a fare i controlli."

"Sentite dire tante stupidate in questi giorni: sentite dire, per esempio, che questa storia del concorso esterno in associazione mafiosa ce l’abbiamo solo noi etc., intanto abbiamo la mafia, abbiamo Cosa Nostra e gli altri Paesi non ce l’hanno, abbiamo la camorra e gli altri Paesi non ce l’hanno, abbiamo la ‘ndrangheta e gli altri Paesi non ce l’hanno, per cui è ovvio che ciascuno si occupa dei reati tipici del suo Paese. Certo in Danimarca non c’è il concorso esterno in associazione mafiosa, perché non c’è l’associazione mafiosa e conseguentemente non c’è nessuno che può concorrere, ma il concorso esterno in associazione mafiosa è un reato che la Corte di Cassazione ha già definito molto precisamente come il reato che viene commesso da quelle persone che non fanno parte permanentemente degli organici della mafia, della camorra e della ‘ndrangheta ma che, pur facendo un altro mestiere, sono a disposizione non per fare una volta un favore, in quanto quello si chiama favoreggiamento, ma per essere sempre a disposizione dell’organizzazione per ogni evenienza e in qualunque momento."

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