giovedì 1 dicembre 2022 13 vostri commenti

Anna

In questi anni ho avuto la fortuna di incontrare la bellezza e la meraviglia, frequentarla e averla come amica, sorella.
Occhi che accolgono e sorriso che non si dimentica mai anche se incontrato per pochi secondi.
Ho avuto la fortuna di ascoltare parole che curano, vedere gesti di incontro e sguardi capaci di far sentire a casa.
L’onore di averti vicino nei momenti importanti della mia vita, assieme ai tuoi cari, che stringo forte in questo momento.
Scoprire grazie a te il valore del sapere ascoltare, del rimanere vicino agli altri, del camminare insieme assaporando i passi.
Mi sento un privilegiato per aver avuto come amica un patrimonio culturale come te, immensamente grato per tutto ciò che mi hai insegnato, per avermi dato l'opportunità di essere testimone di parole poetiche con la capacità di vedere la bellezza nei gesti quotidiani. Assaporarli, apprezzarli, non dandoli mai per scontati, così come facevamo nei nostri preziosi mercoledì.
“Anna mi ha cambiato la vita”, in questi giorni ho sentito spesso questa frase.
E’ così, davvero. Hai cambiato tante vite, alcune le hai anche salvate.
Gratitudine, questa è la parola che scelgo.
Per tutto.
Le anime belle rimangono sempre con noi, nonostante queste lacrime che non smettono di scendere, nei miei occhi rimarrà per sempre il tuo sorriso e nel mio cuore ciò che hai rappresentato per me.
lunedì 21 novembre 2022 10 vostri commenti

I decreti, quelli belli.

Giusto per capire.

Ma se uno poi si divorzia i 20mila euro bisogna darli indietro o attendere la Sacra Rota?
I Decreti di un governo senza senso.
giovedì 3 novembre 2022 13 vostri commenti

No party

E' un paese così, possiamo definirlo particolare? Dove qualche settimana a Genova, ad esempio, da più parti sono arrivate attestazioni di solidarietà nei confronti degli operai di Ansaldo che per difendere il posto di lavoro hanno occupato la sopraelevata e poi il giorno dopo l'Aeroporto Cristoforo Colombo. 

Ora invece assistiamo ad esultanze per un decreto contro i rave party, nel quale non si citano nemmeno i rave party, ma che lascia la porta aperta a limitazioni di libertà fondamentali. 

La protesta degli operai Ansaldo potrebbe non avere seguito dopo quel decreto. 

Ma non svegliamo il paese. 

martedì 18 ottobre 2022 4 vostri commenti

Non vederli

Le difficoltà nel parlare di mia madre aumentano.

Io e lei, tacitamente, condividiamo una sorta di lingua tutta nostra, un grammelot alla Dario Fo. Scherzandoci sopra.

A volte fatico anche io però, proprio in quelle situazioni il pensiero che mi passa per la testa è quello di dirle “dai parla, voglio risentire la tua voce” , associato ad una strana voglia di andare via, non vedere. Pur sapendo che lei non ne può nulla. 

Ecco, non vedere. Ciò che troppi fanno con le persone malate, decidono di non vederle, allontanarle, non chiamarle. 

Come si dice? Se non vedi stai meno male. Probabilmente è così, forse stanno meglio, forse è una sorta di autodifesa dal dolore o di egoismo. Non lo so, ho smesso di pormi domande, di giudicare. 

Cerco di trattenere il bello delle situazioni, come la risata di questa sera di mia madre.

Irrinunciabile.

mercoledì 12 ottobre 2022 9 vostri commenti

Il mio cammino

Qualche giorno fa Olga, che ringrazio, lasciando un commento ad un mio post, mi  ha chiesto del mio background. Eccomi dunque, non è una domanda facile. Lunga per una risposta ad un commento e che mi ha dato uno spunto di riflessione. 

Non facile perché mi sono reso conto di essere sempre in divenire. Ho proprio imparato questo soprattutto negli ultimi anni. 

Se mi guardo indietro rivedo gli anni passati da piccolo a vedere mio padre tornare a casa dopo i turni di lavoro in fabbrica, le passeggiate con lui e mia madre alla festa dell'unità, ma allo stesso tempo  le elementari fatte in una scuola cattolica di suore. Ogni volta che chiedo ai miei il perché di quella scelta mi dicono che erano le uniche disponibili a prendere mio fratello un anno prima a scuola e di conseguenza io seguii lui. Poi il mio stare sempre nei gruppi, calcio, amici, le grandi compagnie, la conoscenza della politica da corteo alle superiori e l'occupazione scolastica che ha lasciato in me un segno indelebile. Da lì in poi un presa di coscienza, di responsabilità verso gli altri. Quel prendersi cura che mi accompagnerà per il resto della vita. 

Il meraviglioso incontro con i libri grazie ad un regalo di un amico di famiglia che non poteva più tenerli. L'importanza dello stare in famiglia e l'ascolto dei vecchi ricordi. La bellezza di un pranzo di mia madre. Una relazione lunga nata tra i banchi di scuola, finita poi in un divorzio. Una porta chiusa come disse mia madre che mi ha dato la possibilità  "riveder le stelle" che ho ancora qui davanti a  me. 

Essere padre. 

Il Teatro Sociale, l'impegno sindacale, le lotte e il mio lavoro da riabilitatore, tutte esperienze  che mi hanno fatto conoscere l'importanza dell'ascolto, dell'altro, dello stare e del dare spazio. 

La perdita di un amico caro, i conti con la malattia di una meravigliosa amica e di mia madre. La sensazione a volte di essere solo. Gli insegnamenti di mio padre e mia madre. 

E molto altro, tanto, incontri che mi hanno cambiato la vita e chissà me la ricambieranno ancora. 

Così, in divenire. 

lunedì 10 ottobre 2022 14 vostri commenti

Fermi!!!

I ponti servono per unire, popoli e territori. Le immagini del ponte Morandi noi genovesi non le scorderemo mai, così come la sua storica sagoma testimone di tante nostre partenze e ritorni dalle vacanze. 

Vedere il ponte in Crimea tra le fiamme porta alla mente ricordi terribili, così come lo è la guerra. Sembra che il mondo si stia abituando alle carneficine da una parte e dall'altra. La parola PACE viene derisa, messa da parte, schernita. 

Poco fa ancora un attacco russo a Kiev, con morti e feriti. 

Bisogna fermarsi, senza se e senza ma. I popoli continuano ad essere vittime dei governi, della fame di potere, dell'arroganza dei palazzi. 

Basta. 

sabato 8 ottobre 2022 16 vostri commenti

Tremare

La terra trema spesso, non ce ne accorgiamo a quanto pare, ma nell'arco della giornata si susseguono nella nostra penisola scosse di terremoto da 1.2 o 1.5. Basta scaricare un'applicazione gratuita e il gioco è fatto. Si riesce a monitorare la situazione in pochi secondi. 

Tutto vero. Altra cosa però è sentirla, la scossa. Una decina di giorni fa la prima, arrivata mentre ero al lavoro, stavo uscendo prendendo le scale. Niente, neanche un piccolo movimento ho sentito. Ricordo ancora la telefonata di mia moglie impaurita e il pensiero a Greta a scuola. 

Qualche giorno fa, di sera precisamente, mentre stavo guardando una serie tv, in un raro momento di appropriazione del mezzo, un rumore sinistro interrompe il mio momento relax. La mia reazione immediata è stata quella di prendermela col vicino. Poi il pensiero ad un treno, ma la stazione non è vicina a me, infine lui. Di nuovo il terremoto. Questa volta però ho sentito tutto, il rumore del suo arrivo, terrificante, poi lo scricchiolio della libreria. Qualche secondo, poca roba, ma tanto basta per iniziare a far viaggiare il cervello. E ora?!? Niente si sta in casa, passando le ore restanti prima della sveglia a guardare un muro pensando di vedere una piccola crepa, che non c'è. Spostando un quadro apparentemente pericolosissimo, senza motivo. Cercando in tutta la casa i muri portanti, senza peraltro trovarne uno. 

A parte tutto, la sensazione è davvero brutta. Il cuore in gola per qualche secondo e poi il pensiero di mettere in salvo tutti. A mia madre disabile che dice a mio padre "salvati". A chi ha vissuto un terremoto di oltre 6 gradi. Questo è stato di circa 4, quelli dei giorni scorsi meno, probabilmente scie sismiche. Oppure non lo sappiamo, mi pare che su questo si viaggi molto in base alle notizie tramandate negli anni. 

Per qualche giorno si vive sul chi va là, pensando "adesso ne arriva uno". Poi passa, come tutto, ma un po quello scricchiolio nella testa rimane. 

Viene da domandarsi una cosa. Quanto siamo pronti? Quanto abbiamo investito nella sicurezza degli edifici? Scuole, Ospedali, Residenze Protette? Quante esercitazioni magari in condizioni di difficoltà? Nulla di tutto ciò.

Continuiamo a sbagliare, a costruire, a mettere da parte la sicurezza. Come il progetto assurdo di costruire una funivia in mezzo ad un quartiere periferico di Genova, dimenticato dalle amministrazioni, per raggiungere i Forti di Genova.

Senza rispetto per il nostro territorio, senza un pensiero alla sicurezza. Quella vera. 

domenica 25 settembre 2022 13 vostri commenti

Neri non per caso

Ignoranza e fascismo al potere.

Il pensiero va a coloro che ci liberarono sacrificando la loro vita per tutti noi, ora dimenticati.

Abbiamo il dovere di stare vicino a chi da stasera si sentirà più solo e discriminato, assicurando che vigileremo ogni giorno sulla Costituzione, i diritti e la democrazia del nostro paese.

venerdì 23 settembre 2022 4 vostri commenti

Adulti?

I ragazzi scendono in piazza per ricordare a tutti quanto siano fondamentali temi come l'acqua, lavoro, energia, edilizia, povertà energetica e trasporti.

Tutte cose che il mondo dei cosiddetti "Adulti" ha logorato, sperperato e disintegrato. Privando le prossime generazioni di un futuro limpido.

Gli stessi adulti che ora magari li criticano, gli stessi adulti che hanno dimenticato il ruolo educativo fondamentale del genitore, gli stessi adulti che molto probabilmente voteranno a destra gente che nega il problema del clima capace solo di alzare muri e odiare il prossimo.

Per dire.
giovedì 22 settembre 2022 8 vostri commenti

La situazione

Sono stato ad un consiglio di classe.

Ho capito perché siam messi così.
martedì 20 settembre 2022 7 vostri commenti

Granelli

Ho sempre avuto difficoltà con l'asse a ginnastica, ho un lontano ricordo di tentativi di stare in equilibrio caduti nel vuoto. Passo dopo passo, braccia che ci aprono e si chiudono, concentrazione in mezzo alle risatine e poi gli ultimi passi per finire il percorso. Veloci, affrettati, che non portavano alla fine però.

Trovare l'equilibrio è la cosa più difficile nella vita. Spesso lo si cerca, si prova a raggiungerlo. Mindfullness, rilassamento, Yoga o semplicemente calma. Il famoso qui ed ora.  Magari in alcuni casi è anche passato vicino a noi ma non ce ne siamo accorti. Eravamo di fretta. Già, la fretta. La nemica principale, quella che ci affolla il cervello e non permette di gustare l'attimo. 

In teatro per stare in equilibrio mi hanno insegnato a guardare un punto fisso. E tutto passa. Certezze quindi, colonne, gambe del tavolo che sorreggono. E se mancano quelle? E' un problema. Trovare un sostituto non è facile anzi a volte impossibile, ci si accontenta oppure si va alla perenne ricerca di qualcosa. 

“La vita è fatta di piccole felicità insignificanti, simili a minuscoli fiori. Non è fatta solo di grandi cose, come lo studio, l'amore, i matrimoni, i funerali. Ogni giorno succedono piccole cose, tante da non riuscire a tenerle a mente né a contarle, e tra di esse si nascondono granelli di una felicità appena percepibile, che l'anima respira e grazie alla quale vive”, ha scritto Banaba Yoshimoto in Un viaggio chiamato vita. 

I granelli sono preziosi, come il sorriso di mia madre ieri sera. Non compare spesso, ma quando arriva ti investe in pieno ed è una colonna di marmo. 

martedì 2 agosto 2022 25 vostri commenti

C'é qualcuno a sinistra?

Da tempo diciamo che in questo paese non esiste una sinistra, con ragione anche. Credo però sia  doveroso iniziare a fare un ragionamento differente. Siamo così certi che ci sia tutta questa voglia di sinistra? Perché se storicamente andiamo ad analizzare il percorso politico italiano non abbiamo mai avuto un elettorato così indirizzato verso idee progressiste. 

Unica eccezione sono stati gli anni 70 in cui il Partito Comunista aveva altissime percentuali ed era addirittura attaccato da sinistra per essere troppo di destra. Tutto il resto è Democrazia Cristiana, Pentapartito, Berlusconismo, Margherite,  Renzismo, Lega, Fascisti e ora Meloni. Per non andare indietro e parlare del ventennio fascista. 

Provate a parlare di patrimoniale in questo paese, provate.

sabato 30 luglio 2022 10 vostri commenti

Per salvarci

Non basta l’indignazione di un post, troppo semplice, una rapidità che ormai ha creato una società pronta a mettere da parte velocemente storie come quella di Civitanova Marche.

Serve una rivoluzione culturale nel nostro paese, a partire dalle nostre famiglie, con i nostri figli. Far capire l’importanza dell’ascolto, del prendersi cura, dell’accoglienza, della solidarietà, della non violenza fisica e verbale, dell’empatia, del rispetto, della tolleranza, dell’educazione che passa anche attraverso piccoli gesti quotidiani nelle nostre famiglie.

Altrimenti c’è il baratro.

venerdì 29 luglio 2022 10 vostri commenti

Pa’

Sembra ancora di sentirlo quel rumore della chiave nella serratura. "E' papà" dicevamo quando tornavi dal turno in fabbrica. Per me era normale avere un padre che a volte dormiva di giorno. Mamma cercava in tutte le maniere di farci fare silenzio, ma noi eravamo come attratti, venivamo proprio a giocare davanti alla tua porta. 

Chissà quante volte sarai stato stanco o arrabbiato magari per un corteo o altro, ma non hai mai portato dentro casa la fatica di quegli anni di lavoro e di lotta. 

Così mi tengo stretto quel 1994 in treno coi tuoi compagni di reparto in viaggio per Roma alla manifestazione contro Berlusconi. 

Le nostre litigate guardando il telegiornale perché io pensavo di cambiare il mondo, ma non sapevo nulla. 

Quella sera che il tuo cuore ci ha fatto spaventare. 

Le tue facce quando non trovavo mai la vite giusta da passarti. 

I tuoi interminabili presepi.

I tuoi silenzi dopo il primo orecchino, dopo il secondo e la rassegnazione al terzo e ai tatuaggi.

Il tuo pronto intervento per coprire i miei danni dopo i tentativi di appendere un quadro. 

La tua preoccupazione ogni volta che ti dico che sono in corteo. 

Parliamo spesso ma non ricordo se ti ho mai detto grazie. 

Per avermi insegnato il valore della famiglia, l'importanza di una visita, di una telefonata e della presenza di un padre. 

Grazie per quella tuta blu che non ho mai indossato ma che sento addosso. 

Grazie per avermi mostrato la via dell'onestà. 

Grazie per la tua costante preoccupazione per tutti noi, anche se dovresti pensare anche a te. 

Grazie per ciò che fai per mamma quotidianamente e per la tua famiglia, per come guardi e abbracci Greta e per quel "ciao ciccio" che mi accompagna ogni volta che lascio casa vostra. 

Grazie per tutte le foto che ancora stampi.

Grazie per i tuoi racconti su Genova. 

Grazie per darmi la sicurezza di un uomo dell'altro secolo. 

Grazie per avermi insegnato il valore della lotta, l'importanza di battersi per i più deboli e del non lasciare mai indietro nessuno. 

Grazie per avermi dato l'opportunità di dirti che ti voglio bene.

Da piccolo spesso mi chiedevano chi avrei voluto essere, non ho mai saputo dare una risposta certa, dopo 47 anni ora posso dirlo. 

Vorrei essere te.  

Buon compleanno Papà.

lunedì 18 luglio 2022 6 vostri commenti

75

Settantacinque anni sono tanti? Non lo so. Se chiudo gli occhi mi passano davanti tante cose con un comune denominatore i tuoi occhi e il tuo sorriso contagioso.

Gli ultimi cinque sono stati in salita, una di quelle con pendenza massima, quelle che ti sconsigliano, da evitare. Ma noi non potevamo scegliere.

Allora tengo stretto tutto, anche le giornate di sofferenza che cerchiamo di superare, scherzando sul tuo parlare, altro che corsivo. Quelle due mani che si sono cercate senza dire nulla il giorno della diagnosi, le stesse che da piccolo mi aiutavano a rialzarmi, che mi rimboccavano le coperte e che spalancavano le finestre annunciando un’invernale mattina.
Le tue parole sull’importanza della famiglia e il tuo perenne pensiero di dare fastidio.

Tengo stretto anche gli elenchi che ultimamente fai delle cose che nn puoi più fare, perché piano piano, insieme, le sostituiremo con quelle che puoi ancora fare.
Mi tengo stretto soprattutto gli attimi di sorrisi, aria pura, attendendo i prossimi. Perché a me basta anche così.

Auguri splendida mamma.

venerdì 15 luglio 2022 13 vostri commenti

La gentil cura

Sempre più spesso mi capita di pensare quanto sia importante durante la giornata incontrare gesti di gentilezza e praticarla al tempo stesso. 

Eppure sono davvero pochi i momenti in cui la incrociamo. 

Oggi in ambulatorio una paziente mi ha raccontato la storia di suo marito, un uomo con un problema visiva da anni, seguito da un medico che sul finire del suo percorso è riuscito a dirgli "lei cosa ci fa qui in ospedale... toglie il posto agli altri". 

La cura non passa solo attraverso le medicine, i protocolli, la strumentazione, una laurea. E' anche ben altro, parole dette pensando che davanti si hanno persone, non numeri, o pedine da spostare. 

Mi pare si stia perdendo la capacità di ascoltare il paziente, di parlare della malattia, di spiegare chiaramente. Accogliere non solo fisicamente ma verbalmente. 

Spesso molti sottovalutano che certe frasi costruiscono già strade per una guarigione, altre invece le distruggono. 

Definitivamente. 


martedì 28 giugno 2022 20 vostri commenti

Poche certezze per i diritti

Non mi meraviglia la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti per quanto riguarda l'aborto, mi spaventa molto la mancanza di un movimento globale per la rivendicazione e la difesa di diritti che dovrebbero essere alla base di ogni società civile.

Non sono così convinto che le grandi conquiste ottenute anche qui in Italia siano al sicuro, ma non solo dalla politica attuale, anche dallo stesso popolo. Provate ad immaginare ora un referendum sull'aborto o sul divorzio. Non ho tutte queste certezze rispetto all'esito. 

Su questo dovremmo anche riflettere. 

martedì 21 giugno 2022 11 vostri commenti

Quella notte prima

Sono passati 28 anni da quella notte prima degli esami e a dirla tutta non ricordo più se quelle ore erano piene d’ansia o meno. 

Ho un ricordo un po’ offuscato di quei banchi disposti a lisca nel corridoio della scuola, lo stesso dove facevamo casino durante l’intervallo, testimone di meravigliosi momenti durante l’occupazione. 

Non scorderò mai quell’alunno di un’altra classe che andando in bagno aveva fatto mostra a tutti del Bignami sporgente nella tasca dei jeans. Pura poesia. 

Il volto del presidente di commissione, le domande su Dante o il suo commento sul mio tema che definí ottimo ma “politicizzato”. 

Noi non eravamo 4 ragazzi e una chitarra, anche se una c’era ma elettrica,  eravamo un gruppo che non scorderò mai, una classe che ci ha trasformato in amici che ancora adesso si sentono e si vedono. Qualche segno del tempo scandito da battute che si ripetono. In fondo qualche parte di noi è ancora lì seduta in un banco a sperare nella domanda giusta, a sperare nello sguardo  di quella ragazza o quel ragazzo, a sperare di avere sempre amici intorno e avere voglia di cantare e di cambiare.

venerdì 17 giugno 2022 10 vostri commenti

Le storie nei piatti

In casa mia il momento del pranzo o della cena è sempre stato una sorta di rito. Primo, secondo,  contorno e dolce immancabili. Impensabile sedersi e non mangiare una portata.

Ricordo ancora le pentole sul fuoco messe da mia madre, il ragù cucinato per ore "perché più cuoce più è buono", la quantità incredibile di pasta buttata per me e mio fratello, adolescenti con una fame interminabile. Per non parlare del minestrone freddo lasciato sulla tavola con il mestolo in mezzo come una sorta di spada nella roccia. 

La domenica era il momento della pasta fatta in casa, un appuntamento fisso. Gnocchi, taglierini, taglierini verdi, tagliatelle, lasagne. Ci divertivamo ad aiutare nostra madre e in caso si facessero ravioli o tortellini anche mio padre, in onore delle sue origini emiliane. Un piccolo pezzo di pasta, la rondella per tagliare e via con la macchina per fare la sfoglia. 

Poi quei piatti che ho ancora ben presente. Carne fritta al sugo, rotolo di carne tritata con uovo in mezzo, carne patate e prosciutto, patate al forno con la besciamella, trippe con patate e fagiolane, stoccafisso, spezzatino in bianco e al pomodoro. Un menù senza fine. 

Si andava a mangiare fuori di meno, capitava nei momenti particolari, una festa, una ricorrenza, una riunione di famiglia. Il momento del pranzo era davvero importante nei preliminari. Mia nonna, che non sapeva cucinare, si occupava della tavola, i tovaglioli ognuno col suo portatovagliolo, i piatti, i bicchiere. Come potrei dimenticare l'acqua di Vichy, quando era ancora buona intendiamoci. 

Profumi che non si possono dimenticare, che ancora adesso in parte ritrovo nei piatti che mio padre ha imparato a ripetere e io come lui ogni tanto provo, cercando di dare la giusta importanza al momento in cui ci sediamo davanti ad un piatto che oltre al gusto ha una storia. 

lunedì 13 giugno 2022 20 vostri commenti

Dell'utilità delle persone

"Si è utili anche quando si è in coma".

Queste le parole che un paziente mi ha detto qualche mattina fa. Una frase che comunque la si voglia leggere lascia un segno. Si parlava di inutilità, delle volte in cui si fanno i conti con la vita attuale e ci si sente meno utili. Quando gli altri ci fanno sentire inutili, oppure si ha solo la sensazione. 

Parole che a volte escono  anche a fatica dalla bocca di mia madre. Macigni che cadono su una giornata, pesanti da sostenere, come se ogni lettera che va a formare quelle parole ci desse una sorta di mazzata sulla schiena. Eppure è così.

Non so dove stia la verità, ma quello che posso dire è che a volte le prospettive di chi vive un dolore possono cambiare le considerazioni. Da figlio di una madre ora disabile ogni giorno le dico della sua utilità, ma capisco anche il suo stato d'animo di una donna che prima aveva il suo quotidiano fare e ora si trova a contare i minuti che passano. 

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