venerdì 16 gennaio 2026

Gradini e sorrisi

Capita di scontrarsi con una vecchia foto di tanti anni fa. 

Così in questi giorni con scalini da affrontare sempre più faticosi mi è capitato di pensare alla meraviglia di chi sa donare sorrisi. Quelli veri, non forzati. Quelli naturali, che spontaneamente escono fuori, magari ad un semaforo mentre stai pensando ad una persona o ad una situazione in particolare. 

I sorrisi che ti accolgono, come era quello di mamma e di Anna. Come quello di Laura. Che ti risvegliano dandoti il buongiorno senza avere bisogno di parole, o che fanno sapere di esserci, sempre e comunque, come Sonia.

Nella vita ho imparato a sorridere e anche a piangere, non seguendo corsi, ma seguendo passi di chi ho avuto la fortuna di incontrare. Con la consapevolezza che anche dietro ad un sorriso ci può essere tristezza, ma anche ascolto. 

Spero di averne distribuito e continuare ad incrociarne altri, perché quando gli zigomi vanno in su è come se alzassero un sipario, dando inizio ad un meraviglioso spettacolo.

1 commento:

  1. Trovare un sorriso per strada, anche di uno sconosciuto, è trovare un piccolo raggio di sole che cambia la giornata. Per questo quasi me lo impongo quando vado in giro, a costo di passare per un fessacchiotto. Meglio comunque sorridere.
    E un sorriso te li lascio, amico Ernest.

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