Il primo giorno dell'anno ha sempre un fascino particolare. Una vena di tristezza ma anche una sorta di punto e a capo per ripartire. Vero è questo è solamente un punti di vista di noi uomini che crediamo di poter dare una svolta grazie a delle scadenze stabilite. Dal prossimo anno niente dolci, niente sigarette, niente spese pazze e via di seguito. Il tempo alla fine è uno solo.
Non amo particolarmente il capodanno ma l'ho sempre festeggiato, non mi piace la piazza, possibilmente se riesco mi bastano degli amici cari, una tavola abbastanza imbandita, del buon vino, qualche sigaretta (una vola ora è quasi un anno che non ne tocco una), magari una chitarra e il gioco è fatto.
I migliori capodanno comunque rimangono quelli di una volta, quando tutta la famiglia era riunita. Antipasti infiniti, primi e secondi e vi risparmio il resto. Il bello era lo stare insieme, grandi e piccoli che non aspettavano altro. Quando eravamo più piccoli ricordo che passavamo dal cantare in genovese al classico mercante in fiera, tombola e sette e mezzo. Fino alle 4 del mattino e oltre. Tre o quattro generazioni che si divertivano.
Ora forse festeggiamo talmente tanto, mangiando e bevendo che il capodanno sembra solamente l'ennesima tappa di una festa continua.
A prescindere da tutto questo, e dalla vena un po' malinconica, vi auguro un felice 2016. Il vecchio io lo voglio proprio mettere da parte, purtroppo mi ricorderà per sempre la perdita di due persone meravigliose.
Questa è la vita si dice, è così.
Quindi punto e a capo.


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