venerdì 22 marzo 2013 10 vostri commenti

Oi Vito!

Tutto sommato se ci pensate bene effettivamente sarebbe meglio che si facesse veloce tutto, senza tanto discutere, senza stare a li a prendere in considerazione le ipotesi,  senza pensare chi può ricoprire al meglio una carica o un'altra.
Insomma parliamoci chiaro questa cosa che utilizziamo da anni dove ci ha portato, come ci ha ridotto. Parliamo di lei, la portiamo come esempio anche nelle assemblee di condominio o nelle nostre semplici discussioni... "posso parlare siamo o non siamo in democrazia!?!?"... il risultato lo abbiamo davanti ai nostri occhi, parlano tutti, parlano in troppo, ci siamo persi a discutere quando bisognerebbe solo AGIRE.
La discussione è per i deboli e gli insicuri, l'azione è per i forti quindi facciamo ammenda coraggio abbiamo sbagliato per tanti anni, le nostre stupide discussioni non servono a nulla, tutte quelle assemblee. 
Così anche nel nostro quotidiano. Meglio arrivare a casa e trovarsi subito la camera da letto spostata, meglio partecipare ad un'assemblea di condominio per soli 2 minuti con un amministratore che ha gia DECISO tutto, fidatevi meglio così!
E poi se per caso qualcuno è in disaccordo lo mandiamo via, non  discutiamo nemmeno è solo un perditempo nulla facente...

''non facciamo un cazzo, passiamo un mese e mezzo a scegliere nomi...'' 

...si chiama democrazia, si chiama rappresentanza  non quella digitale, da non confondere però con il perdere tempo per portare a casa qualche poltrona (cosa che tra parentesi mi sembra stiano facendo anche loro). In passato qualcuno ha gia fatto un discorso del bivacco di cui francamente non sentiamo la mancanza,
venerdì 15 marzo 2013 26 vostri commenti

The Sim in Parliament

Mentre il belpaese come al solito fa a gara per aggiudicarsi la parentela più stretta con Francesco I (per un attimo mi sembra di essere tornato agli asburgo) sull'altra sponda del Tevere succedono cose da barzelletta drammatica oserei dire.
Ma partiamo dai numeri.
Dunque, in Italia ad oggi ci sono circa 60.662.442 di abitanti dei quali 50 449 979 ammessi al voto.
Ora di questi 50milioni circa 12 milioni hanno deciso che tutti quelli che si sono candidati facevano schifo, compreso il signor Beppe Grillo (perchè è di lui che stiamo parlando non dei grillini).
Andiamo avanti.
Circa 8 milioni di persone, non domandatemi perchè, ha continuato a credere a Silvio Imperatore e sono ancora in coda per il rimborso Imu.
Altri 8 milioni e mezzo di persone, sempre circa, si sono buttati sull'altra sponda, quella del giaguaro targato Pd.
3 milioni e mezzo di italiani hanno dato il loro consenso a Monti... mah.
Infine altri 8 milioni e mezzo di italiani gridando vaffanculo nell'urna hanno messo la croce su Beppe Grillo (perchè è sempre di lui che stiamo parlando non dei grillini).
Quindi... sit down and math lesson!

10 milioni (non aventi diritto) +
12milioni (di vaffanculo generale) + 
10milioni (per lo smacchiatore di giaguari) + 
10milioni (un po' meno ma poi mi dicono che sono di parte, per la coppia del secolo Bobo-Silvio) + 
3milioni e mezzo (di pro banche)+
vari ed eventuali
UGUALE
52 milioni di persone (circa lo ripeto) che hanno deciso (alcuni senza decidere) di NON STARE con Beppe Grillo (perchè è di lui che stiamo parlando non dei grillini).

Ora capisco che per alcuni la democrazia non è una bella cosa e come ho detto qualche giorno fa si sta giocando alla rivoluzione francese prospettando epurazioni nei confronti dei non allineati, ma la rappresentanza in un paese civile è fondamentale soprattutto quando il paese è chiaramente spaccato.
Per cui fa veramente ridere (e non c'è da ridere sia chiaro) che Grillo, Casaleggio, i Maya a lui associati, i girondini del primo giorno e compagnia bella pretendano di comandare da SOLI avendo preso 8milioni e mezzo di voti, pretendano di volere 2 presidenti delle camere avendo preso 8milioni e mezzo di voti, a questo punto dategli anche la presidenza della Repubblica una prelazione sul prossimo papa... che poi non erano quelli non interessati alle cariche?!?!?
Signori forse qualcuno non ve l'ha detto, eppure smanettando un po' sulla Santa Madre Rete i dati si trovano,  ma ci sono 52 milioni di persone che non vi hanno votato, è incredibile ma fin che ci sarà la democrazia sarà così... poi quando avremo tutti un account google e voteremo da casa tramite l'avatar della stanza accanto... quando un candidato si presenterà per aver ottenuto 30 milioni di MI PIACE pretendendo il ministero dell'economia virtuale... quando faremo corsi di gruppo per anziani insegnandogli a Twittare sull hastag #onlyGrillo100%... ecco quel giorno potrete giocare a The Sim in Parliament ma oggi no.

mercoledì 13 marzo 2013 20 vostri commenti

Scusi... per la sinistra?

Lasciando perdere per un attimo tutto quello che sta succedendo... dichiarazioni di giovinezza da parte del Pd, smentite, interviste imbarazzanti dei grillini, post fascismi palesi, specialisti in marketing di rete che vogliono comandare il paese aspettando la terza guerra mondiale che hanno previsto per il 2020, centristi dispersi a mendicare un posticino, gita di classe con foto di gruppo davanti al tribunale di Milano, gruppi di uomini in porpora che stanno scegliendo il prossimo banchiere di Dio, convalescenze da sogno in ospedali   tutti tempestati di pietre preziose... viene da porsi una domanda per il futuro, con delle premesse.
Premesso che  io come molti di color che ho il piacere di incontrare su "i diari" il Pd non l'hanno mai votato...
Premesso che fin che ci saranno persone come Veltroni, D'Alema, Finocchiaro, Franceschini, Bindi, Fioroni e molti, troppi, altri con quel partito non ci si può fare niente...
Premesso che bisognerebbe smettere di fare la corsa verso il centro che ha portato solo rovina..
Premesso che Sel con l'ultimo risultato elettorale dovrebbe iniziare a porsi delle domande...
Premesso che il progetto di Ingroia sembra già concluso....
Premesso che ci siamo fatti scippare tutti i movimenti...
Premesso che bisognerebbe evitare di strizzare l'occhio alle politiche liberiste e chiamarle con il nome giusto...
Premesso che anche nella Cgil ci sono due anime che si tirano i capelli e appena possono estromettono gli indesiderati...
Premesso che anche volendo provare a cambiarli quei partiti di solito ti mettono alla porta, non ti fanno entrare o al massimo ti fanno attaccare l'adesivo alla festa de l'Unità...
Premesso che ogni giorno facciamo le nostre lotte e continueremo a farle...
Noi dove andiamo e come facciamo a fare una politica di sinistra?
giovedì 7 marzo 2013 19 vostri commenti

Salute pubblica?


« Il terrore non esiste solo quando alcune persone comandano altre e le fanno tremare, ma regna quando anche coloro che comandano tremano, perché sanno di essere presi a loro volta, come quelli su cui esercitano il potere, nel sistema generale dell'obbedienza. »
Michel Foucault


Sia chiaro lungi da me fare paragoni che possono risultare assurdi ma leggendo questa frase di Foucault ho avuto la sensazione di assistere alla descrizione di questo momento storico-politico in cui si tende a dire che tutto ciò che è sopra di noi fa schifo senza alcuna distinzione. 
Perché vecchio non vuol dire sempre e per forza rottamazione.
Giovane non sempre va di pari passo con persona in gamba.
Uomo del popolo non è sempre uguale a persona onesta.
Dirigente non significa sempre persona preparata o ladro di polli.
E non basta dire di non essere un partito o avere un non-statuto per differenziarsi dagli altri.
La rete non è l'emblema della libertà, non è la verità assoluta e un account non è una persona.
Perché il rischio è di arrivare al punto di avere timore della propria ombra o di essere beccato a mangiare una merendina pagata da qualche lobbista.
Poi sia chiaro l'aria fresca serve a tutti ma a tener aperte troppo le finestre si rischia di ammalarsi.
lunedì 4 marzo 2013 17 vostri commenti

Qui dove girano tutti a destra

Mai come in questo periodo viene da porsi una domanda. Possibile che in questo paese non ci sia più spazio per un voto a sinistra? 
Francamente non ho la risposta da dare in maniera chiara e netta. Posso solo ragionare sui numeri e sulle votazioni degli ultimi anni e analizzando quelli verrebbe da dire di no. 
Cercando di approfondire il pensiero però risulta ancora più difficile arrivare ad una conclusione. Ultimamente abbiamo assistito all'elezione di sindaci di sinistra osteggiati anche dal Pd come Pisapia o il sindaco di Cagliari, e lo stesso Doria di Genova. Questo ci ha fatto pensare ad un risveglio a sinistra e soprattutto al fatto che i candidati del Pd non erano poi sostenuti dalla gente (primo avviso sottovalutato). Poi cosa è successo? Beh tante cose direi. La caduta di Berlusconi e l'avvento di Monti con le sue politiche liberiste, le primarie fratricide e poi quello che sappiamo.
Mi domando però, siamo certi che questo paese alla fine dei conti voglia una sterzata a sinistra. Viene il sospetto che prima di andare a votare esista questa voglia mista ad indignazione che però sparisce appena vicini alle elezioni dove solitamente il centro sinistra perde oppure, vince perdendo (lascio perdere i miei commenti che già sapete sulla qualità di questo centro sinistra).
Forse al giorno d'oggi essere di sinistra vuol dire essere fuori dal tempo? Allora io mi devo trovare uno spazio temporale nuovo. (aiuto!?!?)
Forse alla fine, come si scriveva qualche giorno fa sul manifesto, questo è una paese pieno di tematiche che necessiterebbero soluzioni di sinistra ma non è, e non lo è mai stato, un paese di sinistra.
venerdì 1 marzo 2013 18 vostri commenti

Lega...li tiè!

In questi giorni stiamo assistendo a festeggiamenti di personaggi che hanno perso, ma non riescono proprio a dirlo, che riassumono in maniera esemplare e fanno capire molto bene che tipo di politici abbiamo avuto in questi anni e soprattutto che tipo di elettori.
Giusto per non farci mancare neanche il paradosso, nel momento di minimo storico di preferenze la Lega di Maroni governa il Nord.
Ricordate qualche mese fa... gli scandali dei rimborsi targati federalismo verde, fidanzati imbarazzanti che usano soldi pubblici, cerchi magici buttati nella spazzatura e trote tradite dal proprio autista.
Risultato? Base in rivolta, orgoglio federalista, ritorno a Pontida, mea culpa del capo, come dimenticare quelle frasi..."chiedo scusa per i miei figli". Quindi passaggio di consegne al Bobo con tanto di allontanamento da B ("Molto difficile una nuova alleanza col Pdl" Luglio 2012).
Però si sa che in politica, a destra ma anche a sinistra, ci hanno abituato a giravolte infinite infatti eccoci qua con il Maroni che vince grazie ai voti che qualche mese fa sembrava voler allontanare.
Quindi un po di numeri.
1390000 voti circa presi dalla lega in queste elezioni politiche contro i 3 milioni di 4 anni fa, mentre Super Bobo ha raggiunto i 2500000 circa  in Lombardia.
Forse, e dico forse visto che in questo paese non si sa mai, finalmente qualcuno si è reso conto della reale natura di queste persone che per anni con una mano hanno preso i soldi da Roma e con l'altra invece hanno giocato a fare i secessionisti, con punte di razzismo, che ora non è il caso di ricordare ma che rimangono ancora impressi nella mente, e con un'enorme voglia di rimanere incollati alle stanze del potere.
martedì 26 febbraio 2013 27 vostri commenti

Perché si perde... sempre

Perché il centro sinistra non ha avuto il coraggio di andare a votare 16 mesi fa, si è fatto infinocchiare da un governo tecnico che di tecnico non aveva niente, si è fatto imbrigliare dalla lacrime di un ministro che ha dato vita ad una politica del lavoro che ha steso definitivamente ciò che B. aveva tramortito.

Perché sedici mesi fa il centro sinistra avrebbe vinto le elezioni radendo al suolo le percentuali di un personaggio che ormai era quasi, ripeto quasi finito. Invece gli ha permesso di eclissarsi, sparire e lasciare in mano il pdl ad angelino in modo da non apparire all'italiano nel momento un cui la disoccupazione saliva al 35%  nei giovani e il portafoglio delle famiglie italiane era sempre più vuoto, lasciando inoltre il palcoscenico al centro sinistra che si è suicidato firmando ogni provvedimento di Monti.

Perché la Cgil  in 16 mesi di Monti non ha fatto un sciopero generale contro il governo.

Perché la frase "con questa dirigenza non vinceremo mai" sarebbe da tatuare su ogni candidato.

Perché hanno permesso a B. di tornare dopo 16 mesi praticamente ripulito con in mano il pallino del gioco a fargli urlare "io avevo lasciato il paese in migliori condizioni", come se uno ferito a morte possa dire di star bene... ma loro lo  hanno permesso e l'italiano ha bevuto tutto come al solito.

Perché mentre il centro sinistra si beava delle sue primarie all'americana de noatri gli altri il M5s prendeva voti da tutte le parti, e proprio mentre Renzi diceva a tutta l'Italia che il suo segretario era da rottamare, gli altri si coalizzavano con partitini dal nome quasi impronunciabile.

Perché lo snobismo radical chic di una certa sinistra pensa di poter vincere a prescindere dalle cose che vengono proposte sul territorio alla gente... pensa che basti dire che dall'altra parte c'è il male o un comico per prendere voti. 

Perché in troppe Regioni per avallare le politiche di Monti le giunte hanno tagliato cose e servizi che un partito di sinistra non deve fare MAI, a costo di perdere le elezioni (e su questo siamo sicuramente preparati).

Perché la dirigenza del centrosinistra non ha ancora capito che B. in Tv vince sempre e che loro perdono sempre, quindi forse sarebbe meglio tornare nelle piazze, nelle strade, nei posti di lavoro e non nei teatri.

Perché ci sono dirigenti nelle nostre aziende che dicono di essere di sinistra, e magari hanno anche una tessere, e da una parte criticano la Fornero mentre dall'altra appena possono piazzano contratti precari o condizioni di lavoro da liberisti sfrenati.

Perché non quella dirigenza non sa più a chi sta parlando e non conosce più il suo paese, perché gente come la Bindi, la Finocchiaro, D'Alema, Letta, Franceschini, Di Pietro e molti altri dovrebbero trovarsi un altro lavoro o andare al parco.

Perché alla fine una buona parte degli italiani è come Berlusconi, vorrebbe essere come lui, lo idolatra, lo venera, pende dalle sue labbra, quotidianamente si comporta come lui, non ti da mai lo scontrino, se può ti frega, ti raggira, ogni tanto ti canta una canzoncina, mentre ti racconta una barzelletta di ruba il portafoglio, si traveste da fino postino e ti porta via la pensione, parcheggia in doppia fila o nel posto dei disabili, finge di essere invalido, pretende senza mai dare niente, va a messa e quando esce insulta l'extracomunitario e poi va a trovare l'amante, fa battute sconce alle colleghe, ama il potere, adora la televisione di serie B, non legge un libro dai tempi del libro Cuore delle elementari e se non stai attento ti frega la fidanzata quando ti giri.

Perché all'italiano non interessa sapere dove e come prenderà i soldi dell'Imu... li vuole punto, intanto poi se i comuni sono costretti ad alzare altre tasse il problema non è suo, intanto se in questo paese ci sono persone che hanno 10 prime case intestate a figli, cugini, zii, nipoti e portinai il problema non è suo.

Perché ci siam abituati ormai a votare il meno peggio, e questo vizio ci ha portato ad avere la classe dirigente più inutile della storia della sinistra (se si può ancora chiamare così). Perché B. ha plasmato i nostri cervelli, ci ha bloccato su di lui per vent'anni che ci hanno visti impegnanti sconfiggerlo, dimenticandoci però che avremmo potuto farlo con in contenuto, parlando alla gente, cercando soluzioni per chi vive i problemi reali... anni in cui avemmo dovuto andare a prendere per il colletto i dirigenti del centro sinistra e non perdonarli sempre per paura di dare il paese in mano a B. (che intanto lo ha in mano comunque).

Perché se nel dibattito delle primarie non citi neanche una volta Gramsci... Berlinguer... e molti altri ma citi santi, preti e via dicendo forse bisognerebbe iniziare a porsi delle domande.

Perchè noi ci dividiamo e in più facciamo la corsa al centro.

Perché se continui a dire che hai vinto anche quando hai perso il 20% di voti rispetto al 2008, probabilmente è arrivato il momento di salutare tutti e andare alla bocciofila.

Perché troppi italiani sono razzisti e  se ne fregano di chi sta peggio.

Perchè Santoro dopo quella trasmissione se la deve dimenticare Bella Ciao e il suo fido Travaglio quando ha davanti il suo "nemico" dovrebbe parlare non balbettare.

Perché negli anni passati abbiamo accettato gente come Capezzone e Buttiglione.

Perché se non riusciamo a vincere quando il Pdl perde il 40% dei voti rispetto al 2008... quando vinceremo?!?!

Perché il centro sinistra ha preso in considerazione anche minimamente di allearsi con Fini, che qui a Genova nel luglio 2001 ha lasciato un bellissimo ricordo. 

Perché se una settimana prima del voto Bersani gioca con Monti a dire che potrebbero stare insieme poi, anzi poi ci ripensano, poi interviene Vendola dicendo "con Monti mai" poi però ci ripensa perchè per le riforme potrebbero stare insieme, poi ci ripensano tutti e tre ma si smentiscono suibito dopo. Probabilmente dovrebbe rileggersi "L'arte della guerra".

Perché la gente si ricorda solo l'utlimo mese e ha già rimosso il Bunga Bunga, lo spread, la Merkel che aspetta uno che telefona, il Capò dell'Unione Europea, le battute sulla mafia, i soldi che non ci sono, i processi, i terremoti e le battute.

Perché siamo sempre più a sinistra di quello che abbiamo vicino.

Perché negli scioperi ormai siamo i soliti 10 che si salutano e a Natale si fanno anche il regalo.

Perché anche mio nipote di 6 anni aveva capito che Grillo sarebbe arrivato al 20% e a quelle persone che lo hanno votato bisogna parlare, non snobbarle, bisogna spiegare che se un movimento si basa solo ed esclusivamente sul volere di una persona la percentuale di democrazia nel paese di abbassa di una tacca, perché quando si sentono i "grillini" dire che loro voteranno le idee buone vuol dire che se fossero stati presenti durante  i governi mussolini avrebbero votato dei provvedimenti del duce (vedere alla voce parere di Grillo su Casa pound). Però se queste persone, che in parte prima votavano a sinistra, sono passate al M5s non si può sempre cercare il motivo negli altri forse è il caso che chi sta ai vertici si domandi quanto e cosa comunica alla gente e che forse è arrivato il momento di dimettersi (ma sul serio non per finta).

Perché non possiamo sempre incazzarci con chi non ha votato (per scelta politica non per menefreghismo sia charo) perché il "dover andare per salvare il paese" ci ha portato a questa situazione, ci ha portato ad avere nelle nostre giunte dei personaggi inquietanti che non vorremmo avere sul pianerottolo e ci ha portato ad avere assessori (esperienza personale) che non sanno nemmeno che contratti vengono applicati nelle aziende che sotto il loro controllo.

Perché questo paese non ha speranza, ha battuto le mani ad un monarca per anni, ha deriso chi voleva giustizia e libertà, ha riempito le piazze davanti al duce per poi riempirle subito dopo in piazzale loreto, perché ancora oggi c'è chi mette in dubbio il valore della resistenza, perché ci siamo tenuto 40 anni di democrazia cristiana senza fare un cazzo, perché abbiamo esaltato ed esaltiamo imprenditori che hanno fatto i soldi, e ancora ora fanni, grazie allo stato, perché abbiamo nascosto stragi e abbiamo dato la colpa a chi voleva solo la verità, perché abbiamo festeggiato l'avvento del garofano e sperperato soldi nella Milano da bere, perché ancora oggi costruiamo cattedrali nel deserto, facciamo guerre se ci fanno un fischio, chiudiamo ospedali e compriamo F15, perché non abbiamo fermato Occhetto, perché subito dopo aver  tirato le monetine a Craxi quelle stesse persone sono andate al seggio a votare Berlusconi, perché il nostro vicino è un affarista, perché alla fine la cosa importante è che non fermino il campionato di calcio, forse allora in quel caso vedremo la gente nelle piazze.

(sono ben accetti altri perchè...)


venerdì 22 febbraio 2013 16 vostri commenti

Aspettando un passo a sinistra

Ho votato la prima volta nel 1994, qualcuno potrebbe insinuare che ho portato con me B., avevo appena finito di occupare la scuola per 13 giorni, slogan contro la Jervolino ministro della Pubblica Istruzione che poi ho ritrovato  come per magia a sinistra, tante assemblee, la sensazione di fare qualcosa di pazzesco, i primi scontri col menefreghismo italiano, amori, tradimenti, qualche rissa, molto rock e il resto ve lo risparmio.
Ricordo ancora il momento in cui aprii la scheda, era quella per l'elezione diretta del sindaco. Avevo 19 anni tanta voglia di sinistra in corpo, tanti scioperi, un eskimo addosso, le accuse di fascista rosso da parte della professoressa di inglese democristiana, meno dialettica di ora ma stessa passione, almeno credo.
Votai rifondazione, orfano e incazzato per non aver mai potuto votare Pci, a sostegno del centro sinistra.  Erano gli anni del "cavaliere nero" che aveva esternato a tutto il paese che non era più interessato solo ai telegatti ma anche al signor Fini candidato sindaco a Roma. 
Feci così anche dopo. Mai Pds, nè Ds, nè altre trasformazioni strane fino al Pd. Niente di tutto ciò. Sempre e solo quello che si trovava nella parte estrema della scheda, prendendo anche molte facciate.
Ho sempre votato non perchè lo ritendo un diritto/dovere ma perchè lo volevo, lo sentivo, e credevo nelle persone alle quali in quel momento stavo dando il mio voto.
Dico questo perché non sono d'accordo quando sento dire che si deve  andare a votare perchè è un nostro diritto e perché poi non si può protestare allora, credo fermamente che sia anche un diritto dire che tutto ciò che mi offre il panorama politico non mi piace, non mi soddisfa oppure mi fa schifo. Discorso differente invece credo si debba fare per coloro che non votano perché a loro non interessa o perché hanno altro da fare. 
Forse è anche per questo motivo che abbiamo un centro sinistra che ogni tanto, troppo, ci "delude" forse in questi anni noi siamo andati sempre incontro a loro, quando in realtà dovrebbe essere il contrario. La voglia di sinistra nelle piazze, nei posti di lavoro si sente, si può toccare concretamente. E allora cosa manca? 
Non credo si possa fare il rivoluzionario a spot per poi convergere sempre verso il centro quando ci si avvicina alle elezioni, forse servirebbe trovare un equilibrio che gioverebbe a tutto e a tutti. Inoltre non credo si possano dare colpe di eventuali sconfitte a chi, prendendo un decisione, sceglierà di non votare quando in realtà dovrebbe essere la politica, aggiungo della sinistra, a convincere con idee e provvedimenti di sinistra coloro che si sono allontanati.
Detto questo nel post precedente ho parlato di un mio possibile "non voto", confesso di essere ancora in mezzo ad una palude, rabbia e problemi di coscienza, inoltre alcune cose che sono successe ultimamente nella mia città con la mia amministrazione mi hanno fatto ancora più innervosire, però sentire il "comico" prendere come esempio i "malati di mente" ai quali non si danno carezze molte volte ipocrite ma politiche sociali serie e concrete, amicizia e uguaglianza... vedere ancora una volta nella cassetta della posta un tentativo di  truffa a norma di legge con tanto di modulo rimborso Imu... rileggere i danni fatti dal ministro Fornero firmati dal professore e la disoccupazione galoppare al massimo... ecco tutto ciò credo che mi porterà ad esprimere un voto, continuando a sperare e aspettando che prima o poi chi vuole rappresentare le idee di sinistra si sposti verso le richieste di chi gli offre il suo voto e non viceversa.
mercoledì 13 febbraio 2013 31 vostri commenti

Forse sarebbe stato meglio guardare Sanremo...

Se non fosse stato per ciò che ho visto stasera oggi avrei pubblicato un altro post. Ma si sa la storia dei nostri blog è anche questa. Ti alzi la mattina, affiora un'idea, a volte basta una semplice frase sull'autobus, ad un semaforo, in un corridoio o magari davanti alla macchinetta del caffè per farci scrivere 20 righe di incazzatura, satira o autobiografia da condividere.
Invece succede anche che cambia tutto all'improvviso, si passa ad un'altra idea, si abbandona il pensiero del mattino sostituito da quello del pomeriggio che lascia il posto a quello della sera. Ovvero ciò che è successo a me.
Già perché il teatro di solito, non sempre, fa pensare ed è proprio da li che vengo. Niente Shakespeare nè Goldoni né tanto meno Pirandello no... trattasi di teatro politico, o meglio di una nostra storia, della nostra storia. 
Un viaggio in quella che è stata la vita di Enrico partendo dai 100 giorni di galera, il trasferimento a Roma, i primi incarichi importanti e la Figc. Episodi della sua vita intrecciati con i nostri, anche se non c'ero ancora, e la storia del Paese. Il boom economico, gli anni 60, le rivolte, il 68... la sua elezione e i soprannomi affibbiati come sardo muto.
Il suo ripensarsi dopo le verità uscite su Stalin e l'Unione Sovietica, la sua idea di socialismo e democrazia, l'eurocomunismo, la morale.
Il suo coraggio. 
Già, il coraggio delle idee, quello che lo ha portato in Bulgaria per criticare l'intervento in Cecoslovacchia e quello che gli ha dato la forza di presentarsi davanti alla nomenklatura russa per dichiarare lo strappo definitivo dei comunisti italiani rispetto alla casa madre.
Poi il compromesso storico, le smorfie di Andreotti, la morte di Moro e poi 6 anni dopo la sua dopo il discorso di Padova. Lacrime tante lacrime.
E quella frase dello spettacolo..."Berlinguer ha vinto, supera la Dc, ma è morto..." e dopo a noi cosa resta, e via con una carrellata del dopo... Craxi, Forlani, Andreotti, De Mita, De Michelis, Cicchitto, Buttiglione, D'Alema, Veltroni, Berlusconi, Bertinotti, Bossi, Di Pietro, Bersani, Monti e tutto il resto che sapete...
La mente viaggia e inizia ad ascoltare una voce... perchè devo dare il voto a chi non ha avuto il coraggio  di dirsi comunista, di parlare di sinistra, mentre 30 anni fa c'era chi pur di esporre la propria idea con dignità e fermezza si presentava davanti a centinaia di dirigenti russi incazzati con un sardo che non era poi così muto... perchè vergognarsi di ciò che si è... perché rinunciare a ciò che ci fa camminare... perchè abbiamo dovuto convivere con mezze tacche che negli anni non hanno fatto altro che provare a cambiare simbolo e nome vergognandosi di un qualcosa che invece avrebbe potuto salvare il paese, affossando un eredità di idee che erano avanti rispetto al periodo stesso... perché vedete se per caso uno si svegliasse in questo momento dopo anni di letargo e aprisse la tv vedendo Grillo e Berlusconi potrebbe pensare ad una replica di "Te la do io l'America" o una registrazione dei telegatti.. invece no, niente televisione ma quello che offre il panorama politico del paese, compreso Monti insulta Bersani che a sua volta lo insulta per poi fare pace dopo e dirsi che in fondo qualcosa insieme tutto sommato, anche con Vendola si potrebbe fare.
Mi auguro con tutto il cuore di cambiare idea prima della data delle elezioni, ma questa sera appena fuori dal teatro dalla mia bocca è uscita una frase in maniera automatica, come una reazione a tutto quello che per un ora e mezza ho ascoltato....questa volta non voto.

mercoledì 6 febbraio 2013 21 vostri commenti

Campagna letale

"Anche lui è d'accordo su quell'altro..."
"Con lui mai..."
"Potremmo stare insieme per le riforme..."
"Siamo incompatibili..."
"Siamo compatibili..."
"Volendo però dopo..."
"Solo per battere quello si intende.."
"Lui ha il mio numero ma non mi chiama..."
"Che poi non siam così diversi..."
"Con l'altro ha lo you and me!"
"Siamo due poli opposti..."
"Altro che attrazione..."
"Pugno!"
"Si ma non chiuso sia chiaro"
"Scelga con chi..."
"Noi soli, mai con loro..."
"Anzi no!"
"Siete poco a sinistra!"
"Astenetevi!"
"Siete troppo a sinistra!"
"Comunisti!"
"Specchio riflesso!"
"Siete troppo"
"Magari..."
"Siete troppo poco"
"Dove siete?"
"Su Twitter!"
"Mi trattate come trattarono lui..."
"Nessun endorsment... please"
"Volevate comprarci..."
"Quanti siete? Cosa portate?..."
"Non siamo in vendita.."
"Forse... su ebay"
"Però le primarie..."
"Che?"
"Siete vecchi..."
"Noi siam quelli veri... voi quelli del '21"
"Noi siamo del '21, voi la balena bianca"
"Io Achab allora!"

...azz ma quella non è la nostra barca che affonda?!?





lunedì 28 gennaio 2013 29 vostri commenti

Italiani con la Memoria corta

Sembra un sogno, incubo, ricorrente quello che abbiamo vissuto ieri, giornata della Memoria. Una sorta di remake, con meno capelli e più plastica quello offerto ieri da B. con la sua uscita su Mussolini,  che aveva già offerto agli italiani, e non solo lui, anni fa.
Scandalo. Rabbia. Furore, indignazione e vergogna.
Tutto questo e anche di più come potere immaginare, appena letta quella frase, e aggiungo stanchezza di dover parlare ancora di questo essere che blocca un paese da troppi anni.
La cosa che ci dovrebbe far riflettere sia anche  un'altra, quella che non ci vogliamo dire ovvero che molti italiani purtroppo la pensano così. 
Alzi la mano chi non ha mai sentito dire... e però in quel periodo si potevano tenere le porte aperte che nessuno ti rubava in casa... e però ha messo le pensioni... e però ha bonificato l'agro pontino... e però andava nei campi a lavorare con gli agricoltori... e però i treni arrivavano in orario.... e però... potrei andare avanti per ore.
Quante volte abbiamo assistito ad uscite del genere fatte anche da italiani qualunque, senza pensare che  magari in quel periodo mentre qualcuno prendeva il treno in orario in un angolo vicino una squadra di picchiatori fascisti trucidava un uomo reo solo di voler esprimere la propria opinione.
E' un po' come se un idraulico venisse in casa mi sistemasse la lavatrice però appena finito il lavoro iniziasse a  inseguire me e tutta la mia famiglia e i vicini dicessero "beh però ha fatto delle buone cose".
Ci sarebbe anche molto da dire sul luogo comune delle "buone cose" fatte dal fascismo ma evito... aggiungo solamente che questo ometto plastificato ha cambiato il paese, in maniera davvero inquietante, e chissà davvero quanto ci vorrà per tornare ad una normalità. Inoltre, bisogna aggiungere che gli italiani storicamente hanno sempre un po' assomigliato a B. era come se lo aspettassero, uno così lo avevano già sostenuto in un ventennio di fascismo e vergognosa violenza, molti hanno aspettato la fine della guerra per dichiararsi antifascisti quando 5 minuti prima erano in piazza Venezia, poi hanno dato un mandato di 40 anni ad una Democrazia Cristiana che ha anestetizzato il paese, per poi riattendere a braccia aperte un altro uomo della provvidenza, uno di quelli che si fa fotografare mentre taglia il grano (inteso come soldi questa volta), uno da grandi  opere, un prestigiatore che nella mano sinistra ti fa vedere il pane moltiplicato mentre con la destra strozza la democrazia. 
Insomma uno che ha fatto "cose giuste".
giovedì 24 gennaio 2013 15 vostri commenti

Qualcuno lo era...

A volte parliamo di momento, di periodo, di strani giorni, mesi ma poi a pensarci bene sono anni. Per tante volte probabilmente ci siamo guardati in faccia con amici seduti ad un tavolo di un ristorante con davanti una grappa a sancire la fine di una cena, o magari a casa dove il pasto si può ancora accompagnare con qualche sigaretta. E quella domanda che tante volte ci siamo fatti.
Ma è davvero così assurdo pensare che servano idee di sinistra?
Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri diceva Gaber e io lo credo davvero. Se davvero essere di sinistra vuol dire anche questo, è davvero così brutto esporsi, dire cose di sinistra, proporle, lottare per loro, incazzarsi, gridare, spiegare, scriverlo ovunque e anche perdere è chiaro piuttosto che strizzare l'occhio sempre a quello che naviga in acque centriste sicuramente più calme.
In questi ultimi anni sembra che confessare le proprie idee di sinistra sia diventato un problema, sia una macchia da cancellare, ideali assurdi, indifendibili. Abbiamo visto persone che probabilmente hanno fato ricorso a Photoshop per rimuovere vecchi pugni chiusi alzati al cielo.
Ora assistiamo ogni giorno a dichiarazioni che per cinque minuti sembrano assomigliare a qualcosa di sinistra ma che dopo poco rimbalzano e passano dalla parte opposto. Dobbiamo sentire dire da Bersani che no non ci sarà una patrimoniale i ricchi possono stare tranquilli, anzi forse ci sarà, no credo di no. Dobbiamo sentire Vendola dire che tutto sommato con Monti, quello che ha messo una come la Fornero al Lavoro, quello che ha definito i giovani poco attivi e tutto quello che sappiamo, proprio con lui si può parlare aggiungendo il giorno dopo però solo sulle riforme. Dobbiamo vedere Rivoluzione Civile che è riuscite a mettere al suo interno la "ballerina" della politica IdV che è lontano parecchio da essere vicino a qualcosa di sinistra.
Di quello che sta dall'altra parte, M5S compreso, è inutile che dica qualcosa, già sapete.
Forse va di moda così, una moda che dura da anni. E' un po' come dire "la soluzione ci sarebbe, si starebbe tutti meglio ma non possiamo dirla e metterla in atto", non si può è troppo di sinistra. 
Quindi metto da parte questi, non tutti sia chiaro, professionisti della politica per ricordare un uomo, un operaio, un sindacalista che 34 anni fa morì nella mia città assassinato dalle Br perché doveva tacere. 
Guido Rossa.
Un uomo che difese le proprie convinzioni pagando di persona, lasciato solo. Perchè le proprie idee non dovrebbero mai essere nascoste, ma difese.

martedì 15 gennaio 2013 26 vostri commenti

Manifesto prossimo

Alla fine tutto sommato non ci vuole poi tanto. Stesi su un divano guardando il soffitto, oppure in moto fissando costantemente il paraurti della macchina davanti, a passeggio come uno zombie per le vie della propria città, ascoltando una canzone guardando le gocce della pioggia cadere lentamente giù sul vetro con minime interruzioni di percorso come a volerci dimostrare che esistono e che dobbiamo guardarle.
No davvero non ci vuole poi tanto per accorgerci di quanto andiamo veloce durante il giorno, quanta frenesia mettiamo nella maggior parte delle cose che facciamo, quanta poca importanza diamo a quelle più piccole che magari per un attimo ci passano davanti e snobbiamo o addirittura scansiamo.
Un amico che passa e che per la fretta liquidiamo con un "che piacere" che non riusciamo nemmeno a terminare.
Una foto che ci ricorda come eravamo 10 chili fa.
Le parole di una canzone che per troppo tempo abbiamo dato per scontate, ma che alla fine diventano la colonna sonora della nostra vita che blocchiamo andando su un'altra frequenza.
Visi sui quali ci soffermiamo troppo poco tempo quasi a non ricordarsi la loro forma neanche qualche minuto dopo.
Rincorse che continuiamo a prendere per fare il salto sempre più lungo, per raggiungere magari quello che ci sta davanti che come noi ansima e si lamenta ma a sua volta non molla perché davanti a lui c'è uno da raggiungere e un salto da superare.
Persone, cose, volti, suoni, colori, voci che passano alla nostra destra e alla nostra sinistra riportandoci alla mente quei momenti in qui da piccoli appoggiavamo la testa al finestrino del treno e con lo sguardo fisso osservavamo sfrecciare via tutto senza forma, con colore unico e un suono continuo, monotono.
Non ci vuole poi tanto a rallentare, gustare e ascoltare, scendere per un po' spostare leggermente la nuca indietro e accorgersi di ciò che per anni è stato sopra di noi, che mai e poi mai avevamo visto.
Tutto qui.
Intanto, da qualche parte c'è chi vive, chi possiede tempo e a noi lascia l'orologio.
venerdì 21 dicembre 2012 27 vostri commenti

L'eterna panchina

Quindi siete pronti per i prossimi 150 anni?
Pronti ad essere testimoni del prossimo miglior statista scampato ai Maya?
Già perché alla fine dalle nostre parti finisce sempre così. Uno arriva col mantello rosso, superpoteri da supereroe e tanta folla festante. Poi qualche critica velata con un pizzico di sostegno e poi le solite frasi tipo "preferivate quelli di prima!". 
In pochi istanti però le promesse di lasciare il palazzo occupato spariscono lasciando il posto alla voglia di potere, alla voglia di incarico, alla voglia di democrazia cristiana che questo paese ha da quando è nato. 
Ora sarebbe troppo facile dire... LO AVEVAMO DETTO... ma chissenefrega lo diciamo lo stesso.... LO AVEVAMO DETTO. Quindi ora che dire  a tutti quelli, anche di sinistra, che mesi fa avevano esultato all'entrata del professore, che dire a quelli che ancora in questi giorni lo hanno difeso nonostante la presenza di un governo che non ha preso un provvedimento che sia uno in favore del lavoro e in questi giorni ha tagliato 400milioni di euro dall'Università mentre finanzia l'acquisto di aerei da combattimento. 
Che dire? 
Ora ci troviamo alle porte di una campagna elettorale che vedrà B. come al solito occupare le televisioni, raccontando nuovamente la favola di brutti sporchi e cattivi comunisti, con Monti che finalmente darà l'opportunità agli italiani di rivedere la loro Balena Bianca rispuntare dalle acque andando a braccetto con l'uomo che vuole abolire lo Statuto dei lavoratori, tenendo però il maglioncino sulle spalle, e un centro sinistra che sta rimanendo col cerino in mano... molto corto... e ha paura di dire che c'è bisogno di una vera sinistra e che il centro se lo possono anche tenere.
Pessimismo cosmico? Mah... lo definirei quasi più realismo, si perché agli italiani alla fine piace essere comandati da uno "forte" che ogni tanto, spesso, li fotte anche, ma forte, agli italiani piace la tranquillità del centro che garantisce ai molti che ancora adesso godono delle loro ricchezze la stabilità... la loro ribadisco. 
E noi? Sembriamo destinati ad un'eterna panchina di una partita interminabile che non ha nemmeno l'intervallo, sempre pronti alla chiamata di un mister che a volte si gira, ti fa riscaldare per 20 minuti e poi ti dice di risederti rigorosamente a sinistra.
giovedì 13 dicembre 2012 24 vostri commenti

Morti che camminano

Lentamente stiamo morendo, o forse siamo già morti ma non ce ne accorgiamo neppure. Continuiamo a camminare come zombi per le strade delle nostre città guardando vetrine, evitando uno due tre clochard inginocchiati in mezzo alla via col cartello appeso al collo, imprechiamo un po' per il rumore, qualcuno sospeso tra una sigaretta e l'altra, qualche altro con la mente che vaga... Imu... Ici...
Nel frattempo la gente muore davvero.
Nelle corsie degli ospedali perché mancano medicinali, dimenticati dalle istituzioni, vittime di scelte sbagliate o cure che nessuno riesce a dare perché i fondi, quelli in denaro, dall'alto non arrivano più. Perché qualcuno in questo paese ha deciso che i numeri sono più importanti della salute delle persone, qualcuno ha deciso che sulla bilancia deve pesare di più quella che i professoroni chiamano stabilità piuttosto che l'assistenza ad un anziano o ad un disabile, qualcuno ha deciso che sui lavoratori di quel settore non si deve investire un euro, anzi si deve risparmiare.
Nessuno pensa però alla stabilità della vita di coloro  che non possono nemmeno più essere certi, da anni, di ricevere cure almeno normali. Nessuno pensa alla stabilità psicofisica di tutte quelle famiglie che dal prossimo anno si vedranno respinte richieste di assistenza o riabilitazione per ragazze e ragazzi disabili.
Andrebbero date risposte politiche chiare, prendendo posizioni nette nei confronti di provvedimenti che calpestano ogni giorno la dignità delle persone.
Andrebbero date risposte di piazza  non da pare delle singole categorie, ma generali, invece durante gli scioperi si assiste sempre di più allo scivolare dei cittadini lungo i cordoni del corteo, quasi come se ormai la protesta fosse diventata optional aggiuntivo di un qualunque giorno feriale.
Andrebbero date risposte maggiori da parte di alcuni lavoratori che mandano sempre avanti gli altri, che non si "mischiano in queste cose", che davanti ad una macchinetta del caffè si trasformano in Robespierre ritornando poi a vestire gli abiti di un Fantozzi qualunque appena svoltato l'angolo.
Andrebbero date, ma non le diamo. Anzi.
mercoledì 5 dicembre 2012 16 vostri commenti

Perché i Maya ci hanno visto in faccia

Perché faremo fatica a salvarci. E' così.
E' una di quelle sfide davvero difficili, tipo quelle che da piccoli vedevamo nei film targati USA dove il buono viene massacrato per 30 minuti di seguito e poi come per magia si rialza e batte tutti.
In questo caso però il finale francamente sembrerebbe meno scontato, o almeno potrebbe assomigliare di più ad uno di quei film che terminano malissimo e lo spettatore si guarda in faccia incredulo perché abituato ai lieto fine.
Gli interpreti siamo noi, tutti. Il copione è la vita di oggi. 
Le scene sono tante, diverse. Dalle semplici camminate nelle strade principali delle nostre città tra un uomo e una donna che chiedono l'elemosina e la massa di clienti natalizi in cerca di regali. Primi piani di persone che sfilano in piazza dietro a bandiere e striscioni, contendendosi ormai solo lo spazio per la protesta, prenotandosi in un registro virtuale degli scioperi. 
Milioni di disoccupati che non si decidono a manifestare in maniera permanente, e noi ad aspettarli come fossero Godot. Milioni di occupati che si vedono cambiare contratti, assistono alla distruzione del diritto e non capiscono che l'unione fa veramente la forza. Tanti troppi che sono passati ai piani alti, credendosi forti solo perché hanno trasformato i volti dei colleghi in numeri da tagliare e dimenticare.  Quelli che stanno ai posti di comando con paraocchi e paraorecchie, dritti e decisi, pronti solo a preoccuparsi che sul loro curriculum ci sia apertamente scritto "Jena Interinale" per il prossimo incarico. 
Quelli che "si fottano loro e le loro manifestazioni, io ho fatto 1 ora di coda", quelli che "se facessimo tutti così!", quelli che fanno la rivoluzione col sedere degli altri, quelli che firmano in bianco tutto e poi però se la prendono con chi ha letto ed era contro.
Si faremo fatica a salvarci, ma che il nostro sudore dimostrerà il livello della nostra lotta.
lunedì 26 novembre 2012 27 vostri commenti

Che più a sinistra c'era solo il tavolo...

E così il giorno dopo di un po' di tempo fa...

"Brogli a non finire!"

E ancora oggi...

"Noi abbiamo altri dati!"

Il concetto è lo stesso, la fonte però è diversa. La prima di un tale che per anni ha governato un paese a forma di stivale trasformandolo a sua immagine e somiglianza, l'altra di un tale che è stato anche accolto in casa del primo e che è stato plasmato ad immagine e somiglianza dal primo. 
Confesso che ieri alla vista della scheda elettorale con il nome di Tabacci ho avuto un problema grosso di identità.  Poi dopo qualche minuto di assenza mi sono ripreso grazie al bicchiere di vino gentilmente offerto dai volontari. 
Matita nella mano destra.
Foglio in quella sinistra.
Banchetto traballante, sembra una maledizione mi succede anche nei bar con i tavolini, mah! Occhiata all'Appello degli elettori firmato, sperando che non mi arrivi un'enciclopedia,  e all'elenco...
Pierluigi Bersani e in un attimo mi vengono in mente le bambole non pettinate, gli scogli non asciugati, le mezze maniche tirate su.... ahhhh.
Bruno Tabacci... che altro aggiungere.
Laura Puppato... confesso non ho avuto tempo di approfondire.
Nichi Vendola... che mi ha tirato su dallo sconforto, votato. 
E poi lui Renzi. Con quell'immagine che mi ricorda le fotografie che i vecchi parrucchieri mettevano fuori dal negozio. Da piccolo le guardavo e mi mettevano un ansia incredibile, forse per questo poi per anni ho portato la coda, teste messe di trequarti con 20 litri di lacca sopra e uno sguardo che sembra seguirti sempre. E quel suo stare con Marchionne senza se e senza ma. 
Ora come al solito sono nella minoranza di quelli che hanno perso, non avevo dubbi, mi rileggo Gramsci, penso ai pugni chiusi e non a quelli per dire "non vale" e sogno...  che per quelli i due euro non me li chiedono neanche. 
Per ora.
mercoledì 21 novembre 2012 17 vostri commenti

Perché si può dire di no

Ciò che sta succedendo in questi giorni a Gaza è davvero inquietante per il futuro dell'umanità. Ancora una volta l'uomo riesce a dar prova di ciò che è in grado di fare quando la ragione viene sopraffatta dalla bestia che è in agguato soprattutto negli uomini di potere e in coloro che sono sempre pronti a dire di si.
Credo sia giusto ricordare che dietro ad ogni scelta dei governi che troppe volte sembrano distanti dai cittadini ci sono poi persone che eseguono e che hanno sempre la possibilità di dire no.
Un no a premere un pulsante.
No a lanciare un razzo.
No a mettere un bomba.
No a sparare verso un proprio simile.
Un no possibile ma che troppo spesso viene allontanato per lasciare spazio a motivazioni religiose, territoriali o economiche.
La paura aumenta se poi assieme a tutto ciò aumenta la censura e l'auto censura. Il silenzio di alcuni media che hanno paura di parlare di violenza di stato e che fanno informazione al caldo dei loro salotti bene, mentre nello stesso momento ci sono giornalisti o uomini liberi che cercano di allertare il mondo su quello che viene nascosto, sul volto di un bambino ucciso, su un crimine di cui tutta l'umanità dovrebbe vergognarsi anche solo per non essere riuscita a impedirla.
Per questo motivo credo sia giusto ripubblicare il post di Odifreddi che puntualmente Repubblica ha deciso di censurare ed eliminare dal blog...

Dieci volte peggio dei nazisti

Uno dei crimini più efferati dell’occupazione nazista in Italia fu la strage delle Fosse Ardeatine. Il 24 maggio 1944 i tedeschi “giustiziarono”, secondo il loro rudimentale concetto di giustizia, 335 italiani in rappresaglia per l’attentato di via Rasella compiuto dalla resistenza partigiana il 23 maggio, nel quale avevano perso la vita 32 militari delle truppe di occupazione. A istituire la versione moderna della “legge del taglione”, che sostituiva la proporzione uno a uno del motto “occhio per occhio, dente per dente” con una proporzione di dieci a uno, fu Hitler in persona.

Il feldmaresciallo Albert Kesselring trasmise l’ordine a Herbert Kappler, l’ufficiale delle SS che si era già messo in luce l’anno prima, nell’ottobre del 1943, con il rastrellamento del ghetto di Roma. E quest’ultimo lo eseguì con un eccesso di zelo, aggiungendo di sua sponte 15 vittime al numero di 320 stabilito dal Fuehrer. Dopo la guerra Kesselring fu condannato a morte per l’eccidio, ma la pena fu commutata in ergastolo e scontata fino al 1952, quando il detenuto fu scarcerato per “motivi di salute” (tra virgolette, perché sopravvisse altri otto anni). Anche Kappler e il suo aiutante Erich Priebke furono condannati all’ergastolo. Il primo riuscì a evadere nel 1977, e morì pochi mesi dopo in Germania. Il secondo, catturato ed estradato solo nel 1995 in Argentina, è tuttora detenuto in semilibertà a Roma, nonostante sia ormai quasi centenario.

In questi giorni si sta compiendo in Israele l’ennesima replica della logica nazista delle Fosse Ardeatine. Con la scusa di contrastare gli “atti terroristici” della resistenza palestinese contro gli occupanti israeliani, il governo Netanyahu sta bombardando la striscia di Gaza e si appresta a invaderla con decine di migliaia di truppe. Il che d’altronde aveva già minacciato e deciso di fare a freddo, per punire l’Autorità Nazionale Palestinese di un crimine terribile: aver chiesto alle Nazioni Unite di esservi ammessa come membro osservatore! Cosa succederà durante l’invasione, è facilmente prevedibile. Durante l’operazione Piombo Fuso di fine 2008 e inizio 2009, infatti, compiuta con le stesse scuse e gli stessi fini, sono stati uccisi almeno 1400 palestinesi, secondo il rapporto delle Nazioni Unite, a fronte dei 15 morti israeliani provocati in otto anni (!) dai razzi di Hamas. Un rapporto di circa 241 cento a uno, dunque: dieci volte superiore a quello della strage delle Fosse Ardeatine. Naturalmente, l’eccidio di quattro anni fa non è che uno dei tanti perpetrati dal governo e dall’esercito di occupazione israeliani nei territori palestinesi.

Ma a far condannare all’ergastolo Kesserling, Kappler e Priebke ne è bastato uno solo, e molto meno efferato: a quando dunque un tribunale internazionale per processare e condannare ancheNetanyahu e i suoi generali?


Piergiorgio Odifreddi
martedì 13 novembre 2012 12 vostri commenti

Domani che sia generale!

E domani si riprende a camminare per le strade di una città che ha passato un week end di allerta, attraversando le vie dove ancora troppe persone fanno finta di niente, si voltano, guardano le bandiere e sentono i fischietti lasciandosi scappare quella a loro tanto cara espressione "sono i soliti comunisti che non hanno voglia di fare niente". 
I soliti già. Questo è vero perché a pensarci bene alla fine sono sempre i soliti che si incazzano, che chiedono, che fanno contrapposizione e scendono in piazza. Finalmente dopo tanto tempo, troppo, la Cgil ha proclamato uno sciopero generale.
Dalle mie parti, ma che altrove,  ormai la piazza sta diventando il luogo dove ci si ritrova più spesso contando quelle facce  che sembrano diventate parenti pronti a  protestare. La settimana scorsa contro un datore di lavoro che vuole fare lavorare di più guadagnando meno e  che vuole fare entrare le discriminazioni in un'azienda pagando 300 euro al mese in meno i neo assunti.
Domani si fermeranno tutti, o meglio dovrebbero farlo. Perché è in gioco il nostro futuro  e la sopravvivenza di uno stato civile che stenta ad esserlo ormai, perché da ciò dipende il nostro grado di democrazia che non si misura dalla riuscita di un talk show misto quiz con tanto di sindaco in stile berlusconiano e segretario da tv in bianco e nero, ma si misura dal livello di partecipazione delle masse che ormai non sanno neanche più di esserlo. 
Le stesse persone che si autocensurano, che hanno paura della loro ombra e che non manifesterebbero mai. Quelle che parlano per sentito dire e che si nascondono dietro le colpe degli altri e della storia, che loro logicamente non hanno nemmeno letto.
Per questo bisogna scioperare, per camminare liberi e far vedere agli altri che ciò che li lega si può sciogliere.
lunedì 5 novembre 2012 17 vostri commenti

Si muore a norma di legge


Un anno e un giorno.
Ma sostanzialmente nulla o poco è cambiato nella mia città, Genova, e nella mia Regione. Alla fine chi abita nelle zone in pericolo di alluvione convive con gli allerta 1 e 2 che vengono diramati dalla Protezione civile.
Scuole chiuse e consigli dati alle persone di rimanere a casa. 
Giusto un anno fa 6 persone persero la vita e ora le inchieste stanno facendo luce su una giunta che poi non è sembrata così esente da colpe. 
Immagini e momenti indimenticabili quelle del 4 novembre 2011. Una città completamente paralizzata e incredula davanti alla forza della natura, decisioni e svolte che in pochi secondi hanno portato alla salvezza o alla morte. Telefonate mai arrivate, squilli a vuoto, preoccupazioni e ansie di famiglie in attesa a casa. 
Ora rimangono le inchieste e gli allerta che mettono in ansia una popolazione e una vallata, quella della Valbisagno, dove scorrono i due torrenti che negli anni hanno preoccupato abitanti e molto meno gli amministratori. In particolare quello che preoccupa di più è il Fereggiano lo stesso corso d'acqua che ha invaso la via omonima un anno fa spazzando via tutto ciò che trovava davanti a sè.
Soluzione?
Sembrerebbe uno scolmatore in grado di arginare la furia delle piene future.
Fattibile?
Neanche per idea. Costa troppo e i soldi non arrivano, chiaramente non si tratta di un'opera che un Comune come quello di Genova si può permettere e da Roma si stanno ancora aspettando i soldi dei danni. Intanto il 70% dei negozi in via Fereggiano ha chiuso, gli appartamenti logicamente si sono svalutati e nessuno in questo momento comprerebbe un metro quadrato in quella zona.
Questione di priorità. In questo momento, ma anche in passato, la vita delle persone non è importante, non conta. Quindi dalle nostre parti si dice si va avanti a tapulli, qualche lavoretto, qualche pulizia del letto del fiume e gli allerta. Poi a chi importa se in quella strada mentre si chiudono le scuole nella zona passano persone, donne che fanno la spesa e ragazzi che vanno in altri istituti non chiusi, cosa importa se durante l'allerta 1 della settimana scorsa nel letto del Fereggiano c'era in bella mostra una ruspa che lavora nel cantiere. Basta decidersi perchè se una zona è pericolosa lo è punto e basta.
Insomma tutto in linea con la politica di questo governo e alcuni amministratori locali che ultimamente hanno deciso che tutto ciò che ha a che fare con la vita non serve e nemmeno un soldo deve essere speso in tale direzione, mentre magari nello stesso momento si concedono  permessi per costruire in zona a rischio.
Ricordando a questi signori che di queste cose si muore, a norma di legge.

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