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giovedì 17 giugno 2010 21 vostri commenti

Chi alla mattina si può guardare allo specchio e chi invece lo ha eliminato da anni

Ok sono pagati.
Va bene sappiamo che hanno un ruolo.
Sappiamo che è un "gioco delle parti".
Abbiamo sentito arringhe imbarazzanti.
Dichiarazioni penose.
Ma sinceramente a queste cose non mi abituerò mai, e non lo voglio fare.

"Se Saviano ci tiene tanto a provocare fino al pentimento il detenuto Sandokan, perché non chiede un colloquio, non si fa autorizzare dal dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e viene fino in carcere a convincerlo?"

"Perché Saviano non glielo declama in faccia, a Schiavone? Il suo discorso, per me, è condito di frasi offensive e gratuite, vedi "guappo di cartone". Saviano ha pure la scorta, può fare entrare nel penitenziario anche quella. Si accomodi. Lui non teme nulla. E nulla, a mio parere, ha da temere. Non mi risulta sia mai stato minacciato"

Parola di avvocato di "Sandokan".
Ieri abbiamo letto la lettera-appello di Saviano...

"ORA che ti hanno arrestato anche il primo figlio, è giunto il tempo di collaborare con la giustizia, Francesco Schiavone. Sandokan ti chiama ormai la stampa, Cicciò o' barbone i paesani, Schiavone Francesco di Nicola, ti presentano i tuoi avvocati. E Nicola, come tuo padre, hai chiamato tuo figlio a cui hai dato lo stesso destino. Destino di killer. Accusato di aver ucciso tre persone, tre affiliati che avevano deciso di passare con l'altra famiglia, con i Bidognetti. Nessuno si sente sicuro nella tua famiglia, il tuo gruppo ormai non dà sicurezza. Non ti resta che pentirti. Questa mia lettera si apre così, non può iniziare diversamente, non può cominciare con un "caro". Perché caro non mi sei per nulla. Neanche riesco a porgertelo per formale cortesia, perché la cortesia rischia già di divenire una concessione che va oltre la forma. Scrivendo non userò né il "voi" che considereresti doveroso e di rispetto, né il "lei". Chi usa il "lei", lo so bene, per voi camorristi si difende dietro una forma perché non ha sostanza. Allora userò il tu, perché è soltanto a tu per tu che posso parlarti."

Oggi dobbiamo leggere dichiarazioni che fanno male, qualcuno potrebbe dire ma è il suo lavoro, io sinceramente dico che dovrebbe esserci un limite. Umano e civile.

"Ci sto" questa è stata la risposta secca di un uomo vero di nome Roberto Saviano.

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