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sabato 25 aprile 2020 13 vostri commenti

Noi sognavamo



Per la prima volta non sfileremo come ogni 25 aprile per le strade di Genova, non sentiremo Bella Ciao suonata dalla banda e il silenzio.
“Greta domani è la festa della liberazione”
“Allora usciamo”
“No mi dispiace, non si può”
“Allora non siamo liberi”
“Si noi si, proprio grazie a quei giorni”
"Lo facciamo in casa il corteo papà, non ti preoccupare".

Si, lo faremo in casa. 
Perché anche se lontani mai saremo distanti da quegli ideali che ci hanno permesso di essere liberi, da quelle donne e quegli uomini che anni fa hanno dato loro vita per salvare la nostra.
“Noi sognavamo un mondo diverso, un mondo di libertà, un mondo di giustizia, un mondo di pace e un mondo di fratellanza e di serenità.”
Germano Nicolini
Anche io lo sogno.
Buon 25 aprile.
W la Resistenza, sempre.
mercoledì 26 aprile 2017 25 vostri commenti

Se vorrai...


Nella vita dovrai lottare, a prescindere dalle bandiere, dai colori e dalle ricorrenze.
Non potrai farlo da sola ma dovrai provare a coinvolgere gli altri, anche se molti continueranno a pensare solo in prima persona e ti guarderanno come un'aliena.
Dovrai ricordare, perché senza memoria non c'è futuro.
Ti scontrerai spesso con quelli che non ascoltano, ma ormai sentono solo le loro parole.
Quelli che ragionano per dogmi, che non hanno mai torto e che hanno perso di vista la quotidianità.
Io posso solo accompagnarti fino ad un certo punto; il resto, se vorrai, dovrai farlo da sola.

lunedì 25 aprile 2016 13 vostri commenti

Scelte

Oggi ricordiamo chi in quei giorni 71 anni fa fece una scelta. 
Donne e uomini che potevano stare zitti, allinearsi, scappare, chinare la testa o aspettare il corso del tempo.
Potevano farlo. Non lo hanno fatto.
Oggi sento troppe persone dire che hanno paura di scendere in piazza per uno sciopero quando in quegli anni una sola parola sbagliata poteva costare il confino e molto peggio.
Questo dovremmo mettere sul piatto ogni volta che decidiamo di non fare niente, di non scegliere, di non lottare, di non esprimerci, di non dubitare, di non dire la nostra, di non alzare la testa, di chiudere la finestra e pensare solo al nostro salotto, di voltarci dalla parte opposta.
Oggi stringerò la mano di mia figlia per le strade della mia città cercando di insegnarle di non dare mai per scontata la libertà.
w il 25 aprile
lunedì 25 aprile 2011 17 vostri commenti

Oggi 66 anni fa eravamo liberi

Oggi 66 anni fa eravamo liberi.
Dopo la lotta contro il male peggiore, contro il nazifascismo.
Oggi 66 anni fa i nostri nonni, o i nostri padri, le nostre nonne, o le nostre madri, ci consegnarono un paese. Ci consegnarono dei diritti ottenuti e scritti grazie al sacrificio della vita di uomini e donne, di ragazzi di 24 anni come Albino Abico...

Carissimi, mamma, papà, fratello sorella e compagni tutti,
mi trovo senz’altro a breve distanza dall’esecuzione. Mi sento però calmo e muoio sereno e con l’animo tranquillo. Contento di morire per la nostra causa: il comunismo e per la nostra cara e bella Italia. Il sole risplenderà su noi "domani" perché TUTTI riconosceranno che nulla di male abbiamo fatto noi. Voi siate forti come lo sono io e non disperate.
Voglio che voi siate fieri ed orgogliosi del vostro Albuni che sempre vi ha voluto bene.

...di ragazze come Franca Lanzone, casalinga di 25 anni che svolgeva attività di informatrice e collegamento...

Caro Mario,
sono le ultime ore della mia vita, ma con questo vado alla morte senza rancore delle ore vissute.
Ricordati i tuoi doveri verso di me, ti ricorderò sempre
Franca

Cara mamma, perdonami e coraggio.
Dio solo farà ciò che la vita umana non sarà in grado di adempiere.

Ti bacio.
La tua
Franca

Oggi cosa siamo?
Oggi cosa abbiamo tenuto di quegli anni?
Oggi cosa abbiamo trasmesso di quei valori?

Oggi 2 anni fa leggevo questo...

"Va visto in questo senso anche il richiamo al 25 aprile con il segretario democratico (Franceschini NdErnest) che invita Berlusconi “a venire con me a Milano a ricordare la Resistenza per dimostrare insieme che la Resistenza è un luogo condiviso” e ricorda che “il premier non ha mai partecipato alle commemorazioni del 25 aprile”. Berlusconi risponde poco dopo dall’Abruzzo: ”Sto riflettendo e probabilmente sarò anche io in campo il 25 aprile” dice ”Non ho mai partecipato alle celebrazioni perché credo ci sia una appropriazione da parte di una sola parte politica”"

...a venire con me!
Ecco cosa siamo oggi, ecco cosa abbiamo avuto in questi anni. Politici che non hanno capito la reale dimensione della dittatura berlusconiana, che hanno dimenticato la Resistenza, continue strizzate d'occhio a destra e al centro senza mai buttare il cuore oltre (e non c'entra con quella assurdità del Pd).
Ecco oggi non abbiamo capito.
Oggi non abbiam capito che di fronte abbiamo un fascismo, diverso, ma sempre fascismo che ogni giorno ci toglie un mattoncino da sotto i piedi.
Il 25 aprile non è di tutti, non può essere di tutti, non può essere di chi per tutto l'anno distribuisce fascismo, razzismo, dittatura per il paese e poi tanto per il quieto vivere magari rilascia una dichiarazione tanto per far contenti tutti.
No! Il 25 aprile è per chi lo sente, è per chi lo tiene stretto al cuore e non lo mollerà mai a costo di essere da solo in corteo, il 25 aprile è tutto l'anno.
Non si può comprare e per festeggiarlo bisogna meritarselo ogni giorno con la lotta quotidiana espressione dei valori della resistenza.
Oggi io posso scrivere e parlare (per ora) grazie a quelle donne e a quegli uomini, oggi penso al mio bisnonno che si rifiutò come molti altri di prendere la tessera del fascio.
Oggi guardo con i brividi quella sua falce e martello di metallo fatta nei capannoni del porto di Genova da mettere come simbolo sull'asta della bandiera durante gli scioperi. La guardo ogni volta prima di uscire per tenere sempre a mente ciò che è successo e che è sempre in agguato.
Io oggi lo ringrazio promettendo a lui e a tutti gli altri di non arrendermi mai.


W il 25 aprile!
W la Resistenza!
lunedì 26 aprile 2010 28 vostri commenti

Il corridoio del tormento

25 aprile 2010

Mi sembra di sentirlo.

Freddo.
Umido.
Urla e terrore che striscia.
Quel terrore che entra da sotto le porte, si avvicina e si impadronisce dei corpi schiacciati.
Ancora urla.
Parole straniere che anche se incomprensibili si capiscono piene di violenza.
Torture... torture... torture...

Momenti che non si riescono nemmeno ad immaginare.

"Quando mi accorsi che la macchina stava percorrendo la strada che porta alla Casa dello Studente capii che per me era finita"

Genova. Corso Gastaldi, uno stradone come tanti altri.
Palazzi, fermate degli autobus, caos cittadino. E una costruzione dall'aspetto già di per se' inquietante.


Un edificio costruito dal fascismo nel 1934, dove "il buon fascista doveva formare mente e moschetto". Dove la Gestapo mise poi il suo quartier generale, con a capo il nazista Friedrich Engel, per interrogare e torturare i partigiani.

"Vedi qui i tedeschi strappano le unghie ai partigiani".
Avrò avuto circa otto anni, passavo li davanti con mia madre per andare a giocare a calcio e lei me lo ripeteva ogni volta, e per questo la ringrazio ancora.

Buio.


Freddo.
Mi sembra di vederli trascinati dai loro aguzzini.
Sbattuti contro le pareti.


Le loro parole lasciate...
"mamma non piangere perchè da oggi tu sarai madre di tutte le figlie del popolo..."
Brividi. Per quelle vite, per quelle torture subite...

"Cominciarono ventidue giorni di torture, in Questura, sotto gli artigli della terribile squadra politica di Giusto Veneziani. Franco temeva di non reggere, i continui soffocamenti con l' acqua, i suoi nemmeno vent' anni potevano lasciar andare qualche nome: così tentò di lanciarsi da una finestra. Infranse il vetro, il suo corpo, ma venne afferrato per un piede e salvato. E spedito alla Casa dello Studente: «perché pensavano che là dove non erano riusciti gli italiani, sarebbero stati efficaci i tedeschi», sussurra Arrigo. Altre torture, ma qui c' era Engel. «I tedeschi erano raffinati - analizza - facevano ascoltare con cura le urla dei torturati nelle celle vicine. Avevano un metodo scientifico e psicologico, per distruggere ogni resistenza"

Donne e uomini trascinati nel Corridoio del Tormento...


...messi nelle celle da un metro per due in dieci dodici persone ad attendere il loro turno, messi li proprio per far ascoltare le torture fatte ai loro compagni, le loro urla. Lamenti che provenivano dalla gabbie della tortura...


Buio... della civiltà.

Nel 2008 Genova ha ridato luce a queste segrete, che in passato molti volevano tenere nascoste. Come le colpe di chi è stato anche corresponsabili di quei delitti, lo stesso direttore della casa delle studente in carica dal '34 rimase anche dopo la liberazione, le celle furono murate per non farle vedere, anche se in città si sapeva, la gente lo diceva, le persone anziane raccontavano "sentivamo le urla da fuori" lo denunciava. Si voleva anche cambiare nome alla casa, chiamarla casa del Goliardo per metterci una pietra sopra. Dall'Università dicevano "noi dobbiamo pensare al futuro, lasciar perdere il passato".
Ma gli studenti non la pensavano in questa maniera, fu così che negli anni della rivolta e delle occupazioni la casa fu presa...


...e grazie al volume altissimo della musica gli studenti armati di picconi riportarono alla luce della verità la vergogna del Corridoio del Tormento, ottenendo anche le dimissioni del direttore.

MAI PIU'

domenica 25 aprile 2010 27 vostri commenti

Ogni giorno, per sempre, 25 APRILE!





Per non dimenticarlo mai e ricordare sempre...

Lo avrai

camerata Kesserling
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costituirà
a deciderlo tocca a noi
non coi sassi affumicati
dei borghi inermi e straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità.
Non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire
ma soltanto col silenzio dei torturati
più duro di ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato tra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo
su questre strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ORA E SEMPRE RESISTENZA

P. Calamandrei

...per chi ha combattuto per pemetterci di vivere liberi, contro quelli che ci stanno togliendo piano piano la libertà...


...per quelle donne...


...quegli uomini...


...per chi ha lottato, marciato senza sapere che avremmo poi buttato via tutto il loro sforzo, le loro vite bruciate per noi... contro chi ogni anno cerca di rimuovere il 25 aprile...


...per chi in questi anni ha lottato per non far dimenticare... contro chi vuole cambiare la storia...


...perchè la resistenza non è mai finita e mai finirà...

...perchè il fascismo cambia abito ma rimane sempre fascismo...


"Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste. Ecco l'appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l'onestà e il coraggio. L'onestà... l'onestà... l'onestà. [...] E quindi l'appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto: la politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c'è qualche scandalo. Se c'è qualcuno che da' scandalo; se c'è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato!
"

Sandro Pertini



Ripartiamo dal 25 aprile, ripartiamo da una liberazione dal nuovo fascismo, ripartiamo da un partito di lotta che creda nei valori della resistenza quei valori che ritroviamo nelle parole di Sandro Pertini e dei partigiani.
Ripartiamo davvero prima che sia troppo tardi.

Buon 25 aprile
lunedì 27 aprile 2009 0 vostri commenti

Appropriazione indebita


Certamente l'imperatore di Arcore non poteva limitarsi a partecipare ipocritamente al 25 aprile doveva spingersi oltre, anzi magari era proprio nei suoi piani. Da anni sperava che un esponente del centro sinistra lo invitasse così apertamente alla festa, gli fornisse un assist prezioso. Per far cosa? Beh se Silvio non riesce ad abolire il 25 aprile allora l'unica soluzione è appropriarsene, diventare la star, diventare colui che ha cambiato il nome alla celebrazione...farla diventare di tutti la "Festa della Libertà".
Ho sentito esponenti di centro sinistra dichiarare "finalmente dopo 15 anni Berlusconi ammette che la Repubblica è fondata sui valori della Resistenza". Il problema non è quello. La diversità dei suoi valori e la lontananza da quelli della Resistenza l'ha dimostrato da quando è entrato in politica. Quindici anni di leggi incostituzionali, di provvedimenti contro la libertà di informazione e ora per puro opportunismo politico, come il suo socio Fini, partecipa al 25 aprile.
La festa di liberazione non è per tutti. Questo non è un discorso antidemocratico è storico, e basato sui valori che in quegli anni ci tirarono fuori dal peggiore degli incubi. Chi sta dall'altra parte e ha sempre dimostrato nei fatti di essere lontani anni luce. Chi sta con i fascisti e li ha portati al governo non può stare davanti ai partigiani che hanno combattuto anche per la sua libertà. Chi chiede l'equiparazione dei combattenti non merita questa festa che tutti noi dobbiamo difendere perché 60 anni non sono poi così tanti e le dittature si presentano molte volte sotto mentite spoglie.
Anche noi ogni giorno dobbiamo meritarci il 25 aprile continuando la lotta dei nostri nonni...

"Mamma adorata, quando riceverai la presente sarai già straziata dal dolore. Mamma, muoio fucilato per la mia idea. Non vergognarti di tuo figlio, ma sii fiera di lui. Non piangere Mamma, il mio sangue non si verserà invano
e l'Italia sarà di nuovo grande.
Da Dita Marasli di Atene potrai avere
i particolari sui miei ultimi giorni.
Addio Mamma, addio Papà, addio Marisa e tutti i miei cari; muoio per l'Italia. Ricordatevi della donna di cui sopra che tanto ho amata. Ci rivedremo nella gloria celeste. Viva l'Italia libera!"
Achille
(da "Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana)


martedì 21 aprile 2009 0 vostri commenti

Tutti insieme appassionatamente


Fra pochi giorni sarà il 25 aprile. Questo governo e anche molti di quelli precedenti vogliono far diventare questa data un giorno come gli altri.
Mi domando quindi come si possa chiedere a Berlusconi di venire in corteo a festeggiare la liberazione. Sfilare per le strade con la persona che ha portato i fascisti al governo del nostro paese, sfilare con chi ha finora ha calpestato la costituzione, sfilare con chi si ritiene al si sopra di tutto e della legge, sfilare con chi illegalmente continua a prendere in giro i lavoratori.
Il 25 aprile va difeso, va tenuto distante dalle persone che non si riconoscono nei valori della libertà, della democrazia e della tolleranza tutti principi lontani chilometri dal nostro governo. Il partito democratico non vuole fare vera opposizione, parla come la vecchia democrazia cristiana, rigetta buonismo da tutte le parti. Lo abbiamo visto nelle ultime elezioni a cosa ha portato il fair play, a cosa ha portato dialogare col centro e isolare sempre di più la sinistra.
D'altra parte lo si può vedere nei manifesti elettorali del PD in giro per l'Italia in questi giorni...persone che spingono mezze parole come DISOCCU fuori dal manifesto...ma come si fa a fare delle cose del genere, probabilmente neanche mio nipote avrebbe fatto peggio. La gente va informata su cosa sta succedendo, alla gente bisogna parlare chiaramente, raggiungerla con un messaggio semplice e diretto...non mezze parole spinte fuori, qualcuno crederà che sia un errore di stampa...chiediamo asilo politico!

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