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venerdì 19 luglio 2013 23 vostri commenti

Per niente dolci e gabbati, noi


Continua inesorabile il furto di parole. Ora anche  "indignati" ci è stata portata via. Questa volta si tratta dei due stilisti Dolce&Gabbana che hanno chiuso per protesta il loro negozio di Milano contro le dichiarazioni dell'assessore al commercio Franco d'Alfonso che udite udite si era permesso di dire che...

«Non bisognerebbe concedere spazi simbolo della città a personaggi famosi e marchi vip che hanno rimediato condanne per fatti particolarmente odiosi in questo momento di crisi economica come l’evasione fiscale»

...caspita! Potete capire la reazione di tutti, ma come, in questo paese se la prendono con gli evasori!!! Non sia mai! Anatema!!! E allora vai con un bel cinguettio di Stefano Gabbana su Twitter che scrive "Fate schifo!".
Effettivamente il genere italico è abituato diversamente, non se la prende con gli evasori di solito dai, ultimamente  va a vedere quanto spendono i politici ma è una moda che passerà presto, meglio continuare a fare pagare le tasse agli sfigati che prendono la busta paga no.
D'altra parte Dolce&Gabbana sono stati condannati per un'evasione di quasi UN MILIARDO DI EURO, e che sarà mai al giorno d'oggi mentre i comuni aumentano le tasse sulla spazzatura, le regioni tagliano i fondi per i disabili, gli ospedali non hanno soldi per i medicinali che ti devi  portare da casa, nelle scuole ci sono i cantieri e biglietti che prima si prendevano per la coda dal macellaio ora i prendono  per rovistare nei cassonetti.
Comunque ora che ci penso facciamo proprio schifo già... perché abbiamo permesso a questa gente, gli evasori, di comandare in questo paese e di trasformare un reato in un motivo di orgoglio.

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