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lunedì 6 luglio 2015 22 vostri commenti

Lezioni greche

Dalla vicenda greca direi che portiamo a casa, per ora, parecchie lezioni.
Lezione numero 1
Qualcuno ha ridato un senso alla parola democrazia contrapponendosi all'arroganza dei burocrati di Bruxelles che trattano le persone come numeri e non come esseri umani dall'alto dei loro conti in banca.
Lezione numero 2
L'Europa è uscita allo scoperto mostrando a tutti il suo indirizzo capitalistico liberista senza freni mettendo dei veti alle ipotetiche politiche finanziarie di Tsipras che sarebbero state indirizzate verso chi i soldi li ha ancora e non verso i pensionati al minimo.
Lezione numero 3
Al posto della bandiera dell'Unione ormai bisognerebbe mettere quella tedesca visto che non si parla più di istituzioni europee ma solo delle voglie di Angela Merkel.
Lezione numero 4
L'Economia non è una scienza esatta. Già perché negli ultimi giorni abbiamo letto di tutto. Dal cataclisma che si sarebbe abbattuto dopo il NO, all'economia greca rilanciata in caso di SI, alla sopravvivenza solo fuori dall'Europa. Nemmeno i nobel hanno trovato un punto comune.
Lezioni numero 5
In Grecia ci si dimette anche vincendo. Infatti oggi leggiamo delle dimissioni di Varoufakis "per aiutare Tsipras nella trattativa".
Lezione numero 6
Tsipras è uno statista con le palle. Tiene duro con la Merkel, vince il referendum e poi per far vedere all'Europa che vuole ancora rimanere nell'unione con una trattativa seria chiede a Varoufakis di dimettersi, visto che non è apprezzato da Bruxelles.
Lezione numero 7
Il carro del vincitore ha le porte aperte... un po' di tempo fa in Italia al nome di Tsipras si sorrideva, qualcuno non lo conosceva nemmeno, ora per andare a festeggiare in Grecia ci sono anche viaggi organizzati dei nostri politici a 9 euro con pentole in regalo.
Lezione numero 8
Non siamo sudditi delle Germania, a loro si può dire anche no e la cancelliera di ferro potrebbe anche accorgersi che senza di loro si sopravvive
Lezione numero 9
E' più facile scrivere un hashtag su facebook per dire che si sta con la Grecia piuttosto che scendere in piazza quando serve e soprattutto non votare personaggi imbarazzanti
Lezione numero 10
Le immagini del popolo greco in festa portano a diverse reazioni. La prima è quella che ti fa dire  "cosa hanno da festeggiare!" poi dopo pochi secondi capisci che quello è il vero senso della democrazia, cioè un popolo che si esprime e si prende le sue responsabilità a differenza dei politici greci precedenti che hanno causato tutto questo. Da quelle immagini l'Europa unita dovrebbe ripartire non dai bilanci ne tanto meno da Angel Merkel.
mercoledì 14 dicembre 2011 14 vostri commenti

Le risposte che non abbiamo mai dato


Segretario: Signora di la c'è il solito del venerdì, che le vuole parlare.
Cancelliera: Ma chi, quello della canotta? Quello dell'ampollina? Quello dei corni e gli elmetti?
S.: Già, cosa gli devo dire?
C.: Ma che ne sò... ecco, vai a dire che sto parlando con quello del Lichtenstein!
S.: Già detto settimana scorsa...
C.: Allora sono al telefono con il mio analista, la crisi, l'euro, troppi problemi capirà!
S.: Ci provo...
S.: Niente da fare. Ha detto che aspetta.
C: Uhmmm. Allora nella sala d'aspetto metti il Cd di Apicella che ci aveva regalato quello la, come si chiamava, va beh... hai capito, così magari ci rinuncia.
S.: Non lo abbiamo più... rispedito al mittente, ricorda.
C.: Vero, allora che faccio?!?
S.: Deve farlo signora. Per il paese, per quegli italiani che non lo hanno fatto, per l'Europa e perchè sia di insegnamento per tutti, per il futuro.
C.: Hai ragione Ambrogien!

...qualche metro più in la, subito fuori la stanza...

C.: Signor Bossi!
Bossi: Alura Finalmente!
C.: Ecco signor Bossi... Ficken!
mercoledì 2 marzo 2011 16 vostri commenti

Tranquilli non frugate negli archivi e nei cassetti... succede solo in Germania


Non vi preoccupate.
Non vi allarmate.
Tenete pure ben in vista i Bignami.
Non affrettatevi a chiamare il compagno secchione che vi ha scritto tutto.
I ministri stiano pure tranquilli avranno altro tempo per i loro amici degli amici degli amici.
I dirigenti arrivati alla scrivani grazie alla tessera del partio non corro rischi.
Qui dai noi nel curriculum serve ben altro.
Certe cose qui non succedono.
Immagini come queste...


...non usano.
Non è un paese per dimissionari.
martedì 9 marzo 2010 12 vostri commenti

Lassù in terza fila

"13 Gli presentavano dei bambini perché li toccasse; ma i discepoli sgridavano coloro che glieli presentavano. 14 Gesù, veduto ciò, si indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano da me; non glielo vietate, perché il regno di Dio è per chi assomiglia a loro. 15 In verità io vi dico che chiunque non avrà ricevuto il regno di Dio come un bambino, non vi entrerà affatto». 16 E, presili in braccio, li benediceva ponendo le mani su di loro" (Marco 10:13-16).

Come la penso su vaticano, papi e guardie svizzere ormai lo sapete. Quindi direi che non è il caso di fare una premessa.
Pare che Georg non abbia letto decisamente bene il Vangelo o magari abbia saltato dei pezzi. Ecco io non sono credente, non vado in chiesa, ma essendo frutto della società attuale sono cresciuto con alcuni dei dogmi del cattolicesmo stampati nella mente...

..."lasciate che i bambini vengano a me"...

Ricordo molto bene questo passo (anche un po' per la versione di superfantozzi con il povero villaggio che finalmente riesce a coltivare il suo piccolo pezzettino di terra che in un secondo viene distrutto dai pargoli che vanno incontro al messia)... io che ripeto non vado in chiesa, quindi NO CATTOLICO quindi PERICOLO per questa società lo dice anche l'Avvenire...

"Ma il nome e la storia di Emma Bonino “sono” un programma. Un programma, onorevole Bersani, incompatibile con altri (per più di un aspetto anche con quello alla base dell’idea di sinistra che lei punta a rivitalizzare e rappresentare) e, in ogni caso, certamente affinato con aperta e spesso aspra ostilità verso la visione cristiana della vita e dei rapporti sociali." (direttore de L'Avvenire Marco Tarquinio)

...uhm fatemi pensare visione cristiana della vita... L'Avvenire... vescovi... vaticano... quindi noi i cattivi e loro i buoni (attenzione detto da loro)...

Ma non voglio andare fuori tema.

Lasciate che i bambini vengano a me... lo ricordo bene, io....
Qualcuno pare che quel giorno alla lezione di teologia non abbia partecipato...


"Il mega-scandalo di abusi nella Chiesa cattolica tedesca ha raggiunto l'ambiente del famosissimo coro di giovani di Ratisbona, all'epoca in cui esso era diretto dal fratello di papa Benedetto XVI. Emergono inoltre nuovi inquietanti dettagli sul convento benedettino di Ettal, sempre in Baviera, già definito dalla stampa tedesca «il convento degli orrori», altro teatro di violenze su giovani allievi. Covato per decenni, è dilagato a macchia d'olio nelle ultime settimane lo scandalo dei predi pedofili negli istituti scolastici della Germania. I vescovi tedeschi sono stati costretti ad ammettere di aver «sottovalutato» la dimensione del problema."


"Io ero felice a ogni prova del Coro ma devo ammettere che spesso diventavo depresso, perché non raggiungevamo i risultati che volevo. E all'inizio io ho spesso distribuito schiaffi, anche se poi mi rimordeva la coscienza per averlo fatto", Georg Ratzinger.

Lui era felice, ragazzi lui era felice quando andava al coro, era felice e non aveva nessuna intenzione che un DO fatto male gli rovinasse la giornata da buonfratellodipapadevoto, nessuno può rovinare la giornata a Georg... un LA... un FA bemolle devono essere fatti bene.
Poi a Georg non importava che nel suo coro in terza fila ci fosse la PEDOFILIA...

Lasciate che Georg venga un secondo qui che dovrei dirgli solo due paroline.
mercoledì 25 novembre 2009 9 vostri commenti

Ecco chi ha capito la vera natura delle banche... io so con chi stare


Io sinceramente sto con chi stare in questa vicenda.
Questa è la storia di una donna di 62 anni. Una persona non un Robin Hood, una persona normale che vivendo la quotidianità delle banche si è resa conto che la maggiorparte dei criminali a volte porta una cravatta, un bel vestito, ha un bel ufficio con una scrivania di legno pregiato, quadretti familiari e magari un crocifisso al muro.
Siamo in Germania, precisamente in una banca nei pressi di Bornheim, cittadina a ovest di Bonn e la signora di 62 anni è una direttrice della filiale. Una donna intraprendente, una donna che magari dopo aver visto per anni tutte le schifezze finanziarie di una banca, tutti i prestiti concessi a tassi da strozzini, dopo aver visto migliaia di persone uscire dal suo ufficio in lacrime o disperati... una donna che ha saltato la barricata ed è passata dall'altra parte.
Un computer, qualche tasto premuto senza farsi vedere... si prende un conto corrente di quelli pieni e si sposta qualche euro nel conto in rosso della persona che 5 minuti prima è stato maltrattato al banco... poi si passa al conto corrente di quell'industrialotto che non paga mai le tasse e ha anche un conto corrente in Svizzera e via altri euro sul misero conto in rosso di un operaio... senza tenere neanche un euro per sè.
Questa è la nostra società. Una società che premia i banchieri che sfruttano la sofferenza e le difficoltà della gente. Che applicano tassi vergognosi a chi chiede un mutuo e tassi miseri quando apri un contocorrente. Che non punisce, questo soprattutto nel nostro paese, chi evade e chi organizza truffe...
Io sto con Erika B direttrice di una filiale della VR-Bank che dal 1990 si è resa conto della reale natura delle banche, scoperta processata e condannata a restituire tutto e a 22 mesi con la condizionale.
Io sto con una persona normale.

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