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lunedì 10 maggio 2010 37 vostri commenti

Questo è un paese troppo tranquillo


Non ci sono parole a volte per riuscire a descrivere nella migliore maniera uno stato d'animo di inquietudine, la paura, l'ansia di non poter fare nulla, non potersi muovere...

"Esco di casa, vado a farmi un giro, voglio incontrare gente, voglio riprovare a fare quello che facevo prima. Esco" "Scusi dove va lei?" "Ma fatti i cazzi tuoi!"

...descrivere situazioni in cui un estraneo ti dice che per vivere devi fare quello che ti dice lui altrimenti, non c'è un altrimenti. E magari te lo dice dopo anni di vita insieme...

"Abbiamo più di 70 anni noi, siamo stati insieme una vita e ora ci vogliono mandare via dalla nostra terra" "Gli ho detto abbiamo le galline, i conigli, la terra" "Sa cosa mi hanno risposto, lei vada sulla costa e suo marito rimane qui!"

...oppure quando tra voi e il resto del mondo viene tirato su un muro di silenzio, viene messo un cartello con scritto a caratteri cubitali ALT FARSI RICONOSCERE, dove non entrano parole e non devono mai uscire...

"Chi siete?!" "Vogliamo solo parlare ai nostri concittadini nel campo" "Non si può... è vietato!" "Ma da chi?" "Da noi..."

...provare a descrivere il sopruso vestito in giacca e cravatta che si avvicina minaccioso per ricondurti all'interno delle regole scelte da loro...

"Togliete subito quello striscione" (con scritto Vergogna) "Come si permette" "Via subito ho detto" "Ma perchè?" "Perchè lo dico io!"

...cosa si prova quando qualcuno vuole comandare in casa tua, costringerti a farti capire che li non ci puoi stare, senza darti un'alternativa di vita, senza interpellarti, senza darti la possibilità si scegliere...

"Chi è?" "Polizia signora" "Cosa volete?" "Niente signora non si preoccupi vogliamo solo aiutarla" "Parlate da li però..." "Signora questo non è il modo! Lei non può stare in questa casa" "Lo so e neanche voi... Io non ci vado a 70km da qui, non ho nemmeno la patente e lavoro qui in città"

...passare le ore davanti alle televisioni che ti dicono ciò che è buono e ciò che non va bene, che ti fanno capire che le case da parecchi euro sono meglio tutto sommato della casa che avevi prima, e poi c'è anche il giardinetto, il frigo con dentro una bottiglia offerta dal premier...

"Abbiamo trovato tutto qui dentro, c'era tutto. Si ci hanno dato la nuova casa. Ma... non possiamo toccare niente, cambiare niente, non possiamo attaccare dei chiodi, hanno detto che sarebbe meglio di no. e comunque bisogna chiederlo. Non mi trova a mio agio, non mi sembra di essere a casa..."

...avere di fronte una ragazzotto che ti dice...

"Lei è anziana se non vuole andare sulla costa magari potrebbe andare in uno ospizio..." "Senti tu hai la mamma?" "Si" "Allora portaci mamma nell'ospizio!"

Non ci sono parole per descrivere queste e le altre immagini che ieri sera ho visto durante la proiezione di Draquila. Se non lo avete ancora fatto andatelo a vedere.
Si esce con ancora più rabbia di prima nel vedere abusi del genere, colloqui che si trasformano in interrogatori minacciosi... "vi tagliamo la luce"...in questo paese, nel nostro paese dove ci sono prove di regime e noi continuiamo a stare tranquilli.
Riascoltare quelle intercettazioni... quelle dichiarazioni di "non ci sono pericoli"... quelle riunioni inutili... una protezione civile impegnata a lavorare per un assurdo G8 alla Maddalena invece di fare reale "protezione"... vedere un tendone del PD sempre vuoto, assente... vedere quegli sciacalli allestire uno show mediatico sulle spalle degli aquilani...
Viviamo in un paese dove in pochi sanno realmente quanto non è stato fatto a L'Aquila, con un centro storico sommerso dai detriti da un anno, dove solamente dei magnifici cittadini stufi di tutto ciò e armati di sole carriole hanno iniziato a portare via i detriti dalle vie della loro città.
Rabbia. Una rabbia per non aver fatto abbastanza per la popolazione de L'Aquila, per le loro libertà e per i loro diritti...
Bisogna stare ancora più vicini agli aquilani e alle loro vite.
Bisogna aprire sempre di più gli occhi.
Bisogna cercare la verità.
Non fermarsi davanti a un cancello, togliere di mezzo tutti gli ALT che ci mettono davanti.
Bisogna uscire di casa e ritrovare la forza per indignarsi.
Prendere quella dannata televisione e buttarla in discarica.
Spegnerla... spegnerli.
Fare in modo che non si impossessino mai dei nostri cervelli e delle nostre vite.

"Proiettare in un prestigioso festival cinematografico internazionale una pellicola di propaganda politica come Draquila di Sabina Guzzanti è un'offesa a quello che è avvenuto dopo il terremoto, alla verità e al popolo italiano. Pensi se proiettassimo al Festival di Venezia un film di propaganda politica faziosa contro la persona del Presidente della Repubblica francese. Cosa c'entra questo con la cultura e con una rassegna cinematografica? Il punto è che l'Italia è l'unico Paese al mondo in cui una parte della cultura e della sinistra spinge il proprio odio verso chi ha ottenuto democraticamente il mandato di governo fino al punto di screditare in ogni modo l'immagine del nostro Paese"...parola di Bondi

"Qualcuno ha detto che a L'Aquila ci sia stato un esperimento per ciò che sarà possibile fare ad un livello più grande".
mercoledì 5 maggio 2010 40 vostri commenti

Ora lo sappiamo

Ora almeno sappiamo un po' di cose.
Sappiamo che l'immagine del nostro paese è danneggiata da chi scrive di mafia, da chi si ostina a raccontare la storia dei quartieri a rischio, degli affari della malavita, da chi fa film di denuncia facendo vedere come realmente sono andate le cose...


...e poi come si fa a non capire una cosa del genere dopo le parole di Bertolaso...


"L'Italia non farà una bella figura con quel film. Presto, prestissimo si parlerà di noi e questo a proposito dello stravolgimento della verità. A breve verrà presentato un film a un festival e in questo film ci sarà una verità, che non è la verità, ma solo una delle verità. E l'Italia non farà una grande figura. Invece, credo che il sistema Paese ha saputo gestire l'emergenza terremoto in maniera ottimale e questo ci è stato riconosciuto a livello sia nazionale che internazionale"

...eh queste cose non si fanno vedere agli altri, non si mostrano, perchè se non si mostrano non esistono, i vari Balducci, le varie massaggiatrici, i proclami di ricostruzione, le cariole, niente non esistono. La vergogna non sono i processi che non si fanno più, le stragi impunite, la corruzione dilagante, il razzismo, la disoccupazione ignorata, un presidente plurindagato e plurisalvato, no il problema è che siamo troppo liberi.
Ora lo sappiamo almeno, siamo troppo liberi, era questo il problema. Che la nostra assurda voglia di sapere ci fa male, ci fa pensare, rallenta il paese, ci mette alla berlina, solo l'ordine ci può salvare...


"Ci siamo visti mettere in situazioni di grande distanza dai primi ma se c'è una cosa in Italia su cui c'è la sicurezza di tutti è che ce n'è fin troppa di libertà di stampa. Questo non è discutibile"

...già perchè la troppa libertà poi ci fa scoprire cose che ci fanno ancora di più incazzare, e quando siamo incazzati poi ci deprimiamo, se ci deprimiano produciamo poco, diventiamo pessimisti e da li al comunismo il salto è breve. Quindi ci toglieranno un po' di libertà di stampa sarà per il nostro bene così non dovremo più vedere in Tv Scajola intervistato da Vespa non rispondere alle domande, oppure rispondere e dire "ma non so non ricordo con chi ci sono andato a vedere la casa"..."ma in fondo è anche una cosa abbastanza buia, non è l'attico"..."ma sa questa è la mia prima casa, anche per me già quella cifra era un pesante esborso"..."la banca del Parlamento che impresta i soldi ai deputati mi ha dato l'intera cifra"... tutte queste cose per il nostro bene è meglio non saperle e non domandarsi come mai se hai lo stipendio di Scajola la "banca dei deputati" (vi rendete conto!!!!) ti da il 100% senza neanche una perizia, se ti chiami Mario e fai l'operaio una cazzo di banca di merda ti squadra e ti da forse l'80% ad un interesse da usura su una perizia che logicamente è più bassa di quello che dovrai dare per il costo della casa, se ti chiami Pino e non hai un lavoro beh in banca naturalmente non ti fanno nemmeno entrare.
Ora sappiamo tante cose... che la colpa della crisi e della malavita è da imputare a scrittori e registi, che siamo troppo liberi, che non dobbiamo sapere, e che se non ti chiami Scajola o quanto meno non fai il ministro non avrai mai un aereo personale sotto casa, una casa davanti al Colosseo pagata da amici e una Banca del precario.

E pensare che 150 anni fa da Quarto partivano per fare l'Italia...

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