Credo di essere diventato troppo vecchio per i calci di rigore, voglio il ritorno alla monetina. E via. Confesso la soddisfazione di battere l'Inghilterra in casa loro, dopo i continui proclami da fenomeni, dopo gli exploit del loro Salvini biondo spettinato.
Al di là di questo, il giorno dopo è bene fare un'analisi di ciò che abbiamo visto ieri. Per l'ennesima volta il mio amato calcio ha dato prova di essere al di sopra di tutto, anche della normale logica e delle normali leggi.
Uno stadio strapieno in pandemia fa solamente rabbrividire, scene davvero senza senso quelle viste ieri con tanto di esempio da parte di istituzioni che sembrano aver dimenticato il periodo in cui viviamo.
La tanto millantata correttezza inglese poi ieri è svanita in un pochi attimi. Inno fischiato, medaglia del secondo posto tolta subito e pubblico che non ha assistito alla premiazione dei vincitori.
Temo che scene del genere si vedano solo nel calcio purtroppo. Dove chi non vince è un perdente, un messaggio raccapricciante che viene mandato alle giovani generazioni. Se non vinci sei un fallito. Fa male tutto ciò, per chi ama questo sport.
Per concludere, tornando a casa nostra, da ieri dobbiamo rivedere il termine distanziamento sociale. Evidentemente per il calcio non serve visto che in molte città, la mia compresa, sono stati allestiti maxi schermi con gente accalcata senza dispositivi. Mentre se bisogna andare a fare un visita serve un permesso del papa e quando ci riesci devi entrare senza un accompagnatore.
Tempo difficili i nostri.

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