lunedì 13 maggio 2013 15 vostri commenti

Stranità è...




Pura magia.
Ecco, se dovessi descrivere le due giornate passate con il Gruppo Stranità del Teatro dell'Ortica, userei queste parole. I due spettacoli, "Voci di dentro", al teatro della Corte di Genova sono andati benissimo, è venuta tantissima gente (quasi mille persone, qui potete leggere una recensione), anche se ci tengo a dire che per questo gruppo non è importante solo l'applauso (che fa piacere sia chiaro) ma il fare, il trasmettere, far pensare e far sorridere, senza la necessità di usare parolone o fare sermoni pur parlando, come in questo caso,  di un argomento importante come le allucinazioni uditive. 
Spero più avanti di avere la possibilità di farvi vedere qualche video. Nel frattempo potete visitare il profilo facebook del gruppo dove si possono vedere alcune foto dei momenti dello spettacolo.
Come al solito abbiamo fatto ridere e commosso, un lavoro frutto dei laboratori settimanali, condotti dall'attrice/regista Anna Solato, che ho il piacere e l'onore di frequentare dove si "crea" non si produce teatro, dove nascono i pezzi che poi mettiamo in scena a volte frutto di improvvisazione corporea e verbale, a volte veri e propri pezzi di letteratura che molti scrittori potrebbero invidiare. 
Insomma stranita è...
... svegliarsi e avere voglia di scendere dal letto.
Stranità è... arrivare all'appuntamento un'ora prima, così, solo per parlare.
Stranità è... arrivare puntuale ma iniziare più tardi, perché è libertà.
Stranità è... provare provare provare e ancora provare e non averne mai abbastanza.
Stranità è... una pacca sulla spalla.
Stranità è... creare, non produrre.
Stranità è... ascoltare, non sentire.
Stranità è... guardare una persone e non vedere quello che c'è dietro, ma dentro.
Stranità è... occhi che si incontrano.
Stranità è... stare dietro le quinte e abbracciarsi.
Stranità è... poesia.
Stranità è... il piacere di ascoltare note musicali sotto forma di parole.
Stranità è... letteratura.
Stranità è.... essere felici di fare.
Stranità è... musica.
Stranità è... plurale, non singolare.
Stranità è... senza età.
Stranità è... assenza di giudizio.
Stranità è... essere di sé stessi.
Stranità è... camminare a testa alta.
Stranità è... giorni di teatro indimenticabili.
Stranità è... applausi, ma anche senza.
Stranità è... qualità.
Stranità è... sorriso, ma quello vero.
Stranità è... dirsi le cose come stanno.
Stranità è... cooperare.
Stranità è... l'altro.
Stranità è... essere, non avere.
Stranità è... come l'ortica, quando ti tocca lascia il segno.



venerdì 10 maggio 2013 18 vostri commenti

Silent please!!!

E alla fine tutto tace. 
Il governo fa ritiri spirituali per fare spogliatoio, giusto per dare un'immagine giovanile al paese, perchè è questo che la massa ora vuole. Me li immagino sulle panchine come le squadre di calcio a giocare a chi sputa più distante.
Si alla fine tutto tace.
Nessun rumore di piazze che gridano allo scippo di democrazia che c'è stato, nessuna manifestazione contro un imbarazzante governissimo. Nemmeno l'integralista M5s scende in piazza ma si diverte a discutere su Diaria SI Diaria NO, con tanto di intervento del capo, mentre i ribelli del Pd sono andati a confessarsi, 10 avemarie pari e patta.
Tutto continua a tacere.
Nel frattempo mentre Letta si mette la maglietta senza maniche perchè deve far vedere che lui è GGGGiovane e alla sera va al baretto con Alfanino, Silvio va in piazza a insultare la magistratura, gli esodati sono ancora li che aspettano e avremo probabilmente una sospensione dell'Imu su TUTTE le prime case. Quindi voi (mi ci metto anche io) gloriosi possidenti di una casa standard con tanto di mutuo di 35 anni sul groppone pagherete l'Imu come il miliardario del momento. Non importa cosa guadagnate, non importa quanto patrimonio avete, l'importante è che l'Imu sulla prima casa venga tolta per un attimo dalla vista del popolino.
Perchè Silvio ordina e Pd si piega a 90°, si sposta e dietro ci siamo noi.
mercoledì 8 maggio 2013 13 vostri commenti

Genova piange


Solo pochi giorni fa eravamo per le strade delle nostre città per celebrare il primo maggio. Una festa del lavoro che in questi ultimi anni ha acquisito un significato ancora più particolare, cioè quello di attestare sempre di più che questo paese ha dimenticato l'importanza del lavoro. Un paese dove il tasso di disoccupazione giovanile è arrivato al 30%. Un paese che troppe volte si gira dall'altra parte per non parlare dei morti sul lavoro, che ogni giorno riempono le pagine dei nostri giornali. Ma passano, vengono dimenticati, fanno notizia uno massimo due giorni e poi vengono messi da parte. Come se fossero istanti da guardare per un attimo.
Oggi Genova, la mia città, piange ancora una volta delle vittime morte mentre stavano facendo il loro lavoro. Persone che erano li nel loro turno, che stavano finendo una giornata  e aprendone un'altra. 
Non posso nemmeno immaginare il dolore di queste ore. 
Ora è il momento del cordoglio, della tristezza per quelle famiglie che piangono e piangeranno i loro cari, e Genova e i genovesi sapranno come sempre stare vicino a coloro che soffrono. 
Ma deve esserci dopo il momento dell'urlo, della rabbia, dell'indignazione non fine a sè stessa, della protesta contro un lavoro che ormai viene visto da tutti e in tutte le categorie come elemento sul quale risparmiare. Perché la forza lavoro ormai viene vista come "optional" da tagliare ogni tanto. Così si va incontro a turni massacranti nei vari settori e risparmi in quegli ambiti dai quali magari dipende la sicurezza dei lavoratori.
Genova è in lutto e piange. Queste cose non devono più accadere.
martedì 7 maggio 2013 15 vostri commenti

Ai vostri 44


"Lo so è banale una poesia col grazie, ma dalla banalità a volte passa la verità, e allora…
Grazie intanto per avermi fatto, perché un incidente si  ma due, cioè il non farmi, sarebbero stati troppi
Grazie per avermi mandato dalle suore perché così posso almeno dire di averci provato ad essere “buono”
Grazie per avermi fatto giocare a calcio, anche se chi mi aspetta a casa di sera ora è un po’ meno contento.
Grazie per avermi fatto studiare  e avermi comprato i primi libri. Ora senza non potrei essere drogato di lettere nere sul bianco del foglio.  Avrei sicuramente qualche euro in più in tasca.
Grazie mamma per aver imparato a far da mangiare e non avermi condannato a pasta all’olio e 4 salti in padella
Grazie papà per avermi portato alla festa dell’unità e avermi fatto ascoltare bandiera rossa e non “giovinezza”
Grazie per non avermi mai fatto mancare niente e per avermi fatto capire che a volte ciò che desideriamo lo abbiamo davanti
Per avermi insegnato l’importanza  dello stare a tavola
Per avermi insegnato che le scelte di vita vanno rispettate
Per avermi fatto capire guardandovi cosa vuo dire essere onesti
Per avermi trasmesso il valore del lavoro
Per avermi insegnato a non voltarmi dall’altra parte se una persona ha bisogno
Grazie per le feste che non dimenticherò mai
Per le canzoni in genovese cantate insieme
Per i viaggi in montagna e le centinaia di foto che faranno da cronostoria
Grazie per tutte le volte che in pochi secondi mi risolvete un problema
Insomma grazie di avermi regalato due persone come voi, per avermi dato il piacere di dirvi “Vi voglio bene” perché in questi 37 anni passati insieme ho avuto sempre due fari accesi da seguire, luci che mi hanno portato ad essere come sono.
Vostro figlio."
giovedì 2 maggio 2013 11 vostri commenti

Voci di dentro



E così domenica e lunedì saremo ancora una volta su un palco. Questa volta si tratta di un teatro ancora più grande, il Teatro della Corte di Genova, ma come sempre grazie all'unione del nostro gruppo, a ciò che ci lega e che ogni mercoledì mattina ci fa ritrovare per i nostri laboratori teatrali, supereremo l'agitazione di questi giorni prima del debutto.
Se vi capita di essere a Genova il 5 e il 6 maggio non potete perdere questo lavoro prodotto dal Teatro del'Ortica, nell'ambito del progetto Gruppo Stranità. Io avrò l'onore e il piacere di essere sul palco per parlare di "Voci", le dispercezioni uditive, argomento di cui si parla troppo poco e che molte volte quando viene trattato è accompagnato da diffidenza e paura. 
Noi abbiamo cercato con la leggerezza che caratterizza i nostri lavori di rappresentarle parlando anche di quelle che tutti sentiamo, quelle che ci accompagnano durante la nostra giornata.
Ma lascio la parola a chi sa descrivere meglio di me lo spettacolo...



"Una "prima nazionale" allestita dal Teatro dell'Ortica nell'ambito del progetto Gruppo Stranità. Voci di dentro è una sfida per la salute mentale: le dispercezioni uditive, le voci, sono un aspetto tragico e misterioso della vita di molti individui. Queste voci di dentro sono rappresentate, attraverso canoni poetici, in una pièce che racconta sul palcoscenico la solitudine fatta di tanti personaggi interni che devastano e rendono a volte impossibile vivere, lavorare, amare o anche solo sopravvivere.

Attraverso il racconto collettivo si disvelano le mille sfaccettature, i "botta e risposta" che fanno la parte del leone nella vita degli "uditori di voci". Un problema che la moderna psichiatria non ha risolto, che i farmaci non hanno guarito e che ora il teatro affronta, anche per alleggerire ogni singola persona di un carico che sovente è troppo grande da portare.

Lo spettacolo ruota attorno a Mauro, il DJ delle voci, in un contesto che vede l'alternarsi sul palco i più svariati personaggi: le voci, i pazienti, gli psichiatri, gli psicologi interpretati, in un turbinio che mescola i ruoli della realtà con quelli della recitazione, da attori, operatori, veri pazienti psichiatrici, veri psichiatri.

Il tutto magistralmente diretto da Anna Solaro."


Insomma amici se volete vedere il sottoscritto su un palco, ma soprattutto se volete assistere ad un momento magico pieno di letteratura e poesia non potete perdere questo spettacolo. Vi assicuro che ogni volta che si incontra Stranità non la si vorrebbe proprio lasciare mai.
Come ha detto l'altro giorno un mio compagno di teatro, "Stranità è un luogo dove non ti puoi far male, e ti lasci andare, vieni accolto..." 

https://www.facebook.com/events/360300014090708/ Contatto Facebook per l'evento.




Prima nazionale al Teatro dell Corte domenica 5 maggio 2013 alle ore 20,30 e lunedì 6 maggio alle ore 10,00 come spettacolo fuori stagione del Teatro Stabile di Genova.

Prenotazioni presso Teatro Stabile di Genova – Piazza Borgo Pila 42 – 16129 Genova – tel. +39 010 534 21 – fax +39 010 534 2510
lunedì 29 aprile 2013 12 vostri commenti

Ultimora, si festeggia in piazza per il governo


...attendiamo che le proteste dei "ribelli" del Pd si trasformino in voto negativo al governo, sperando che non chinino la testa. La balena bianca è tornata, anzi non ci ha mai lasciato. E' tempo di scissione da un partito che non esiste da troppo tempo, è tempo che le persone che ancora credono nei valori di sinistra lascino quel partito, è tempo di formare un nuovo soggetto di sinistra vera. Manca solo questo, i problemi da risolvere con soluzioni di sinistra ci sono, attendiamo solamente di poterci ritrovare tutti assieme, a testa alta.
giovedì 25 aprile 2013 10 vostri commenti

Quel! 25 APRILE

Ai miei cari famigliari agli amici e compagni tutti,
vada in questa triste ora il mio piu' caro saluto e l'augurio migliore per l'agognato avvenire. Non piangete e ricordatemi. Questo e' il solo premio a cui ambisco.
Ricordate che l'Italia sara' tanto piu' grande quanto piu' sangue il suo popolo versera' serenamente.

Rino Mandoli
Meccanico Siac
Genovese
Partigiano
Fucilato il 19 maggio 1944

Quando c'erano donne e uomini che sceglievano, si schieravano, lottavano e non erano indifferenti.
lunedì 22 aprile 2013 14 vostri commenti

Fuori i nomi

Mi dispiace, ma devo partire da Noi. Troppe volte abbiamo detto di tapparci il naso e votare il meno peggio e troppe volte abbiamo concesso cose che i valori di sinistra non possono ammettere. Abbiamo sopportato Mastella ministro, la Fornero, Buttiglione, Capezzone una volta si e una volta no, Dini, Rutelli e la sua Margherita una volta si e una volta no, abbiamo sopportato la guerra giusta, le bombe intelligenti, i soldi alle banche, gli occhiolini a Marchionne e l'isolamento della Fiom, abbiamo sopportato i democristiani che non se ne sono mai andati, abbiamo rinunciato a chiedere diritti per i più deboli e la Bicamerale.

Poi loro. La segreteria di un partito e coloro che non sono ufficialmente dentro ma comandano, che parlano alla gente con l'aria di quelli che sanno tutto loro e non devono spiegare un cazzo. Ottusi e completamente staccati dalla realtà quotidiana. La Bindi che con le unghie non ha voluto lasciare la poltrona, Veltroni che doveva andare in Africa anni fa e non sa ancora il nome di chi l'ha battuto alle elezioni, Franceschini che pensa che basti una barba per sembrare nuovo, Enrico Letta il cognome dice già tutto, Fassino che sta ancora esultando per la banca, la Finocchiaro che voleva eliminare l'estrema sinistra, Bersani che ancora nelle ultime ore parlava di sorprese agli italiani e che ha avuto il coraggio di abbracciare uno che ha dato il nome ad un Lodo per salvare il suo capo. 

Poi lui. Il Matteo di Firenze, che se la tira da quello che può salvare il partito. Il bravo ragazzo vestito da prete che in questi giorni era d'accordo su tutti i nomi e non ne voleva uno. Insomma avrebbe vinto comunque, a prescindere. Quello che va bene il modello Marchionne, anche no. Quello che va ad Arcore, che vuole l'accordo con Berlusconi però se lo fanno gli altri non va bene, quello che vuole Prodi ma poi no, quello che non gira nemmeno più a sinistra agli svincoli.

Poi lui. Baffino D'Alema. Che compare storicamente in tutte le elezioni del presidente della repubblica con in suoi 40-50 voti, come a tastare il terreno. Quello che appena messo alla presidenza del consiglio invece di andare in una fabbrica ancdò da Mediaset a dire state tranquilli, quello della city a Londra, quello della bicamerale, insomma quello che sopravvive a tutti. Come ora.

Poi la sinistra, che si divide sempre, che cerca di trovare minuscole differenze per proteggere le loro lotte, che sono diventate sempre più loro e meno nostre. Quella che gioca a fare la rivoluzione con il culo degli altri. Quella che ora deve uscire dai vari partiti per formare una NUOVA SINISTRA vera.

Poi Grillo. Che da ieri ha detto basta parolacce, che da ieri forse, e ribadisco forse, si è accorto di ciò che ha fatto. Martellando costantemente solo a sinistra, a volte con ragione sia chiaro, ma solo a sinistra rafforzando così B. e distruggendo il resto. Che ora non riuscirà a raggiungere neanche un punto del non programma, che continua a giocare con l'ambiguità delle parole, le marce su Roma e i fascisti in piazza con lui. Che chiede di essere ringraziato perchè ha calmato la piazza. Che è riuscito a far scoppiare un casino proponendo come nome uno di Sinistra e non proprio anti-casta. Che vuole eliminare i sindacati (anche se qualcuno lo meriterebbe), che vuole un'Italia isolata dal resto del mondo e soprattutto lo chiede  a 40 mila persone che potrebbero esser 5 studenti chiusi in un box padroni di 30mila account. Che viene votato ora anche da quegli elettori di sinistra snob che storicamente sono stati GIROTONDINI, MOVIMENTISTI, POPOLO VIOLA e  ARANCIONI.

Poi il presidente. Napolitano. Che giusto per ricordarlo in molte occasioni non ha pensato nemmeno tre secondi prima di firmare le leggi porcate di b. Quello che ha messo il professore Mario Monti al governo come tecnico per poi ritrovarselo il giorno dopo come politico, liberista, colpevole insieme a B. di un tasso di disoccupazione vergognoso nel nostro paese.

Ce se non sicuramente altri, che ho dimenticato e che potete aggiungere. Molti sono vicino a noi in questo momento, lavorano con noi, magari ci comandano, sono quelli che giocano a fare i comunisti e poi si comportano come il peggiore personaggio di destra, sono quelli che vogliono farti lavorare di più e non pagarti, sono i nostri colleghi che non scioperano mai però pretendono, siamo noi che troppe volte non li mandiamo a fanculo perchè siamo corretti. 

Noi che senza tutto quello che è successo, forse, avremmo continuato ad andare avanti così. Con un centro sinistra imbarazzante, improponibile, con personaggi che diciamolo se fossero stati nell'altro schieramento avremmo insultato pesantemente. Che ha iniziato a perdere da quando ha abbracciato velatamente, neanche tanto, le politiche liberiste, da quando ha abbandonato i lavoratori in balia di contratti vergognosi.

Noi che ora siamo affranti, distrutti e che veniamo derisi da tutti con i "te l'avevo detto", che abbiamo dovuto accettare uno schieramento che ha SEMPRE  avuto vergogna di un passato di lotte fondamentali per il paese, che ha sempre avuto paura della parola SINISTRA, che ha sempre cercato il CENTRO per far piacere alla chiesa e ai ben pensanti. 

Forse ora saremo più liberi di essere di sinistra, fieri dei nostri valori da portare alti anche nelle sconfitte.
sabato 20 aprile 2013 11 vostri commenti

Da qui


giovedì 18 aprile 2013 13 vostri commenti

Profundis De

Un giorno credi di aver visto tutto ma come al solito la politica italiana riesce sempre a stupire non utilizzando neanche effetti speciali. 
Quello che sta succedendo in queste ore è davvero surreale.
La situazione è questa. Il segretario del Pd e il suo seguito  appoggiano Marini personaggio di centro, ex partito popolare ex cisl, andando a cercare l'appoggio del Caimano, di Monti e della Lega. Escludendo totalmente Sel dal dibattino.
L'altra parte di partito, i cosiddetti renziani, chiaramente più al centro rispetto al resto del Pd, non vogliono Marini che appartiene al loro mondo, ma potrebbero essere d'accordo su Rodotà, ex presidente del Pds, figura di sinistra.
Quindi riassumendo Bersani che diceva di essere di sinistra non vuole uno di sinistra, Renzi che ha tolto la parola sinistra dal suo vocabolario potrebbe votare uno di sinistra.
La destra non ha candidati perché fa talmente schifo che nessuno vuole il suo nome accostato a quella gente.
Grillo che fino ad oggi ha insultato in ogni maniera i vecchi politici sostiene Rodotà che tanto giovane non mi sembra, ex Pds, arrivato terzo nelle  quirinarie che tra parentesi rimangono nel mistero visto che non è dato sapere quanti hanno votato e quanti voti hanno preso, tutta roba di Grillo e Casaleggio.
Che dire. Il Pd dopo questa sarà morto e sepolto e forse chi lo sa potrebbe anche essere un bene per il paese, potremmo toglierci questi zombie che hanno appesantito il cammino di una sinistra che non è mai iniziato. Sembrano impazziti, ieri sera la Bindi sembrava persino scocciata nel dover spiegare il perché delle loro decisioni. Un perché che non esiste, perché come può un partito di sinistra (?????) non prendere in considerazione un nome come Rodotà, votando Marini (maestro di sindacato di un certo Bonanni che non sto a ricordarvi cosa sta facendo con i contratti dei lavoratori). 
Chissà magari poi scopriremo che alla fine Silvio in questi anni ha pagato i vari dirigenti Pd per fare queste cazzate una dietro l'altra e così ce ne faremo una ragione. Così ripenseremo a questo periodo come un pezzo di commedia dell'arte in cui un segretario e i pinguini che ha dietro o davanti decidono di spezzare un partito che non c'è mai stato, invece di votare un nome di sinistra, così per fare un dispetto insomma come quello che se lo taglia per fare un dispetto alla moglie.
Ogni volta il Pd mi da un motivo e mi rende orgoglioso di non aver mai dato il mio voto a questa classe dirigente imbarazzante e incapace che tra qualche mese consegnerà il paese alla destra, al populismo e ai democristiani. Però dai cazzo Bersani almeno potrà dire di aver scelto il presidente delle Repubblica. Ma vaff....

mercoledì 17 aprile 2013 8 vostri commenti

In fondo sembra che quel rigore non lo voglia tirare

La verità non l'ha in bocca nessuno sia chiaro, e figuriamoci io. Ma ho come l'impressione che Bersani sia quel tipo di giocatore, decidete voi lo sport, che sembra quasi di tirarsi fuori da un momento di crisi, vede uno spiraglio una via d'uscita e invece ricade in quella che i comuni mortali chiamano cacca.
Già perché io avrei preso al balzo le dichiarazioni di Grillo rilasciate ieri invece di flirtare con l'imperatore di Arcore. Le avrei usate per metterlo in un vicolo chiuso. Certo è vero che anche il Beppe ha dato prova di rimangiarsi più di una parola quindi nel paese dove si dimentica tutto in 3 secondi avrebbe potuto dire poi NIET a governi Bersani in un secondo momento. Ma sarebbe cmq servito per smascherarlo. 
Se l'alternativa è quella che stiamo leggendo in questi minuti credo che ci si debba preparare a salutare quella cosa chiamata Pd. Vedremo il giovane mister Bean di Firenze cancellare sempre più la parola sinistra dal vocabolario. La speranza è che Vendola sbatta qualche porta di più. Il resto è questo...
Amato? Non è il caso di ricordare cosa ha fatto il dottor Sottile.
D'Alema? Che dire signori.
Marini? Meglio Valeria.
Le bambole si pettinano da sole ormai.

lunedì 15 aprile 2013 15 vostri commenti

E' ora di... Basta!

Ma basta! Ma cosa siete una scolaresca che si scambia messaggi mandandosi a quel paese del tipo "stbtespcc la fcc brtt @***§§§###"?!?!?
Uno che gioca a fare il salvatore della patria quando è solamente un resto di balena bianca fuoriuscito da uno scontro tra dorotei , vespiani, gronchiani e dossettiani. Che va nelle trasmissioni dei ggggiovani perché va di moda, che si pettina come quelli delle fotografie fuori dai barbieri di una volta e che quando dice sinistra sembra Fonzie che vomitava piuttosto di dire ho sbagliato...
L'altra che in una delle campagne elettorali del passato ha avuto la faccia di dire "non disperdete il voto votate Pd o Pdl"...
Volete mandarvi a quel paese? Volete insultarvi? Fate pure, ma incontratevi in una via di Roma o di Firenze, chiamatevi via skype o smartphone di ultima generazione, ma non fracassateci i maroni! Che abbiamo altri problemi. La sinistra è un'altra cosa.
venerdì 12 aprile 2013 17 vostri commenti

Va beh dai lasciamo perdere...

Lo dico sinceramente senza voler fare polemica. Lasciate perdere, dite scusate abbiamo fatto una cazzata, ora magari proviamo ad essere leggermente più realisti.
Perché vedete mentre si parla di account, troll, attacchi informatici, firewall, spyware, antivirus e alte barriere che nemmeno il Betotal riuscirebbe tanto, la gente muore di lavoro che non c'è, muore di lavoro che c'è ed in questi giorni si è portato via altri lavoratori per incidenti, la depressione avanza sempre più, la povertà fatica anche ad emergere per la vergogna, e gli scoraggiati sono ormai un milione e mezzo e non cercano nemmeno lavoro.
Quindi fateci il piacere lasciate perdere perché  la realtà è nelle strade e nelle piazze non sui siti internet, e se volete fare una cosa date un minimo contributo per fare un cazzo di governo in questo paese altrimenti, salutate tutti, chiudete gli Ipad, ridate indietro i 13 mila euro al mese che guadagnate e andate a pregare il Baba Casaleggio.
Perchè francamente ne abbiamo i coglioni pieni.
Mi scuso per il francesismo.
giovedì 11 aprile 2013 14 vostri commenti

Quelli non sono sprechi!

Ora diranno che la colpa è dei Troll della carta, quelli che si insinuano negli anfratti e che solo i robottini di nuova generazione possono scovare. Diranno che non abbiamo capito oppure non diranno niente come nel caso passato della candidatura passata di Casaleggio, 
Però leggere il volantino del movimento5 stelle della provincia di Empoli dove si propone di risparmiare sui viaggi degli studenti nei lager nel giorno della morte di Primo Levi fa davvero pensare...


...sul fatto che l'ideatore del volantino non sappia nemmeno come si scrive lager, evito di dire ciò che penso.
venerdì 5 aprile 2013 11 vostri commenti

Crocicchi

Probabilmente ognuno di noi ci si è fermato in mezzo più di una volta. Uno sguardo a destra, uno a sinistra, davanti e poi subito dietro. Qualche istante di riflessione oppure scelte dettate dall'istinto e da  sensazioni.
I momenti della nostra vita, positivi o negativi, che ci hanno cambiato a volte arrivano all'improvviso, bisogna anche saperli cogliere, vederli e fermarli oppure in alcuni casi lasciarli andare.
Fabbricatori di differenti identità, le nostre, che hanno dato vita a  nuovi personaggi,  nuovi ruoli.
Difficile ricordarsi dei primi momenti quelli vissuti da piccolo. Forse il mio primo crocicchio è coinciso con l'andare a scuola dalle suore fino alle elementari. Un'educazione cattolica, non troppo rigida, ma comunque chiaramente sotto l'occhio di madre chiesa. Un'identità, forse la prima, quella che ricordo, che in alcuni momenti credo ancora  oggi si faccia vedere.
Le strade, si sa, si possono cambiare, si cammina si prende un sentiero, se ne scarta un altro e magari si giunge ad un altro crocicchio. Le superiori, gli scioperi e soprattutto la scelta di occupare la scuola. Tredici giorni chiusi all'interno dell'edificio scolastico, le riunioni che dovevano essere politiche ma poi si trasformavano in mini concerti, gli amori, la passione, le litigate, le lacrime, la consapevolezza di far qualcosa di davvero particolare, le amicizie saldate nella notte davanti ad un bicchiere di birra e a un sigaretta  con l'ombra del tabacco. Insomma la politica che non mi ha più abbandonato. Un'altra identità quella che ancora oggi mi fa parlare quando mi accorgo di essere davanti ad un'ingiustizia, chissà forse quella che mi ha fregato.
Il viaggio però continua  e le nostre scelte ci portano ad incontrare luoghi, come l'università, che rimarranno impressi in noi e soprattutto persone, quelle che colpiscono, con cui ti accorgi di stare bene, anzi qualcosa di più, ma in quel momento la scelta che si fa è un'altra, è quella dello stare.
Non prendere una strada però significa comunque camminare su un'altra. Altro crocicchio. La scelta di fare l'obiettore di coscienza capitando per caso a lavorare con l'handicap. Un ambiente, dove lavoro ancora oggi,  completamente nuovo, con difficoltà e soddisfazioni. Un ruolo che mi ha decisamente plasmato, che mi ha insegnato la fatica del lavoro e quella della vita. Una nuova identità maggiormente pratica. Insomma una nuova via che ha radicalmente cambiato la mia esistenza.
Ma i percorsi possono essere lunghi, a volte danno l'idea di concludersi dopo la curva o in cima alla salita e invece al posto del traguardo un altro crocicchio. La fine del mio matrimonio, la separazione. Un periodo davvero buio della mia vita, in balia di un qualcosa ancora da decifrare,  in cui la mia identità che per anni, circa quindici, era stata di coppia è diventata di colpo singola. Nuova, ripensata grazie ad un anno passato da solo, grazie ad amici incontrati, grazie anche al blog e all'incontro di un nuovo amore magnifico, lo stesso incontrato durante l'università che chissà forse era stato solo rimandato e che non avrei mai potuto ritrovare se non avessi deciso di fare l'obiettore di coscienza.
A volte si cammina pensando al punto di arrivo, invece magari la meta è proprio il viaggio, il movimento, il cambiamento. Strada facendo si possono incontrare soffi di vita che ci rinvigoriscono e che ci spostano in un'altra direzione. E' così che ho preso l'ultimo, per ora, crocicchio. Quello del teatro, sotto forma di laboratori di teatro sociale che mi ha portato e mi porterà tra qualche mese a salire sul palco. Una svolta questa che mi ha insegnato a ricercare la poesia sempre in ogni momento della giornata, a vederla nei volti dei ragazzi, in quella dei miei genitori e negli occhi della mia compagna. 
E' chiaro non sempre si riesce ad uscire dai crocicchi, e a volte è anche bello starci, ma provando a guardare oltre il blu del mare di solito si intravede un nuovo porto, forse il nostro.

martedì 2 aprile 2013 16 vostri commenti

Come dice il saggio?


Ora non per fare il disfattista e il puntiglioso ma se alla voce SAGGIO si legge una tale definizione...

"Di persona, capace di seguire la ragione in ogni circostanza, con equilibrio e prudenza"

...come si può coniugare con uno (per la precisione quello nella foto sopra) che solo qualche mese fa ci donò una massima da appuntare sul nostro Moleskine...

"Come da copione, a pochi giorni dal voto il partito della magistratura politicizzata sta entrando in campo per sparare i suoi fuochi d'artificio contro esponenti del centrodestra"

...e durante la bufera Ruby abbattutasi sul cavaliere pose una sola condizione...

"Voglio vedere i preservativi..."

Da uno così (sempre per la precisione quello nella foto sopra) accettereste saggi consigli sulla vostra esistenza?


venerdì 29 marzo 2013 15 vostri commenti

Giusto per farvi digerire bene domenica a pranzo...

Poi magari è una bufala, però augurandovi buona pasqua e un conseguente buon appetito vi fornisco il metodo per digerire ciò che butterete giù in questi giorni seduti ad un tavolo o magari su un prato rigorosamente con l'ombrellone.
Pare che il Guru 2.0 al di sopra anche del comico si sia già candidato nel 2004 con una lista civica "Per Settimo" alle elezioni amministrative a sostegno di Vito Groccia, definito come politico calabrese vicino a Forza Italia. Cosa lecita per l'amor del cielo, ma se fosse vera il candore infinito potrebbe non essere più tale.
Mah... bufala? Verità?
Forse ne sapremo qualcosa più avanti o forse no, probabilmente non comparirà sul blog da 1 milione di euro all'anno come non è comparsa la notizia del grillino senza auto che prende il rimborso. Ma si sa colpa dei Troll che potrebbero uscire dalle vostre uova di pasqua. Okkio domenica allora! Preparate l'antivirus.
Nel frattempo digerite con in 6 voti presi a quelle elezioni dal Guru che ha predetto una guerra mondiale tra pochi anni mentre il suo movimento ha un programma di 30.
Misteri 2.0.
giovedì 28 marzo 2013 10 vostri commenti

Si, ma esattamente per domani cosa vuoi fare?

Perché bisognerebbe che questa gente si rendesse conto che per la maggioranza delle persone è importante domani. Il conto che bisogna pagare, l'affitto.
Domani hai un colloquio di lavoro? No...
Domani riesci a prendere i soldi in banca? Siamo in rosso...
Domani facciamo la spesa? Non mi hanno dato lo stipendio questo mese...
Domani posso fare il pieno? La benzina costa troppo.
Domani posso prendere l'autobus? No c'è sciopero.
Domani posso andare a scuola? No c'è sciopero.
Domani vado al collocamento? Lascia perdere.
Domani vado a chiedere un mutuo? Hanno detto di non presentarti nemmeno.
Domani devo pagare le tasse? Non so cosa dirti.
Domani devo andare a fare un esame in ospedale? Lo hai prenotato 5 mesi fa, sei già guarito o peggio.

"Noi abbiamo un progetto politico a 30 anni per il Paese, siamo disposti a prenderci le nostre responsabilità, riprenderci il nostro Paese: abbiamo credibilità perché non sono 20 anni che parliamo senza realizzare nulla di quello che viene promesso nelle competizioni elettorali"

E chiaro che certe prese di posizione di alcuni partiti sono dovute all'avvento dei 5stelle, ma si vogliono risolvere le questioni o fare dei bignami di filosofia politica? Francamente di  insulti e parolacce abbiamo fatto il pieno anche nella prima repubblica.
Quindi sinceramente... ma di cosa stiamo parlando?
mercoledì 27 marzo 2013 13 vostri commenti

Per una buona vita

A volte si organizzano serate, cene, dove gli invitati vengono fuori da elaborazioni di terminali soggetti ad un algoritmo che nemmeno google si può permettere. 
A volte invece ci si vede e basta con persone che magari conosci poco, o per niente, ci si siede ad un tavolo si ordina un primo e si parla.
Succede anche che quelle serate straorganizzate non funzionino e poi  ci si ritrovi a parlare di cazzate giusto per arrivare al conto.
Mentre sul lato opposto si passa al secondo con la speranza che tutto duri ancora  e che non finisca perché le parole, i pensieri e dialoghi di quel tavolo fanno a gara con la bontà dei piatti stessi. Ci si trova quindi a rendersi conto concretamente di quanto sia importante dividere i momenti della nostra vita con persone che ti ascoltano mentre parli  e non con quelle che ti sentono, con persone che hai incontrato tardi ma che sembra di aver portato sempre con sé anche negli anni precedenti, persone con cui puoi condividere gioie e dolori della vita, con qui si può parlare di un buon libro o un pezzo musicale, magari anche più grandi che hanno vissuto gli anni 70 mentre tu nascevi.
Una magia da ripetere, vitale come ossigeno da prendere e tenere come riserva.
Per una buona vita, che è nostra.

lunedì 25 marzo 2013 16 vostri commenti

Lo strano percorso...

...ma nemmeno così tanto strano tutto sommato.
Andiamo indietro a qualche anno fa, ripensando al percorso fatto da Grillo per arrivare alla formazione del movimento 5 stelle. Il punto di partenza è lui che spacca un computer sul palco di un suo show, poi la lettura del sacro libro del figlio di Casaleggio e l'illuminazione per il Vate della comunicazione. 
La formazione dei primi meet up divenuti poi liste civiche indipendenti con la presenza del bollino di Beppe Grillo, la prima presentazione alle amministrative dove le cose non vanno benissimo. Poi i primi successi di Favia e company e il passaggio Movimento di proprietà del comico con tanto di deposito del simbolo.
Nel mezzo 2 VaffanculoDay, uno a Bologna e uno il 25 aprile 2008.
Soffermiamoci per un attimo su questi due eventi. In questo momento dal suo blog e dalle bocche dei grillini escono insulti per tutti i giornalisti, vengono messi muri nei confronti del dialogo e respinto ogni tentatio di mediazione anche da parte di artisti. 
 Ma prima? 
Beh prima erano molto aperti alla partecipazione di persone importanti. Giusto per fare qualche nome presente  ai VDay, Fiorella Mannoia, Ligabue, Milena Gabbanelli, Biagio Antonacci, Massimo Fini, Antonio Di Pietro, De Magistris e molti altri.
Così anche al secondo Vday.
Poi gli spazi aperti sul suo blog agli interventi di Di Pietro (il cui blog era gestito da Casaleggio e organizzato come quello di Grillo), poi di De Magistris sostenuto in campagna elettorale per le europee, così come Sonia Alfano (abbandonata pare perché non disposta a dare in gestione il proprio blog) e anche a quelli di Antonio Ingroia. Coinvolti parecchi giornalisti gli stessi che ora fanno schifo.
Tutti scaricati poi. E tutti dicono che hanno avuto l'impressione di essere messi da parte non per il volere di Grillo.
Strategia di Casaleggio? Molto probabilmente si. Da esperto di marketing di rete sa che per far arrivare una cosa al pubblico (perché è di questo che stiamo parlando non di elettori) bisogna trovare i veicoli giusti, e qui da noi sono i Testimonial famosi (cosa per altro già vista nel 1994 con Mondaini, Vianello, Buongiorno etc..) quelli che ti fanno dire "Beh se lo sostiene lui perchè non dovrei farlo io...". Una volta raggiunto lo scopo si scaricano.
Bisogna anche dire che da noi usa molto salire sul carro della moda del momento, e in quel preciso istante il "vaffanculo" era molto di moda quindi perché mostrarsi distaccati, meglio partecipare che vuol dire anche apparire che tradotto significa guadagnare. Quindi tutti al Vaffanculo day, per prendersene poi uno enorme dopo qualche anno.

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