Viene da chiedersi se ci sarà mai un limite da non oltrepassare in questa società. Tutto ormai fa spettacolo, come se esistesse solamente se trasmesso, postato o ripreso.
Assistere ad una confessione in diretta di un omicidio come quello in provincia di Modena, mandata in onda come una delle tante ricette dei cuochi di turno. Il giornalista che continua a fare domande senza senso, davanti ad un uomo in evidente stato confusionale.
Mi spaventa sempre di più il vuoto delle emozioni che si coglie. Mi spaventa il vuoto che troppe famiglie devono affrontare, sole davanti a delle malattie devastanti. Fantasmi nelle nostre città che vagano con lo sguardo fisso e il pensiero occupato solamente da una cosa. Donne e uomini abbandonati dalle istituzioni, soli con la malattia.
E' una società malata che non vuole occuparsi dei malati, non li vuole neanche vedere.
Li vuole dimenticare.
Una società senza più valori.
RispondiEliminaUn'altra delle tante piaghe del nostro"Paese"
RispondiEliminaPurtroppo hai ragione. Viviamo in una società malata, che non ha più valori e rispetto per nessuno. Una società che abbandona chi è più debole e che pensa solo a spettacolarizzare qualsiasi evento, anche il più doloroso.
RispondiEliminaDal momento che viviamo nella civiltà dell'illimitato, come dice Galimberti, non credo esista ancora un limite che non può essere superato. E lo dico col groppo in gola, sia chiaro.
RispondiEliminaDal momento che viviamo nella civiltà dell'illimitato, come dice Galimberti, non credo esista ancora un limite che non può essere superato. E lo dico col groppo in gola, sia chiaro.
RispondiEliminaCon le malattie in generale, si resta soli.
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