Guccini rimane poeta a prescindere dal mezzo usato.
La sua capacità di raccontare storie del passato mi ricorda mia nonna, quando alla fine dei pranzi di famiglia, a volte guardando qualche vecchia foto, narrava di persone che non c’erano più. Con soprannomi assurdi.
Chissà perché si è un po’ persa l’abitudine di dare quei soprannomi.
Il passato ci appartiene e andrebbe rispolverato.
Guccini in questo piccolo racconto ci riesce come sempre, portandoci indietro anche con parole di allora.


Grande autore con brani molto significativi.
RispondiEliminaMe lo devo procurare al più presto.
RispondiEliminaAl mio paesello, si conoscevano tutti per i.soprannomi , assurdi spesso . Ora si è persa questa abitudine. Deve essere un bel libro. Buona giornata.
RispondiEliminaHo sempre amato il Guccini cantautore e il Guccini scrittore. Sarà il mio prossimo libro.
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