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mercoledì 16 luglio 2025 5 vostri commenti

Gli abbracci



“A volte mi riconosco negli altri. Mi riconosco in chi resta fisso dov'è, negli amici-rifugio, magnifici matti innamorati della giustizia, insetti alati della bellezza, e poi negli altri girovaghi e sfaccendati che vagano per queste lande e per queste lande continueranno a vagare, come le stelle della notte e le onde del mare. E perciò, quando mi riconosco in loro, sono aria che impara a sapersi perpetuata nel vento.
Mi sembra che sia stato Vallejo, César Vallejo, a dire che a volte il vento cambia aria.
Quando non ci sarò più, il vento ci sarà, e continuerà”

Così scriveva Eduardo Galeano nel Libro degli abbracci.

Siamo spesso travolti dalla frenesia della quotidianità. Immersi in un universo parallelo che ormai la realtà digitale ci ha convinti essere l'unica possibilità di relazione. Arrivati al punto che troppe volte perdiamo i volti e i nomi delle persone. Che passano così rapidamente da non lasciare il segno.

Ma noi siamo se esistiamo al plurale.

Alla ricerca di punti fissi nella nostra vita, pensando a quelli persi, cercando di ricordarli e percorrere i sentieri che ci hanno lasciato.

Come luoghi che ci fanno rinascere e pensare.

martedì 21 gennaio 2025 5 vostri commenti

C'era una volta la lettera


“Le lettere si conservano per non leggerle più: una buona volta, poi, per discrezione, si distruggono, e svanisce così, senza che noi o altri mai più si possa recuperarlo, il più leggiadro e spontaneo fiato di vita”

Jobann Wolfgang von Goethe
Le affinità elettive

Non ho fatto così. Le ho tenute, tutte.
O meglio, le ha tenute mio padre, grazie alla sua meravigliosa e innata capacità di archiviazione della memoria storica.
Capita così di ritrovarsi in mano le cartoline di una mia meravigliosa amica delle superiori, scritte da una spiaggia in pieni anni ‘90.
Capita di leggere parole che fanno ancora male.
Capita di rileggere le righe scritte di una corrispondenza con un’amica di Roma, in cui parlavamo di tutto. Politica, filosofia, libri e di quel noi che poteva essere, ma che non fu mai.
Capita di ritrovarsi un po’ nostalgico per quei 18 anni, quando le emozioni erano alla potenza, gli amori sembravano per sempre e il grigio non trovava quasi mai spazio.
Ci prendevamo il tempo, non il contrario. Carta o cartolina, penna o stilo, gomma o cancellino. A volte matita.
La mente guidava la mano.
La mano danzava sul foglio lasciando una scia testimone dei nostri giorni.
Era una poesia che viaggiava su binari.
E noi in attesa. 
martedì 15 ottobre 2024 4 vostri commenti

Legami

“I legami che hanno nutrito la nostra vita proseguono incorporati nella nostra vita. Non solo quei legami rispetto ai quali la nostra gratitudine dovrebbe essere grande, ma anche quei legami che ci hanno ferito, fatto cadere, pugnalato. Tutto ciò che è stato fondamentale nella mia vita (nel bene e nel male) e da cui mi sono separato fa parte della mia esistenza per quello che essa è diventata.”

Massimo Recalcati, La luce delle stelle morte. Saggio su lutto e nostalgia

Siamo cantieri aperti in costruzione, a volte abbandonati, altre invece con ritmi di lavoro frenetico sempre in cambiamento. 

Ogni scelta, ogni incontro, ogni angolo girato o no, potrebbe portarci al cambiamento. Mai facile, a volte spaventoso, spesso un muro invalicabile. 

Incontri. Quell'uomo che mi regalò tutti i suoi libri e da quel giorno non smisi più di leggere. Il teatro e tutta la meraviglia con la quale sono venuto a contatto. Il mio divorzio un salto nell'abisso che mi ha portato poi ad una risalita verso le due luci che ora ho vicino. Anche la perdita di persone importanti negli ultimi anni. Mia madre qualche mese fa.

Legami che formano la nostra vita.


martedì 28 maggio 2024 12 vostri commenti

A testa alta

Camminare con la testa rivolta verso l'alto. Osservare ciò che ci circonda. Troppo spesso invece procediamo verso la nostra meta a testa bassa, guardandoci i piedi. Addirittura, a volte, senza pensare mettendo un piede dietro l'altro in maniera meccanica. La fretta, cattiva compagna. 

Capita così di perdersi la bellezza artistica dei nostri palazzi. I magnifici colori dei panni stesi oppure quelli dei poggioli che cercano di donare un po' di verde al grigiore delle nostre strade. 

Una cosa però fatico a comprendere. Perché col passare del tempo abbiamo perso il piacere di creare il "bello". Perché l'architettura, specialmente, nelle periferie dimentica che la vita quotidiana ha anche bisogno del piacere di una bellezza da vedere. 

Pensate alle scuole ad esempio, dove i nostri ragazzi passano la maggior parte del loro tempo. A Genova si contano sulle dita di una mano, forse, le scuole belle e accoglienti. 

Piccoli passi verso una bellezza quotidiana. 

martedì 30 novembre 2021 9 vostri commenti

Quello che serve



La bellezza del silenzio

del buio poco interrotto
dell’immobilità delle cose
del cellulare che non suona.

E il respiro che si sente
e il corpo che molla le tensioni

La libertà di non fare niente
La pulizia dei pensieri in coda

Soffice come un guanciale.
lunedì 18 settembre 2017 9 vostri commenti

Questo è un post per vecchi


Andavamo piano, col vento nei capelli che ci dava la sensazione di andare a 100 all'ora mentre la signora sul marciapiede con tanto di spesa in mano ci superava. Erano i tempi in cui il percorso da A a B era importante, faceva parte dell'esperienza e dell'avventura.
Discorsi e ragionamenti che molto probabilmente prima di noi qualcuno ha già fatto sulla generazione del momento, ma in fondo veri, reali. 
Non è solo una questione di trasporto ormai, ma di quotidianità vissuta troppo velocemente, giusto il tocco sul proprio touch. 
Chissà poi magari era solo la sensazione di essere "agili" e "sorridenti".

giovedì 17 maggio 2012 12 vostri commenti

Negli occhi dei bambini


In fondo come dovrebbe essere il calcio, lo sport?
Quali dovrebbero essere le reazioni e i comportamenti degli addetti a i lavori e di chi sta fuori?
Guardando questo video dovrebbe essere racchiuso tutto qui. Una bambina, la figlia del capitano della squadra di calcio olandese De Graafschap, si avvicina al padre in lacrime per la retrocessione, lo consola.
I ruoli si invertono la piccola che si abbassa per andare a cercare il volto del grande come a dirgli "dai su in fondo è solo un gioco".
Solo un gioco. Solo un gioco.
Quanto tempo è passato da quel calcio che era solo un gioco, da tanti anni ormai è diventato una specie di area vietata ai minori oserei dire, un agglomerato di diritti acquisiti non si sa bene come per rimanere in un limbo al di fuori della realtà quotidiana.
La mano tesa di quella bimba riporta indietro al calcio da piazzetta, ai pali inventati, alle squadre fatte con "miscela", ai migliori scelti prima e ai grammi presi di peso, a quelli con in piedi quadrati messi in porta e alle eterne sfide finite 44 a 45.
Il calcio, lo sport e anche la vita dovrebbe tornare ad essere un bambino che corre dietro ad un supertele sgonfio che si immedesima nell'attaccante e nel difensore contemporaneamente, con tanto di telecronaca e urla dei tifosi.
Alla ricerca del gol, della parata e dell'emozione.

giovedì 12 gennaio 2012 21 vostri commenti

In fondo siamo ancora quelli la, siamo questi e saremo anche gli altri

"C'è un momento, nel corso della vita, in cui si sente il bisogno di raccontarsi in modo diverso dal solito. Tale bisogno, i cui contorni sfumano, e che tale può restare per il resto dell'esistenza come una persona incompiuta, ricorsiva, insistente, è ciò che prende il nome di pensiero autobiografico.
Entra a far parte della nostra esperienza umana ed intellettuale soltanto quando gli facciamo spazio; quando si fa esercizio filosofico applicato a se stessi (chi sono e chi sono stato?); quando diventa un luogo interiore di benessere e cura.
...Ciò che è stato poteva forse compiersi altrimenti, la storia avrebbe potuto conoscere altri finali, ma, comunque sia, ora quella storia è ciò che è.
E si tratta di cercare di amarla poiché la nostra storia di vita è il primo e ultimo amore che ci è dato in sorte. Per tale motivo il pensiero autobiografico in un certo qual modo ci cura; ci fa sentire meglio attraverso il raccontarci e il raccontare che diventano quasi forme di liberazione e ricongiungimento. Nel mentre ci rappresentiamo e ricostruiamo, ci rivediamo alla moviola e, come ebbe a dire Marcel Proust, "sviluppiamo i negativi della nostra vita", ci riprendiamo tra le mani.
Ci prendiamo appunto in carico (in cura) e ci assumiamo la responsabilità di tutto ciò che siamo stati o abbiamo fatto e, a questo punto, non possiamo che accettare."
Duccio Demetrio - "Raccontarsi - L'autobiografia come cura di sé"

Avete presente quelle cene tra parenti in cui il vecchio zio racconta episodi di 60 anni fa, oppure la nonna che si ricorda ancora quella fotografia dei figli soli davanti a quella vetrina a guardare i dolci inarrivabili, e poi le bombe, le fughe nei rifugi, la bisnonna che metteva la pentola di ragù sul fuoco alle 7 del mattino.
Oppure le serate con  i vecchi amici delle superiori i "ti ricordi" che vengono fuori, episodi della nostra vita ripetuti 20 volte come se non fossero mai stati ascoltati. 
La magia sta proprio nel fatto che nel preciso momento in cui vengono fuori le parole si rivive quell'episodio, quella situazione, quella fidanzata che ci ha lasciato oppure quella che abbiamo mollato noi, quell'amico perso poi ritrovato, quell'incomprensione, l'ansia delle interrogazioni che ti facevano diventare sempre più piccolo sotto il banco e poi puntualmente venivi chiamato.
Quante volte ci siamo sentiti dire "devi parlare con qualcuno"... "devi raccontarle queste cose", specialmente nei momenti bui della nostra vita, già e quante volte magari non l'abbiamo fatto, ci siamo tenuti dentro cose ed emozioni. E poi perché non farlo sempre a prescindere dalla stato d'animo?!?
Ma soprattutto quante volte ce la siamo raccontata, abbiamo mentito a noi stessi, provato a trasformare un fatto vissuto solo per darci ragione arrivando poi anni dopo a dire la classica frase "mah, come avrò fatto a fare una cosa del genere".
E' davvero difficile fare la propria autobiografia, e non di meri fatti attenzione, ma anche di emozioni. Fermarsi e farsi delle domande mai poste prime. 
Quando è stata la prima volta che...
...mi sono sentito al mondo?
...che ho conosciuto il bene e il male?
...che ho voluto bene a qualcuno per la prima volta?
...che ho incontrato l'ingiustizia?
...che ho scoperto la bellezza?
...che vi siete sentiti felici?
...che avete imparato qualcosa di utile?
...che avete giocato?
...che avete pensato qualcosa di importante?
...che vi siete sentiti liberi?
...che avete assaporato il gusto di osservare?
E il ricordo più antico?
Insomma la mia paura è che nella velocità della nostra vita, nella frenesia delle giornate si perda il gusto del raccontare, del parlare con le persone che si hanno vicino, fermandosi solo alla superficialità, perdendo i ricordi della vita che ci ha formato e plasmato. Così lontani da noi nel tempo ma sempre parte integrante di ciò che siamo ora. 
Perché in fondo siamo gli stessi che cadevano dal seggiolone per colpa di un giradischi, gli stessi che giocavano a soldatini o con i pentolini, quelli che hanno fatto la rondine sul un palco, quelli vestiti da Lilltle John,  quelli  dei primi cortei e dell'occupazione, delle prime sigarette, degli sballi, delle storie d'amore che ci hanno fatto disperare innamorare piangere e toccare le stelle, quelli delle delusioni e delle sorprese, quelli traditi e che hanno tradito, quelli che andavano in giro senza casco e ora se lo metterebbero anche in ascensore, quelli che seduti ai banchi di scuola con la Smemoranda distrutta dove i compiti non sono mai stati scritti, quelli che hanno sbagliato e raggiunto traguardi inaspettati, quelli con le risvolte, quelli che si fermavano al distributore per fare la miscela, quelli che si alzavano presto la domenica per impastare con la mamma, quelli che hanno incontrato persone disgustose, che ci hanno fatto del male che in fondo ci hanno fatto anche crescere.
Siamo ancora tutto ciò, raccontiamo.
Non dimentichiamolo mai.
venerdì 17 dicembre 2010 31 vostri commenti

"Buon proseguimento di vita"



Lo so non bisognerebbe nemmeno postarli questi video.
Ma vedete proprio ieri, dopo l'incazzatura, vedendo il ministro della difesa autodichiararsi tranquillamente fascista non pensando minimamente ad una carta costituzionale che vieta l a ricostituzione in ogni forma, gente che si faceva battaglia fino a ieri che si riunisce in un fantomatico terzo polo, il Letta di turno che allontata ancora una volta Vendola, pensavo... certo però questi Scilipoti che ora hanno vota per il Berlusca prima però stavano tranquillamente all'opposizione. E li andavano bene tipi come questi che parlano ancora in terza persona? Tipi come questi che hanno solo pensato.. accidenti se voto no domani torno a fare l'agopuntura.
Lo so non dovevo postarlo ma l'ho fatto perchè ieri sera uscendo dal lavoro, un istituto per disabili visivi, uno dei "vecchietti" che stanno fissi all'interno della struttura, entrato da poco si avvicina e vedendomi rovistare nel sacchetto mi chiede...

"Ha perso qualcosa signore?"
"No no grazie sto solo cercando il cappello"
"Ah... guardi le do il mio..."
"No no si figuri, ecco trovato, ci vediamo domani!"
"Ah domani... quando arriva mi raccomando accenda la luce..."
"Si stia tranquillo buona serata..."
"Auguri e BUON PROSEGUIMENTO DI VITA."

Buon proseguimento di vita... le generosità in un cappello da imprestare a chi non lo ha.
Differenze già differenze tra chi dovrebbe avere una dignità tale per rappresentare un paese a prescindere dalla parte politica che occupa e chi la vita quella vera.
venerdì 26 marzo 2010 26 vostri commenti

Bloggo ergo sum... un anno "on the road"



Era il 21 marzo 2009 quando dalla mia tastiera uscirono queste righe. Non so se è capitato anche a voi, ma a rileggermi a distanza di un anno mi fa davvero un certo effetto. Come a cogliere una sorta di differenza nelle prime righe scritte on line, una sorta di timidezza virtuale, una sorta dei paura di condivisione di ciò che sta dentro di noi e che in un attimo appare nero su bianco e viene catapultato a velocità indescrivibele lontano da noi in ogni parte del mondo anche senza essere letto.
Già a distanza di un anno.

Senza neanche farlo a posta questo blog nasceva a primavera appunto il 21 marzo del 2009, la mia stagione preferita, non solo per il clima, ma anche per ciò che rappresenta nell'immaginario politico.


Così scopro che proprio nel giorno che coincide con la data della nascita dei Diari dello scooter, e nell'anno 1975, che coincide con il mio di nascita, nientemeno che Silvio Berlusconi fondò la prima Fininvest. Per un attimo un brivido mi ha sfiorato, un po' perchè il mio atteggiamento verso la primavera poteva subire dei cambiamenti visto che ha dato luce ad una cosa del genere e un da un'altra parte perchè può suonare come destino incrociato visto che sulle mie pagine si parla spesso delle vicissitudini imbarazzanti dell'uomo chiamato cavaliere.


Il 21 marzo è anche una data storica tristemente nota per essere il giorno in cui i tedeschi terminarono il primo campo di concentramento, nel 1933, a Dachau, cima di quell'enorme iceberg della vergogna che saranno i campi di sterminio nazisti, e il caso vuole che 66 anni dopo Roberto Benigni ricevette 3 oscar per il film La vita è bella indimenticabile pellicola.
Insomma un intrecciarsi di eventi in quella data che ha visto anche nel 1960 nel Sudafrica dell'appartheid 72 persone uccise dalla polizia durante una manifestazione pacifica a Sharpeville, e quel giorno divenne anche la Giornata internazionale per l'eliminazione della discriminazione razziale.
Comunque devo essere sincero. Mi sono ricordato per caso di controllare quando avevo iniziato a scrivere giusto perché qualche giorno fa facendo una visita a un amico blogger ho commentato il suo anniversario, altrimenti come al solito mi sarei svanito...
Non voglio essere autocelebratico quindi la smetterò presto ve lo prometto ma come non faccio a non citare il mio amico Dago primo a commentare quando per mesi non si vedeva una frase all'orizzonte...

caro ernest sei commovente..ma bravo!! perche' non ti iscrivi tu all'albo dei giornalisti!!mi pare tu sia bene informato,il coraggio e la voglia non ti mancano e anche se sei arrivato a 33 anni e dici di esserti un po' perso sappi che c'e' gente piu' giovane con meno pensieri nella testa e soprattutto nel cuore che letteralmente sopravvive drogata di imbecillita'...e' quella la gente persa,persa da sempre ma spero non per sempre,gente che non ha voglia di capire,la gente ideale per i nostri governanti..ma purtroppo per loro non tutti sono cosi',qualcuno e' diverso,qualcuno ha tanta voglia di dire no,tu sei uno di quelli e lo fai mettendo a disposizione cio' che sai;e' troppo facile lamentarsi (e io sono uno di quelli) e aspettare che qualcosa cambi,tutti noi dovremmo fare qualcosa per provarci..tu lo stai facendo e mi auguro che questo impegno possa aiutarti anche a livello personale .....grande ernest sono fiero di te e di averti conosciuto....dai stavolta non scherzo continua cosi'sono un tuo fan!!!!! ciao il tuo amico dago

...un'amicizia pazzesca quella tra me e dago, un'amicizia nata in questi anni quando probabilmente dai ancora più valore ai rapporti umani, un'amicizia nata dal nulla è che si sta dimostrando più forte di altre che magari coltivi da tempo. Così come quella con Paolo amico di lunghi discorsi sulle avventure reciproche e che per tanto tempo mi ha spinto a pubblicare il blod e darmi anche delle dritte informatiche.
E poi lei che mi sopporta ogni giorno, che mi dice di scrivere, che mi ricorda le cose, che mi viene a ritirare alla sera da Feltrinelli altrimenti mi ci chiudono dentro, che ha a che fare con il mio umore, i miei continui lamenti sulla situazione del paese, i miei alti e i miei bassi, le mie facce assurde e i sorrisi. Quegli occhi quasi orientali che mi svegliano ogni mattina. Lei che sta scrivendo con me non i diari dello scooter ma quelli della vita. Sonia.

Tranquilli ve lo giuro che ho finito.
Ma in quest'anno ho conosciuto parecchie persone, alcune mi hanno insultato...

...beh non potevo proprio dimenticare il primo insulto ricevuto della mia "carriera di blogger" per aver fatto un post sulla candidatura di Silvio Berlusconi a premio Nobel per la pace... con altri abbiamo discusso, ci siamo confrontati, confortati e sostenuti nella lotta per un paese migliore, per un'informazione. Alcuni non scrivono più ma sono sicuro che lottano in altre maniere.
Insomma ho conosciuto tantissime persone con le quali ho passato un anno davvero assurdo in cui abbiamo visto, e vediamo ancora, la democrazia nel nostro paese in pericolo, persone che si mettono in gioco, che sanno scrivere, che hanno ancora voglia di libertà, di pensiero, di vita, di informazione, voglia di stare insieme, che hanno a che fare con i problemi della vita reale... persone che non posso elencare perché non vorrei fare torto a nessuno e con qualcuno direi che anche se non ci si conosce di persona si può parlare di amicizia.
Già, felice di avervi incontrato per la strada col mio scooter, con voi ho continuato a crescere e a ragionare e ad essere aperto come spero di fare sempre, insieme a voi...

Perchè in fondo...

mercoledì 17 marzo 2010 17 vostri commenti

O io la smetto di mangiare in questa maniera di sera oppure vi prego fatemi tornare a sognare qualcosa di sinistra!

Qui la situazione è davvero preoccupante...
Sarà la crisi, sarà lo stipendio sempre più triste che continuo a guardare, sarà il mio conto in banca, sarà che l'ultima volta che sono andato in banca per comprare casa mi sono sentito dire "ma lei vuole davvero comprare casa?" o forse sarà il pesce di ieri sera...
...ma io continuo a fare incubi.
E la cosa terribile è che ho incubi ricorrenti ma... che si aggiornano.
Già perchè il 27 maggio 2009 scrissi del mio sogno...


"...Ho fatto un sogno. Ho sognato un paese con un presidente del consiglio. Ho sognato un presidente del consiglio in parlamento che parlava mestamente ai deputati Ho sognato un discorso a reti unificate Un discorso…
“Cittadini, elettori, italiani. Vi chiedo scusa per tutto.
Per aver cambiato profondamente questo paese.
Chiedo scusa per...


..aver plasmato il cervello delle persone e parlo soprattutto con te proprio con te che a 15 anni guardavi Drive in, a te che eri contento perché potevi vedere i tuoi telefilm preferiti. Ti chiedo scusa perché ti ho fatto vivere nell’illegalità. Che ne sapevi tu di vedere cassette preregistrate trasmesse da diverse parti d’Italia contemporaneamente, che ne sapevi tu che tutto quello che avveniva sotto i tuoi occhi era fuori legge.

...per aver fatto accordi sotto banco con Bettino… per la legge Mammì che ha distrutto la democrazia in questo paese.
...per quella tessera della P2, ho sempre avuto grandi progetti e quello era un grande progetto.
...per quel famoso anno, il 1994… chiedo scusa per essere sceso in campo...si sa rischiavo troppo.
...per aver ammaestrato migliaia di persone a dire sempre si al padrone e per aver creato un esercito di apostoli sempre ligi sempre pronto a difendermi.
...per aver insultato giudici, per averli attaccati. Per quel famoso decreto salvaladri, ma avevo un po’ di conti da saldare.
... per aver fatto scendere in campo tutti i miei dipendenti della televisioni contro il referendum per regolarizzare il conflitto di interessi.
...per aver berlusconizzato del paese, ad ogni suo livello.
...per aver riportato ex democristiani ex socialisti e fascisti al governo per aver insultato la resistenza e il 25 aprile.
..per i decreti della vergogna, per le leggi ad personam, per il falso in bilancio, per la ex-Cirielli, per l’abbassamento dei tempi della prescrizione e per l’ultimo Lodo Alfano.
...per quella legge sulla successione ma dovevo pensare ai miei figli...sparsi.
...per la legge Gasparri... per la legge Pecorella che ha tagliato le gambe ai pm.
...per aver mandato via Luttazzi, Biagi e Santoro.
...per non essermi mai presentato in tv in un dibattito pubblico.
...per i tanti condoni edilizi che ho fatto e per quelli fiscali.
...per aver cambiato la legge elettorale senza averlo detto a nessuno.
...per aver mentito ai giudici o aver inventato appuntamenti con finti politici per non presentarmi in aula.
...per aver giurato sulla testa dei miei figli di essere innocente.
...per i falsi conti di Tremonti.
...per l’articolo 18 e per aver inventato un finta cimice nel mio ufficio.
...per aver dato dei coglioni agli elettori.
...per aver salvato più volte Rete4, ma si sa che le telenovelas sono importanti.
...per quello che è successo a Genova durante il G8.
...per il progetto del ponte sullo stretto.
...per aver parlato al telefono delle veline da piazzare e per aver fatto organizzare ad arte le trasmissioni di Vespa.
...per aver chiamato capò il rappresentate tedesco a Strasburgo e per aver danneggiato l’immagine dell’Italia all’estero.
...per la legge sulle rogatorie internazionali, ma dovevo bloccare alcuni documenti.
...per aver avuto uno stalliere mafioso, per non aver mai detto da dove venissero i miei soldi e per aver corrotto finanzieri.
...per aver pianto finte lacrime davanti ai clandestini e per aver respinto poveri immigrati in mare.
...per le leggi razziste che ha fatto il governo... per la Bossi-Fini.
...per la legge Cirami sul legittimo sospetto, ma avevo dei processi un po' scomodi.
...per aver danneggiato la scuola pubblica e per aver azzerato i fondi alla sanità pubblica.
...per tutti i debiti che non ho mai pagato.
...per la legge fatta per far comprare i miei decoder.
...per aver avuto come migliori amici Bush e Putin e per aver fatto partecipare l'Italia a guerre vergognose.
...per aver calpestato più volte la costituzione.
...per il decreto salva manager per poter salvare i miei amici e magari mettermi al riparo per il futuro.
...per avervi tolto ogni libertà, piano piano, ma ve l’ho tolta.
Chiedo scusa per… queste parole che non dirò mai…"

...un incubo...

Ecco, questa notte idem, ma aggiornato.
Già perchè nel discorso Mister B chiedeva scusa...

"...per Minzolini e le mie telefonatine per sistemare quei rompicoglioni di Annozero.
...per continuare a prendere per il culo gli abitanti del centro storico di Aquila.
...per voler chiudere la rete.
...per il decreto salvaliste e il panino di Milioni.
...per la Polverini a calvalcioni in gradinata.
...per un ministro come Bondi alla cultura... del ridicolo.
...per il lodo Alfano, ma sapete come sono ciòffamiglia!
...per il processo breve... che non ho tempo da perdere.
...per lo stop alle trasmissioni televisive durante la campagna elettorale, è che li preferisco nelle piazze.
...per i titoli assurdi del mio Giornale, oddio ho detto mio!
...per Spatuzza!
...per aver detto quello cose su Eluana, ma ero ubriaco.
...per le mie scappatelle.
...per quella volta che chiamai i giudici Talebani, ma era per scherzo abbiate pazienza!
...per quella spettacolino che ho fornito a tutti facendomi lanciare il duomo di Milano, sono di troppo cuore in quel periodo le bancarelle non ne vendevano volevo fargli fare affari!
...per aver negato in continuazione la crisi e non aver mai considerato il problema del lavoro e dei precari.
...per aver portato più miei avvocati in parlamento che in un aula di tribunale."

Ecco... l'aggiornamento. Scuse aggiornate ma col medesimo finale...

"Ragazzi ora potete accendere le telecamere…
Carissimi sudditi... qui è il vostro amato imperatore unico che vi parla da Milano5, sede del telegoverno, davanti ai 10 grandi elettori della camera unificata, parlo a voi che mi state guardando dai vostri minischermi obbligatori… ricordate che il vostro presidente vi guarda sempre… sorrisi sempre splendenti che al resto ci pensiamo noi… cioè io."

Allora o io la smetto di mangiare in questa maniera di sera oppure vi prego fatemi tornare a sognare qualcosa di sinistra!
venerdì 5 marzo 2010 31 vostri commenti

Scadenze!

Se non siete pronti andate a prepararvi.
Se lo avete ancora cercate quel vecchio grembiulino, proprio quello, i calzettoni bianchi... e poi, correte in fila e aspettate il prossimo maestro... guai a voi se ritardate...
Gia ritardi, scadenze, mi fanno venire in mente parecchie cose...

Figlio: "Papà ho visto un giocattolo bellissimo oggi"
Papà: "Ehmm.."
Figlio: "Guarda è un robot incredibile, con dei componenti da attaccare e poi lanciare..."
Papà: "Ehmmm..."
Figlio: "Si si e poi guarda cì giallo, rosso e nero. Ma a me piace rosso!"
Papà: "Cara quanto ne abbiamo oggi?"
Mamma: "Lo sai lo sai, non è che le date cambiano. Domani è il giorno, caro. Domani la banca ci prende i soldi dal conto per il mutuo e sai cosa succede se non rispettiamo la SCADENZA....


Lui: "Maledizione sono in ritardo! Questo è un progetto che può cambiarmi la vita. Come ho fatto a ridurmi all'ultimo non riesco proprio a capire!"
Portinatio: "Mi dispiace non so se la posso far entrare è tardi..."
Lui: "Su la prego!"
Portinaio: "Va bene vada, ma io non l'ho vista!"
Lui: "Grazie... via via veloce..."
Di corsa su per le scale, davanti alla porta ufficio gare appalti...
Lui: "Eccomi!"
Funzionario: "Prego?"
Lui: "Come prego! Le ho portato quello che mi aveva chiesto, i documenti, le piantini, i grafici..."
Funzionario: "Si ma lei, ha mai sentito parlare di SCADENZE...


Ragazzo: "Accidenti proprio questa volta mi doveva lasciare a piedi la moto! E ora tra cinque minuti inizia il concorso, tutto il mio studiare andrà a farsi fottere..."
Autostop.
Ragazzo: "La ringrazio, non lo faccio mai ma oggi sa il concorso... è proprio qui davanti grazie, arrivederci!
Uomo: "Non ce la farà mai..."
Una corsa da centrometrista, salto degli ostacoli in mezzo alla strada e...
Ragazzo: "Portone chiuso nooooooooooooooooooooo!"
Uomo in macchina: "Le SCADENZE sono importanti ragazzo! Ricordatelo!"


Inquilino: "Mi dispiace, anche questo mese non ho i soldi..."
Proprietario: "Eh... le SCADENZE sono SCADENZE..."

Già questa è la vita normale.
La vita normale se siete un padre di famiglia che deve fare i conti per arrivare con dei soldi in banca alla scadenza del mutuo....
La vita normale si siete un ragazzo che deve fare un concorso, presentare una domande entro una certa data e presentarsi a quell'ora...
La vita normale se dovete pagare la tassa dell'università entro quel giorno altrimenti c'è la mora...
La vita normale se dovete pagare il canone rai entro quella data altrimenti via tutto...
La vita normale se dovete fare la fila...
...rispettare le regole...
...rispettare...
...le regole.

Quelle che ora stanno cambiando, che cambieranno ancora ma solo se siete entrati nella stanza dei bottoni.



Perché noi siamo quelli in fila e loro i furbetti che sorpassano...

E la prossima volta che avete una SCADENZA fate un salto dal presidente della repubblica magari pensa anche a voi...




venerdì 24 luglio 2009 0 vostri commenti

La paura del licenziamento uccide ancora. Bologna... operaio... 32 anni.

Il lavoro che non c'è fa un'altra vittima.
Un ragazzo di 32 anni...Luca Disarò... di Bologna... un ragazzo che non ha saputo reggere alla notizia della futura messa in mobilità da parte della sua azienda... sarebbe stato uno dei sei dipendenti per i quali la Chloride di Poggio Piccolo di Castel Guelfo, nel Bolognese, aveva aperto la procedura di mobilità.
Un suicidio che ha lasciato due lettere scritte in cui il ragazzo ha ceracato di spiegare alla famigli i perché di un gesto simile... un malessere globale aggravato dai problemi lavorativi...
Non si può morire a 32 anni... una società civile ha il dovere di occuparsi delle persone che rimangono indietro... ha il dovere di garantire il futuro... di garantire la vita...
1 vostri commenti

L'ultima lezione tenuta da Randolph Frederick Pausch, professore di informatica...sognate sempre... dite la verità... chiedete scusa.



L'ultima lezione tenuta da Randolph Frederick Pausch, professore di informatica all'Università di Pittsburgh (Pennsylvania)... malato di cancro...

...discorso da ascoltare ogni giorno... quando magari ci lamentiamo per piccoli problemi quotidiani... potrebbe sembrare retorica... ma basta soffermarci qualche secondo di più e pensare bene...

...sognare sempre...
martedì 30 giugno 2009 0 vostri commenti

Noi che... Chi non ha mai detto o fatto queste cose?



Alzi la mano chi non ha mai fatto nulla di tutto ciò...
lunedì 27 aprile 2009 2 vostri commenti

Buon viaggio amico mio


Questo è un addio ad un amico che mi ha accompagnato per tanti anni. Testimone di infinite storie e di assurdi delirii. Cinque anni passati insieme attraversando ogni stagione, afffrontando pioggia, vento e terribili salite.
Con te va via un pezzo della mia storia, con te vanno via migliaia di parole dette e non dette...
Buon viaggio amico mio e...
... scusa se ti ho costretto a fare strade impossibili, spingendoti su per salite senza fine...
...scusa se a volte ti ho insultato perché non partivi...
...scusa se a volte non ti ho dato le giuste attenzioni...
...grazie per essere stato con me quando abbiamo vinto il mondiale...
...grazie per avermi portato via da quel bosco con la nebbia...
...grazie per avercela fatta in mezzo metro d'acqua...
..grazie per aver guidato da solo quando la mente era altrove...
...grazie per aver nascosto le chiavi quando le dimenticavo attaccate...
...grazie per aver cercato di pesare un po' meno quando ti spingevo...
...grazie per avermi portato sempre a casa...
...grazie per essere stato con me nei momenti peggiori
...grazie per non esserti mai fermato sulla sopraelevata...
...scusa se ti ho lavato poco...
...scusa se ti ho cambiato ma non ce la facevi più...
...grazie e ancora buon viaggio amico mio!


martedì 24 marzo 2009 0 vostri commenti

Serata bamboccione con due splendide persone!

Eh si! Serata bamboccione. Divano, televisione, ho appena finito di mangiare un piatto di infinita polenta al ragù con supporto di spezzatino con patate, della serie sta notte mi addormenterò all'alba. Il tutto fatto dalla mitica mamma. Inoltre, giustamente, povera donna si è rotta di vedere il mio sorriso rovesciato e quindi logicamente è partita la ramanzina...non hai più il carattere di prima...non sorridi più...se continui così ti rovina la vita...ed io mentre mi parlava sapete a cosa pensavo. Pensavo...mia madre è una donna fantastica, non si intromette mai anche in questo periodo di "florida felicità" lascia che prenda la mia strada. Sta sera però non poteva, credo proprio che da madre non sia facile vedere il proprio figlio che entra in casa col muso che pulisce per terra, no non deve essere davvero facile. Mentre parlava in me dicevo...magari ha proprio ragione, magari devo lasciare il passato alle spalle, magari devo prendere la mia vita e guidarla. Non so, tutto le volte che parlo con mia madre riesce sempre a farmi vedere una strada attraverso la quale riprendermi. Niente da fare è proprio una donna fantastica e così anche mio padre, che è appena passato vicino a me accendendosi la seconda sigaretta nell'arco di dieci minuti...penso abbia sentito il discorso e il nervosismo ora fa da padrone. Due persone splendide che stanno insieme da una vita...sembra così semplice stare insieme...forse noi non siamo più capaci, forse pensiamo troppo e viviamo poco.
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Una giornata decisamente storta

Ultimamente sono antipatico anche a me stesso. Oggi è uno di quei giorni in cui se avessi il coraggio prenderei la rincorsa stile bombolo per catapultarmi contro il primo muro...ecco...magari poi la soluzione è proprio quella. No niente da fare troppo doloroso. Comunque sono ancora qui al lavoro, non ho il coraggio di tornare a casa sta sera...fino a poche ore fa avevo vicino una splendida persona ed ora non più...tutto logicamente a causa del mio sorriso smagliante che latita da un po' di tempo. Quando ci siamo messi insieme non faceva altro che sorridere, in questi ultimi giorni l'avevo contagiata e questo proprio non me lo potevo perdonare...ho come l'impressione di essere dentro ad un romanzo in cui il finale viene spostato di pagina in pagina. Comunque prometto di non scrivere solamente di cose personali, l'idea era quella di commentare ciò che succede nel mondo oltre a alla vita quotidiana, però, spero possiate perdonarmi, ultimamente dalle mie parti la crisi finanziaria è diventata esistenziale. Saluti

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