Una foto di 28 anni fa ha una potenza difficile da descrivere. Un pugno nello stomaco o una carezza da far venire i brividi.
In pochi attimi riesce a riportarti indietro nel tempo, facendo luce in quegli angoli che ormai sembravano bui. Parole, sguardi lontani nel tempo, ma sempre nostri. Qualche capello in meno, il segno del tempo che ha trovato modo di lasciare una traccia sulla pelle, ferite e gioie come mandanti.
Quindi siamo stati giovani anche noi. Quando scuotiamo la testa guardando gli adolescenti, quando li critichiamo, temporaneamente abbiamo cancellato quegli anni in cui eravamo dall'altra parte.
Una foto, si. Che ti ricorda di essere stato sul cofano di una macchina di notte sulla neve, perché non avevamo le catene ed era l'unico modo per tornare a casa. Di avere bevuto un po' troppo e non ricordare nemmeno il locale della sera prima. Di avere sentito il cuore a mille per quella ragazza senza la quale pensavi di non poter vivere. Di aver pensato di sapere tutto. Di avere paura di non sapere niente. Di avere scavalcato cancelli nonostante i divieti. Di avere fumato, di avere marinato, o tutte e due le cose contemporaneamente. Di aver corso a mille all'ora dopo aver fatto un casino pazzesco. Di aver pianto senza fine per una risata stupida o per essere stato lasciato dalla ragazza.
Per Rimbaud "quando hai diciassette anni non fai veramente sul serio".
Chissà.

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