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lunedì 19 giugno 2023 12 vostri commenti

SI chiamava Moshin

Si chiamava Moshin Shazad aveva 32 anni.
Un uomo.
Espressione seria, due figli piccoli, moglie e madre da mantenere.
Partito da Lalamusa, Pakistan, uno di quei paese dove noi occidentali ogni tanto andiamo, facciamo un po' di casino e poi lasciamo le macerie.
Non riusciva a trovare un lavoro stabile, un problema se le bocche da sfamare diventano tante. Non come cercare posto sotto casa alla sera, un problema vero, serio.
Prima di imbarcarsi da Tobruk, Libia, ha telefonato al cugino. Doveva raggiungerlo in Norvegia. Non era solo, c'erano 4 amici con lui.
E' naufragato il 14 giugno, davanti alle coste della Grecia, disperso.
Si chiamava Moshin Shazad aveva 32 anni.
Un uomo, non un numero.
lunedì 21 settembre 2015 17 vostri commenti

Politica del carro

Le urne si sono chiuse, verrebbe da direi nuovamente, in Grecia. Ancora una volta il popolo greco si è espresso a favore di Tsipras.
Lo ripeto, credo che si debba imparare dall'orgoglio dei greci uniti nel dire no alle politiche europee di marca tedesca e all'egemonia delle Merkel.
Altro appunto da segnare è il fatto che dire cose di sinistra non è poi così impossibile, i problemi che ci sono nel mondo possono essere affrontati con soluzioni di sinistra, i danni di questo tipo di capitalismo sono sotto gli occhi di tutti. Dalle nostre parti però si continua ad andare da verso altre direzioni, anzi si va un po' ovunque seguendo il vecchio metodo democristiano.
Ora mi auguro che certa gente abbia il buon gusto di non esultare per la vittoria di Tsipras, qui da noi coloro che dicono di essere di centro-sinistra sono arrivati anche a criticare chi fa sciopero, perché fondamentalmente vorrebbero negare anche quello.
Il carro greco è partito, non so dove porterà e se riuscirà a risolvere la situazione, ma ho già ben presente chi tenterà di salirci sopra.
lunedì 6 luglio 2015 22 vostri commenti

Lezioni greche

Dalla vicenda greca direi che portiamo a casa, per ora, parecchie lezioni.
Lezione numero 1
Qualcuno ha ridato un senso alla parola democrazia contrapponendosi all'arroganza dei burocrati di Bruxelles che trattano le persone come numeri e non come esseri umani dall'alto dei loro conti in banca.
Lezione numero 2
L'Europa è uscita allo scoperto mostrando a tutti il suo indirizzo capitalistico liberista senza freni mettendo dei veti alle ipotetiche politiche finanziarie di Tsipras che sarebbero state indirizzate verso chi i soldi li ha ancora e non verso i pensionati al minimo.
Lezione numero 3
Al posto della bandiera dell'Unione ormai bisognerebbe mettere quella tedesca visto che non si parla più di istituzioni europee ma solo delle voglie di Angela Merkel.
Lezione numero 4
L'Economia non è una scienza esatta. Già perché negli ultimi giorni abbiamo letto di tutto. Dal cataclisma che si sarebbe abbattuto dopo il NO, all'economia greca rilanciata in caso di SI, alla sopravvivenza solo fuori dall'Europa. Nemmeno i nobel hanno trovato un punto comune.
Lezioni numero 5
In Grecia ci si dimette anche vincendo. Infatti oggi leggiamo delle dimissioni di Varoufakis "per aiutare Tsipras nella trattativa".
Lezione numero 6
Tsipras è uno statista con le palle. Tiene duro con la Merkel, vince il referendum e poi per far vedere all'Europa che vuole ancora rimanere nell'unione con una trattativa seria chiede a Varoufakis di dimettersi, visto che non è apprezzato da Bruxelles.
Lezione numero 7
Il carro del vincitore ha le porte aperte... un po' di tempo fa in Italia al nome di Tsipras si sorrideva, qualcuno non lo conosceva nemmeno, ora per andare a festeggiare in Grecia ci sono anche viaggi organizzati dei nostri politici a 9 euro con pentole in regalo.
Lezione numero 8
Non siamo sudditi delle Germania, a loro si può dire anche no e la cancelliera di ferro potrebbe anche accorgersi che senza di loro si sopravvive
Lezione numero 9
E' più facile scrivere un hashtag su facebook per dire che si sta con la Grecia piuttosto che scendere in piazza quando serve e soprattutto non votare personaggi imbarazzanti
Lezione numero 10
Le immagini del popolo greco in festa portano a diverse reazioni. La prima è quella che ti fa dire  "cosa hanno da festeggiare!" poi dopo pochi secondi capisci che quello è il vero senso della democrazia, cioè un popolo che si esprime e si prende le sue responsabilità a differenza dei politici greci precedenti che hanno causato tutto questo. Da quelle immagini l'Europa unita dovrebbe ripartire non dai bilanci ne tanto meno da Angel Merkel.
venerdì 3 luglio 2015 18 vostri commenti

Europa Europa!



Un pensionato greco in lacrime davanti ad una banca in attesa di ritirare la propria pensione... nel Manifesto di Ventotene del 1944 in cui si chiedeva un'europa unita c'erano scritte cose del genere... "La civiltà moderna ha posto come proprio fondamento il principio della libertà, secondo il quale l'uomo non deve essere un mero strumento altrui, ma un autonomo centro di vita"... ora al centro della vita europea ci sono parametri, percentuali, bilanci e conti là dove una volta si parlava di diritti.
Tempi lontani quelli in cui l'unione faceva breccia nei cuori della gente, quando anche in una trasmissione Rai bastava rispondere al telefono e urlare "Europa Europa!" per vincere dei soldi.
Quell'uomo potrebbe essere mio padre, potremmo essere noi.
lunedì 29 giugno 2015 20 vostri commenti

Démos Cràtos

"In questi tempi difficili, tutti noi dobbiamo ricordare che l’Europa è la casa comune di tutti i suoi popoli. Che in Europa non ci sono padroni e ospiti. La Grecia è, e rimarrà, parte integrante dell’Europa, e l’Europa parte integrante della Grecia. Ma un’Europa senza democrazia sarà un’Europa senza identità e senza una bussola. Chiedo a tutti voi di agire con unità nazionale e compostezza, e di prendere una decisione degna. Per noi, per le generazioni future, per la storia greca. Per la sovranità e la dignità del nostro paese."

A prescindere da come la si pensi e dall'esito del referendum, in questi giorni la Grecia sta dando a tutto il mondo una lezione di democrazia.
Perché ultimamente, soprattutto dalle nostre parti, si gioca con il voto e si comanda senza avere nemmeno il mandato del popolo, ogni riferimento non è puramente casuale.
Qui invece abbiamo un premier, eletto, che ha cercato di negoziare con l'Europa anche andando contro una parte del proprio schieramento, sentendosi rispondere picche dai banchieri abbottonati di Bruxelles, non eletti da nessuno. 
Un premier che ora chiede al proprio popolo cosa deve fare, con la possibilità anche di ricevere una risposta diversa dalla propria idea.
Qui da noi questo discorso è difficile da comprendere.
lunedì 26 gennaio 2015 25 vostri commenti

W Zapatero... ah no scusate... W Tsipras!

Ha vinto Tsipras! W Tsipras!
Molti urlano in queste ore, io compreso.
Sotto voce però tanti, la maggioranza credo, dice "però l'importante è che stia in Grecia"... "e ma da noi non si può!".
Una triste verità la nostra, dove per mancanza di teste pensanti, e di popoli,  dobbiamo sempre guardare all'estero.
Chi non ricorda, W Zapatero! In quel momento si era tutti spagnoli!
Ora greci.
Qui nel frattempo quelli che dicono di essere di sinistra se ne stanno al caldo del loro posto in parlamento ottenuto grazie al Pd continuando a dire "attenzione che mi dimetto! Ora lo faccio giuro che lo faccio!"... oppure sono a litigare per una sede in comune... oppure per un nome e una bandiera.
Quanti movimenti-gruppi-reti-oquellochevoletevoi abbiamo visto passare sotto i nostri occhi? Io ho perso il conto. Rifondazione, Sel, Rivoluzione Civile, Lista Tsipras e tutte le altre che ora non sto a scrivere.
Non basta cambiare nome.
Servono progetti, idee chiare, persone oneste (ci sono state e ci sono) e coerenza.
Poi c'è un altro lato della faccenda. L'Italia è l'Italia (bravo direte voi). In Grecia molti hanno conosciuto cosa vuol dire la parola fame, cosa vuol dire essere povero, rimanere senza lavoro da un giorno all'altro. Qui molto probabilmente siamo ancora messi bene perché a parte i soliti noti (ormai ai cortei siamo parenti) quando si scende in piazza si è in quattro gatti si fa il solito corteo e poi si ritorna a casa. Per prendere voti da noi basta parlare come  quello che per 20 anni ci ha governato... basta che il politico di turno magari ci risolva il problema o ci sistemi l'amico dell'amico dell'amico. Altre storie, altra gente negli altri paesi ci stanno giorni in piazza, settimane.
Ma noi nel week end abbiamo il campionato.
E torniamo alla finestra aspettando il prossimo Tsipra o Zapatero che sia.
lunedì 13 gennaio 2014 10 vostri commenti

Fame quotidiana

Una donna cammina per una strada di Atene. 
Ha fretta, vorrebbe andare ancora più veloce ma non ce la fa. Ha paura di arrivare tardi, perché li dove deve andare il rischio è non trovare più niente. Per lei, ma soprattutto per la sua famiglia, sarebbe una tragedia.
Dove sta andando questa donna?
Corre per arrivare prima al banco delle offerte dei saldi?
Al negozio Apple per l'ultimo Iphone?
Cerca di accelerare, passo dopo passo. Il fiato incomincia a mancare, le gambe sembrano non rispondere più e diventano molle, non riescono più a sostenerla.
Poi il buio.


Qualcuno continua a parlare di numeri e di bilanci nel frattempo c'è chi deve fare i conti con la fame quotidiana.
giovedì 16 febbraio 2012 21 vostri commenti

Quando rimane un minuscolo buco per vedere alcune vite

Ero li indeciso sul da farsi.
Votare per ripescare Gene Simmons che duetta con SuperGigiBros oppure attendere con ansia il prossimo Prisencolinensinainciusol che ci illuminerà su quello che sappiamo già e noi poveri mortali ripetiamo da anni. Oppure attendere ancora un po' per leggere i mega titoloni del dopo, con le critiche delle critiche delle critiche alle critiche. Già decisamente indeciso.
Poi una luce lontana blocca il mio sguardo. Mi risucchia come avvolto dall'Iperspazio con tanto di biglietto all'entrata e pagamento all'uscita. 
Una stanza vuota. Tre porte.
Non si può fare come il Pd bisogna decidere. Allora vado, apro quella di sinistra. Scelta scontata, ma sono de coccio che ci volete fare. Apro... una luce fortissima, un tabellone luminoso da stadio...

...un fascio di luce, le lettere si staccano dal tabellone, cercano di uscire. Chiudo la porta, ma loro spingono. Una L così incazzata mai vista prima. E gli 80 che provano ad uscire da sotto. SLOT! Chiusa.
Lo sguardo passa automaticamente su quella affianco. Passo felpato, molto accorto, la mano che si allunga, la maniglia che va giù. Niente luce per ora. Sbircio, buio e poi TON, BOOM... prima una C sulla testa poi la O la R di nuovo la R  la U e poi di seguito tutto addosso...


...qualche lettera esce dalla porta, riesco a riprenderla infilo tutto dentro e SLOT! Chiusa.
Che fare!
La prossima quella di centro! Od(d)io il centro!
Vado. Mano salda sulla maniglia. Silenzio.
Entro, mi muovo lentamente. Ancora silenzio.
Poi mi accorgo  che in fondo c'è un buco e una luce che filtra. 
Mi accosto e guardo...


...la vita.
Vera.
lunedì 16 gennaio 2012 21 vostri commenti

Sommergibili o supposte con la stessa rotta

Questo non è solo un discorso di pacifismo, questo è pura materia di buon senso, di giustizia, di equità e di democrazia.
Ormai sono mesi che i telegiornali e la carta stampata aprono le loro testate con titoli a 24 colonne sullo spread che si alza e si abbassa, sulle banche in pericolo e sul rischio di default dei vari stati. Abbiamo assistito alle proteste sparse per il mondo, ascoltato gli indignados, sfilato e marciato per le strade delle nostre città, trepidato per  Grecia e company.
Poi come per magia vengono fuori queste notizie.
Una bella lista della spesa per sessanta caccia Eurofighter per 3,9 miliardi di euro, fregate francesi per oltre quattro miliardi, motovedette per 400 milioni, e poi carri armati, elicotteri Apache e sommergibili tedeschi per altri 2 miliardi di euro.
Fatta da chi?
Signore e signori tenetevi forte nientemeno che dalla Grecia. Lo stesso paese dove gli ospedali prendono solo in considerazione i casi gravi per mancanza di soldi, lo stesso paese che vuole licenziare e ha licenziato migliaia di dipendenti pubblici, lo stesso delle manganellate alla gente che chiedeva giustizia, lo stesso che sta per abbandonare probabilmente l'euro.
Comprate da chi?
Ritenetevi forte allora signori! Dalla Francia e dalla Germania. Già gli stessi gendarmi finanziari che si aggirano per l'Europa con la bacchetta da primi della classe, chiedendo tagli a destra, licenziamenti a sinistra e tasse di ogni genere. 
Vogliamo finire in bellezza?
Eccoci allora. Siccome a noi italiani piace fare sempre la nostra parte e seguire le mode, abbiamo pensato di aumentare le spese nel 2011 e soprattutto non tagliarle nel 2012. Alla faccia di chi un lavoro non ce l'ha, alla faccia delle fabbriche a rischio chiusura e delle famiglie che si vedranno aumentare le spese annuali.
Insomma ritorna il vecchio slogan "armiamoci e partiamo"... che il default è solo un problema per i poveracci e i sommergibili alla fine vanno a finire sempre dentro al solito posto.

venerdì 7 maggio 2010 26 vostri commenti

Anni fa non si sa quando, di prima mattina una signora di mezza età lasciava il paese

In questi giorni in libreria è uscito il libro "Senza Vergogna" di Marco Belpoliti, professore universitario presso la facoltà di lettere a Bergamo e giornalisti che collabora alla pagine culturali del manifesto.
Perchè senza vergogna?!?! Perchè pare che in questo paese, e il discorso dire che si potrebbe anche ampliare a livello mondiale, questa parola si è persa da parecchio tempo, lo possiamo capire in ogni momento della giornata.
Ad esempio come si potrebbe commentare un notizia del genere...

"La Cassazione ha confermato la condanna per diffamazione nei confronti del senatore a vita Giulio Andreotti per aver definito, in alcune interviste, "pazzo" e "falso teste" il giudice Mario Almerighi in relazione alla testimonianza resa dal magistrato nel processo di Palermo nel quale l'ex presidente del Consiglio era accusato di collusioni con la mafia. Almerighi, deponendo in udienza, aveva sostenuto di aver saputo che Andreotti aveva rapporti privilegiati con il giudice Corrado Carnevale tali da influenzare le decisioni della Suprema Corte. La condanna ammonta a duemila euro di multa e la pena è interamente condonata, così come già stabilito dalla Corte di Appello di Perugia il 15 giugno 2007. L'avvocato Franco Coppi, stamani, aveva chiesto l'assoluzione di Andreotti che ha già versato 20 mila euro come risarcimento danni ad Almerighi."

...condannato, condonato, 2mila euro. Direi senza parole.
Oppure dal Giornale del padrone...

...attenzione non entro nel merito, ma è da sottolineare il fatto che ormai si dice "lo fanno tutti su" non si condanna l'illegalità. E continuiamo a non chiederci perchè quei 900mila euro.
Per non parlare della crisi che sempre per il giornale luce in versione cartacea...


...un'invenzione quindi.
Ribadendo ancora oggi che le informazioni pugnalano il paese, non il malgoverno, non la pochezza della politica, non i continui provvedimenti a favore di pochi...

...e giusto per aver manforte Il Giornale anche questa volta va a braccetto con...


...cioè la crisi non c'era, era un'invenzione e il governo ha fatto bene fino ad ora. Adesso però c'è qualcuno che da ieri ha iniziato a speculare e quei rompicoglioni dei sindacati sono anche entusiasti della possibile crisi. La crisi ha preso la residenza in Italia la differenza è che qui nessuno fa casino e tutta passa tranquillamente.
Si parlava di VERGOGNA appunto. Allora come fanno a non spuntare loro. Ricordate l'appello del cardinale Bagnasco prima delle regionali...

"la difesa della vita umana, prima di tutto dal “delitto incommensurabile” dell’aborto in tutte le sue forme, è uno dei valori “non negoziabili” in base al quale i cattolici devono votare nelle prossime regionali."

...naturalmente per quei partiti alleati anche con una certa Lega con i valori che come sappiamo tutti rispecchiano totalmente quello che è scritto nel Vangelo. Bene ora a distanza di sicurezza dal voto...

"Spero che l'unità d'Italia sia un tesoro nel cuore di tutti, a cui tutti vogliono veramente contribuire, magari in forme diverse ma con questo unico tesoro e convinzione che appartiene a tutti"

Anni fa non si sa quando, di prima mattina una signora di mezza età lasciava il paese...
giovedì 6 maggio 2010 28 vostri commenti

Qui oltre a non esserci dei politici veri manca anche il popolo

Uomini e donne...


...uniti...

...che lottano...


...contro chi è mandato dal potere non sapendo di essere nella stessa situazione di chi insegue o ha di fronte...


...con la rabbia...


...di chi non può accettare tagli agli stipendi del 30% e servizi che spariranno...


...per affrontare una crisi creata da speculatori, banche politici incompetenti e parametri che non tengono conto di una cosa...


...l'uomo...


...per colpa di un'economia di mercato che se ne frega di chi sei, che se ne frega della vita reale, di un'economia che oggi investe qui perchè i pochi guadagnano alle spalle dei tanti e domani sbaracca tutto e via...


...per colpa di governi che non prendono mai e poi mai in considerazione una politica degli stipendi e non dei profitti e delle rendite...


...per colpa di un'Europa che ha dimenticato i reale significato di unione, associato troppe volte a conti e banche, lasciando fuori i popoli...


...perchè alla fine comunque vada paga sempre il popolo, sempre il popolo le morti di ieri lo testimoniano.
Ma ci sono popoli che non ci stanno, che alzano la testa, che scendono in piazza per far capire al potere che potrà prendere tutte le decisioni ma dovrà fare i conti con la gente, che non può essere snobbata, trattata come numeri, come quei numeri finti di un economia che non esisteva. Un popolo che esiste, un popolo.
La crisi, che il nostro governo ricordiamolo per mesi ha continuato a dire che non c'era, che era un'invenzione dei pessimisti, dei soliti disfattisti, sembra dirigersi ancora di più verso Italia, Spagna e Portogallo... chissà magari il popolo italiano al posto dei greci avrebbe accettato qualunque cosa, qualcuno non saprebbe neanche dei tagli, qualcuno direbbe "i soliti quattro gatti che scendono in piazza", o magari penserebbe alla partita di domenica o alla finale del reality preferito.
I governi devono rendersi conto che ciò che per anni è stata chiamata utopia è l'unica via...


Tutti ci auguriamo che l'Italia ne rimanga fuori perchè qui oltre a non esserci politici manca anche il popolo.

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