martedì 17 maggio 2022 12 vostri commenti

Togliere il tappo

Ciò che ci capita nella vita può effettivamente cambiarci. A volte ci prova, a volte resistiamo, a volte non capiamo, ma comunque accade qualcosa. 

Non sono un campione dell'interpretazione degli errori ma diciamo che le cadute, le facciate o i disastri incontrati nel mio percorso mi hanno piano piano plasmato, una sorta di vaso che gira che cambia forma. In meglio o in peggio francamente non lo so. Navigo a vista, scruto l'orizzonte ma lo lascio lì e metto un piede dopo l'altro. 

Una cosa sicuramente credo di avere imparato, cercare di non lasciare indietro nulla, dirsi tutto ed evitare i non detti che fanno sempre male. Ne ho ancora alcuni da scacciare e sistemare, conto di farlo prima o poi, senza rancore ma solo perché credo che certe parole lasciate a rimuginare dentro di noi alla fine poi facciano un po' come quella Coca Cola che scuotevamo prima che il nostro compagno la aprisse alle feste. 

Meglio evitare, sicuro. 

giovedì 28 aprile 2022 13 vostri commenti

Piccole vite, grandi emozioni

Non ho mai amato particolarmente le piante. Tutto è nato da un regalo fatto a mia moglie prima che iniziasse la pandemia. Un Bonsai di Acero verde per il suo compleanno. 

Non avevo però tenuto conto di una cosa, mia moglie non aveva voglia di stargli dietro. Da lì è iniziato il mio rapporto con i bonsai. Piccole piante che racchiudono grandi segreti, necessitano attenzione e delicatezza. In una parola, cura. 

Un po' come succede con i tatuaggi, uno chiama l'altro e ora sul mio poggiolo non c'è più spazio. Ho perso il conto.


Il resto lo ha fatto la pandemia probabilmente. Stare in casa per un po' ha risvegliato qualcosa che prima non conoscevo. Vedere il ciclo della vita in una pianta è affascinante, prendersene cura e magari fare qualche lavoro anche con tua figlia vicino. 





Sono solo all'inizio, si fanno sbagli e purtroppo a volte si pagano con qualche Bonsai che si deve salutare. Ma attendo la meraviglia di una gemma che si fa vedere per la prima volta o un frutto che che la sera prima non c'era. 

E respiro, tanto. 

venerdì 8 aprile 2022 29 vostri commenti

Oltre il nero

E' doloroso constatare quanto sia stato facile per molti passare ad un linguaggio di guerra. La semplificazione della sofferenza, la mancanza di pensiero per coloro che mossi dalle strategie del potere o vittime delle stesse perdono la vita ogni giorno. 

Soldati costretti a combattere, altri che fuggono inseguiti dai mercenari, altri ancora che per la disperazione si suicidano. Donne e bambini che devono essere per forza spettatori di una orrenda realtà. La guerra è violenza vera, stupri, perdite umane, mutilazioni, orrori, genocidi e altro, purtroppo. 

Mancano parole di pace e teste pensanti. Siamo accerchiati da piccoli uomini che giocano a fare i generali. In mezzo, come sempre, le persone in marcia verso la pace, profughi che chiedono aiuto. 

Spaventa il far finta che in giro per il mondo non ci siano altre guerra, spaventa la finta accoglienza e quella che discrimina. Le frasi di certi politici che esultano perché la guerra farà bene alle nostre industrie  o chi mette sullo stesso piano la pace e il condizionatore. Per non parlare di quelli che ora dicono di essersi occupati da sempre di chi chiede libertà. 

Si diceva tempi cupi, ma qui siamo oltre il nero. 

venerdì 1 aprile 2022 13 vostri commenti

Provaci



Batti le mani forte Greta e cerca sempre momenti di bellezza e purezza come quelli di ieri sera.
Cerca le parole importanti, piene di significato come quelle di cura.
Non ti stancare mai di dialogare con gli altri.
Cerca di ascoltare le persone perché molti non lo sanno più fare.
Non dare per scontato l'importanza di una pacca sulla spalla, di un abbraccio, di uno sguardo di conforto, di una mano da stringere.
Guarda negli occhi le persone perché spesso troverai le loro storie.
Costruisci ponti e non muri.
Fai sempre domande, come quelle infinite di ieri sera dopo lo spettacolo.
Pratica gesti di gentilezza perché è da lì che nascono le rivoluzioni.
Metti da parte la rabbia e quando arriverà, perché è possibile, accoglila e parla anche a lei.
E poi ricordati che Noi non è solo un pronome ma un modo di vivere.
martedì 29 marzo 2022 8 vostri commenti

Deriva violenta

Non so se l'episodio dello schiaffo di Will Smith fosse preparato per il grande show miliardario. Non credo sia questo il punto. Sono dell'idea che trasmettere l'ennesima scena di violenza sia verbale da parte del comico (?) nei confronti di una persona malata, sia di Smith prendendolo a schiaffi, sia l'ennesimo esempio di brutalità della nostra società. 

Una sorta di sfida all'O.K. Corrall, con il maschio super macho che si alza per picchiare chi ha insultato la sua donna. 

Siamo ancora a questi punti. Una società che assiste ad una roba del genere e poi passa oltre come se niente fosse. Una specie di sintesi dei nostri giorni, in cui da anni, non da ora, assistiamo ad ogni tipo di violenza come se ormai facesse parte della quotidianità. Non parlo solo di quella fisica, ma anche verbale. Pensate ad esempio a tutti gli episodi che ogni giorno vediamo sulle strade. 

Una deriva la nostra che rischia di portare una generazione dalla parte sbagliata, mettendo da parte le parole a vantaggio della prevaricazione. 

mercoledì 23 marzo 2022 12 vostri commenti

Non è pronto soccorso


Questa è una storia di ordinaria indecenza quotidiana. Una storia che probabilmente si sta ripetendo anche oggi.

Mia madre è caduta e chiaramente si va al Pronto Soccorso, San Martino di Genova. Da qui la favolosa avventura, entrata alle 10.30 circa, uscita 22.30 circa. Arrivo a casa alle 24 dopo aver cercato ambulanza per il rientro.

Una sosta ai box di 12 ore, tra telefonate per avere notizie da mio padre dentro e segnali di fumo da un parcheggio trasformato in sala d'attesa frequentata da gente smarrita.

Credo che in un paese civile una donna di 75 anni, con una malattia importante e tre fratture in corso non debba stare 12 ore in un Pronto su una barella. Anzi, nessuno dovrebbe attendere così tanto.

Credo anche che Toti e il suo seguito in Regione Liguria dovrebbero chiedere scusa ogni giorno a chi entra in Pronto Soccorso, così come dovrebbero anche scusarsi con tutte le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno cercano di sopperire alle mancanze di un sistema che non può andare avanti così.

Ma non succederà niente, perché per queste cose i soldi non ci sono mai e non servono alla propaganda, meglio tagliare dei nastri in giro e dire che va tutto bene.
Va tutto malissimo, da parecchio, e qualcuno fa anche un po' schifo.
lunedì 14 marzo 2022 11 vostri commenti

Bambini

"Papà oggi ho regalato una carta Pokemon ad un mio compagno, ne aveva poche..."
"Hai fatto bene, brava."
"Poi qualcuno mi ha spinto e ci siamo dati una testata... o forse era lo spigolo del banco, non lo so..."
"Ecco..."
"Sono andata dalla maestra, ma le ho detto che non l'hanno fatto apposta".
Bambini.
Poi diventiamo grandi e roviniamo tutto.
Proprio tutto.
martedì 8 marzo 2022 8 vostri commenti

In ogni parte del mondo

La sensazione è quella di essere impotenti. Voler fare qualcosa, come spesso accade, quando assistiamo a tragedie come quella che ci sta scorrendo davanti agli occhi. Questo vale sempre, non solo ora. Penso ai Palestinesi, ai migranti, a tutti coloro che scappano da una guerra, dalla prepotenza, dalla violenza. 

Ci sono immagini forti, che personalmente fatico anche a guardare. Forse perché sono padre e ho una figlia di sette anni. Mi hanno sempre colpito quelle immagini di bambini con occhi increduli di fronte all'odio, alle armi e alla distruzione. Occhi che dovrebbero vedere altro, sguardi che dovrebbero essere usati per scoprire il nuovo, il bello, il gioco, l'abbraccio. 

Fa male tutto ciò, perché è incomprensibile come l'uomo continui a non capire, come il denaro porti a delle scelte scellerate e drammatiche per i popoli. Tutti. 

Perché è di questo che stiamo parlando. Non esistono confini se non per i potenti e i governi che si autoalimentano grazie alle guerre. Non finirà mai finché non capiremo questo. 

In ogni parte del mondo. 

mercoledì 2 marzo 2022 7 vostri commenti

Danno i numeri

Sento e leggo dichiarazioni di politici che si mettono l'elmetto da lunedì a venerdì e poi nel week end marciano per la pace.

Le parole sono importanti e andrebbero usate con senso e soprattutto supportate da idee, fatti e valori.

Stiamo assistendo ad una macabra gara quotidiana di chi riporta il numero maggiore di persone uccise, da una parte e dall'altra.
Ancora una volta numeri, mentre donne uomini e bambini vengono dimenticati.
martedì 22 febbraio 2022 7 vostri commenti

Giochi di Guerra

Le potenze come sempre giocano con la morte a danno dei popoli, degli indifesi. Si divertono ad armare, tracciare confini inesistenti, produrre sfollati.

Spaventa il fatto che nn si stia levando una voce pacifista, un movimento che dica basta.
Quella voce è stata uccisa nel 2001 a Genova.
Aveva ragione.
lunedì 21 febbraio 2022 15 vostri commenti

La vita

Lo so, ogni giorno muore qualcuno. Ma ci sono morti che ci lasciano impietriti, fermi. Come se il cervello in quell'istante ci ricordasse quanto siamo fragili, indifesi.

Non conoscevo direttamente questa persona, ma quando ieri una mia collega mi ha raccontato della morte improvvisa di una sua amica, a soli 46 anni, lasciando un figlio e un marito mi sono fermato. Bloccato. 

Così poco fa guardando una foto con mia figlia sulle spalle, mi sono domandato quanto tempo a volte buttiamo via per cose futili, quante volte rimandiamo, quante volte evitiamo di fare ciò che realmente ci fa stare bene. 

Non so. Ora inizio a capire sempre di più le parole di mia madre, stanca e purtroppo con una malattia che la rende sempre più vulnerabile. Ogni tanto mi ripete di stare più tempo possibile come mia figlia. 

Forse sarà banale dirlo e anche pensarlo, ma nell'agenda voglio metterlo. Ricordarsi di viverla tutta la vita. Il giorno, le ore, i secondi. 

martedì 15 febbraio 2022 15 vostri commenti

Appello con la morte

Difficile commentare la morte di un ragazzo, impensabile. Innaturale vedere andare via il proprio figlio prima di te. 

Giuseppe aveva 16 anni. Lorenzo ne aveva 18. Tutti e due morti durante uno stage. Fatico molto a capire questo concetto di scuola, trasformata in una sorta di anticamera di un'azienda e come tale quindi con carenze di sicurezza. Ormai ogni giorno contiamo una morte sul lavoro, nel silenzio totale, nell'indifferenza come se tutto fosse accettabile. Una sorta di appuntamento in calendario da rispettare. 

Ho 46 anni e credo di avere visto passare tanti, troppi, ministri dell'Istruzione senza lasciare un segno sensato. Ognuno che butta sul tavolo appena arrivato la parola riforma senza darle poi il giusto peso. Ora all'inadeguatezza delle nostre strutture scolastiche, alla mancanza di personale, alle classi pollaio aggiungiamo un altro pezzo in questo puzzle dell'orrore. La morte. 

Basta. 


domenica 13 febbraio 2022 4 vostri commenti

Bonus per chi?

 Il governo ha destinato 37 miliardi di euro alle ristrutturazioni di abitazioni private e condomini per migliorarne l’efficienza energetica.

15 miliardi dello stanziamento sono destinati come bonus, una detrazione fiscale del 110%.

Tutto ciò ha determinato la corsa ai lavori.

Società inventate dal giorno alla notte, 11600 negli ultimi 6 mesi. Riconvertite in un attimo, per potersi prendere una fetta della torta.

Tutto ciò ha portato all’aumento degli incidenti sul lavoro, per mancanza di sicurezza e aumento dell’orario di lavoro. Qualcuno anche 12 ore sui ponteggi, magari con un contratto per un’impresa in subappalto, qualcuno anche senza contratto. 

Mancano i controlli, manca una politica seria.

lunedì 7 febbraio 2022 8 vostri commenti

Un muro

Inizio ad essere stanco di ritrovarmi solo in campo a cercare di insegnare ai ragazzi la lealtà, l’educazione sportiva, il rispetto dell’avversario e dell’arbitro. Cose che per me vengono prima del risultato, così come la figura dell’allenatore che dovrebbe essere istruttore/educatore.

Anche questo week end a cercare di placare gli animi durante una partita di calcio, mentre dall’altra parte il solito muro.

In questi mesi di chiusure ho sentito molti addetti ai lavori chiedere le riaperture “per i ragazzi”, poi sui campi si continuano a vedere robe del genere. Tutto in nome del risultato, del gol e della classifica.

Per non parlare degli spalti e di genitori che iscrivono i ragazzi nelle squadre che “vincono” senza badare a cosa insegnano e chi insegna.

Non esistono ragazzi cattivi, ma cattivi maestri si.

Credo ahimè di avere sempre meno a che fare con questo ambiente.
giovedì 27 gennaio 2022 6 vostri commenti

Voleva solo rivedere la mamma

La memoria ormai sembra interessare pochi. Tendiamo a rimuovere per la velocità del nostro tempo, per pigrizia, per ignoranza o per comodità.

Non conoscevo la storia di Sergio De Simone, uno dei tanti bambini uccisi dai nazisti. Arrestato e condotto nel campo di concentramento della Risiera di San Sabba con sua madre, Gisella Perlow, sua zia, Mira Perlow, sua nonna e le piccole cuginette di 4 e 6 anni, Andra e Tatiana Bucci. Deportati poi nel lager di Auschwitz-Birkenau.

La nonna morì il giorno stesso in una camera a gas. La madre e la zia vennero mandate nei campi di lavoro, sopravvissute come le due cuginette. Sergio non ce l'ha fatta. Voleva solo rivedere la mamma. E quel giorno quando le guardie fecero quella domanda ai bambini "chi di voi vuole vedere la mamma?". Lui come altri fece un passo avanti, aveva 7 anni. Nonostante le due cuginette lo avessero messo in guardia su quella domanda. Ma lui aveva 7 anni, voleva vedere la mamma. 

7 anni come mia figlia. 

Ecco. Sergio non la incontrò più la mamma, perché i nazisti portarono lui e altri bambini in un altro campo per sottoporli ad esperimenti medici sulla tubercolosi. Poi lo impiccarono ai ganci nei sotterranei della scuola. 

Spesso ripenso alle parole di Guccini. "Come può l'uomo", già come ha potuto commettere atti come questo. Atrocità che non si riescono nemmeno ad immaginare. 

Oggi la rabbia aumenta perché ci tocca leggere di gente che paragona il green pass alle deportazioni degli Ebrei. Gente misera, senza memoria, senza rispetto.

Ma non lo scopriamo ora. 

lunedì 24 gennaio 2022 4 vostri commenti

Guido


Avevo 4 anni quel giorno e i ricordi in questo caso non mi sono d’aiuto.

Ho conosciuto Guido Rossa tramite i racconti di mio padre, operaio dell’Italsider come lui, suo collega e compagno di tante lotte. 

L’ho conosciuto tramite la storia di un cappello indossato da mio papà e comprato lo stesso giorno del suo funerale, quando anche il cielo piangeva a Genova.

Abbiamo il dovere di tenere a mente  il suo coraggio, di ricordarlo ai nostri figli, di raccontare la sua storia negli anni che verranno, guardandoli con gli stessi occhi di Guido Rossa mentre guarda sua figlia, come in questa foto.

Come a dire finché c’è lotta, onestà e coraggio c’è speranza.

venerdì 21 gennaio 2022 5 vostri commenti

PCI

21 gennaio 1921, nasce il Partito Comunista Italiano

Noi orfani di una grandezza che non abbiamo mai visto e vissuto.

Ascoltatori di Storie di donne e uomini che c’erano e che hanno permesso a questo paese di rinascere.

In attesa perenne di ritrovare anche solo una minima parte di quel partito.

Perché le ragioni ci sono.

Perché le classi esistono ancora.

Perché donne e uomini ancora vengono sfruttati. 

Per il bene comune.

giovedì 20 gennaio 2022 8 vostri commenti

La parte fortunata

Leggo  di persone che stanno tentando di prendere il Covid per evitare il vaccino. Mi è davvero difficile comprendere certe posizioni. Irrispettose per chi purtroppo si è infettato e non voleva, e magari non ne è nemmeno uscito. 

Credo siano privilegi da occidentali che possono usufruire del sistema sanitario. Tanto c'è chi cura, tanto un posto all'ospedale lo abbiamo. Intanto, non è così certo che ci sia sempre un posto libero all'ospedale. E' ancora fresco il terribile momento in cui abbiamo sentito dire "dobbiamo scegliere chi curare". Eppure siamo ancora qui a leggere di party Covid, di gente che preferisce il virus. Nel frattempo molti non trovano spazio per altre cure e operazioni importanti vengono rimandate. 

E' un argomento davvero devastante, che si fatica anche a condividere. Mi ricorda molto quegli anni in cui quando l'argomento politica era tabù per la paura di imbattersi in un berlusconiano, oppure per la vergogna di chi dava il voto al Caimano. 

Siamo nati in una parte fortunata del pianeta, per puro caso. Anzi, aggiungerei perché abbiamo sfruttato altri paesi in difficoltà. 

Teniamolo a me. 

giovedì 13 gennaio 2022 6 vostri commenti

Concordia

Dieci anni da un inchino criminale. Una tragedia che ha portato via la vita di 32 persone. A distanza di tanto tempo viene da chiedersi quante volte sia stato sfiorato il dramma. Tutto per un' "abitudine" che molti conoscevano e non hanno mai denunciato. 

Questa triste vicenda pone l'attenzione anche sui tanti lavoratori precari che ogni mattina fanno trovare la colazione pronta per gli ospiti, sempre disponibili al sorriso, alle feste. Dietro tutto ciò spesso ci sono storie di donne e uomini che fanno sacrifici enormi, sfruttati da compagnie con conti bancari faraonici. Le stesse persone che in quella vicenda hanno fatto il possibile per salvare vite umane. 

Spesso tragedie come quelle della Concordia riportano alla mente il preciso momento che si stava vivendo. Non ricordo bene quelle mie ore, ma non scorderò mai l'immagine di una catena umana che aggrappata ad una corda per calarsi giù dallo scafo di una nave. Una fotografia che porta a distogliere lo sguardo, come a non volerci credere. 

Ma è successo. 

mercoledì 12 gennaio 2022 10 vostri commenti

Città per pochi intimi

Ciò che mi spaventa più di tutto è la mancanza di stupore nel leggere che all'attore Rodolfo Laganà sia stata rubata la carrozzina elettrica, che usa a causa della sua malattia, la sclerosi multipla. 
Nessun salto sulla sedia, non sono caduto, non ho imprecato. Nulla.
Perché ormai questa sembra la deriva presa da questa società. 
Nei giorni scorsi ho affittato una carrozzina per andare a fare un giro con mia madre. Avete mai provato a spingerne una per le vie della vostra città? Fatelo. Potrebbe essere un'esperienza unica, un risveglio davanti ad una realtà che spesso viene mascherata, nascosta, messa in ombra. 
Le nostre città hanno barriere architettoniche ovunque. Se sei disabile non puoi decidere il percorso, ma devi fare quello "meno pericoloso", "più accessibile". A volte non puoi nemmeno farlo. 
Ecco, a me pare che più che tanti paroloni o giornate per la disabilità, servano prese di coscienza, atti veri e proprio, quotidiani, da parte di tutti non solo degli amministratori. Quest'ultimi logicamente dovrebbero essere i primi a non nascondersi dietro a degli slogan, perché altrimenti Genova, ad esempio, potrebbe essere "meravigliosa" solo se non hai una carrozzina. 

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