venerdì 21 ottobre 2016 19 vostri commenti

Razzismo privato

Due questioni oggi mi hanno fatto scuotere la testa che in questo periodo è sempre in movimento di certo non per cose felici o notizie che ci passano davanti agli occhi.
La prima è quella dell'imminente sgombero della cosiddetta giungla di Calais e la presa di posizione netta dell'ormai distante Gran Bretagna. Un provvedimento preso da un tribunale che vedrà con tutta probabilità quasi 1300 bambini mandati a destra e sinistra e profughi rispediti al mittente.
La seconda è il caso del Liceo Marco Polo di Venezia dove a quanto pare dovrebbe esercitare il ruolo di "insegnante", messo tra virgolette in maniera emblematica, una professoressa di cui non faccio nemmeno il nome che nel mare infinito dei social network scriveva e scrive cose del tipo "ammazzateli tutti", "bruciateli", "perché li avete salvati" riferendosi ai profughi con tanto di simboli fascisti.
Vita privata? Libertà di espressione?  Forse davvero come ho letto in giro questa donna meriterebbe solamente di non essere considerata, ma credo che in quanto insegnante, maestra o professoressa una persona debba essere portatrice sana di principi di democrazia dentro i quali non possono non esserci la solidarietà e l'accoglienza verso chi si trova in situazioni peggiori delle nostre.
Visto che parliamo di un'insegnante che inneggia anche alla grandezza del fascismo dovrebbe allora rivedere qualche libro di storia alla voce colonialismo, quando noi italiani per metterci alla pari delle altre nazioni giocavamo a fare gli imperialisti andando in casa d'altri.
Queste storie hanno un comune denominatore, l'odio per chi è diverso, la paura che è sempre più alimentata dall'individualismo che possiamo vedere in ogni posto anche nel nostro quotidiano.
Dovremmo saltare la staccionata e provare a metterci in scarpe diverse, guardare il mondo attraverso una rete di un campo profughi non da una televisione a 55 pollici, poi forse allora potremmo anche incominciare a capire.
Forse.
martedì 11 ottobre 2016 30 vostri commenti

Mi informo ergo sono

La mia scelta rispetto al referendum la sapete già. Però non vorrei parlare di contenuti ma del fatto che purtroppo in questo paese, e non solo direi, si riesce raramente a parlare dei problemi reali. Ormai la sfida sul quesito sembra ridotta ad una manichea scelta tra Renzi o i suoi avversari. 
Ciò che penso su Renzi direi che non è il caso nemmeno di ripeterlo, per quanto riguarda Salvini e company direi pure. Chi in questo momento decide per il NO o per il SI solo perché da una parte di sono i 5stelle o perché è contro Renzi, oppure perché non riesce ad avere la stessa idea di Salvini (ne ha?!?!?) compie un enorme errore.
Democrazia significa anche leggere e decidere con la propria testa, credo che l'obiettivo di molti politici sia proprio quello di evitare il confronto, anche con le piazze, ridurci sempre di più a semplici notai del consenso. I referendum, anche se in passato sono stati organizzati per motivi futili, sono sempre dei momenti importanti dove possiamo esprimere una nostra opinione. Se non riusciamo a capire questa cosa abbiamo perso in partenza, a prescindere da Renzi o Salvini.
Leggete, informatevi e discutete non fermatevi ai titoli o alle dichiarazioni di chi vorrebbe mettervi in un cassetto senza chiave.
mercoledì 5 ottobre 2016 13 vostri commenti

Non desiderare l'acqua d'altri

Succede anche questo nel nostro paese e precisamente nella mia città, Genova. La prefettura assegna un appartamento  ex biblioteca universitaria in via XX Settembre, strada centralissima, a 9 profughi, tra cui 3 donne incinte e due bambini di pochi mesi. 
Potete immaginare il finimondo scoppiato e cavalcato politicamente dalle destre con i soliti proclami "prima gli italiani" e via di seguito. Il tutto sempre accompagnato dalla solita ipocrita frase "non siamo razzisti ma...". Per non citare l'indignazione rispetto al fatto che si mettono dei profughi nel salotto bene della città.
Seconda puntata della sit com vergognosa. I condomini del palazzo in riunione votano a maggioranza (17 a favore, 3 contrari) per non consentire l'allacciamento dell'acqua visto che in quell'appartamento mancava l'attacco diretto.
La bestialità delle persone ha raggiunto livelli inenarrabili, molto probabilmente gli stessi che si sono seduti ed hanno alzato la loro manina per votare contro l'allacciamento domenica prossima potrebbero essere in prima fila ad ascoltare il vangelo dove esattamente non ricordo di aver mai sentito dire NON DATE L'ACQUA A CHI NE HA BISOGNO.
Non ce la facciamo a restare umani.
martedì 4 ottobre 2016 17 vostri commenti

15 minuti di democrazia

Il dissenso credo stia alla base di una democrazia. Tirarsi fuori, esprimere la propria opinione sono tutte cose che a mio parere misurano lo stato di libertà di un paese o di un gruppo che sia. Tutto ciò ancora di più quando nelle parole di chi esprime un parere differente non si sconfina nell'insulto.
Le parole di Beppe Grillo riferite alla fuoriuscita di Pizzarotti sanno di disprezzo verso chi ha un'altra idea e non si allinea con li capo. La frase "15 minuti di celebrità" detta da chi proprio su quella cosa ha basato gran parte del successo, e dei soldi, degli ultimi anni fa sorridere.
Il problema è che non possiamo più permettercela una risata in un momento in cui chi la pensa diversamente viene messo alla porta, ghettizzato, in un mondo dove anche nella nostra quotidianità siamo accerchiati dagli Yes man pronti a stendersi come tappetini pur di avere un posto al sole.
Gli zerbini che conosciamo noi, al contrario, non sono mai messi fuori dalla porta.
A volte spero in 15 minuti di democrazia.
venerdì 30 settembre 2016 13 vostri commenti

Emilie

Faccio fatica a leggere certe notizie. Si tratta di un profondo fastidio che porta a scuotere la testa come voler dire non è possibile. Non riesco nemmeno ad immaginare il dolore dei genitori di Emilie, ragazza francese di 17 anni che si è tolta la vita lo scorso gennaio. 
Una depressione che i genitori pensavano fosse dovuta alla loro separazione per poi scoprire un diario  dove Emilie aveva annotato la sua sofferenza quotidiana che doveva affrontare ogni giorno tra i banchi di scuola. Colpevole di non vestirsi alla moda e di studiare, di non essere come tutti gli altri diventando così obiettivo di insulti terribili.
Scene che probabilmente anche in questo momento si stanno ripetendo, troppo spesso lasciate correre da chi invece dovrebbe intervenire.
Il silenzio è alla pari degli insulti dei bulli come il voltarsi dall'altra parte. 
Lei voleva essere solamente sé stessa, gli altri no.
venerdì 23 settembre 2016 18 vostri commenti

Lapalissiano

Niente Olimpiadi. Ognuno chiaramente avrà la sua opinione. Credo però che non si parli di un aspetto fondamentale, ossia il fatto che ogni manifestazione sportiva debba per forza essere accompagnata da spese assurde, interventi su impianti e costruzioni varie.
Una manifestazione sportiva, se parliamo ancora di questo, dovrebbe esistere a prescindere da tutto e aggiungo che gli impianti sportivi dovrebbero essere a norma al di là di un'imminente Olimpiade o Mondiale che sia.
Perché davvero qualcuno mi deve spiegare (lo so) il motivo per il quale Mario di 7 anni debba correre in un impianto pericoloso per la sua incolumità, perché la signora Maria che ogni mattina va a fare AcquaGym rischi qualcosa, perché il Pulcino di una squadra di calcio di periferia ogni volta che entra in campo deve toccare ferro.
Ma sarà troppo tardi probabilmente quando lo capiranno.
venerdì 16 settembre 2016 26 vostri commenti

Colpevoli

Cosa sta succedendo? Tutto viene tritato in pochi attimi, un passaggio e via come se ogni cosa facesse parte di un puzzle impazzito e infinito. Anche la storia del lavoratore investito davanti ai cancelli della fabbrica rischia di passare inosservata, finita già in fondo alle pagine dei giornali. 
Un fatto del genere meriterebbe la risposta del paese stesso, anni fa in questo momento ci sarebbero stati scioperi spontanei, chiusura delle catene di montaggio. Ora nulla. Adesso molti non sanno nemmeno del fatto o magari non lo ritengono nemmeno grave, perché la cultura che si sta affermando nei posti di lavoro è quella dell'individualismo, del pensare al proprio posto, al proprio benessere non al collettivo.
Spesso la solidarietà viene a mancare, lo sciopero viene vissuto come un optional non come un diritto acquisito grazie alle lotte di milioni di persone, che in alcuni casi hanno dato anche la vita.
Qualcuno dirà che la verità non è ancora emersa, diranno che nessuno ha dato l'ordine di partire al camion, parleranno di casualità, ma in questo mondo purtroppo non sembra assurdo un tale fatto perché ormai tutto è possibile in un paese dove i lavoratori spesso sono trattati da sudditi, dove si rischia ancora il posto di lavoro per scioperare, dove ci sono privilegi per pochi e fatica e sudore per molti, dove le lotte vengono viste come ricordi del passato, dove i datori di lavoro cercano di dividere i lavoratori per non avere rogne, dove su tutti comandano gli Yes Man.
Siamo tutti colpevoli purtroppo per aver rinunciato a lottare in passato e per non farlo abbastanza adesso.
giovedì 1 settembre 2016 20 vostri commenti

Reality day

Ora mi aspetto la richiesta di portare al ministero le fedi come dono alla patria natia. Se non fosse la realtà quella della campagna del fertility day, si potrebbe pensare ad un pezzo del film di Antonio Albanese.
Invece si tratta della triste realtà di un governo imbarazzante, composto da ministri impresentabili e impreparati, una su tutte la Lorenzin.
Quella che senza laurea si ritrova a capo del ministero della Sanità, e non ci sarebbe niente da ridire sulla mancanza di titoli se non per il fatto che ai comuni mortali un titolo del genere viene richiesto solo per mandare un curriculum al giorno d'oggi.
Forse il ministro non sa, o forse si, che la scelta di diventare genitore rientra nella sfera privata di una donna, di una coppia, non sa che in questo momento ci sono persone che per anni provano ad avere figli non riuscendoci, a volte andando incontro a momenti difficili, non sa che ci sono persone che scelgono consapevolmente di non averne e non vanno biasimati per questo,
Forse il ministro non sa, o forse si, che gli stipendi in questo paese sono fermi da anni, che non si rinnovano più contratti, che la stabilità di un posto di lavoro si ha solamente per pochi minuti, che il suo capo ha preso in giro tutti con la storia dei co.co.pro diventati voucher, che i Marchionne Boys ad un colloquio di lavoro chiedono ad una ragazza se vuole mettere su famiglia.
Magari ignora il fatto che i comuni mortali per mantenere i figli devono fare ore e ore di straordinario, che molti solamente grazie all'aiuto dei nonni riescono ad andare avanti, che vicino agli asili hanno aperto gli sportelli della Findomestic, che tra poco inizieranno le scuole e per quella che si chiama scuola dell'obbligo per comprare i libri ci vorrebbero 1400 giacche di Geppetto.
Consiglio un giro in quella che si chiama realtà.

giovedì 25 agosto 2016 5 vostri commenti

Silenzio per favore

Da poco ho finito di leggere un libro di Fumio Sasaki, giapponese che cerca di spiegare l'arte dell'essenziale e del riordino. Una frase mi è rimasta impressa, proprio quella in cui spiega che molti giapponesi dopo l'ultimo terremoto-maremoto hanno deciso di disfarsi degli oggetti di casa, per evitare di rimanere schiacciati durante una scossa sismica.
Ora lasciando perdere questo eccesso, la cosa vera però è che di regola il terremoto di per sé non fa vittime, se ci sono di solito è perché l'uomo ha sbagliato qualcosa.
La tragedia di Amatrice, Accumuli e altri paesini spezza il cuore ogni volta che si guardano le immagini, ogni volta che incrociamo lo sguardo di persone hanno perso tutto, ogni volta che si legge di una vita spezzata con la sua storia portata via in pochi secondi. 
La rabbia è tanta perché vorrei sentire parlare di prevenzione e sicurezza e non più di emergenza e del paese dal cuore d'oro che risponde ogni volta che c'è una tragedia... acqua, terra, fuoco che sia.
Il pensiero ora è davvero solamente rivolto a chi ha perso qualcuno e ancora sta sperando di ritrovarlo, non parlerò di chi in questo momento riempie la rete di spazzatura razzista, di chi scrive cose senza nemmeno saperle, di una scuola ricostruita con i soldi per L'Aquila e crollata in pochi secondi, di Bertolaso che dovrebbe espatriare su Marte e invece parla, di politici che fanno proposte irrealizzabili, di amministratori che parlano ma in questi anni non hanno mai messo a norma niente, di giornalisti che non vedono l'ora di inquadrare un pianto, di giapponesi che comprano le case antisismiche da noi in Trentino, di gente che ora commenta e tra un mese non saprà nemmeno più come si chiamavano i paesi colpiti,  di cittadini che si fanno inquadrare dalle telecamere.
Non ce la faccio sono stanco, allora penso solo a loro che stanno ancora sperando e a tutti quelli che veramente e in silenzio stanno facendo qualcosa.
lunedì 22 agosto 2016 10 vostri commenti

4 anni di letargo

4 anni.
Questo è quanto impiegano gli italiani, forse non solo, per accorgersi della presenza di altri sport.
Atletica leggera, tiro al piattello, lotta greco romana e tutto il resto sembrano comparire solamente nel momento in cui compare magicamente una fiaccola. Contemporaneamente ogni cittadino che si rispetti diventa espertissimo di tutte le discipline. Quelli che commentano la pallavolo reclamando schemi, quelli che parlano di tecniche sopraffine per migliorare la mira, quelli che pensano di distinguere un bel tuffo da uno brutto mentre loro non lo fanno neanche a bomba.
Ora tutto tace, il Brasile può togliere da sotto il tappeto le Favelas e il campionato di calcio ha invaso le prime pagine dei giornali, dei marciatori che arrivano al traguardo esultando per un 75mo posto non frega più niente a nessuno.
La speranza è che qualche ragazza o ragazzo si sia innamorato di uno sport minore grazie alla visibilità di questi giorni, perché non esiste solo il calcio e lo dice uno che c'è dentro da più di trent'anni.
martedì 19 luglio 2016 19 vostri commenti

Spettri in attesa

Non amo le dietrologie. Quello che però è successo negli ultimi giorni mi ha fatto pensare ad una regia ben architettata. Nizza e poi il golpe in Turchia potrebbero essere due atti dello stesso copione. Fermo restando che ci sono ancora dei dubbi sull'appartenenza all'Isis dell'uomo alla guida del Tir, il golpe del giorno dopo potrebbe essere stato, non creato da Erdogan, ma diciamo accompagnato al suo svolgimento in un momento di crisi delle strutture di sicurezza occidentali. Una golpe che permetterebbe, e sta permettendo, al presidente di dare una svolta ulteriormente, ricordiamolo perché la democrazia è un'altra roba, autoritaria al paese.
Contemporaneamente fornire un aiuto al terrorismo dato che mi sembra di capire che per ora tutte le operazioni anti ISIS siano ferme.
Qui non si tratta di aver tifato i militari, cosa che francamente mi fa inorridire, ma di una politica estera occidentale che continua ad essere sbagliata, che ha seminato guerra ovunque, che ha giocato all'azzardo con personaggi sostenuti e poi combattuti.
Se un governo deve essere sovvertito la mia speranza è quella che si possa farlo in maniera democratica, altrimenti la via della rivoluzione deve essere tracciata dal popolo non dai militari. L'esempio dell'Egitto è sotto gli occhi di tutti.
In tutto questo delirio geopolitico si avverte la mancanza di una leadership occidentale, la totale assenza di un movimento pacifista che mi spaventa terribilmente, l'ignoranza delle persone che commenta scrive senza avere la minima idea di cosa si stia parlando, e gli spettri della Clinton e soprattutto di Trump in attesa di dare il colpo di grazia.

venerdì 15 luglio 2016 6 vostri commenti

Dolore senza confini

La morte è sempre un fatto privato, il pensiero adesso va a chi ha perso un proprio caro e al dolore che in questo momento sta provando.
Il mondo sembra finito in un esistenza a spot, i problemi diventano tali solamente quando ci toccano da vicino, quando il dolore è a pochi chilometri da noi. 
Le immagini di Nizza sono terribili, provocano rabbia, dolore e paura del futuro, perché ognuno di noi si rivede in quel posto e sa che poteva esserci. Sono immagini che però ogni giorno, in altre parti del mondo sono abituali, ma lontane da noi quindi poco interessanti, più rassicuranti come se quello che succede in un altro continente appartenesse ad un altro mondo.
Sto invecchiando, sono diventato padre e le immagini di quella bambola fanno venire ancora di più le lacrime agli occhi ogni volta che passano su uno schermo, non sono  differenti dalle immagini dei tanti bambini che in altre parti del mondo perdono la vita per colpa della stupidità, dell'avidità, della brama di potere e del fanatismo di ogni colore dell'uomo.
Ora leggeremo tante frasi di indignazione, il copia incolla delle parole della Fallaci, insulti sui social network verso il diverso, poi ci sarà il silenzio ancora una volta, ognuno  tornerà alla sua quotidianità chiuso nel proprio recinto mentre chi ha perso qualcuno rimarrà solo col suo dolore.  Come sempre non si sarà alcuna riflessione su come è nato l'Isis, sul perché ogni volta nasce un pericoloso nemico da sconfiggere che serve ai mercanti della guerra, su chi ha finanziato in partenza il terrorismo, sul fatto che guerra chiama guerra.

Forse quando ci accorgeremo che queste cose succedono ogni giorno ad ogni latitudine inizieremo a sconfiggere la bestialità dell'uomo.
lunedì 11 luglio 2016 11 vostri commenti

Avanti i prossimi... Liebster Award


Prova 1...2...3... Volevo ringraziare Vix per essere stato nominato. Non ricordo di aver mai fatto un pos del genere ma se una persona perde anche solo un secondo per nominarmi nel suo blog mi sembra carino dare seguito alla cosa. Quindi davvero grazie!!!

Le regole:
1. Pubblicare il logo del Liebster Award sul proprio blog.
2. Ringraziare il blogger che ti ha nominato e seguirlo
3. Rispondere alle sue 11 domande.
4. Nominare a tua volta altri 11 blogger con meno di 200 follower.
5. Formulare altre nuove 11 domande per i tuoi blogger nominati.
6. Informare i tuoi blogger della nomination

Ora passiamo alle domande a cui devo rispondere...

Di quale libro saresti voluto essere l’autore?
Se penso ad uno degli ultimi mi viene in mente "La verità sul caso Harry Quebert", uno di quelli che ti tiene incollato... ma se devo pescare nel passato dico assolutamente "1984"
In che momento della giornata scrivi e perché?
Scrivo quando mi capita, il tempo ormai per dedicare a ciò che ci piace va conquistato e preso al volo, se sento la necessità di scrivere quindi me la conquisto
Sei un lettore più cartaceo o più digitale?
Sono un cartaceo, ho un Ebook Reader ma l'ho preso per evitare di portarmi in viaggio una montagna di libri e per risparmiare qualcosa. Ma la carta ha un fascino inarrivabile.
Se dovessi descrivere la tua scrittura con una parola quale sarebbe?
Difficile. Credo che debbano essere gli altri a giudicare come scriviamo, noi abbiamo sempre una visione parziale.
Che genere di letture preferisci?
Mi definirei onnivoro, nel senso che leggo di tutto. Se devo escludere proprio qualcosa diciamo che non amo i gialli, così facciamo prima.
Che tipo di emozioni e sensazioni vuoi comunicare scrivendo?
Francamente quando scrivo non ci penso, lo faccio perché ne sento l'esigenza e a seconda del contenuto mi sento di comunicare qualcosa.
Scrivi per te stesso o perché qualcuno debba leggerti?
Assolutamente per me, poi ci sono quelle situazioni in cui si scrive per informare gli altri, ma in generale la penna si muove per me.
Quanto tempo dedichi alla scrittura e alla lettura?
Ora meno di prima, da quando sono diventato papà giustamente ho meno tempo ma mi ritaglio attimi durante la giornata e poi dopo le dieci di sera.
Il tuo rapporto tra musica, lettura e scrittura.
Quando scrivi e leggi se stiamo attenti la musica si sente, c'è sempre una colonna sonora.
Di quale romanzo saresti voluto essere l’antagonista?
Assolutamente Long John Silver, alla fine sono un uomo di mare...
Cosa chiederesti se incontrassi il tuo autore preferito?
Direi a Orwel... Come hai fatto a capire tutto?

Adesso le 11 domande alle quali i prossimi nominati dovranno rispondere...

1. Un libro al quale vorresti cambiare finale.
2. Librerie o Biblioteche?
3. Leggi fino in fondo tutti i libri?
4. Se dovessi scrivere un libro dove lo ambienteresti?
5. Scrittura in prima persona o in terza?
6. Un libro che non consiglieresti mai.
7. Da cosa vieni attirato per l'acquisto di un libro?
8. Cosa ne pensi di chi scrive o sottolinea i libri?
9. Il tuo rapporto con gli audiolibri.
10. Quanto sono importanti le recensioni dei libri?
11. Il libro che hai letto nel minore tempo.

E ora i nominati, sulla "clausola" meno di 200 follower la vedo grigia, ho cercato anche di mettere chi non è ancora in ferie da blogger.

http://noidelteatro.blogspot.it
http://micacotiche.blogspot.it
http://berica-antennaparabolica.blogspot.it
http://zoneindefinite.blogspot.it
http://alligatore.blogspot.it
http://ninehoursofseparation.blogspot.it
https://vengodalontanomasodoveandare.blogspot.it
https://zacforever.wordpress.com
http://albertocane.blogspot.it/
http://vorreiessereunbaol.blogspot.it

questo è tutto.





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sabato 25 giugno 2016 27 vostri commenti

Questioni di felpe

Questa Brexit sembra una di quelle cose che molti vorrebbero fare e poi quando si concretizza si vorrebbero tagliare le mani per averlo fatto.
La prima cosa che ho pensato leggendo l'esito del referendum è che gli inglesi sostanzialmente sono sempre stati fuori dall'Europa cercando di ottenere vantaggi con la loro partecipazione ad hoc. 
Sui social, ma anche sui giornali, si parla di popolo che decide, di ignoranza di chi ha votato. Ecco vorrei solamente ricordare che spesso il popolo, quando vota (perché poi dipende dalle percentuali) ha dato vita a degli orrori politici. Vogliamo parlare della famiglia Bush pluri votata, del ventennio di Berlusconi, oppure se andiamo indietro nel tempo vogliamo parlare di Mussolini, Hitler. Oppure veniamo ai nostri giorni con la candidatura di Trump, probabile prossimo presidente americano.
Molti diranno, questa è la democrazia. Vero. Però la democrazia si nutre di informazioni, chiare e limpide. Aggiungo che sarebbe compito di chi si presenta come "servitore dello stato", parola ormai dimenticata, dire le cose come stanno, spiegarle anche a chi  probabilmente non ha mezzi o strumenti per andare a fondo nelle analisi economiche e politiche.
Perché vedete è talmente semplice gridare fuori dall'Europa per evitare gli sbarchi degli extracomunitari e poi però trovarsi in una situazione dove probabilmente la stessa persona che ha detto di lasciare la UE si troverà nei problemi più neri rispetto al solito ricco che alla fine si salva sempre.
Per quanto riguarda l'Europa, il pensiero va a chi veramente l'aveva pensata come strumento di pace, persone come Altiero Spinelli, che hanno garantito più di 50 anni di cooperazione a degli Stati che è giusto ricordare fino al 1945 si sono fatti la guerra, quella vera. L'Europa deve ritornare ad essere unione di diritti, unione dei lavoratori, deve mettere da parte la calcolatrice dei bilanci e smetterla di farsi comandare dalla Germania, altrimenti il futuro è solo in uscita.
Riflettere è troppo complicato, è molto più semplice mettersi una felpa con scritto Exit e prendere uno stipendio da Bruxelles come fa Salvini.
giovedì 9 giugno 2016 14 vostri commenti

Sorvoliamo

Leggo oggi le dichiarazioni del Presidente della Repubblica "L'Italia gradualmente riparte", statistiche che riportano un +341mila lavoratori che hanno trovato lavoro a tempo indeterminato. Sorvolerò sul fatto che questi dipendenti avranno un "contratto a tutele crescenti" imbarazzante e differente da tutti gli altri, sorvolerò sul fatto che usano parole come "tutele crescenti" per convincere la gente che poi la cosa migliorerà ma è palese che non è così sui posti di lavoro, sorvolerò sul fatto che 11 milioni di persone rinunciano alle cure mediche perché non se lo possono permettere, sorvolerò sul fatto che quasi tutte le categorie di lavoratori hanno i contratti scaduti e non adeguati, sorvolerò sul fatto che ho amici che cercano lavoro da anni e non lo trovano, sorvolerò sul fatto che per studiare ormai serve un mutuo, sorvolerò sul fatto che ogni volta che Renzi e company  prendono una batosta elettorale il giorno dopo escono titoloni che parlano di ripresa. 
Anzi non sorvolo.
lunedì 23 maggio 2016 4 vostri commenti

Loro non vogliono cambiare

Ci sono cose che non si dimenticano, che rimangono impresse nella mente, volti, parole, immagini, una folla che cerca di aggredirei l'ipocrisia dei politici presenti. 

« Io, Rosaria Costa, vedova dell'agente Vito Schifani mio, a nome di tutti coloro che hanno dato la vita per lo Stato, lo Stato..., chiedo innanzitutto che venga fatta giustizia, adesso.
Rivolgendomi agli uomini della mafia, perché ci sono qua dentro (e non), ma certamente non cristiani, sappiate che anche per voi c'è possibilità di perdono: io vi perdono, però vi dovete mettere in ginocchio, se avete il coraggio di cambiare...
Ma loro non cambiano... [...] ...loro non vogliono cambiare...
Vi chiediamo per la città di Palermo, Signore, che avete reso città di sangue, troppo sangue, di operare anche voi per la pace, la giustizia, la speranza e l'amore per tutti. Non c'è amore, non ce n'è amore... »

E ancora adesso, rileggerle e scriverle fanno venire i brividi.
Avevo 17 anni.
giovedì 19 maggio 2016 6 vostri commenti

Asilo Republic?

I bambini dell'asilo non stanno facendo casino... no perché l'asilo non c'è!
Ci sono notizie che passano in secondo piano, non fanno scalpore ma vanno a toccare direttamente il quotidiano delle famiglie.
Da alcune statistiche è emerso che nel nostro paese c'è un deficit di circa 1700 asili nido e una carenza di 20mila lavoratori nel settore. Parliamo di 3656 strutture pubbliche e 5214 strutture private che riescono a coprire soli il 17% del fabbisogno. Dai numeri si capisce che lo stato latita. 
Un servizio che sostanzialmente lascia scoperta l'area educativa da 0 a 6 anni. I tempi sono cambiati lo sappiamo, molti di noi non hanno mai frequentato il "nido". Siamo cresciuti a casa con uno dei genitori, quando in famiglia poteva lavorare uno solo magari con l'aiuto dei meravigliosi nonni. 
Ci sarebbe anche da fare un discorso sull'importanza della frequenza del nido rispetto ai rapporti con gli altri bambini, al riconoscere altre figure diverse da quelle di mamma e papà e il rispetto di piccole regole che aiutano a crescere.
Ecco per molte famiglie tutto ciò rimane un miraggio, la realtà che abbiamo davanti è quella di una mancanza di servizi per non parlare dei costi che spesso portano ad abbandonare la scelta del nido.
900mila bambini sono in attesa di una risposta da parte dello Stato.

martedì 10 maggio 2016 19 vostri commenti

Qui dove la morte non è precaria

61 anni è un'età in cui si dovrebbe pensare ad altro. Per come la penso io il lavoro dovrebbe essere ormai problema superato, nel vero senso della parola e magari essere già in pensione, poter prendersi dello spazio per il proprio hobby, godersi i nipoti, fare dei viaggi con la propria famiglia o altro.
61 anni è un'età in cui non ci dovrebbe essere scritto sulla carta d'identità interinale.
61 anni non dovrebbero fare rima con fatica, lavoro, sudore.
61 anni non possono essere collegati all'ansia per un lavoro che oggi c'è e domani non si sa.
61 anni magari è un'età in cui un pensiero all'aldilà uno lo può anche fare, esorcizzandolo e spostandolo sempre di più.
Non qui.
Non in Italia.
Qui a 61 anni si muore di lavoro.
Sul lavoro, da precario.
lunedì 9 maggio 2016 7 vostri commenti

Conta e cammina


Basterebbe la foto. La lotta che Felicia Impastato ha intrapreso fino alla sua morte rimarrà per sempre come simbolo di una parte della popolazione che non ha mai detto si alla mafia, che non ha mai abbassato la testa e che ha sempre guardato negli occhi i propri aguzzini.
I 100 passi che dividevano l'abitazione di Peppino da quella di Zu Tanu erano quelli che in pratica dividevano le stanze del potere da quelle di Cosa Nostra, anzi spesso i passi si riducevano ancora. Oggi noi abbiamo il compito di ricordare chi ha sacrificato la propria vita per permettere agli altri di viverne una normale, ma non solo. Dobbiamo tenere alta l'attenzione perché la mafia esiste sempre e quei 100 passi vanno sempre vigilati e percorsi per andare sotto la finestra del prossimo potente di turno a gridare le parole che Peppino ci ha lasciato in eredità.
venerdì 6 maggio 2016 22 vostri commenti

Non serve strapparle

Ciò che penso di Salvini e del suo partito direi che non è nemmeno il caso di rammentarlo, populismo  condito di razzismo che cavalca il tema del momento.
Un'altra cosa certa però è che non mi piace vedere gente che entra in una libreria e strappa pagine dei libri, per non parlare di quelli che in passato li hanno bruciati.
Mai e poi mai condividerò gesti del genere, non mi appartengono e penso che non vadano d'accordo con la parola democrazia, anche se in quei libri stessi si parlasse di razzismo e altro.
Le idiozie e le assurdità che ha scritto (?) Salvini non hanno bisogno di essere strappate, ma solo contrastate come l'arte della parola e nel migliore dei casi si autodistruggono da sole.

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