Ho votato la prima volta nel 1994, qualcuno potrebbe insinuare che ho portato con me B., avevo appena finito di occupare la scuola per 13 giorni, slogan contro la Jervolino ministro della Pubblica Istruzione che poi ho ritrovato come per magia a sinistra, tante assemblee, la sensazione di fare qualcosa di pazzesco, i primi scontri col menefreghismo italiano, amori, tradimenti, qualche rissa, molto rock e il resto ve lo risparmio.
Ricordo ancora il momento in cui aprii la scheda, era quella per l'elezione diretta del sindaco. Avevo 19 anni tanta voglia di sinistra in corpo, tanti scioperi, un eskimo addosso, le accuse di fascista rosso da parte della professoressa di inglese democristiana, meno dialettica di ora ma stessa passione, almeno credo.
Votai rifondazione, orfano e incazzato per non aver mai potuto votare Pci, a sostegno del centro sinistra. Erano gli anni del "cavaliere nero" che aveva esternato a tutto il paese che non era più interessato solo ai telegatti ma anche al signor Fini candidato sindaco a Roma.
Feci così anche dopo. Mai Pds, nè Ds, nè altre trasformazioni strane fino al Pd. Niente di tutto ciò. Sempre e solo quello che si trovava nella parte estrema della scheda, prendendo anche molte facciate.
Ho sempre votato non perchè lo ritendo un diritto/dovere ma perchè lo volevo, lo sentivo, e credevo nelle persone alle quali in quel momento stavo dando il mio voto.
Dico questo perché non sono d'accordo quando sento dire che si deve andare a votare perchè è un nostro diritto e perché poi non si può protestare allora, credo fermamente che sia anche un diritto dire che tutto ciò che mi offre il panorama politico non mi piace, non mi soddisfa oppure mi fa schifo. Discorso differente invece credo si debba fare per coloro che non votano perché a loro non interessa o perché hanno altro da fare.
Forse è anche per questo motivo che abbiamo un centro sinistra che ogni tanto, troppo, ci "delude" forse in questi anni noi siamo andati sempre incontro a loro, quando in realtà dovrebbe essere il contrario. La voglia di sinistra nelle piazze, nei posti di lavoro si sente, si può toccare concretamente. E allora cosa manca?
Non credo si possa fare il rivoluzionario a spot per poi convergere sempre verso il centro quando ci si avvicina alle elezioni, forse servirebbe trovare un equilibrio che gioverebbe a tutto e a tutti. Inoltre non credo si possano dare colpe di eventuali sconfitte a chi, prendendo un decisione, sceglierà di non votare quando in realtà dovrebbe essere la politica, aggiungo della sinistra, a convincere con idee e provvedimenti di sinistra coloro che si sono allontanati.
Detto questo nel post precedente ho parlato di un mio possibile "non voto", confesso di essere ancora in mezzo ad una palude, rabbia e problemi di coscienza, inoltre alcune cose che sono successe ultimamente nella mia città con la mia amministrazione mi hanno fatto ancora più innervosire, però sentire il "comico" prendere come esempio i "malati di mente" ai quali non si danno carezze molte volte ipocrite ma politiche sociali serie e concrete, amicizia e uguaglianza... vedere ancora una volta nella cassetta della posta un tentativo di truffa a norma di legge con tanto di modulo rimborso Imu... rileggere i danni fatti dal ministro Fornero firmati dal professore e la disoccupazione galoppare al massimo... ecco tutto ciò credo che mi porterà ad esprimere un voto, continuando a sperare e aspettando che prima o poi chi vuole rappresentare le idee di sinistra si sposti verso le richieste di chi gli offre il suo voto e non viceversa.



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