Un giorno qualcuno scriverà sui libri di storia come abbiamo fatto a finire in questa situazione. Le ragioni saranno tante, non solo politiche, ma anche sociali, derivanti da comportamenti dei singoli cittadini. Gli stessi che dopo aver tirato le monetine a Craxi, idolatrato Di Pietro, nelle urne il voto lo diedero a Berlusconi.
Così adesso ci ritroviamo con due personaggi, Di Maio e Salvini, e i loro rispettivi movimenti, che si presentano con un programma fatto di pongo, modificabile a seconda dell'esigenza, a secondo dei voti che uno vuole prendere. Tendendo la mano da una parte e un po' dall'altra tanto per entrare nella stanza dei bottoni. Poi il resto poco importa.
Questa è la politica dell'oggi l'Unione Europea va abolita, domani invece ne voglio far parte, dell'oggi voglio pagare il caffè con la lira e domani prendere lo stipendio in euro, del vaccini no, vaccini si e vaccini forse.
Nel frattempo abbiamo aziende che chiudono, contratti imbarazzanti con sempre meno diritti e stipendi fermi da anni, conti correnti in picchiata tanto che nel 2017 anche la Spagna ci ha superato.
Ma noi siamo lì con la Casellati vien dal Mare alla ricerca di una maggioranza che ha preso la maggior parte dei voti sull'onda della paura del diverso, in un teatrino dove il principale interprete è sempre lo stesso da più di vent'anni ormai.
Con tanto di consenso degli italiani.






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