Ho ancora ben presente quel ricordo. Quelle parole di mia madre, "Fate piano perché papà dorme". Quando ero piccolo forse non capivo totalmente. Non capivo perché papà a volte dovesse dormire di giorno. Ricordo la sua entrata in casa magari alla mattina presto e quel nostro, mio e di mio fratello, andare a giocare proprio davanti alla sua camera mentre cercava di dormire.
Mio padre ora è in pensione, era un operaio Italsider. Uno di quelli che si faceva chilometri a piedi e in autobus, non abbiamo mai avuto la macchina, per entrare in turno. Uno di quelli con la tuta blu tatuata addosso, che ancora abbiamo a casa, che scendevano in piazza per il collettivo.
Oggi Genova è ancora una volta vicino ai suoi operai, quelli rimasti, alle sue fabbriche che sono state abbandonate dallo Stato italiano, svendute prima, illuse poi.
In questi giorni nelle nostre strade stanno sfilando le tute blu con il consenso, a parte qualcuno, dei concittadini. Oggi la polizia ha fermato il corteo per non farlo andare in centro, perché manifestare da ancora fastidio. Due schieramenti uno di fronte all'altro, padri e madri di famiglia contro. Poi una poliziotta si è tolta il casco per dare la mano ad un operaio, forse un gesto spontaneo.
Le proteste di questi giorni hanno ottenuto un incontro alla presenza di un sottosegretario del governo, Renzi probabilmente sarà in giro a fare battute poi lui non può apparire quando si tratta di cose negative. Vedremo come andrà a finire.
Noi a Genova la tuta no ce la togliamo, questo deve essere chiaro.



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