C'è sempre una prima volta ed è capitato anche a me.
Prima d'ora lo avevo fatto solamente a distanza, via social o al massimo letto qua e là qualche commento e nulla più. Una bella dose di nervoso e via.
Stavolta però lo avevo davanti un negazionista. Con tutto il pacchetto completo e soprattutto quella cosa che mi ha fatto uscire di testa. "Ma secondo me non sono nemmeno piene le terapie intensive", il tutto avallato logicamente dal solito amico che si conosce e che ha detto di aver visto che non è vero niente, che è tutta un'invenzione, una truffa.
Si perché nel decalogo del negazionista una delle prime regole è quella di non essere mai diretto testimone. Di solito il più gettonato delle fonti è il cugino, anzi ammiocuggino, quello che lavora quasi vicino all'ospedale e che conosce un parente alla lontana di un barelliere in pensione che ha ancora un contatto con la centralinista del pronto soccorso.
Ah chiaramente non potevano mancare "è solo un'influenza", "io non credo a nessuno", "ci sono delle cure che non ci dicono", "io non mi vaccino". Insomma come dicevo pacchetto completo.
Devo dire che per un po' ho resistito ma quando sono state tirate in ballo le terapie intensive a suo parere vuote non ce l'ho fatta.
Il resto potete immaginarlo.