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martedì 16 ottobre 2012 17 vostri commenti

Chi ci protegge dalla Protezione?


Nulla è più come prima da quel fatidico 4 novembre qui a Genova. Ogni volta che il dal cielo scende la pioggia i volti delle persone che abitano nelle zone a rischio, compreso il sottoscritto,  cambiano espressione. 
Ciò che quasi un anno fa, ormai, è successo verrà ricordato da ciascuno di noi in modo differente. Avvenimenti e situazioni che fermano e imprimono stati d'animo di quel momento, situazioni, salvataggi oppure tragedie come la morte delle 6 persone in via Fereggiano. 
Già quel torrente che da il nome alla strada che ancora fa paura, con un progetto di uno scolmatore che non parte per mancanza di soldi, investimenti che solamente una politica ambientale e di prevenzione, non protezione, di un governo potrebbe fare e non solo a Genova e in Liguria ma in tutta Italia. 
Inoltre in questo momento l'amministrazione comunale non sembra dare risposte chiare alla popolazione che logicamente ogni volta che piove guarda a quella via con occhio sospetto. 
A questo dobbiamo aggiungere l'inciviltà di molte persone che purtroppo non riescono a capire che anche un piccolo gesto può aiutare, così in alcune parti del letto del fiume troviamo ancora spazzatura gettata impunemente. 
Giorni tristi e indimenticabili quelli, istantanee di una via Fereggiano, che ogni giorno percorro in moto per andare tornare a casa,  un strada deserta invasa dal fango con un montagna di macchine accatastate nella parte finale.
E ora siamo qui a commentare l'arresto di chi avrebbe dovuto proteggere, di chi usa il nome protezione. Ciò che spaventa oltre alla forza della natura è questo, la mancanza di fiducia in coloro che dovrebbero aiutare la popolazione, nei confronti di coloro che devono decidere in situazione di pericolo e che anzi non dovrebbero portarci a tali condizioni.
Ma ormai sembra un escalation senza fine, oggi il capo della protezione civile di Genova colpevole, pare, di avere modificato della documentazione sull'alluvione,  domani chi lo sa. 
La ruota gira e i numeri che escono non sono mai i nostri.

lunedì 10 maggio 2010 37 vostri commenti

Questo è un paese troppo tranquillo


Non ci sono parole a volte per riuscire a descrivere nella migliore maniera uno stato d'animo di inquietudine, la paura, l'ansia di non poter fare nulla, non potersi muovere...

"Esco di casa, vado a farmi un giro, voglio incontrare gente, voglio riprovare a fare quello che facevo prima. Esco" "Scusi dove va lei?" "Ma fatti i cazzi tuoi!"

...descrivere situazioni in cui un estraneo ti dice che per vivere devi fare quello che ti dice lui altrimenti, non c'è un altrimenti. E magari te lo dice dopo anni di vita insieme...

"Abbiamo più di 70 anni noi, siamo stati insieme una vita e ora ci vogliono mandare via dalla nostra terra" "Gli ho detto abbiamo le galline, i conigli, la terra" "Sa cosa mi hanno risposto, lei vada sulla costa e suo marito rimane qui!"

...oppure quando tra voi e il resto del mondo viene tirato su un muro di silenzio, viene messo un cartello con scritto a caratteri cubitali ALT FARSI RICONOSCERE, dove non entrano parole e non devono mai uscire...

"Chi siete?!" "Vogliamo solo parlare ai nostri concittadini nel campo" "Non si può... è vietato!" "Ma da chi?" "Da noi..."

...provare a descrivere il sopruso vestito in giacca e cravatta che si avvicina minaccioso per ricondurti all'interno delle regole scelte da loro...

"Togliete subito quello striscione" (con scritto Vergogna) "Come si permette" "Via subito ho detto" "Ma perchè?" "Perchè lo dico io!"

...cosa si prova quando qualcuno vuole comandare in casa tua, costringerti a farti capire che li non ci puoi stare, senza darti un'alternativa di vita, senza interpellarti, senza darti la possibilità si scegliere...

"Chi è?" "Polizia signora" "Cosa volete?" "Niente signora non si preoccupi vogliamo solo aiutarla" "Parlate da li però..." "Signora questo non è il modo! Lei non può stare in questa casa" "Lo so e neanche voi... Io non ci vado a 70km da qui, non ho nemmeno la patente e lavoro qui in città"

...passare le ore davanti alle televisioni che ti dicono ciò che è buono e ciò che non va bene, che ti fanno capire che le case da parecchi euro sono meglio tutto sommato della casa che avevi prima, e poi c'è anche il giardinetto, il frigo con dentro una bottiglia offerta dal premier...

"Abbiamo trovato tutto qui dentro, c'era tutto. Si ci hanno dato la nuova casa. Ma... non possiamo toccare niente, cambiare niente, non possiamo attaccare dei chiodi, hanno detto che sarebbe meglio di no. e comunque bisogna chiederlo. Non mi trova a mio agio, non mi sembra di essere a casa..."

...avere di fronte una ragazzotto che ti dice...

"Lei è anziana se non vuole andare sulla costa magari potrebbe andare in uno ospizio..." "Senti tu hai la mamma?" "Si" "Allora portaci mamma nell'ospizio!"

Non ci sono parole per descrivere queste e le altre immagini che ieri sera ho visto durante la proiezione di Draquila. Se non lo avete ancora fatto andatelo a vedere.
Si esce con ancora più rabbia di prima nel vedere abusi del genere, colloqui che si trasformano in interrogatori minacciosi... "vi tagliamo la luce"...in questo paese, nel nostro paese dove ci sono prove di regime e noi continuiamo a stare tranquilli.
Riascoltare quelle intercettazioni... quelle dichiarazioni di "non ci sono pericoli"... quelle riunioni inutili... una protezione civile impegnata a lavorare per un assurdo G8 alla Maddalena invece di fare reale "protezione"... vedere un tendone del PD sempre vuoto, assente... vedere quegli sciacalli allestire uno show mediatico sulle spalle degli aquilani...
Viviamo in un paese dove in pochi sanno realmente quanto non è stato fatto a L'Aquila, con un centro storico sommerso dai detriti da un anno, dove solamente dei magnifici cittadini stufi di tutto ciò e armati di sole carriole hanno iniziato a portare via i detriti dalle vie della loro città.
Rabbia. Una rabbia per non aver fatto abbastanza per la popolazione de L'Aquila, per le loro libertà e per i loro diritti...
Bisogna stare ancora più vicini agli aquilani e alle loro vite.
Bisogna aprire sempre di più gli occhi.
Bisogna cercare la verità.
Non fermarsi davanti a un cancello, togliere di mezzo tutti gli ALT che ci mettono davanti.
Bisogna uscire di casa e ritrovare la forza per indignarsi.
Prendere quella dannata televisione e buttarla in discarica.
Spegnerla... spegnerli.
Fare in modo che non si impossessino mai dei nostri cervelli e delle nostre vite.

"Proiettare in un prestigioso festival cinematografico internazionale una pellicola di propaganda politica come Draquila di Sabina Guzzanti è un'offesa a quello che è avvenuto dopo il terremoto, alla verità e al popolo italiano. Pensi se proiettassimo al Festival di Venezia un film di propaganda politica faziosa contro la persona del Presidente della Repubblica francese. Cosa c'entra questo con la cultura e con una rassegna cinematografica? Il punto è che l'Italia è l'unico Paese al mondo in cui una parte della cultura e della sinistra spinge il proprio odio verso chi ha ottenuto democraticamente il mandato di governo fino al punto di screditare in ogni modo l'immagine del nostro Paese"...parola di Bondi

"Qualcuno ha detto che a L'Aquila ci sia stato un esperimento per ciò che sarà possibile fare ad un livello più grande".
giovedì 11 febbraio 2010 12 vostri commenti

"Non è che c'è un terremoto al giorno"... ma di gente così è pieno il paese




Per quelli che credono ancora alle favole berlusconiane e al buon Guido samaritano nipotino del buon cardinale...

Dal Gip...
"Angelo Balducci e Fabio De Santis, pubblici ufficiali presso il Dipartimento per lo Sviluppo e la competitività del turismo della Presidenza del Consiglio dei ministri, incaricati della gestione dei "grandi eventi" (Mondiali di nuoto di Roma 2009, G8 della Maddalena, 150° anniversario dell'Unità d'Italia) insieme a Mauro Della Giovanpaola, pubblico ufficiale della struttura di missione per il G8 della Maddalena hanno asservito la loro funzione pubblica (alquanto delicata, attesi gli enormi poteri a loro concessi e i rilevantissimi importi di denaro e risorse a carico della collettività) in modo totale e incondizionato agli interessi dell'imprenditore Diego Anemone (e non solo). Tale asservimento veniva ben retribuito con vari benefit di carattere economico e non, anche di grande rilevanza patrimoniale: utilità indirizzate o direttamente ai tre pubblici ufficiali o a loro parenti o a soggetti a loro amici (in particolare Anemone e i suoi collaboratori si mettevano a disposizione dei tre, in particolare di Balducci per risolvere loro qualsiasi tipo di esigenza, anche la più banale)"

Finita qui? No di certo...

"È alquanto inquietante che sussistano rapporti di collusione (che definire sospetti è mero eufemismo retorico) tra l'introdottissimo (nonostante la giovane età) Diego Anemone e il potente sottosegretario e capo della Protezione civile Guido Bertolaso (coinvolto nella gestione economica degli appalti aggiudicati con la normativa cosiddetta dei "grandi eventi") che, come risulta inequivocabilmente dalle intercettazioni telefoniche, frequenta spesso e volentieri Anemone e le sue strutture, per così dire, di "relax""

Già perché ogni "eroe" ha diritto al suo relax, tranquillità, massaggi... massaggi... massaggi... i soliti massaggi... il solito denaro...

"Sono emerse dalle intercettazioni telefoniche conversazioni nelle quali il Bertolaso viene menzionato o è uno degli interlocutori (...) È emerso che lo stesso Bertolaso intrattiene rapporti diretti con l'imprenditore Diego Anemone con il quale si incontra spesso di persona e in previsione dei quali Anemone di attiva di persona alla ricerca di denaro contante, tanto che gli investigatori ritengono abbia una certa fondatezza supporre che detti incontri siano stati finalizzati alla consegna di somme di denaro a Bertolaso".

...le solite intercettazioni... le solite escort...

"Il 21 novembre 2008 Bertolaso è al telefono con Simone Rossetti (il lenone di Anemone): ""Sono Guido, buongiorno... Sono atterrato in quest'istante dagli Stati Uniti, se oggi pomeriggio, se Francesca potesse... io verrei volentieri... una ripassata". "Perfetto". "Perché so che è sempre molto occupata... siccome oggi pomeriggio sono abbastanza libero, ti richiamo fra un quarto d'ora""
"fare terapia con Francesca" "per riprendermi un pochettino", "per uno dei soliti massaggi"."

...accompagnate questa volta anche dal cinismo e dalle risate degli imprenditori...

"Alla Ferratella occupati di sta roba del terremoto perché qui bisogna partire in quarta subito, non è che c’è un terremoto al giorno”. “Lo so”, e ride. “Per carità, poveracci”. “Va buò”. “Io stamattina ridevo alle tre e mezzo dentro al letto”"

...dire che lo schifo ci sta sommergendo è essere ottimisti.

(testi del Gip e dichiarazioni tratte da repubblica online)

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