In letto dopo una giornata frenetica come sempre e il libro del momento.
Tv accesa per vedere il Tg3 della notte.
Una pausa dal libro, un po' di zapping che si ferma.
Si parla di storia, Minoli parla dei 150 anni, una specia di trasmissione bignami che passa velocemente in rassegna la nostro storia.
La prima guerra mondiale, l''ultima risorgimentale, Caporetto, Vittorio Veneto.
Le nuove generazioni uscite dai campi di battaglia piene di arditismo.
Il fascismo che ha cavalcato questa nuova voglia, presentandosi al re dicendo..."le porto l'Italia di Vittorio Veneto"... il regime.
Il patto con Satana con tanto di baffetti.
La seconda guerra mondiale.
L'arresto del duce, la sua fuga grazie ai tedeschi, la Repubblica di Salò...
Punto.
La scelta.
Un esercito lasciato allo sbando, Cefalonia, le stragi.
E poi gli internati, ecco gli internati.
Quei militari che rifiutarono di entrare nelle milizie e nell'esercito repubblichino che proprio Mussolini volle mettere nei campi di lavoro, traditori senza diritti, fuori da ogni Convenzione..
Rapito, sono stato rapito dagli occhi di quell'uomo che ieri sera raccontando al giornalista quei momenti, ripetendo il suo numero personale da campo, non ha potuto trattenere le lacrime.
Un numero che se non imparato portava a pestaggi e torture.
Uomini impiccati solo perchè non potevano più lavorare, impiccati sopra alla testa degli altri per monito.
Decisioni prese da SS che passavano vicino e con un dito spingevano il povero malcapitato... un minimo movimento del corpo ed eri finito, non servivi più.
In anni, in questi mesi, in questi giorni abbiamo assistito a tentativi di riesumazione del fascismo, politici che cercano di togliere il divieto costituzionale, politici che occupano incarichi istituzionali con un passato nero, poliziotti che appendono simboli fascisti sui muri della questura, saluti romani esposti pubblicamente per festeggiare la vittorio di un primo cittadino.
Abbiamo dimenticato?!?
Un numero da ricordare e un dito, un corpo che barcolla, noi ora dimentichiamo presto e barcolliamo anche se nessuno ci tocca.
Tv accesa per vedere il Tg3 della notte.
Una pausa dal libro, un po' di zapping che si ferma.
Si parla di storia, Minoli parla dei 150 anni, una specia di trasmissione bignami che passa velocemente in rassegna la nostro storia.
La prima guerra mondiale, l''ultima risorgimentale, Caporetto, Vittorio Veneto.
Le nuove generazioni uscite dai campi di battaglia piene di arditismo.
Il fascismo che ha cavalcato questa nuova voglia, presentandosi al re dicendo..."le porto l'Italia di Vittorio Veneto"... il regime.
Il patto con Satana con tanto di baffetti.
La seconda guerra mondiale.
L'arresto del duce, la sua fuga grazie ai tedeschi, la Repubblica di Salò...
Punto.
La scelta.
Un esercito lasciato allo sbando, Cefalonia, le stragi.
E poi gli internati, ecco gli internati.
Quei militari che rifiutarono di entrare nelle milizie e nell'esercito repubblichino che proprio Mussolini volle mettere nei campi di lavoro, traditori senza diritti, fuori da ogni Convenzione..
Rapito, sono stato rapito dagli occhi di quell'uomo che ieri sera raccontando al giornalista quei momenti, ripetendo il suo numero personale da campo, non ha potuto trattenere le lacrime.
Un numero che se non imparato portava a pestaggi e torture.
Uomini impiccati solo perchè non potevano più lavorare, impiccati sopra alla testa degli altri per monito.
Decisioni prese da SS che passavano vicino e con un dito spingevano il povero malcapitato... un minimo movimento del corpo ed eri finito, non servivi più.
In anni, in questi mesi, in questi giorni abbiamo assistito a tentativi di riesumazione del fascismo, politici che cercano di togliere il divieto costituzionale, politici che occupano incarichi istituzionali con un passato nero, poliziotti che appendono simboli fascisti sui muri della questura, saluti romani esposti pubblicamente per festeggiare la vittorio di un primo cittadino.
Abbiamo dimenticato?!?
Un numero da ricordare e un dito, un corpo che barcolla, noi ora dimentichiamo presto e barcolliamo anche se nessuno ci tocca.