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venerdì 26 febbraio 2016 7 vostri commenti

Uscire dall'ombra


Antonio Ornano, uno dei comici di Zelig, ha deciso di darci una mano alla sua maniera partecipando assieme ad altri comici ad una serata per raccogliere fondi per il Teatro dell'Ortica di Genova che ha visto azzerare il proprio finanziamento di 20mila euro dalla Regione Liguria. 
Giusto per ricordarlo questi soldi servivano a malapena a portare avanti tre laboratori teatrali organizzati durante l'anno con pazienti psichiatrici, carcerati e donne vittime di violenza. Evidentemente le istituzioni non ritengono sia giusto occuparsi di queste cose.
Potete aiutarci a raccogliere i fondi cliccando su questo link 


il progetto si chiama Storie di Ordinaria Stranità, perché nei nostri laboratori e nei nostri spettacoli raccontiamo realtà che spesso vengono dimenticate o messe in un angolo. Noi vogliamo uscire dall'ombra.
Grazie a tutti.
lunedì 15 febbraio 2016 0 vostri commenti

Il desiderio di stare con gli altri


Oggi ce lo spiega Marco cosa vuol dire Teatro Sociale. Le istituzioni dovrebbero ascoltare queste parole, perché quando tagliano una voce dal bilancio regionale, come nel nostro caso, tagliano tutto questo togliendo alle persone la possibilità di "attingere ad un bagaglio formativo" per creare "strategie di relazione" togliendo alle persona la possibilità di "ricucire strappi che connotano chi si rivolge" al teatro sociale che può permettere di rinfocolare "il desiderio di stare con gli altri".
Potete aiutare la realtà del Teatro dell'Ortica di Genova che rischia di sparire anche con una piccola donazione andando su
grazie a tutti.



lunedì 9 novembre 2015 19 vostri commenti

Più che tagli... copia e incolla.

Oggi mi sono alzato con un pensiero in testa, oltre al sonno incredibile.
Non era questo governo quello che avrebbe dovuto tagliare le spese inutili e gli stipendi delle caste?
Magari mi sbaglio ma mi sembra di ricordare il non eletto fiorentino in giro per il paese, paonazzo, a promettere taglia a destra e a sinistra.
Bene.
Anzi, male. Perché nella legge di stabilità non c'è nulla di tutto questo, la barca italiana con tanto di buchi continua nella sua direzione. Vengono esclusi dai tagli i dirigenti pubblici nominati dalla politica, ma guarda un po', assieme ad altre figure non contrattualizzate come prefetti, diplomatici, docenti universitari, dirigenti degli uffici giudiziari, dell'area della dirigenza medica, delle Città Metropolitane e udite udite... delle Province "adibiti all'esercizio di funzioni fondamentali".
E meno male che dovevano eliminarle le province.
venerdì 21 febbraio 2014 17 vostri commenti

Abbiamo finito il cibo

Su alcune porte nelle strade delle nostre città, come Genova, non appaiono menù ma cartelli con scritte come questa...

"Ci dispiace molto. Ma per un mese non possiamo distribuire pasti: abbiamo finito il cibo"

...questo perché da gennaio il programma europeo "Pead" di aiuti alimentari ha dimezzato del 60% i fondi.
Insomma meno cibo e più persone in fila davanti alle comunità e ai centri vari
Sono cifre che dovrebbero farci pensare e svegliare quella politica che è lontana anni luce da questi problemi. Nel 2008 la Comunità di Sant'Egidio ha distribuito circa 12520 pasti freddi nel 2013 il numero è aumentato di sette volte... 74800.
Sono molti gli insospettabili che non ce la fanno ad andare avanti, fantasmi che non vengono riconosciuti per strada, che prima avevano un lavoro, una famiglia. Costretti a dormire sulle panchine della stazione dando la buona notte a distanza ai propri figli.
Un società al contrario, dove l'1% detiene la ricchezza, dove i prodotti di lusso stanno incrementando le vendite e le rendite sono sempre intoccabili.
Nelle nostre vie ci sono uomini e donne che avrebbero bisogno di risposte.
Ma arrivano solo tagli e indifferenza.
venerdì 12 ottobre 2012 19 vostri commenti

Io ho iniziato a mandarceli...

PREMESSA
Nel settore dove lavoro, socio sanitario, stanno facendo tagli a destra e a sinistra un po' da tutto le parti. Così anche da noi. Inoltre da anni la nostra situazione contrattuale è imbarazzante e per il futuro sembra che vogliano proporci contratti peggiorativi sia dal punto di vista dello stipendio che da quello dei diritti sindacali. Inoltre, manco a dirlo, premio di produzione (cifra imbarazzante) che non si vede da anni.

PROLOGO
Direte voi sarete in stato di agitazione!?! Ci sarà una partecipazione di massa agli scioperi e assemblee sindacali sempre piene!?! Certo che  no. In corteo ormai ci si trova tra parenti e alle assemblee sindacali si spera sempre che i dirigenti non aprano all'improvviso la porta vedendo quei 4 gatti che stanno seduti e incazzati ad ascoltare ciò che il futuro prospetta

SVOLGIMENTO
Questa mattina come al solito entro al lavoro, timbro, mi dirigo nella stanza degli operatori e come per magia appare uno di quei colleghi che negli ultimi 10 anni non ha MAI dico MAI fatto uno sciopero e non  si è MAI dico MAI visto in assemblea sindacale.

Collega: "Ho saputo che forse (attenzione badate bene forse) ci sono dei problemi per il contratto?"

Ecco avete presente Fantozzi che mette in bocca otto chili di peperoncino oppure capitan caverna che scrolla e poi esplode.

Ernest: "Non vi dico più niente! O parteciapate agli scioperi e venite alle assemblee sindacali oppure vi arrangiate poi quando avrete 400 euro al mese oppure senza lavoro allora forse (attenzione badate bene forse) vi sveglierete."

CONCLUSIONE
La pazienza con il materiale umano italico è davvero finita.
giovedì 11 ottobre 2012 14 vostri commenti

Taglio un anziano e ti prendo un dirigente

Mentre il governo annuncia nuovi tagli alla sanità che significheranno meno posti letto negli ospedali, blocco prolungato delle quote Asl per le case di riposo, diminuzione dei fondi per la riabilitazione delle persone disabili e altro ancora da qualche parte ci sono persone che continuano inesorabilmente a vivere nel loro mondo privato e privilegiato.
Intanto l'altro ieri a Genova i lavoratori della Residenza per anziani San Camillo hanno manifestato davanti ai cancelli del loro posto di lavoro contro la decisione unilaterale dell'amministrazione di non pagare lo straordinario e di non pagare i primi tre giorni di malattia! Avete capito bene unilaterale, Marchionne insegna! 
Nella loro situazione nella mia città come in altre parti della Liguria ci sono anche altri Istituti che minacciano di cambiare completamente il contratto dei lavoratori socio sanitari. Più ore di lavoro a parità di stipendio, possibilità in questa maniera di lasciare a casa qualcuno a scapito logicamente della qualità del lavoro che ci tengo a ricordare ha a che fare con la sofferenza delle persone. 
Vogliamo parlare poi dei tre giorni di malattia da non pagare?!? Questo porterà la maggior parte delle persone ad andare a lavorare anche con la febbre, potete immaginare le conseguenze di un virus portato in una struttura sanitaria. 
Ma a chi fa i contratti questo non interessa.
Alle Asl non importa della qualità del lavoro ormai vogliono solo tagliare e soprattutto farlo sui più deboli.
Già perché come si potrebbe spiegare in altro modo la decisione della Asl 3 di Genova in periodo di spending review e scure che si abbatte sulla sanità di fare un bando per assumere un dirigente!!!!
Vi dico solo che con quello che guadagna un dirigente in un mese si potrebbe fare riabilitazione per un anno ad un ragazzo disabile.
Ditemi voi se c'è rimasto qualcosa di civile attorno a noi...
lunedì 1 ottobre 2012 15 vostri commenti

Che fare? Problemi scottanti della nostra assenza di movimento

Credo, in piena sincerità, che ancora più male della cattiva politica, della corruzione, del malcostume, dei licenziamenti e dei tagli faccia il silenzio.
Non riesco a capire come uno stato come il nostro in perenne crisi da anni, e in pieno disastro economico in questo momento continui a navigare tranquillamente. Anzi dico meglio, non lo stato le persone, la gente, gli italiani, quelli che si lamentano dei politici, quelli che si ascoltano in giro e sparano sentenze su cose che magari non conoscono. 
Risulta davvero difficile riuscire trovare una spiegazione ad esempio sul fatto che non sia stato proclamato un sciopero generale, ma veramente generale, da fare in ogni città e non solo a Roma o a Milano. Uno sciopero generale che richiami tutti in piazza, dal dipendente pubblico al precario, dal disoccupato al commerciante. Tutti insomma. La riposta è che nessuno lo farebbe, a parte i soliti logicamente. Già perché quello che la massa non capisce, e non solo, è che niente soldi niente consumi.
In questo includo anche la continua indecisione del sindacato (e divisione in molti casi). Mi domando cosa altro deve succedere per proclamare uno sciopero generale?
Prendo ad esempio la mia Regione.
In questo momento nel pieno silenzio di tutti, giornali compresi, stanno tagliando spese sanitarie e chiudendo ospedali facendo scelte  che ci portano ad un livello di inciviltà imbarazzante. Tutto in nome della spending review (mi fa schifo solo a pronunciarla sta parola). 
Per quanto riguarda le persone disabili che devono seguire ad esempio un piano riabilitativo che cosa succede? Succede che parte la forbice delle Asl e ZAC! si taglia... e poi chissenefrega che  cosa succederà a quella persona. Per loro è riabilitata, non si scende nel particolare. Si taglia punto, perchè per queste persone trattasi solamente di numeri. 
Parlo per la mia regione, la Liguria, e la mia città ma immagino anzi sono sicuro che in altri contesti stia succedendo la stessa cosa.
Quindi come direbbe Lenin Che fare?
Bella domanda... direi. Purtroppo, la nostra risposta (la sua sarebbe chiaramente differente) è niente. Si niente perché la gente con la doppia GGGGG non si muove, o meglio lo fa solamente se si tratta dei propri interessi personali. In questa maniera si spiegano assemblee sindacali semi deserte e scioperi fatti solo dai soliti 4 gatti.
Lo ripeto il silenzio fa ancora più male di tutto il resto, l'immobilismo di questo popolo fa rabbrividire e lascia carta bianca a chi ci comanda, a dirigenti senza scrupoli che non pensano a tagliare il proprio stipendio prima di togliere servizi indispensabili per alcune persone, a politici che mentre la nave affonda sono sul ponte a stappare bottiglie di champagne di prima classe, a imprenditori che ogni volta che parlano sputano sui diritti dei lavoratori. 
Ma del resto se vedete un massa state tranquilli non si tratta di una manifestazione, ma probabilmente di una coda davanti ad un negozio di alta tecnologia.

martedì 18 settembre 2012 13 vostri commenti

Ditemi chi l'ha detto?!?

No perché oggi mi chiedevo... che poi tutte le volte mi dico di non farlo che non ha senso che ci si rimette solo di salute che poi viene fuori quella vena nel collo che si vede solamente quando uno è arrivato al limite quando proprio non ne può più, tipo che se incontri quella determinata persona in quel momento potresti veramente dire quello che pensi moltiplicato per mille alla multipla potenza fotonica... che poi non lo devo fare ma me lo chiedo tutte le volte e non ricordo chi sia stato ma l'ho sentito lo giuro, anzi l'hanno ribadito più volte marchionnamente logicamente da tutte le parti... che viene ancora di più il nervoso, che scatta quella sensazione di incazzatura che solo le situazioni di ingiustizia palese riescono a provocare... una sorta di rabbia esplosiva in stile vulcano che nemmeno il Bruce Willis di Armageddon riuscirebbe a fermare... non lo faccio non me lo chiedo, anzi me lo chiedo non riesco è più forte di me viene fuori quella vocina che me lo chiede in continuazione, e batte batte più forte nella testa e ti sforzi di arrivare all'immagine di quelli che l'hanno detto, all'immagine di tutti quelli che con una simpatica e scherzosa pacca sulla spalla, con un sorrisetto come per dire "ma dove vivi", "ma di che secolo sei?" quelli che mettono la parola inglese al posto di un concetto in italiano che si farebbe troppo capire, quelli che dall'alto dei loro 5mila euro al mese ti dicono che devi lavorare di più, che devi andare in ferie di meno, che devi guadagnare sempre uguale (o di meno), che devi essere flessibile e possibilmente 24 ore su 24 piegato a 90°.... mai io dico perché oggi mi sono chiesto questo? perché lo faccio? perché continuo a chiedermi...


CHI CAZZO HA DETTO CHE
 LE CLASSI NON ESISTONO PIU'

...che poi serve poco per sapere perché me lo chiedo, basta fare un giro tra gli amici disoccupati che non trovano lavoro, tra quelli che sono precari e vengono presi in giro da anni, tra i dipendenti che si vedono contratti strappati per essere sostituiti da quelli peggiorativi con la scusa dei tagli mentre dalle parte dei dirigenti non si capisce come mai ci sia sempre il sole che splende, tra i ragazzi disabili che non possono più usufruire della riabilitazione, tra gli anziani che ti chiamano depressi e tristi perché non possono più partecipare ai gruppi in quanto costi che questa società non si può permettere, tra gli operai, tra i dipendenti della Fincantieri, quelli delle Ericksson, quelli della Fiat, della Alcoa, quelli che ogni giorno  ormai sfilano puntualmente nelle città, tra le persone comuni che non hanno la fortuna di avere un conto in banca tale da permettersi cure particolari e che si presentano al pronto soccorso dove non c'è nemmeno il ghiaccio, tra coloro che per colpa della malasanità hanno perso un loro caro, tra quelli che sono invisibili e che camminano per le nostre strade, tra gli altri molti altri.
Esistono le classi, ci sono, non se ne sono mai andate, hanno solo cambiato i nomi alle cose per farci credere che tutto va bene, che la storia va dimenticata e che l'utopia è solamente un arcobaleno da cancellare con la gomma di una matita.
mercoledì 10 novembre 2010 25 vostri commenti

80-60-89

Si sembra proprio un vestito fatto su misura, un abitino cucito ad arte dal ministro Tremonti, sotto l'attenta osservazione dello specialista delle curve di Arcore, per un cliente particolare. L'Italia.
Misure da far girare la testa, quelle di una signora che vuol far vedere quanto è bella fuori per coprire tutto il marcio che sta dentro...
Un sarto che gioca con in numeri, che a volte li inventa con una fantasia degna del creatore della finanza creativa.
Ci avevano avvertito che questo sarebbe stato il governo del FARE, e stanno realmente facendo, tagli all'...

...80 per cento alla cultura...




...60 per cento ambiente...






...89 per cento delle borse di studio...


In arrivo prossime taglie... sanità, scuola pubblica, investimenti sulle politiche industriali.
Siete pregati di non dire più che questo governo non fa.

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