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mercoledì 29 ottobre 2014 13 vostri commenti

Giovani al potere

Uno vorrebbe parlare di tante cose ma quando si trovano sui giornali certe dichiarazioni in stile berlusconiano o renziano (ormai sono sinonimi) della Picierno, eurodeputata del Pd, classe 1981...

"Sono rimasta molto turbata dalle parole di Camusso che dice oggi a qualche giornale che Renzi è al governo per i poteri forti. Potrei ricordare che la Camusso è eletta con tessere false o che la piazza è stata riempita con pullman pagati, ma non lo farò"

...intanto ci dispiace per il suo turbamento ma probabilmente non dipende dalle dichiarazioni della Camusso. Forse la Picierno ha ancora in mente le sue parole di elogio nei confronti di Ciriaco De Mita che più volte ha definito come mito e sul quale ha fatto anche la sua tesi di laurea.
D'altra parte parla una persona il cui segretario è al governo senza ricevere nemmeno un voto dai cittadini e fa parte di un partito con 100 mila tessere.
Berlusconi vive nelle loro parole e non solo.
lunedì 22 settembre 2014 38 vostri commenti

Sotto il vestito... Silvio

La mia è sempre stata un famiglia di operai. Il mio bisnonno ha lavorato in porto in mezzo ai "carbunin" poi nelle officine, mio padre invece all'Italsider. Uomini di lavoro, dalle mani consumate dalla fatica, con la schiena a pezzi ma sempre pronti a darsi da fare per gli altri.
Il primo vecchio socialista che verso la fine della sua vita non poteva neanche sentire parlare di Craxi, mio padre invece iscritto alla Fiom, comunista.
Ho imparato a dare il giusto valore al lavoro e ai diritti dei lavoratori.
Ogni anno girare per gli stand della Festa de l'Unità con mio papà era motivo di orgoglio. Sopra il mio divano, oggi, su una mensola tengo la punta delle bandiera che il mio bisnonno aveva fatto fare nelle officine e che ogni volta portava in giro nei cortei. Sopra c'è scritto Pace e Lavoro.
Oggi assistiamo ai video messaggi in stile berlusconiano del presidente del consiglio Renzi, testimoni dello smantellamento della sinistra, ascoltiamo l'ex sindaco di Firenze insultare la Cgil.
Sia chiaro l'ho già detto altre volte e lo ribadisco, il sindacato ha sbagliato parecchio, sbaglia ancora e al suo interno ci sono delle caste che andrebbero abbattute. Non si comporta da sindacato quando cammina a braccetto col governo di turno, dimenticando il vero senso della parola lotta. 
Sappiamo però che dietro ad una sigla ci vogliono le persone, e queste ultimamente anche nei posti di lavoro latitano, di disinteressano, non lottano. Colpa anche delle troppe delusioni che il centro sinistra e lo stesso sindacato hanno regalato.
Ma la Cigl è anche fatta di persone che ogni giorno vanno a difendere diritti che i datori di lavoro vogliono calpestare, singole persone che si siedono ai tavoli delle trattative con dirigenti che si aumentano lo stipendio mentre dall'altra parte tagliano sul costo del lavoro dei dipendenti.
Il pensiero di Renzi lo conosciamo. Uno che sta con Marchionne ha una targa che non possiamo dimenticare e in questi giorni abbiamo l'ulteriore prova. Parliamo di  uno che trova come alleato Brunetta per la riforma del lavoro. 
Il pensiero va a quelli che ora sostengono Renzi e che in passato sono scesi in piazza per difendere i diritti che ora il presidente del consiglio, con l'aiuto di Silvio e company, vuole smantellare in nome della creazione di posti di lavoro.
Strana teoria quella dei meno diritti uguale più posti di lavoro, già sentita in passato.
Si la Cigl ha sbagliato è vero, e sbaglia a non portare la gente in piazza per più giorni, ha sbagliato e sbaglia a non proclamare lo sciopero generale, sbaglia quando discrimina al suo interno, sbaglia a stare insieme a Cisl e Uil che firmano qualunque contratto a prescindere. Ma se penso alle lotte di Landini e della Fiom e a quel tipo di sindacato, penso che rimanga uno dei pochi punti di riferimento in questo momento.
Ma la gente è contenta perché Renzi ha ridato il nome alla Festa de l'Unità e nel frattempo parla come Berlusconi, si muove come Fini e propone provvedimenti come Brunetta.
L'Italia è anche questa.
martedì 13 novembre 2012 12 vostri commenti

Domani che sia generale!

E domani si riprende a camminare per le strade di una città che ha passato un week end di allerta, attraversando le vie dove ancora troppe persone fanno finta di niente, si voltano, guardano le bandiere e sentono i fischietti lasciandosi scappare quella a loro tanto cara espressione "sono i soliti comunisti che non hanno voglia di fare niente". 
I soliti già. Questo è vero perché a pensarci bene alla fine sono sempre i soliti che si incazzano, che chiedono, che fanno contrapposizione e scendono in piazza. Finalmente dopo tanto tempo, troppo, la Cgil ha proclamato uno sciopero generale.
Dalle mie parti, ma che altrove,  ormai la piazza sta diventando il luogo dove ci si ritrova più spesso contando quelle facce  che sembrano diventate parenti pronti a  protestare. La settimana scorsa contro un datore di lavoro che vuole fare lavorare di più guadagnando meno e  che vuole fare entrare le discriminazioni in un'azienda pagando 300 euro al mese in meno i neo assunti.
Domani si fermeranno tutti, o meglio dovrebbero farlo. Perché è in gioco il nostro futuro  e la sopravvivenza di uno stato civile che stenta ad esserlo ormai, perché da ciò dipende il nostro grado di democrazia che non si misura dalla riuscita di un talk show misto quiz con tanto di sindaco in stile berlusconiano e segretario da tv in bianco e nero, ma si misura dal livello di partecipazione delle masse che ormai non sanno neanche più di esserlo. 
Le stesse persone che si autocensurano, che hanno paura della loro ombra e che non manifesterebbero mai. Quelle che parlano per sentito dire e che si nascondono dietro le colpe degli altri e della storia, che loro logicamente non hanno nemmeno letto.
Per questo bisogna scioperare, per camminare liberi e far vedere agli altri che ciò che li lega si può sciogliere.
sabato 13 marzo 2010 19 vostri commenti

Atti per il lavoro

Vi giuro!
Ho smesso di contarli... direte voi i provvedimenti ad personam? No no questa volta no anche se sono arivati a 37 con l'ultimo regalino della premiata ditta incostituzionale Berlusconi-Napoletano.
No sta volta niente leggine o decreti di urgenza, no.

Sceneggiatura di una lotta.
Parcheggio lo scooter vicino al luogo della partenza del primo corteo, centro di Genova.
Vai...
Eskimo... che conoscevi tu... scusate la divagazione, berrettino e sigarettina quotidiana.
Mi avvicino all'assembramento e la prima sensazione è "Cazzo siamo sempre gli stessi", è come darsi un appuntamento con le stesse persone in data da decidere a seconda delle cagate del governo.
Niente amici all'orizzonte per ora.

Atto Primo. Contatto con gente del luogo che poi sarebbe anche il mio
"Ah non servono a niente questi scioperi!" mi dice un anziano signore...
"Troppi politici a Montecitorio, troppi politici. So io cosa servirebbe! Se fossi al governo io ve ne accorgereste. Ma non verrà mai quel giorno", realismo politico.
"Io sono pensionato sapete quanto mi hanno dato di aumento 2 lire... eh euro..."
"Eh la capisco...beh intanto se venisse più gente in corteo sarebbe già un punto di partenza importante!" cerco di intervenire ogni tanto anche io...
Ma l'anziano signore se ne stava già andando lasciandomi con un incomplrensibile "buon lavoro"... mah!

Atto secondo. La conta
"No dai ma se questa volta non siamo di più quando si metterà mai in testa la gente di scendere in piazza!" inizia a macinare pensieri il mio cervello alla vista del solito numero di scioperanti... però tutta via XX è presa dai!

Atto terzo. Partenza verso l'ignoto
Il corteo si muove, vengo raggiunto da amici..."l'articolo 18 non si tocca!"
La gente sembra neanche guardarci. Una volta si fermavano, ora andiamo talmente di fretta che in quanto scioperanti facciamo parte dell'arredo urbano.
Proposta: basta con i cortei solo in movimento, sit in, presidi e altre forme di protesta per bloccare e attirare l'attenzione sui problemi.

Atto Quarto. Non li conto più
...partito comunista internazionale...
...partito comunista dei lavoratori...
...sinistra crtitica...
...sinistra popolare...
...lotta comunista...
...la comune...
...il partito comunista...
...rifondazione comunista...
...sinistra e libertà...
Poi ho smesso di contarli. Con i volantini avrei potuto rivestire la parete di una camera tranquilamente, meno tranquillamente mi viene da pensare...

Ma possibile che si debba pensare di essere sempre più a sinistra di qualcuno senza accorgersi che se andiamo ancora più in al un burrone ci attende! Ma è possibile che si debbano disperdere anche se pur minimamente voti !
Ma è possibile che non si possano sedere ad un tavolo, guardandosi in faccia e dare vita ad un unico partito... e ribadisco che no parlo del Pd (che tra parentesi si è presentato col pullman, ma non portava sfiga?)

...partito della sinistra di sinistra...

Ma è possibile che si debba rischiare alle prossime elezioni politiche di non raggiungere ancora una volta lo sbarramento non portando nessun esponente di sinista (vera intendo) in parlamento!

...partito comunista un po' cinese...

Guardarsi per un attimo in faccia e dirsi "siamo così tanto diversi?"

...partito del comunismo a sinistra...

E' possibile!

Atto quinto. Oops il cavaliere ancora indagato
Già perchè sulla strada del ritorno, dopo il fatidico "lo sciopero finisce qui ci vediamo alle prossime lotte", leggo...





...insomma una sorta di telefono a tre Agcom, Minzolini e presidente del consiglio...
...insomma una discussioni su palinsesti...
...insomma una presa in considerazione degli aspetti dell'informazione pubblica...
...insomma una leccata di culo d'antologia di Minzolini e la solita richiesta di epurazione del reuccio di Arcore...

Atto sesto. Conclusioni
Mi aspettavo più persone lo confesso, ma porto a casa il bicchiere mezzo pieno... non siamo diminuiti (che di sti tempi è importante) e poi ho assistito ad un comizio di una sindacalista di 78 anni cgil sindacati che mi ha dato ancora più forza per lottare.

Domani sarò in piazza nella mia città ancora un volta... la lotta!
giovedì 11 marzo 2010 9 vostri commenti

In piazza





In piazza per...

...ricordare che L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro...

...chi non ha un lavoro e non viene neanche preso in considerazione...

...per chi ce l'ha e si sente sempre meno tutelato...

...per tutti quelli che oggi non possono scioperare perché sotto ricatto contrattuale...

...per chi è ritenuto fuori mercato...

...per chi è ritenuto poco preparato o troppo qualificato...

...per noi quelli da 1000 euro al mese...

...per far sapere che questo non è uno stipendio...

...per l'articolo 18...
Centra
...per il diritto ad un esistenza che non ci deve essere concessa ma dovuta...


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