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venerdì 28 febbraio 2014 16 vostri commenti

Una strana coda

Qualcuno potrebbe pensare ad un'allucinazione da stanchezza della sera, dopo le ore passato in ufficio, in fabbrica o in negozio. 
Passare dalla stazione di Cornigliano, quartiere di Genova, e vedere della gente in fila potrebbe non essere così particolare. Le solite code, la lentezza degli sportelli. Niente di tutto questo, ma una sala d'attesa autogestita in attesa del proprio turno dal dentista.
"È un po’ come essere in un ospedale da campo, di quelli d’emergenza nei luoghi più difficili. Qui siamo nella stazione a pochi minuti dal centro città ma per alcune cose sembra davvero di essere a migliaia di chilometri di distanza", dice Claudio Salvi il dentista che a fine lavoro si reca in Stazione per prestare un servizio gratuito per chi non può permetterselo, per i dimenticati, i sommersi. 
Qualcosa mi dice che la fila sarà sempre più lunga visti i dati di povertà, la mancanza di lavoro e i prezzi proibitivi della sanità.
Gesti quotidiani che fanno sperare e che solitamente non appaiono lasciando il palco al vuoto delle parole delle istituzioni.
venerdì 21 febbraio 2014 17 vostri commenti

Abbiamo finito il cibo

Su alcune porte nelle strade delle nostre città, come Genova, non appaiono menù ma cartelli con scritte come questa...

"Ci dispiace molto. Ma per un mese non possiamo distribuire pasti: abbiamo finito il cibo"

...questo perché da gennaio il programma europeo "Pead" di aiuti alimentari ha dimezzato del 60% i fondi.
Insomma meno cibo e più persone in fila davanti alle comunità e ai centri vari
Sono cifre che dovrebbero farci pensare e svegliare quella politica che è lontana anni luce da questi problemi. Nel 2008 la Comunità di Sant'Egidio ha distribuito circa 12520 pasti freddi nel 2013 il numero è aumentato di sette volte... 74800.
Sono molti gli insospettabili che non ce la fanno ad andare avanti, fantasmi che non vengono riconosciuti per strada, che prima avevano un lavoro, una famiglia. Costretti a dormire sulle panchine della stazione dando la buona notte a distanza ai propri figli.
Un società al contrario, dove l'1% detiene la ricchezza, dove i prodotti di lusso stanno incrementando le vendite e le rendite sono sempre intoccabili.
Nelle nostre vie ci sono uomini e donne che avrebbero bisogno di risposte.
Ma arrivano solo tagli e indifferenza.
lunedì 13 gennaio 2014 10 vostri commenti

Fame quotidiana

Una donna cammina per una strada di Atene. 
Ha fretta, vorrebbe andare ancora più veloce ma non ce la fa. Ha paura di arrivare tardi, perché li dove deve andare il rischio è non trovare più niente. Per lei, ma soprattutto per la sua famiglia, sarebbe una tragedia.
Dove sta andando questa donna?
Corre per arrivare prima al banco delle offerte dei saldi?
Al negozio Apple per l'ultimo Iphone?
Cerca di accelerare, passo dopo passo. Il fiato incomincia a mancare, le gambe sembrano non rispondere più e diventano molle, non riescono più a sostenerla.
Poi il buio.


Qualcuno continua a parlare di numeri e di bilanci nel frattempo c'è chi deve fare i conti con la fame quotidiana.
martedì 26 novembre 2013 10 vostri commenti

Fantasmi in città

Passeggiare in una delle nostre vie ultimamente fa riflettere molto. Soprattutto se lo si fa senza l'intento di guardare vetrine o elettrodomestici inutili creati solamente per rompersi ad orologeria dopo due anni, a garanzia scaduta naturalmente.
Oltre ad accorgersi delle bellezze architettoniche che le nostre città offrono al di sopra del nostro naso si possono associare immagini a considerazioni sullo stato del paese, ma direi della società intera.
Ogni 20-30 metri ci sono persone che chiedono l'elemosina. Ciò che mi ha colpito rispetto al solito è il fatto che ultimamente siano in maggioranza  persone anziane, donne e uomini. 
Allora il mio cervello ha iniziato ad elaborare pensieri. Chi sfila per queste persone, chi manifesta, chi si arrabbia se non i soliti?!? Pochi, pochissimi, nessuno. Queste le risposte.
Molti potrebbero rispondere che dovrebbero andare a cercare lavoro. Un anziano? In questo momento storico? E chi glielo da il lavoro?
Questo per dire che nella nostra società, nelle nostre piazze, nelle nostre vie ci sono parecchi fantasmi che dimentichiamo, che evitiamo, parecchi di noi fortunatamente non lo fanno e ci sono associazioni che per questo vanno ringraziate ogni giorno.
Sarò un inguaribile utopista ma non riesco ad accettare una società che si basa su disparità enormi, dove le classi ci sono e non sono quelle delle scuole.
sabato 11 luglio 2009 0 vostri commenti

L'Ecuador condanna i provvedimenti del governo contro l'immigrazione... meno male che Silvio al G8 ha parlato di aiutare chi è in difficoltà

Il governo dell'Ecuador condanna con una nota i provvedimenti dell'esecutivo italiano..."la nuova normativa presuppone un chiaro e drammatico avanzamento della politica migratoria dell’Italia verso pratiche che violano in generale i diritti umani e in particolare quelli delle persone migranti”..."stabiliscono come reato il diritto al libero movimento delle persone, induriscono paradossalmente le condizioni per facilitare un’immigrazione regolarizzata e aumentano gravemente le pene contro le persone prive di documenti”... l'immagine del nostro paese è sempre più compromessa. Durante il G8 Berlusconi ha parlato con i grandi di povertà, di solidarietà verso le popolazioni in difficoltà... di provvedimenti da adottare per i paese sottosviluppati... poi vara un decreto vergognoso che va proprio a impedire a persone in difficoltà e che magari lavorano già nel nostro paese di poter vivere in pace e in libertà... impedisce alle persone di poter sperare in un futuro migliore, aspirare ad una condizione economica migliore... chissà se intendeva questo il premier quando parlava di aiuti per la povertà?

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