lunedì 1 marzo 2021 5 vostri commenti

I sogni, quelli belli.


“Papà quando potrò lavorare? A quindici anni?”

“E no è un po’ presto Greta”.

“Ok quando lavorerò compreremo una casa in campagna e ci abiteremo tutti. Nonni, zii, tutti. Cinque stanze, due bagni, quattro piani...”

“‘Ma costa una casa così...”

“‘Ma io lavorerò farò la veterinaria, vedi all’ultimo piano la stanza del Cinema, poi la serra per i bonsai, il forno per fare il pane...”

A noi piace sognare. Insieme però.
sabato 27 febbraio 2021 9 vostri commenti

Tutti pazzi per Draghi

La sensazione è quella di essere nel Limbo. Un silenzio strano ci circonda. Siamo passati dall'indignazione quotidiana alla pace politica. 

In questi giorni abbiamo letto i nomi dei sottosegretari del governo dei "migliori". Strano paese il nostro dove chiamiamo le cose con nomi ad hoc per cercare di convincere la gente. Verrebbe da dire "se questi sono i migliori". Soliti nomi riciclati, una su tutti la Sottosegretaria alla Cultura targata Lega che ha confessato di non leggere un libro da tre anni. Ma evidentemente il paese è questo e la sua espressione deve essere ciò che abbiamo sotto gli occhi. 

Draghi sembra non proferire parola. Silenzio assoluto. Nel frattempo le cose procedono come prima. Sostanzialmente stessi provvedimenti. Ora però non leggiamo più post indignati dei politici di turno. Lungi da me voler difendere Conte, ma veramente vogliamo far finta di niente? Dovevano solamente togliere di mezzo qualcuno per occupare i posti di comando. Chissà magari Renzi vede del Rinascimento anche in questo caso. 

Comando è una parola grossa. Già perché continuiamo a delegare decisioni fondamentali ai cosiddetti "governatori" di Regione. Quindi ordine sparso e via così. Bonacini che si fa prendere dal salvinismo e prima vuole aprire tutto poi dichiara che siamo nella terza ondata quindi scherzava non apriamo niente.  Lombardia con solo un centinaio di insegnanti vaccinati, Campania con scuole chiuse, Veneto che prima dice di aver trovato dei vaccini poi magicamente sparisce il fantomatico venditore. Della Liguria che dire, noi siamo particolari. Abbiamo un presidente che sostanzialmente è sempre a Roma, che ha tenuta la delega alla Sanità ma che non si fa mai vedere in Consiglio. Ha annunciato che dall'8 marzo inizieranno a vaccinare gli Under 65, bene! Piccolo problema, si è dimenticato la fascia 65-80, gli "improduttivi" come disse qualche mese fa, quelli "che devono stare a casa" e che dovevamo proteggere, si è dimenticato gli oncologici, i disabili. 

Si è dimenticato, che sarà mai. 

La verità è che la macchina organizzativa fa acqua da tutte le parti e i vaccini ormai sembrano finiti all'asta. 

Chissà cosa scriveranno i libri di Storia di questa Pandemia. Avevano la soluzione ma hanno preferito lasciarla la mercato.


sabato 20 febbraio 2021 16 vostri commenti

Basta!!!

 

Ancora una volta. 

Un donna. 

Non bastano solo le giornate per ricordare questi terribili atti, non basta l'indignazione a spot, quella del momento, quella delle telecamere che inquadrano le istituzioni, le stesse che poi si voltano dall'altra parte e spesso lasciano soli i centri antiviolenza. 

Clara aveva già pagato il suo funerale, perché lo sapeva.

Ora basta. 

Davvero. 

venerdì 19 febbraio 2021 23 vostri commenti

Lento vaccinale

"Ho prenotato il vaccino per mio padre ultra novantenne".

"Bene dai, quando lo farà'"

"A Maggio..."

Ecco qui in Liguria siamo in queste condizioni, ma presumo anche nelle altre Regioni. L'aggravante da noi è che abbiamo un personaggio come governatore che si bulla della riuscita del suo piano vaccinale. Un uomo che sta ricoprendo (?) anche il ruolo di Assessore alla Sanità, introvabile, che non si presenta mai in Consiglio per riferire. 

Non è una novità purtroppo per la mia regione, qui la Sanità non funzionava già in pre-Pandemia ma ora spesso si dimentica. 

Di quello che dovrebbero fare opposizione non parlo nemmeno perché sembrano non esistere, anche loro non da ora, da sempre. 

martedì 9 febbraio 2021 13 vostri commenti

Incomprensibili perdite

Ieri sera ho stretto più forte del solito Greta e questa mattina mentre temporeggiava per cambiarsi per andare a scuola, non me la sono sentita di riprenderla. 

Ieri è morta una mamma dopo aver portato a scuola la figlia di 6 anni. Investita da un camion mentre andava al lavoro su un monopattino, sembra che abbia perso l'equilibrio. Una tragedia che ancora oggi fatico a pensare. Una figlia, un marito che vedono uscire la madre, la moglie e non fare più ritorno a casa. Un autista del camion sotto shock. 

Più di una volta in questo periodo mi sono detto di cercare di assaporare sempre di più i momenti belli, eliminare il superfluo, ciò che appesantisce le nostre giornate, cercare di praticare degli attimi  di felicità e leggerezza. Ora ancora di più.

Dopo la tragedia di qualche giorno fa, madre e padre caduti in montagna sotto gli occhi della loro piccola, ieri nella mia città ancora una volta un dramma. 

Non ho voglia di partecipare al dibattito che ora leggo un po' ovunque sui monopattini, davvero non riesco. Ciò che posso solamente dire è che sulle strade si rischia sempre di più, con qualsiasi mezzo. Frenesia dello spostamento e spesso, troppo spesso, strade dissestate che vengono costantemente dimenticate dalle amministrazioni comunali. 

Oggi per la cronaca in quella via dove è successa la tragedia ci sono dei fiori. 

Vicino un cartello con scritto "attenzione dosso". 

Ora.

venerdì 5 febbraio 2021 11 vostri commenti

Quelli nell'ombra

Cè un lato di questa pandemia che pochi stanno prendendo in considerazione. La reclusione forzata dei mesi scorsi, le attività relazionali interrotte o semplicemente la paura del contagio hanno fatto aumentare i casi di tentato suicidio o autolesionismo anche tra molti giovani. 

E' uno dei tanti problemi, però, che il virus ha solamente scoperto. Casi che già prima venivano trascurati dalle Istituzioni. Basti pensare ai tagli che ogni anno le Regioni fanno nel settore della disabilità o nella salute mentale. Situazioni di abbandono sociale che sono sotto gli occhi di tutti, ogni giorno. Prese in carico che vengono effettuate da associazioni che a mala pena riescono a mantenersi a galla. 

Il periodo che stiamo vivendo non ha permesso il nomale svolgere di attività che per molti ragazzi sono vitali, momenti di socializzazione, ascolto e condivisione che permettono spesso un "riabilitazione" e un integrazione a volte sventolata nei grandi congressi, ma dimenticata poi nel momento di reale bisogno. 

Donne e uomini che rimangono nell'ombra, dimenticati. 


domenica 31 gennaio 2021 30 vostri commenti

Crisi... di identità.

Davvero difficile trovare le parole per commentare questa crisi di governo, in un momento in cui contiamo ancora ogni giorno 500 morti. 

Le uniche che mi vengono in mente sono da indirizzare al tipo che inneggiava ad un nuovo Rinascimento, non sapendo probabilmente nemmeno il significato di quello vecchio. 

Ecco, chi dialogo con uno del genere o si siede accanto in un governo non è nemmeno degno di nominare la parola sinistra. 

Ora sarebbe il caso davvero di ritrovare la nostra giusta identità, a volte basta guardare al passato. 

giovedì 21 gennaio 2021 8 vostri commenti

Qualcuno era comunista


Aveva difetti? Certo, come tutti noi. Chi non ne ha? È stato parte della nostra storia, dando quella spinta necessaria attraverso la lotta nelle piazze, casa per casa, per arrivare a leggi che ancora oggi reggono la nostra società, leggi fondamentali, indispensabili.

Una sinistra che è ancora tale non deve aver paura della sua storia, diceva Macaluso, invece è avvenuto proprio l’opposto. Così rimangono quelle passeggiate alla festa dell’Unitá, quella vera, con mio padre che camminava orgoglioso.
Ora capisco.
Perché alla fine senza siamo più soli, smarriti, spettatori di trasformazioni e simbolini che hanno fatto più danni che altro. Fiori, alberi, roba del genere. Perché quella falce e quel martello hanno ancora valore, ideali che qualcuno ha voluto mettere in cantina troppo presto, raccontandoci che era tutto finito. Che il mondo sarebbe stato migliore. Eccolo il mondo, lo abbiamo davanti oggi e sembra tutto tranne che migliore.
Già...Qualcuno era comunista perché c’era il grande Partito Comunista.
Bisogna esserlo anche oggi.

venerdì 15 gennaio 2021 20 vostri commenti

Indigestione

Seconda puntata di un’indigestione a cena.

“Papà la prima volta che mi sono innamorata... ho lasciato subito perdere. Non è il ragazzo per me, ora lo voglio sportivo”.

Da domani andrò a letto senza cena.
mercoledì 13 gennaio 2021 27 vostri commenti

La cena

Il momento della cena è anche un momento di riflessioni, spesso si racconta la giornata e la convivialitá a volte porta anche ad aprirsi.

“Papà mi piacciono i maschietti, ma non so come parlarci”.

Appunto.
giovedì 7 gennaio 2021 14 vostri commenti

Triste realtà

 

La triste realtà di questo mondo in diretta Tv.

giovedì 31 dicembre 2020 25 vostri commenti

Abbiamo bisogno di un’utopia

Buon 2021 con la speranza che il pensiero di tutti vada più alla collettività e meno all’individuo, a quelli che sono un passo indietro,  a chi è caduto e ha bisogno di una mano.

Perché tenderla è già un gesto rivoluzionario.

giovedì 24 dicembre 2020 26 vostri commenti

Passo dopo passo

Avevo un grande amico che amava camminare. Purtroppo è mancato qualche anno fa mentre faceva quello ciò che adorava di più, andare per monti. Non passa giorno che non pensi a lui, alle nostre conversazioni, le nostre risate e i discorsi su libri impossibili da leggere. Adorava la storia come me, faceva un lavoro umile ed era una delle persone più colte che conoscessi. Come qualcuno ha già detto, l'eleganza del riccio. 

Mi diceva sempre che mettere passo dopo passo ti da il senso di ciò che stai facendo, per questo motivo andava in giro per Genova. Fotografava tutto quello che trovava e come dono mi ha regalato la sua collezione di foto a spasso per la città. Un tesoro che tengo stretto.

Oggi, mentre giravo per comprare alcune cose,  osservavo la gente camminare frettolosamente. Proprio in quel momento mi sono ricordato delle sue parole. Passo dopo passo. Gustare ciò che abbiamo attorno, alzare la testa e guardare in alto, a trecentosessanta gradi. Apprezzare il cammino. 

Ecco. Questo auguro a tutti voi in queste feste così particolari. Giorni che per qualcuno saranno  tristi perché in cerca di ciò che questo maledetto virus si è portato via, strani perché molti non potranno raggiungere le persone amate. 

Però credo che quei passi uno dietro l'altro, quel modo di apprezzare ciò che abbiamo potrebbe insegnarci anche a gustare il presente, pensare al momento che stiamo vivendo, a volte anche in solitudine. 

La strada da percorrere è ancora lunga, ma come faceva il mio amico l'importante è mettere un piede dietro l'altro. 

martedì 22 dicembre 2020 10 vostri commenti

Figli

Entrata a scuola.
Una mamma.
“17 giorni senza scuola mi viene l’esaurimento”.
Un padre.
“Se scivoli col cellulare in mano ti spezzo la schiena, così ti raddrizzo”.
Forse dovremmo imparare a stare di più con i nostri figli.
Apprezzare ogni attimo.
E capire quanto siamo fortunati.

lunedì 14 dicembre 2020 18 vostri commenti

Omertà

“Sai papà la maestra ha sgridato un mio compagno perché stava facendo una cosa”.
“Cosa?”
“Ah io non lo so ero di spalle non ho visto niente”.
“Mah... tu non sai mai niente”
“E poi un altro mio compagno ha sbattuto contro la cattedra sai!!!”
“Eh come ha fatto!?!”
“Ah io non lo so ero di spalle...”
“Ah di spalle alla cattedra...”

Niente siamo già all’omertà.
giovedì 10 dicembre 2020 10 vostri commenti

45 anni

Ebola. 
Identificato nel 1974 per la prima volta. Ancora oggi miete vittime. 
Nel 2019 l'Oms ha approvato il primo vaccino. 
45 anni per avere un vaccino, 45!!!
Invece di fare i complottisti sarebbe bene chiedersi perché, oltre al discorso clinico. Negli ultimi mesi a sostegno della ricerca sono arrivati parecchi soldi pubblici, cosa mai successa prima in così poco tempo. Riteniamoci quindi fortunati di poter vedere all'orizzonte il vaccino, dopo tutte le verifiche del caso logicamente. 
Ricordandoci che dopo ci saranno sempre quelli che dovranno aspettare 45 anni.
venerdì 4 dicembre 2020 6 vostri commenti

Terribili certezze

Ultimamente nella nostra Regione abbiamo un presidente che si fa fotografare con tutti i prodotti possibili. L'altro ieri con in mano un'ottima bottiglia di Sciacchetrà, prima ancora un bel piatto di gnocchi al pesto e via di seguito. Una sorta di carrellata alla Masterchef. 

Prodotti che vanno sponsorizzati e settore che sicuramente va sostenuto in questo momento difficile. Mi domando però come mai non si faccia mai fotografare davanti ad un Teatro che da inizio pandemia praticamente ha dovuto interrompere totalmente e in parte ogni tipo di attività 

Perché la cultura evidentemente non porta voti da sempre. In ombra le biblioteche e i musei, altri che fanno parte dei dimenticati dalla politica, Dpcm compresi. Ricercatori che non potranno andare avanti nei loro studi per impossibilità di accedere ai documenti. 

Il punto è, come già detto, che il Covid ha solamente accentuato ciò che non funzionava prima e messo ancora di più in risalto i settori che da sempre, in maniera trasversale, vengono dimenticati dalla politica. 

Poi noi siamo particolarmente fortunati in Liguria perché abbiamo un presidente ballerino nelle sue posizioni ma che mantiene una coerenza nel non occuparsi di sanità e cultura. 

domenica 8 novembre 2020 28 vostri commenti

Nonna

Oggi avresti compiuto 100 anni. Probabilmente avresti ancora la faccia con quell'espressione come dire "eh allora?!?". 

Allora i ricordi sono tanti. Se devo pensare ad un'immagine di te la prima che mi torna alla mente è quella seduta proprio sulla tua poltrona con le cuffie alle orecchie, tipo Tonino Carino da Ascoli, mentre seguivi i dibattiti in tv e a 90 anni inveivi ancora contro Berlusconi e Fini. Oppure quando commentavi il Genoa ed esultavi per una sconfitta della Sampdoria. Una nonna anomala, che ha sempre vissuto in mezzo ai giovani, i miei compagni di classe che venivano a casa, le nostre feste.

Una nonna che andava a dormire alle due di notte e poi tirava tardi alla mattina. Eri giovane dentro.
Sento ancora il male dei denti della spazzola che prima di dormire usavi per spazzolarmi i capelli, credo di avere perso in quegli anni la metà del cuoio capelluto.
Le tue discussioni con papà in genovese, e il suo darti del lei nonostante la vostra convivenza in casa da sempre. Non scorderò mai le sue lacrime al tuo funerale, non lo avevo mai visto piangere.
Quello schiaffo che ci hai sempre promesso quando ti facevamo disperare, ma che non ci hai mai dato.

I ricordi sono davvero tanti come le brutte risposte al telefono che davi perché ti distoglievamo dalla tua tv, i maglioni di lana che facevi e ci misuravi migliaia di volte, i tuoi discorsi al mare con le amiche, le volte che da piccolo mi portavi a vedere dove facevi la bidella, quella scuola Diaz che ahimè ora conosciamo per altri motivi.

Chissà ora cosa diresti di questa pandemia. Probabilmente ci racconteresti ancora della guerra, del coprifuoco vero e di come eravate uniti in quel momento. Eri la nostra memoria storica, ricordavi tutto, i nomi e soprannomi di tutti, noi invece ora abbiamo bisogno di migliaia di applicazioni e spesso dimentichiamo anche il nome di chi abbiamo davanti.

E poi quella frase una delle ultime sere prima di lasciarci che mi sussurrasti ad un orecchio, "damme 'n baxìn" in genovese e poi "voletevi bene mi raccomando" con Sonia.
Lo stiamo facendo Nonna anche grazie a ciò che ci hai insegnato e che non dimenticheremo mai.
giovedì 5 novembre 2020 12 vostri commenti

Bandiera gialla

Puntualmente il giorno dopo arriva il post su fb di Toti, un personaggio che non riesco nemmeno più a chiamare presidente. Gli amministratori della cosa pubblica dovrebbero fare ben altro, invece di scrivere e insinuare che ci siano gufi che speravano di essere rossi o arancioni. Ognuno di noi in questi mesi ha avuto persone malate, che hanno rischiato la vita, purtroppo anche persone che non ce l'hanno fatta, colleghi impauriti per la mancanza di Dpi, lavoratori in attesa della cassa integrazione, negozianti chiusi e partita Iva a rischio, bambini e ragazzi privati della loro quotidianità. 

Nessuno si augura un lockdown come quello di mesi fa. Ma questo signore dopo un'estate passata a fare nulla, dopo aver speso soldi nostri per una nave inutile, dopo aver ignorato per mesi le indicazioni di tutti ti utilizzare il padiglione C del Galliera, ora usa la bandierina gialla per far vedere quanto è stato bravo. Riesce addirittura a dire che siamo stati i primi a fare provvedimenti restrittivi, quando invece la Liguria è stata l'unica ad organizzare una grande fiera come il salone nautico in piena pandemia, quando poche settimane fa criticava ancora l'uso delle mascherine, quando questa estate gridava al vento che questa Regione era Covid Free. 

Ecco, io credo che al di là del colore politico in questo momento ci vorrebbe serietà, da parte di tutti gli amministratori, governo e regioni, serietà da parte dei cittadini che ora rischiano di prendere questo "giallo" come un "fate come se niente fosse". Purtroppo invece sta avvenendo il contrario, le residenze protette sono blindate, i pronto soccorso sono senza barelle e in alcuni casi senza ossigeno, il personale non ce la fa più e il virus è di nuovo entrato nei reparti. Migliaia di persone si vedono annullate visite importantissime perché molti reparti sono stati convertiti. Il tracciamento non esiste più e avere un tampone ASL è più difficile che trovare un turista per sempre, per non parlare dei vaccini che non sono nemmeno arrivati per molti del personale sanitario.

Se tutto ciò per questo personaggio vuol dire che ha lavorato bene, evidentemente abbiamo differenti metri di giudizio. Oppure come si diceva una volta, lo sporco va messo sotto il tappeto, così la casa sembra bella pulita e il "padrone" può prendersi gli elogi, naturalmente da quelli che hanno il paraocchi.
martedì 3 novembre 2020 5 vostri commenti

Improduttivi

Le parole sono importanti diceva Moretti. 
Quelle che abbiamo sentito pronunciare dal Presidente della Regione qui in Liguria sono terribili, aberranti, che fanno parte di un cinismo quasi dato per scontato. 
Gli anziani come parte "improduttiva" del paese, quindi dimenticati. 
La smentita di Toti arrivata dopo fa solo ridere, per non piangere, tra quelle righe c'è tutta la politica degli ultimi anni, in maniera anche trasversale ahimè di qualche governo precedente di pseudo centro sinistra, anche a livello regionale. 
Toti ora dice di essere preoccupato per gli anziani dopo aver passato l'estate a fare selfie in giro per la regione con Salvini e Meloni. Era preoccupato anche quando in piena pandemia ha organizzato l'unica fiera che non è stata rinviata, ovvero il Salone Nautico? Era preoccupato quando ha speso 1 milione e mezzo per una Nave ora dismessa utilizzata in primavera per il Covid? Era preoccupato quando non ha pensato ad aumentare il personale nelle strutture? Quando ha provato a mettere pazienti Covid nelle residenze protette?
Ora è chiaro il perché della sua fretta di votare, il suo scappare davanti a dibattiti pubblici. Gli altri che dovrebbero farsi delle domande sono quelli che all'opposizione non sono riusciti a mandare a casa uno dei peggiori presidente di Regione. 

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