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giovedì 18 novembre 2010 30 vostri commenti

Quello non è cosa buona e giusta



..."qualche prete vanitoso che in tv si è prestato a fare da scendiletto"...
"L'Avvenire"

Si scendiletto va bene. Ma per chi?
Per gli ultimi come fa Don Gallo da una vita e come lui altri preti, per coloro che soffrono, quelli che hanno bisogno, i dimenticati e gli oppressi. Non certo per quelli dei grandi palazzi, le autorità, quelli sempre col vestito nuovo, quelli che se ne stanno al calduccio con la penna in mano a sparare cazzate convinti di essere magari il prolungamento del pensiero di Dio o meglio di una Chiesa con dei vertici vergognosi e sempre più distanti dai veri bisogni dell'uomo.
Ma forse sotto sotto l'Avvenire nonostante la condanna al premier preferisce quelli che "contestualizzano" le bestiemme come Don Fisichella, oppure preferisce quelli che chiudono le porte delle chiese perché altrimenti entrano quelli che hanno davvero bisogno, quelli che cacciano dagli scalini delle chiese chi chiede l'elemosina che si può dare solo quando passa il sacrestano con il sacchetto tra i banchi, magari l'Avvenire preferisce frasi come quelle di Don Verzè...


...insomma Don Gallo da il cattivo esempio poi magari la gente si convince realmente che un prete debba essere così. E questo non è cosa buona e giusta.
martedì 9 novembre 2010 33 vostri commenti

7 a 4

Ci sono momenti in cui vorresti essere li e abbracciarli.
Allungare le braccia e stringerli, dargli un pacca sulle spalle guardarli in faccia per dirgli grazie.
Si grazie per la loro magnifica e umana normalità. Per la loro capacità di farci sapere che non siamo soli e che la speranza non è solo una concessione dei padroni.
Non sto parlando di eroi, no, sto parlando di uomini che chiedono semplicemente un paese normale dicendocelo seriamente...




...oppure col sorriso sulle labbra strappandoci una risata...




...oppure attraverso una lista.




Uomini liberi che possono essere criticati certamente, che possono anche non essere simpatici perchè no! Ma liberi di direi ciò che vogliono, liberi di non dover rispondere ad un padrone, che non devono stare dentro a paletti, liberi di scrivere senza dover pensare alle conseguenze o al potente che potrebbe incazzarsi, liberi di non dover difendere il proprio datore di lavoro, liberi di avere una coscienza senza essere una proprietà privata.
Uomini e numeri come i 7 milioni e mezzo di italiani che hanno seguito Vieni via con me per respirare libertà contro i 4 milioni e otto che continuano a scegliere la finzione di 4 mura guardate da un occhio virtuale mentre gli altri lottano con il vero Grande Fratello.

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