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giovedì 8 gennaio 2015 18 vostri commenti

Liberi sempre

66, 119 e 178.
Non do i numeri, anzi si. Solo che si tratta di donne e uomini, giornalisti.
Nell'anno appena concluso sono stati uccisi nel mondo 66 giornalisti che facevano il loro lavoro cioè informare.
119 sono stati presi in ostaggio, come pedine di scambio o solo come lezione da fornire a chi non vuole tacere.
178 sono stati arrestati, quindi secondo una legge di qualche stato che molte volte si vanta di essere democratico.
Oggi è una triste giornata per i 12 morti di Parigi, per le famiglie che hanno perso i loro cari. Un dolore che non riesco nemmeno ad immaginare.
Credo che tutti noi, soprattutto le istituzioni che passata la bufera torneranno a fare progetti contro la libertà di stampa e a stringere la mano a dittatori che si liberano dei giornalisti, si debba lottare e difendere 365 giorni all'anno la libertà di parola anche del nostro peggior nemico.
Non solo in Europa, non solo quando capita nel giardino vicino a noi.
Sempre.
mercoledì 24 ottobre 2012 14 vostri commenti

Si salvi chi può... anzi Sallusti.


Pensate ad un reato qualunque, al luogo dove si compie, al contesto, ai soggetti interessati. 
Ora pensate alla persona che lo commette. Badate bene di fare la scelta giusta perché da ciò dipenderà sicuramente la misura della pena una volta scoperti. 
Già perché sostanzialmente da queste parti funziona così.
Siete ricco,  conosciuto, amico di quelle che le leggi le fanno e avete come scorta il parlamento? No problem. In questo caso si trova sempre una maggioranza per modificare la legge. E non importa se voi avete compiuto il reato prima, in questo caso si parla sempre di retroattività.
Immaginate per un attimo. Entrate in un grande magazzino prendete un computer lo portate via, per qualche istante venite minacciati di andare in prigione. Poi una telefonata, due chiacchiere con le persone giuste e il gioco è fatto. Come per magia portare via un computer non è più reato, al massimo una piccola multa, ma non finisce qui perché reato diventa tutt'altro e a farne le spese magari è quello che mentre portavate via il computer vi ha denunciato. 
Questione di punti di vista sostanzialmente. 
Basta decidere che paese vogliamo essere tutto qui. Scegliere che cosa è bene e che cosa è male, rimanendo vaghi possibilmente, indicando pochi paletti in modo tale da cambiarli durante il percorso perché non si sa mai si dovesse incappare in qualche guaio deve esserci sempre la possibilità di abbatterli quei paletti.
Si sa le correnti ci sono e si fanno sentire, e in Italia le porte per pochi eletti rimangono sempre aperte.
lunedì 9 gennaio 2012 23 vostri commenti

Banda larga e libertà stretta


Una stanza buia, una sola luce da una scrivania. Uno schermo azzurro, una finestrella in mezzo e una barra che non si muove. Non aumenta neanche di un centimetro. Davanti allo schermo un uomo, la cui rabbia è pari solamente al tempo trascorso davanti al computer guardando quella clessidra. Niente ancora niente, passano minuti, si moltiplicano... poi... parte, anzi no, si, ora di nuovo, ora no, ora a singhiozzo... ahhhhhhh...CRASH!

Alzi la mano a chi non è capitato di perdere la pazienza, davanti ad un video che si carica lento, davanti ad un download con la velocità di un CIAO, insomma davanti ad una connessione internet imbarazzante.
Ma cosa ci volete fare a noi piace fare da fanalino di coda in tutte le cose quindi siamo al terzultimo posto anche come percentuale di popolazione che si connette alla Rete almeno una volta alla settimana, davanti abbiamo anche Cipro, Croazia e Polonia, però ragazzi dietro ci teniamo la Bulgaria e il Portogallo. Ma non finisce qui già perchè siamo anche in fondo alla classifica, penultimi,  per quanto riguarda la copertura della banda larga nelle campagne. Stessa posizione per quanto riguarda la copertura totale città campagna con 850 comuni scoperti e 2935 parzialmente scoperti.
Per non parlare poi della velocità! Il 65% degli italiani potrebbe attivare una Adsl a 20 Mega ma solo il 40% poi effettivamente supererebbe i 10 Mega e su questo ha anche preso parola la Commissione Europea, giusto per non farci mancare niente. Quindi ci staremo domandando DI CHI E' LA COLPA? Beh signori e signore la risposta ve la dona come regalo di inizio 2012 il presidente di Telecom cioè il Signor Franco Bernabè... la colpa e degli italiani che usano poco la banda larga disincentivando gli investimenti! 
Si proprio tu che in questo momento stai navigando da casa con  la tua pagina web che lentamente si sta componendo come un mosaico, sei te il problema, te che non credi nella banda larga, te che con il tuo stipendio da fame e le varie bollette non puoi permetterti le "generose offerte" della banda larga e non importa se nel tuo quartiere non arriva, da buon italiano dovresti cambiare casa e andare ad abitare in un posto dove arriva la banda.
Poi il fatto che la Telecom abbia un debito vergognoso è un'altra storia.
E  che non investano nella banda larga dopo le tante promesse è ancora un'altra storia.
Viene il sospetto, ma è qualcosa di più, che ai governi convenga in fondo tutto ciò, tenendo la maggiorparte degli italiani incollati all'informazione di regime che passa in televisione e ai reality del digitale
Perchè tutto sommato la libertà è meglio tenerla STRETTA.




venerdì 16 settembre 2011 23 vostri commenti

Quelli che non li salva neanche il televoto

"Ciao amore"
"Ciao!"
SMACK
SMACK
"Ho una fame!"
"Bene bene, ho preparato la pasta all'uovo al ragù..."
"Spettacolo! Così poi faccio la scarpetta!"
"Uhm sei il solito!"
"Ok dai intanto accendo la Tv mi guardo un attimo Santoro..."
"Ehmmm caro..."
"Si..."
"Ehmmm non puoi..."
"Ma arrivo ora ti aiuto!"
"Non è quello il problema... non c'è..."
"Chi?!?"
"Santoro!"
"Come... ma non è giovedì?"
"Si... ma non c'è!"
"Uhmm.."
"Non c'è più!"
"Ma porc..jkfldasjfldajfòdslakfjlafkjlafkjfldajflsdkjflkgajglskj"
"Già!"
"Va beh domani almeno c'è quel programma con Saviano, mi rifaccio domani..."
"Ehmm... amoreee..."
"Siii..."
"Non c'è!"
"Ma cosa?!?"
"Saviano."
"Pure..."
"Già!"
"Vabbè dai allora chemmefrega stasera c'è la Dand.... cos'è quella faccia? Perchè mi dai il telecomando del decoder?"
"Guardati le televendite... io vado a prendere la pasta"

Ugo Tognazzi...
Raimondo Vianello...
Dario Fo...
Franca Rame...
Alighiero Noschese...
Beppe Grillo...
Enzo Biagi...
Michele Santoro...
Enrico Bertolino...
Daniele Luttazzi...
Sabina Guzzanti...
Paolo Di Giannantonio...
Maria Luisa Busi...
Tiziana Ferrario...
Piero Damosso...
Paolo Rossi...
Roberto Saviano...
Serena Dandini.

Ne resterà solo uno
(se non ci svegliamo)
martedì 28 giugno 2011 24 vostri commenti

Quando non sarete raggiungibili neanche da un Tom Tom

Alla fine l'obiettivo è sempre quello.
Renderci irraggiungibili.
Si perchè se non riesci a cambiare le menti, se il tuo potere non riesce ad arrivare al cervello di tutte le persone, se le menti libere di qualunque tipo o estrazione ti danno fastidio, quale rimedio migliore se non quello di non farle raggiungere.
Chiudere le strade, blocchi stradali, sbarramenti e cancelli questo vogliono fare.
Pensate di essere per strada, vedere un bel palazzo, una bella opera, un bel manifesto insomma qualcosa tornate il giorno dopo e PUFF sparito.
Chi l'ha deciso per voi?
L'AGCOM grazie ad uan fantastica deliberà che verrà votata il 6 luglio.
E dopo?
In fondo è quello che è sempre successo in questo paese e ora si stanno adeguando al moderno.
Ieri era l'anniversario dell Strage di Ustica, 31 anni di menzogne ai danni dei cittadini, verità nascoste, false testimonianze, occultamento di prove... occultamento... sparizioni... nessuna differenza quindi sempre lo stesso metodo, IL CITTADINO NON DEVE SAPERE E GLI UNICI CHE DEVONO FARE INFORMAZIONE SONO LE PERSONE SCELTE DAL POTERE gli altri sono schermo nero.
Dobbiamo impedirlo, muoverci, farci sentire perchè le accuse che abbiamo sentito qualche mese fa da esponenti della maggioranza non erano fatte a caso, avevano un obiettivo tappare la bocca ai cittadini e questo non lo possiamo permettere.

FIRMATE, se non l'avete già fatto, la petizione a questo indirizzo http://sitononraggiungibile.e-policy.it/ in gioco c'è il futuro di tutti.

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